“Il metodo Paraldi”, in arrivo una serie tv tratta dai noir di Fabrizio Roncone

Sono in corso a Roma le riprese della nuova serie tv Il metodo Paraldi, con protagonista Luca Zingaretti. La serie, liberamente tratta dai romanzi del giornalista e scrittore Fabrizio Roncone, si articola in otto puntate e sarà disponibile nel 2027, in esclusiva su Paramount+. Un originale crime drama, il cui protagonista, Marco Paraldi, è un ex reporter divenuto vinaio che, attingendo all’abilità investigativa maturata in tanti anni di attività sul campo, torna a investigare su casi di persone scomparse. Insofferente ai potenti e poco incline a tollerare le ingiustizie, Paraldi si muove per le strade di Roma, città sofisticata e brutale, dalle profonde e drammatiche contraddizioni. Le sue indagini lo conducono dagli ambienti ricchi e corrotti del potere fino ai contesti periferici più estremi e marginalizzati.
Le storie di Roncone sono adattate per lo schermo da Giulio Calvani e Federico Favot, in collaborazione con Bianca Rondolino e con la consulenza dello stesso giornalista. Alla regia, Giuseppe Gagliardi. La produzione è curata da Simona Ercolani per Stand by Me, con Teresa Carducci, Riccardo Chiattelli e Grazia Assenza come produttori esecutivi, la distribuzione affidata a Fremantle.
Accanto a Luca Zingaretti, Giuliana De Sio, Valeria Solarino, Gianfelice Imparato.
“Ho amato subito Marco Paraldi perché è un uomo libero”, ha dichiarato Zingaretti al Corriere della Sera. “Per difendere la sua libertà di cronista perde il lavoro in redazione. È autentico, retto, ma ha un caratterino testardo, a tratti insopportabile. È pieno di certezze e pure di grandi insicurezze. Mi piace perché è un personaggio tridimensionale, ricco di ombre e di luci, capace di vivere quei conflitti che portano avanti la narrazione. E perché nella vita reale nessuno è del tutto buono o cattivo: siamo tutto e il contrario di tutto.”
“Se sei un cronista di razza puoi anche ritirarti e aprire una vineria, ma l’adrenalina dell’indagine ti mancherà sempre, come l’ossigeno. Difficile resistere di fronte a un crimine irrisolto, al giallo di una persona scomparsa o a un omicidio», ha aggiunto Zingaretti.
Fabrizio Roncone, nato a Roma nel 1963, esordisce come giornalista nei primi anni Ottanta, collaborando con Paese Sera e successivamente con l’Unità. Nel 1998 entra nella redazione del Corriere della Sera dove si afferma come inviato speciale, realizzando inchieste di cronaca giudiziaria ed efficaci reportage dedicati all’attualità nazionale e ai costumi del Paese. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo il saggio politico Razza poltrona (2021) e, a quattro mani con Aldo Cazzullo, il giallo Peccati immortali (2019). La saga dedicata all’ex cronista vinaio Marco Paraldi si articola nei seguenti romanzi: La paura ti trova (2016), Non farmi male (2022), Il potere di uccidere (2023), Ogni nostro castigo (2025).
“I miei non sono gialli alla Dürrenmatt, dove c’è l’incastro, il meccanismo a orologeria”, ha spiegato Roncone al Corriere. “Sono anche e soprattutto scuse per raccontare pezzi di società, di come il bene e il male diventano talvolta indistinguibili. Paraldi è un ex giornalista che ha avuto un problema con un politico, ha lasciato il giornale dove lavorava e aperto una vineria dietro Campo de’ Fiori. Ma è rimasto cronista dentro: finisce sempre per imbattersi in vicende opache che lo spingono a indagare.”
E, intervistato tempo fa da Thriller Life sul rapporto tra la sua produzione noir il lavoro di giornalista, ha tra l’altro dichiarato: “Al Corriere, il giornale dove lavoro, ho praterie di libertà. Posso scrivere tutto ciò che vedo e che sento. Naturalmente, noi giornalisti abbiamo però un limite: dobbiamo poter provare tutto quello che raccontiamo alle nostre lettrici e lettori. E così, in certe situazioni, devi fermarti: o hai una carta scritta, una foto, una qualsiasi prova, oppure la tua verità – per assolutamente vera che sia – è a rischio smentita. Ecco allora che arriva il meraviglioso soccorso del noir. In forma letteraria, e romanzata, mi è infatti possibile – cambiando nomi e cognomi, rendendo alto chi è basso, e pelato chi ha molti capelli – raccontare pezzi di società che, altrimenti, resterebbero oscuri, e nascosti.”