{"id":901,"date":"2023-10-21T17:40:04","date_gmt":"2023-10-21T17:40:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.crime-post.it\/?p=901"},"modified":"2023-10-22T07:07:47","modified_gmt":"2023-10-22T07:07:47","slug":"emanuela-orlandi-una-nuova-ipotesi-chiama-in-causa-gli-ex-nar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/2023\/10\/21\/emanuela-orlandi-una-nuova-ipotesi-chiama-in-causa-gli-ex-nar\/","title":{"rendered":"Emanuela Orlandi, una nuova ipotesi chiama in causa gli ex Nar"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roma. Il blog <em><strong>Notte criminale<\/strong><\/em> diretto dal giornalista d\u2019inchiesta <strong>Alessandro Ambrosini<\/strong>, delinea una nuova, possibile pista relativa alla scomparsa di <strong>Emanuela Orlandi<\/strong>, avvenuta a Roma il 22 giugno 1983. Nei mesi scorsi, lo stesso Ambrosini aveva reso nota la registrazione di una sua risalente conversazione con <strong>Marcello Neroni<\/strong>, legato alla <strong>Banda della Magliana<\/strong>, nel corso della quale l\u2019ex sodale dell\u2019organizzazione criminale romana, riferendosi anche alla scomparsa della cittadina vaticana, aveva menzionato presunte abitudini sessuali di <strong>Papa Wojtyla<\/strong> in asserzioni che avevano comprensibilmente suscitato reazioni di profonda indignazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Ancora la lettera dell\u2019arcivescovo di Canterbury<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora Ambrosini propone un possibile, ulteriore scenario, che coinvolge gli ambienti della criminalit\u00e0 organizzata e dell\u2019eversione nera tra gli anni Settanta e Ottanta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cQuello che leggerete di seguito \u00e8 quella che in inglese viene definita una \u2018suggestion\u2019.\u201d Esordisce cos\u00ec Ambrosini nella sua inchiesta <em><strong>The Blackmail<\/strong><\/em>. Le vicende prese in considerazione, riferisce <em>Il Fatto quotidiano<\/em>, si snodano dal 1990 a oggi, dalla morte di <strong>Enrico De Pedis<\/strong>, boss della <strong>Banda della Magliana<\/strong>, alla presunta lettera dell\u2019arcivescovo di Canterbury, <strong>George Carey<\/strong>, al cardinale <strong>Ugo Poletti<\/strong>, con una richiesta d\u2019incontro per parlare del caso Emanuela Orlandi. Lettera datata 6 febbraio 1993, diffusa lo scorso aprile da Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela, nel corso della trasmissione de La7, <em>Di Marted\u00ec<\/em> e da molti ritenuta un falso. Il segretario di Carey, suo figlio Andrew, \u00e8 il primo a escludere l\u2019autenticit\u00e0 del documento: \u00e8 scritto su un foglio che non reca una intestazione corretta e contiene errori grammaticali e di sintassi. Il presunto autore della missiva riconosce la firma come autentica, ma potrebbe essere stata apposta in calce al testo dopo essere stata acquisita da altre fonti. Su Ebay ad esempio, scrive <em>Dagospia<\/em>, si possono trovare in vendita cartoline con l\u2019autografo di Carey. E l\u2019autenticit\u00e0 della lettera \u00e8 stata esclusa anche da fonti della Citt\u00e0 del Vaticano: il citato <em>Dagospia<\/em> riporta che, Oltretevere, in proposito si dicono \u201ctranquilli: la lettera \u00e8 un falso sesquipedale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Tra criminalit\u00e0 organizzata ed eversione nera<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ebbene, parlando del documento in questione, Ambrosini ritiene che \u201cla forma della lettera rivela che \u00e8 un falso, il contenuto invece \u00e8 credibile.\u201d In che modo <strong>Pietro Orlandi<\/strong> ne \u00e8 entrato in possesso? Secondo il giornalista di <em>Notte Criminale<\/em> il fratello di Emanuela l\u2019avrebbe acquisita tramite <strong>\u201cAntonio il postino\u201d<\/strong>, nome in codice di uno sconosciuto che, il novembre scorso, avrebbe inviato a Pietro una mail non rintracciabile. \u201cAntonio\u201d ha sostenuto di essere stato un militante dei Nuclei Armati Rivoluzionari (Nar), organizzazione terroristica di estrema destra, e di aver vissuto e lavorato a Londra, operando nel campo dei trasporti. In effetti, negli anni Ottanta, alcuni membri dei Nar sono fuggiti proprio nella citt\u00e0 britannica, per sottrarsi alle azioni giudiziarie avviate nei loro confronti. Ed \u00e8, Londra, anche il luogo in cui, secondo i documenti recapitati nel 2017 al giornalista Emiliano Fittipaldi, Emanuela Orlandi sarebbe stata condotta e trattenuta dopo la sua scomparsa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo Ambrosini, \u201cIl postino era di un gruppo specifico dei Nar, quello capeggiato da <strong>Massimo Carminati<\/strong>. Antonio \u2018il postino\u2019, gi\u00e0 dal nome che si \u00e8 voluto dare, certifica che il suo \u00e8 un ruolo marginale, di contatto.