{"id":872,"date":"2023-10-09T20:41:11","date_gmt":"2023-10-09T20:41:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.crime-post.it\/?p=872"},"modified":"2023-10-10T06:00:30","modified_gmt":"2023-10-10T06:00:30","slug":"alice-neri-indagini-concluse-uccisa-dopo-un-tentato-stupro-la-difesa-dellindagato-ricorre-alla-bloodstain-pattern-analysis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/2023\/10\/09\/alice-neri-indagini-concluse-uccisa-dopo-un-tentato-stupro-la-difesa-dellindagato-ricorre-alla-bloodstain-pattern-analysis\/","title":{"rendered":"Alice Neri, indagini concluse: \u201cuccisa dopo un tentato stupro\u201d. La difesa di Gaaloul ricorre alla \u201cBloodstain Pattern Analysis\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Modena. La Procura ha chiuso le indagini relative all\u2019omicidio di <strong>Alice Neri<\/strong>, la 32enne di Ravarino, rinvenuta carbonizzata nel bagagliaio della sua auto il 18 novembre 2022, nelle campagne di Concordia. L\u2019avviso di chiusura indagini \u00e8 stato notificato all\u2019unico indagato per il delitto, il 29enne tunisino <strong>Mohamed Gaaloul<\/strong>, detenuto, e al suo legale, l\u2019avvocato <strong>Roberto Ghini<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019atto ripercorre la dinamica degli eventi, cos\u00ec come ipotizzata dall\u2019accusa. Secondo gli inquirenti Gaaloul avrebbe avvicinato Alice allo <em>Smart Caf\u00e8<\/em> di Concordia verso le 3,40 del 18 novembre e sarebbe salito a bordo della Ford Fiesta della giovane. L\u2019auto avrebbe raggiunto l\u2019argine di un canale, rimanendovi dalle 4,04 alle 5,12. Per poi rimettersi in moto e giungere, alle 5,15, al luogo isolato, nelle campagne di Fossa, dove in seguito sarebbe stato ritrovato il cadavere di Alice.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>L\u2019iter criminis secondo l\u2019accusa<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A parere dei pm incaricati dell\u2019indagine, <strong>Claudia Natalini<\/strong> e <strong>Giuseppe Amara<\/strong>, Gaaloul avrebbe tentato di violentare la vittima fuori dell\u2019auto, strappandole il reggiseno, di cui sulla scena del crimine sarebbe poi stata ritrovata una spallina (priva, peraltro, del Dna dell\u2019accusato). La donna avrebbe resistito all\u2019aggressione e l\u2019uomo l\u2019avrebbe uccisa colpendola con diversi colpi d\u2019arma bianca, collocando quindi il corpo della giovane nel bagagliaio e appiccando fuoco alla vettura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Un\u2019intercettazione significativa?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo la <em>Gazzetta di Modena<\/em>, dalle intercettazioni telefoniche potrebbe derivare un elemento a favore dell\u2019accusa: da quella, in particolare, che documenta una conversazione tra Gaaloul e sua moglie, risalente allo scorso 8 dicembre. All\u2019epoca, la polizia tedesca aveva tentato di arrestare il sospettato e sembra che questi abbia chiesto alla consorte di cancellare tutte le chat presenti nella memoria del suo cellulare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Capi d\u2019accusa<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tunisino 29enne dovr\u00e0 quindi rispondere di omicidio aggravato, violenza sessuale e distruzione di cadavere. Nonch\u00e9 di spaccio di stupefacenti, in particolare hashish e cocaina, e di tentata estorsione: avrebbe infatti minacciato un\u2019altra donna, a sua volta residente nella bassa modenese, di diffondere video di rapporti sessuali avuti con lei, per indurla a rinunciare a un credito di 1900 Euro che la donna avrebbe vantato nei suoi confronti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Le investigazioni della difesa<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A quanto riportano gli organi di stampa, l\u2019avvocato Roberto Ghini, difensore di Gaaloul, sarebbe intenzionato a riesaminare la dinamica del delitto tramite <strong>Bloodstain Pattern Analysis<\/strong>, una tipologia di analisi forense che approda alla ricostruzione di un evento criminoso mediante lo studio della morfologia e del posizionamento delle tracce ematiche presenti sul locus commissi delicti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel caso di specie, il ricorso a tale tipologia di esame potrebbe fornire la conferma che, per porre in essere un\u2019aggressione violenta come quella di cui \u00e8 rimasta vittima Alice Neri, l\u2019omicida sarebbe stato inevitabilmente investito da abbondanti schizzi di sangue che, a quanto di recente affermato dal difensore del tunisino, non sarebbero stati riscontrati sugli abiti di quest\u2019ultimo. Il <em>Resto del Carlino<\/em> riferisce che il legale avrebbe gi\u00e0 designato un consulente provvisto delle competenze necessarie a effettuare una analisi del genere e che l\u2019inizio delle operazioni sarebbe dunque imminente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>La criminalista: \u201cPresto per chiudere le indagini\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche la difesa del marito della vittima, <strong>Nicholas Negrini<\/strong>, proporr\u00e0 a breve gli esiti delle indagini forensi effettuate. La criminalista <strong>Katia Sartori<\/strong>, che affianca come consulente l\u2019avvocato di Negrini, <strong>Antonio Ingroia<\/strong>, ha dichiarato: \u201cSiamo convinti che queste indagini non si possano chiudere ancora, per una serie di circostanze su cui abbiamo svolto i nostri approfondimenti e che meritano di essere prese in considerazione.\u201d E ha spiegato: \u201cTra gli elementi ad oggi ancora inesplorati non dimentichiamoci di quel Dna maschile \u2013 ad oggi sconosciuto \u2013 trovato sulla spallina del reggiseno della vittima rinvenuta a 11 metri dall\u2019auto bruciata: questo indica con ogni probabilit\u00e0 un\u2019aggressione prima e omicidio poi, al di fuori dell\u2019auto, in un estremo tentativo da parte della Neri di fuggire dalla furia del proprio aggressore. Per quanto riguarda la ricostruzione della scena del crimine fatta dai pubblici ministeri, sono mesi che sosteniamo che Alice Neri sia morta ai laghetti e non, come in un primo momento ipotizzato, in via Forella e trasportata li gi\u00e0 cadavere.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La dottoressa Sartori ha proposto anche delle osservazioni relative alla relazione medico-legale richiesta dalla Procura: \u201cNon ci ha consegnato dati diversi da quelli che gi\u00e0 in parte sapevamo e in parte sospettavamo. Il riferimento \u00e8 soprattutto all\u2019indiscrezione avvenuta mesi fa, circa il ritrovamento di alcune tracce di cocaina nel corpo della vittima.\u201d \u201cFu proprio per quella indiscrezione\u201d, ha aggiunto, \u201crivelatasi poi oggi confermata, che avevamo sentito la necessit\u00e0 di richiedere un esame pi\u00f9 specifico, in tal senso.\u201d Per quanto riguarda le tracce di farmaco antiemetico, \u201cla signora Neri mai aveva palesato al marito malesseri riconducibili a nausea e vomito. Abbiamo potuto riscontrare che in quel periodo vi era una serie di preoccupazioni della signora Neri in merito ad una determinata circostanza che potrebbe forse spiegare l\u2019utilizzo del farmaco\u201d, ha concluso Sartori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Modena. La Procura ha chiuso le indagini relative all\u2019omicidio di Alice Neri, la 32enne di Ravarino, rinvenuta carbonizzata nel bagagliaio della sua auto il 18 novembre 2022, nelle campagne di Concordia. 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