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Serial killer, cannibali e processi mediatici: due nuove monografie per “Crime & Criminology”

La collana “Crime & Criminology”, curata da Luigi Pachì per l’editore Delos Digital, si arricchisce di due nuovi contributi. Nel primo, Ti ucciderò, ma solo se lo desideri davvero, di Sara de Sterlich, si affronta l’inquietante vicenda di Armin Meiwes e Bernd Brandes, esaminando criminogenesi e criminodinamica del cannibalismo emotivo fusionale previo consenso. Prendendo le mosse dalle consolidate tassonomie del cannibalismo come fenomeno socio-culturale e criminologico, l’Autrice ne propone una propria, per poi concentrarsi sulla figura e sulla storia di Armin Meiwes, ripercorrendo il caso che ha cambiato il modo di considerare il cannibalismo in ambito psichiatrico e criminologico. Nella seconda parte del testo, de Sterlich elabora l’autopsia psicologica della vittima di Meiwes, Bernd Brandes, che ha espressamente richiesto di essere mutilato e consumato, per tentare di comprendere il ruolo da lui svolto nell’evento criminoso che lo ha visto protagonista. Obiettivo del saggio è dunque quello di sviscerare un singolare caso di cronaca e le dinamiche psicologiche dei suoi protagonisti, ponendo in evidenza implicazioni criminologiche della vicenda finora ignorate. Sara de Sterlich si è laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi RomaTre, conseguendo poi un Master di secondo livello in Criminologia e Psicologia Giuridica presso la l’Università Lumsa di Roma.

Il secondo contributo proposto, Il Mostro di Firenze. Anatomia di un processo mediatico, si deve a Edy Salemi, e analizza criticamente lo svolgimento del processo di primo grado a Pietro Pacciani per i delitti del serial killer che, tra gli anni Settanta e Ottanta, si aggirava per le campagne fiorentine uccidendo coppie appartate in intimità e mutilando le vittime femminili. Un lavoro che riassume la vicenda di quello che risulta essere uno dei più problematici casi di cronaca del nostro Paese e che analizza criticamente gli elementi di prova che portarono alla condanna, in primo grado, del contadino di Mercatale. E proprio di quest’ultimo viene inoltre tracciato il profilo criminologico, ponendolo a confronto con le analisi comportamentali-motivazionali dell’omicida, proposte, negli anni, da autorevoli criminologi. Da tale sovrapposizione l’Autrice trae quindi le sue personali conclusioni, ipotizzando scenari alternativi a quelli recepiti nei provvedimenti che hanno posto fine alla vicenda processuale relativa al Mostro. Nata a Siracusa, Edy Salemi si è laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Catania e si è subito dedicata alla pratica forense. Conseguita l’abilitazione alla professione, si è poi specializzata in Criminologia e Psicologia Giuridica, ottenendo il relativo Master di secondo livello presso la Lumsa di Roma.

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