\u201d Non si tratterebbe del mittente. Pietro Orlandi avrebbe cercato di incontrare il \u2018postino\u2019 per avere da lui altre notizie, ma sembra che l\u2019uomo, dinanzi a tale possibilit\u00e0, sia divenuto sfuggente. Ed avrebbe riferito di un altro uomo che, \u201ccome lui \u00e8 a conoscenza dei fatti ma che non vuole aiutare nessuno in questa storia.\u201d Secondo lo scenario delineato da <em>Notte criminale<\/em>, l\u2019anonimo potrebbe essere \u201cMassimo Carminati, non come protagonista del rapimento di Emanuela, ma solo come possibile detentore di documenti che possono fare luce su ci\u00f2 che rimane uno dei pi\u00f9 intricati e incomprensibili misteri italiani.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Furto al caveau<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Carminati, ex Nar avvicinatosi in seguito alla Banda della Magliana, soprannominato \u201cil Cecato\u201d, potrebbe aver acquisito documenti su Emanuela Orlandi in seguito al furto verificatosi il 16 luglio 1999 presso il caveau interno al Tribunale di Roma di piazzale Clodio, per il quale \u00e8 stato in seguito condannato a quattro anni di reclusione. Un furto, secondo alcuni, eseguito proprio per ostacolare e ricattare chi era impegnato nelle indagini su vari misteri irrisolti del nostro Paese. Tra questi, l\u2019omicidio del giornalista <strong>Mino Pecorelli<\/strong>, avvenuto a Roma il 20 marzo 1979, per cui il \u201cnero\u201d era all\u2019epoca sotto processo insieme a <strong>Giulio Andreotti<\/strong>. L\u2019ipotesi, valuta il <em>Fatto quotidiano<\/em>, risulterebbe verosimile considerando che, tra le cassette di sicurezza violate, vi era anche quella del magistrato <strong>Domenico Sica<\/strong>, il primo a indagare sulla scomparsa di Emanuela Orlandi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E potrebbe essere stato lo stesso Carminati \u2013 \u00e8 sempre lo scenario prospettato \u2013 a ricevere da Enrico de Pedis, pi\u00f9 volte associato alla scomparsa della cittadina vaticana, il testimone nella gestione della vicenda Orlandi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Ricatto al Vaticano?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque, l\u2019ormai nota lettera recante la firma dell\u2019arcivescovo Carey, e recapitata a Pietro da \u201cAntonio il postino\u201d, si assocerebbe \u2013 \u00e8 quanto ipotizza <em>Notte Criminale<\/em> \u2013 ai citati documenti resi noti nel 2017 e contenenti (ammesso che siano autentici, e sono in molti a escluderlo) la specifica delle spese che il Vaticano avrebbe sostenuto per mantenere segregata Emanuela a Londra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cosa si celerebbe dietro a tutto questo? \u201cUsando un minimo di buon senso\u201d, valuta Ambrosini, \u201c<strong>si capisce che dietro tutto ci\u00f2 si nasconde un ricatto<\/strong>. Quei documenti furono diffusi nel 2017, lo stesso anno in cui cadde l\u2019accusa di associazione mafiosa per Massimo Carminati, pochi giorni dopo che alcune testate pubblicarono un report su un \u2018tesoro\u2019 del bendato che si troverebbe proprio a Londra. Non ha responsabilit\u00e0 su ci\u00f2 che avvenne a Emanuela, ma potrebbe avere l\u2019arma di ricatto che potrebbe inchiodare il Vaticano alle sue eventuali responsabilit\u00e0. Come disse alla nostra collaboratrice Beatrice Nencha, che gli chiese di incontrare Pietro Orlandi durante il processo di Mafia Capitale: \u2018Noi non le abbiamo mai toccate le ragazzine. Pietro deve guardare in Vaticano.\u2019\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Intanto, la Commissione di inchiesta<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mistero \u00e8 ancora fitto, attendiamo di sapere se lo scenario proposto sia destinato a trovare elementi a riscontro. Nel frattempo, \u00e8 previsto per <strong>il prossimo 7 novembre<\/strong> l\u2019esame al Senato del disegno di legge per l\u2019istituzione della commissione parlamentare bicamerale d\u2019inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. Era previsto, come avevamo riferito, per lo scorso 10 ottobre, ma la crisi in Medioriente e il voto in Aula, proprio quel giorno, delle mozioni sugli attacchi di Hamas contro Israele, approvate alla presenza del ministro degli Esteri, ne hanno reso necessario il rinvio. Com\u2019\u00e8 noto, la proposta di legge sulla commissione Orlandi-Gregori, formata da 20 deputati e 20 senatori, ha gi\u00e0 avuto il via libera alla Camera.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma. Il blog Notte criminale diretto dal giornalista d\u2019inchiesta Alessandro Ambrosini, delinea una nuova, possibile pista relativa alla scomparsa di Emanuela Orlandi, avvenuta a Roma il 22 giugno 1983. 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