{"id":983,"date":"2023-11-22T19:44:22","date_gmt":"2023-11-22T19:44:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.crime-post.it\/?p=983"},"modified":"2023-11-22T19:44:23","modified_gmt":"2023-11-22T19:44:23","slug":"delitto-mollicone-la-consulente-in-appello-serena-in-agonia-per-ore-avrebbe-potuto-essere-salvata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/2023\/11\/22\/delitto-mollicone-la-consulente-in-appello-serena-in-agonia-per-ore-avrebbe-potuto-essere-salvata\/","title":{"rendered":"Delitto Mollicone, la consulente in appello: \u201cSerena in agonia per ore, avrebbe potuto essere salvata\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roma. L\u2019agonia di <strong>Serena Mollicone<\/strong> \u00e8 stata lunga, si \u00e8 protratta per quasi dieci ore e, al termine, l\u2019asfissia per l\u2019imbavagliamento. Forse <strong>la sua morte poteva essere evitata<\/strong>. Lo ha ribadito in aula, due giorni fa, dinanzi ai giudici della Corte d\u2019Assise di Appello di Roma, <strong>Cristina Cattaneo<\/strong>, anatomopatologa e ordinaria di Medicina Legale all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano. \u00c8 stata sentita come consulente della Procura nell\u2019ambito del processo di secondo grado per l\u2019omicidio della giovane di <strong>Arce<\/strong>, in provincia di Frosinone, risalente al <strong>giugno 2001<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In primo grado, nel luglio 2022, la Corte d\u2019Assise di Cassino aveva assolto i cinque imputati: il maresciallo dei carabinieri <strong>Franco Mottola<\/strong>, la moglie <strong>Annamaria<\/strong> e il figlio <strong>Marco<\/strong>, accusati di omicidio; il luogotenente <strong>Vincenzo Quatrale<\/strong>, a cui era contestato il concorso in omicidio e l\u2019appuntato <strong>Francesco Suprano<\/strong>, accusato di favoreggiamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella precedente udienza, la Procura Generale aveva sollecitato l\u2019ammissione di quarantaquattro testimoni e la Corte d\u2019Assise d\u2019Appello aveva deciso di procedere preliminarmente all\u2019ascolto dei consulenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mottola e il figlio erano presenti in aula. L\u2019udienza si \u00e8 aperta con la proiezione del video del sopralluogo effettuato il 3 luglio 2001 nel boschetto di <strong>Fontecupa<\/strong>, nel territorio di <strong>Fontana Liri<\/strong>, culminato con il drammatico rinvenimento del cadavere. Le immagini hanno mostrato il corpo della ragazza disteso e parzialmente nascosto da piante e rifiuti, i piedi legati con il fil di ferro e la testa avvolta in una busta. Poco distante, i libri che aveva con s\u00e9 quel giorno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo la professoressa Cattaneo, Serena \u00e8 deceduta \u201ctra le 13,30 e le 20 del primo giugno di 22 anni fa. Ha avuto un <strong>trauma cranico senza sanguinamento<\/strong>. Un colpo moderato al cranio ed \u00e8 morta lentamente per <strong>asfissia<\/strong>.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La consulente ha aggiunto che la <strong>forma del cranio<\/strong> della giovane risulterebbe \u201ccompatibile con il buco trovato nella porta della foresteria della caserma dei carabinieri di Arce. La testa ha impattato contro quella porta con l\u2019arcata zigomatica. La testa \u00e8 molto pi\u00f9 coerente con la lesione\u201d sulla porta \u201cche i pugni, per noi \u00e8 molto pi\u00f9 probabile.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo la <strong>difesa<\/strong>, il predetto buco nella porta sarebbe invece la conseguenza di un pugno sferrato da Franco Mottola in altre circostanze. In precedenza, riporta l\u2019Ansa, sono stati realizzati calchi in gesso dei pugni di Franco e del figlio Marco, ma quello di quest\u2019ultimo non risulterebbe pi\u00f9 presente tra i reperti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cOggi la professoressa Cattaneo ha detto di aver trovato in cancelleria solo uno di questi calchi\u201d, ha dichiarato alla fine dell\u2019udienza l\u2019avvocato <strong>Mauro Marsella<\/strong>, uno dei difensori della famiglia Mottola. \u201cNon \u00e8 un dato di secondo ordine secondo noi perch\u00e9 priva la difesa della possibilit\u00e0 di dimostrare che vi sia compatibilit\u00e0 comunque con entrambi i pugni.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra i testimoni di cui l\u2019accusa ha chiesto la convocazione in aula, anche <strong>Bernardo Belli<\/strong>, padre del carrozziere <strong>Carmine<\/strong> in precedenza imputato dell\u2019omicidio di Serena e assolto in via definitiva: dovr\u00e0 confermare o smentire di aver appreso dal figlio che, la mattina del primo giugno 2001, nei pressi di un bar, Serena e Marco Mottola avevano litigato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altro teste da escutere secondo l\u2019accusa, il <strong>barbiere<\/strong> di quest\u2019ultimo, per accertare se, dopo il delitto, Marco abbia cambiato il taglio dei capelli. Tra gli elementi emersi vi sarebbe infatti un messaggio audio che, a processo ancora in corso a Cassino, il barbiere avrebbe inviato alla <strong>cugina di Serena<\/strong>, contenente la descrizione del taglio e del colore dei capelli di Marco sino al giorno del delitto. Secondo la ricostruzione ipotizzata alla Procura generale, il figlio dell\u2019ex comandante si sarebbe recato dal barbiere prima del funerale di Serena, per modificare la foggia dei capelli e allontanare in tal modo eventuali sospetti sul suo coinvolgimento nella vicenda. Il Pm di Cassino <strong>Beatrice Siravo<\/strong> aveva richiesto di ascoltare il barbiere in primo grado ma, allora, la Corte di Assise aveva ritenuto non utile l\u2019escussione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma. L\u2019agonia di Serena Mollicone \u00e8 stata lunga, si \u00e8 protratta per quasi dieci ore e, al termine, l\u2019asfissia per l\u2019imbavagliamento. Forse la sua morte poteva essere evitata. 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