Cronaca e True Crime

Delitto Alice Neri: si va in aula, per l’accusa “è femminicidio”. La difesa: “nullo il rinvio a giudizio”

Modena. Iniziato, dinanzi alla Corte di assise a Modena, il processo per l’omicidio di Alice Neri. Imputato il 30enne tunisino Mohamed Gaaloul, arrestato nel dicembre 2022 in Francia. Risponde di omicidio volontario e distruzione di cadavere. Per tali reati è stato richiesto mandato di arresto europeo, Parigi deve ancora pronunciarsi circa l’eventuale estensione della consegna per i relati di violenza sessuale nei confronti di Alice, di tentata estorsione nei confronti di un’altra donna, di cessione continuata di stupefacenti.

Accusa

Così la Pm Claudia Natalini, titolare del fascicolo insieme al collega Giuseppe Amara: “A undici metri dall’auto bruciata viene trovata la spallina del reggiseno di Alice – afferma – È notte, è freddo. Nell’originaria chiusura delle indagini era contestata l’aggressione a scopo sessuale eliminata per principio di specialità: non puoi processare una persona per un reato diverso rispetto a quello per cui la persona è stata estradata, Ovvero omicidio e distruzione di cadavere. Finché la Francia non darà l’ok a estendere l’estradizione è un reato per cui non possiamo procedere ma siamo nell’ambito del cosiddetto femminicidio.” Dichiarazioni riportate da Fan Page.

Difesa

Mohamed Gaaloul è difeso dall’avvocato Roberto Ghini. SkyTg24 riferisce che ha eccepito la nullità del decreto di citazione a giudizio, causa la nullità dell’interrogatorio del suo assistito. Il legale ha sollevato altresì eccezione relativa agli atti contenuti nel fascicolo del dibattimento, di cui ha chiesto lo stralcio. Opposizione su quest’ultimo punto dei Pm Natalini e Amara, nonché dell’avvocato Cosimo Zaccaria, che rappresenta la madre della vittima. Alla prossima udienza, fissata il 21 febbraio, la decisione della Corte in merito all’eccepita nullità. L’avvocato Ghini ha anche annunciato che chiederà nuove perizie: l’esame di alcuni frammenti rivenuti in prossimità dell’auto della vittima e di un circuito elettronico; accertamenti sulle effettive modalità con cui bruciata la vettura con dentro il cadavere di Alice. “Non è vero”, ha dichiarato, “che le fiamme sono state innescate da olio, ma con benzina e questo cambia radicalmente la dinamica dei fatti di quella tragica sera.”

Parti civili

Ammesse come parti civili la madre, il fratello, il marito e la figlia della vittima. Oltre che l’Udi (Unione donne italiane) e la Casa delle donne. Obiezioni all’ammissione di quest’ultime, riporta sempre SkyTg24, sono state sollevate dall’avvocato Ghini, che ha evidenziato come nel presente processo non sia possibile richiamare la fattispecie del femminicidio.

Testimoni

Centotrentasei in tutto i testimoni di cui si chiede l’ammissione. Ottantaquattro quelli chiamati dalla difesa, molti in comune con quelli presenti nella lista del Pm. Una ventina i consulenti tecnici, tra cui la dottoressa Raffaella Sorropago, criminalista, esperta di Booldstain Pattern Analysis (Bpa) e perito del Tribunale di Roma.

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