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Delitto Alice Neri, un alibi che vacilla e vestiti sporchi di sangue: si apre una nuova pista?

Modena. Si avvicina la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del 29enne tunisino Mohamed Gaaloul per l’omicidio di Alice Neri, uccisa a colpi d’arma bianca nella notte tra il 17 e il 18 novembre 2022 e collocata nel bagagliaio della sua auto, successivamente data alle fiamme a Fossa di Concordia, ed ecco uno sviluppo inatteso delle indagini, grazie al contributo investigativo della difesa del marito della vittima, Nicholas Negrini.

Si parla infatti, in queste ore, del deposito di una memoria che recepisce ed elabora quattro relazioni tecniche della criminalista Katia Sartori, consulente, con Luciano Garofano, dell’avvocato Antonio Ingroia, legale di Negrini.

Nella memoria si farebbe, tra l’altro, riferimento all’alibi – definito “vacillante” dagli organi di stampa – di uno dei soggetti presi in esame, nonché ad alcuni abiti del medesimo individuo su cui sarebbero state rinvenute tracce di sangue della vittima.

“La nostra tesi resta quella dell’omicidio premeditato”, spiega l’avvocato Ingroia, “e riteniamo vi sia necessità di ulteriori accertamenti, affinché la Procura completi le indagini prima di esercitare l’azione penale. Abbiamo fornito testimonianze relative ad una persona diversa da colui che oggi risulta indagato poiché abbiamo dimostrato che qualche alibi ritenuto sino ad oggi dalla Procura e dagli inquirenti come inattaccabile, in realtà non regge. Non posso entrare nel dettaglio poiché credo sia importante che la Procura possa svolgere ulteriori accertamenti senza che siano anticipati dalla stampa, ma la memoria non vuole essere una critica all’impostazione accusatoria ma un contributo per sgomberare il campo da ulteriori piste che vanno indagate fino in fondo.”

Katia Sartori aggiunge: “L’alibi che a nostro avviso vacillerebbe riguarda un collega della vittima, mai indagato. Abbiamo però acquisito una testimonianza oculare che inquadra la relazione instaurata tra la Neri e questa persona in un contesto di evidente conflittualità, sfociata in alcuni episodi aggressivi nel mese di novembre e ritenuti significativi e indicativi del contesto vissuto da Alice. Ci sono poi elementi sicuramente di interesse fino ad oggi taciuti.” “Sembra ragionevole poter ipotizzare che Alice Neri sia stata aggredita e uccisa con un’arma da punta-taglio”, conclude Luciano Garofano. “Un’arma che, viste le lesività riscontrate e il grado di ‘penetrazione’, può identificarsi in un coltello di dimensioni importanti.”

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