{"id":799,"date":"2023-09-02T07:33:36","date_gmt":"2023-09-02T07:33:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.crime-post.it\/?p=799"},"modified":"2023-09-30T20:42:05","modified_gmt":"2023-09-30T20:42:05","slug":"simonetta-cesaroni-uccisa-dal-mostro-di-bolzano-nuova-pista-o-tentato-scoop","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/2023\/09\/02\/simonetta-cesaroni-uccisa-dal-mostro-di-bolzano-nuova-pista-o-tentato-scoop\/","title":{"rendered":"\u201cSimonetta Cesaroni uccisa dal Mostro di Bolzano\u201d: nuova pista o tentato scoop?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roma. 7 agosto 1990. \u201cSimonetta e Marco si sono conosciuti attraverso le chat del Videotel. C\u2019\u00e8 una chimica. Nasce la voglia di incontrarsi di persona. Lui decide di andare a trovarla a Roma. Si sono sentiti anche al telefono, lei gli ha fornito l\u2019indirizzo: sar\u00e0 sola in ufficio, quel pomeriggio. Lui prende prima il treno, poi la metro. Raggiunge via Poma, lei gli apre. \u00c8 la prima volta che lo vede di persona. Lui, goffo e impacciato, tenta un maldestro approccio sessuale, lei lo respinge \u2013 o forse lo deride \u2013 e viene barbaramente uccisa. Poi il femminicida si allontana, verso un treno notturno per tornare a Bolzano. Non \u00e8 un delitto premeditato, la furia omicida scatta dal rifiuto. Come altre volte.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa che abbiamo letto \u00e8 forse, una buona volta, la verit\u00e0 su quanto accaduto negli uffici dell\u2019Associazione Italiana Alberghi della Giovent\u00f9 (A.I.A.G.) dove, com\u2019\u00e8 noto, ha trovato la morte la giovane <strong>Simonetta Cesaroni<\/strong>, in circostanze finora mai chiarite? Non esattamente. \u00c8 la tesi che il giornalista <strong>Paolo Cagnan<\/strong> propone nel suo libro-inchiesta <em>Anatomia di un serial killer. Marco Bergamo, storia del mostro di Bolzano<\/em>, pubblicato recentemente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque, secondo tale assunto, l\u2019omicidio di Simonetta Cesaroni sarebbe da attribuire al serial killer <strong>Marco Bergamo<\/strong>. Tesi fondata, dal punto di vista criminologico e investigativo? Tentativo di scoop come capita spesso a ridosso di crimini insoluti? Certo, a prima vista, quella del serial killer come possibile responsabile della morte di Simonetta potrebbe apparire \u201cstrampalata\u201d, come ammette lo stesso Autore del volume. Per la verit\u00e0, in generale, non \u00e8 nemmeno inedita, \u00e8 gi\u00e0 stata prospettata nel 2006, sia pure in termini diversi. Il magistrato <strong>Otello Lupacchini<\/strong> e il giornalista <strong>Max Parisi<\/strong> all\u2019epoca hanno analizzato dodici casi di ragazze scomparse e uccise a Roma tra il 1982 e il 1990, prospettando appunto la possibilit\u00e0 che il delitto Cesaroni fosse l\u2019ultimo di una serie di dieci o dodici omicidi posti in essere da un assassino seriale attivo in quegli anni, in una specifica zona di Roma. Tra le sue vittime, secondo Lupacchini e Parisi, anche <strong>Katy Skerl<\/strong>, <strong>Mirella Gregori<\/strong> ed <strong>Emanuela Orlandi<\/strong>.<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi ci confrontiamo, invece, con la possibilit\u00e0 di attribuire l\u2019omicidio da un serial killer gi\u00e0 condannato per i suoi delitti e defunto da alcuni anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Chi \u00e8 Marco Bergamo?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nato a Bolzano il 6 agosto1966, ha un\u2019infanzia difficile e solitaria. Da bambino \u00e8 affetto da un ritardo del linguaggio, in seguito ha problemi di obesit\u00e0 e psoriasi, che probabilmente accentuano la sua introversione. Pochi amici e hobby come la fotografia, l\u2019automobilismo e lunghe passeggiate in montagna. Colleziona coltelli, da ragazzo, e ne porta sempre uno con s\u00e9. Consegue il diploma, svolge piccoli lavori manuali. E ruba indumenti intimi femminili. A ventisei anni, nel maggio 1992, gli viene asportato un testicolo, circostanza per lui profondamente traumatica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima vittima: <strong>Marcella Casagrande<\/strong>, studentessa quindicenne al primo anno dell\u2019istituto magistrale, sua vicina di casa. Rivenuta senza vita il 3 gennaio 1985, l\u2019assassino la sorprende alle spalle, le infligge varie pugnalate, di cui una raggiunge la colonna vertebrale. La giovane viene poi trattenuta per i capelli, mentre l\u2019omicida la sgozza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Seconda vittima: sei mesi dopo, il 26 giugno 1985. <strong>Annamaria Cipolletti<\/strong>, insegnante delle scuole medie, anche dedita alla prostituzione in un monolocale. Uccisa con diciannove fendenti. L\u2019omicida porta con s\u00e9 gli indumenti intimi della donna. In un portacenere, sulla scena del crimine, vengono rinvenuti mozziconi di sigaretta e vari profilattici, nuovi e usati. Dalle risultanze dell\u2019indagine, la vittima non avrebbe subito violenza sessuale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Passano circa sette anni. Il 7 gennaio 1992, la terza vittima: <strong>Renate Rauch<\/strong>, ventiquattro anni, prostituta. Il suo cadavere viene ritrovato nel parcheggio di un\u2019area di servizio in via Renon, a Bolzano. Le sono stati inflitti ventiquattro colpi mortali, tutti sul lato sinistro del corpo, perch\u00e9 la Rauch viene uccisa mentre \u00e8 seduta in auto. Qualche giorno dopo, sulla sua tomba, qualcuno lascia un mazzo di fiori con attaccato un biglietto, su cui si si legge: \u201cMi spiace ma quello che ho fatto, doveva essere fatto e tu lo sapevi: ciao Renate! Firmato M.M.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">21 marzo 1992, quarta vittima: <strong>Renate Troger<\/strong>, diciannove anni, prostituta di Millan, trovata senza vita in un piazzale nei pressi di Campodazzo di Renon. Prima sgozzata, poi colpita con quattordici coltellate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">6 agosto 1992, quinta vittima: <strong>Marika Zorzi<\/strong>, vent\u2019anni, prostituta di Laives, il cui corpo senza vita viene recuperato presso il secondo tornante della strada che conduce al Colle dei Signori. Ha ricevuto ventotto coltellate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alle 6 del mattino del 6 agosto 1992, Marco Bergamo viene fermato a un posto di controllo in via Volta a Bolzano, a bordo della sua Seat Ibiza di colore rosso. Dichiara che si sta recando a Trento per cure mediche. Il parabrezza dell\u2019auto \u00e8 scheggiato in pi\u00f9 punti, nel portabagagli gli agenti recuperano la copertura del sedile anteriore destro imbrattata di sangue e il portafogli di Marika Zorzi, uccisa poche ore prima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Segue un serrato interrogatorio in Questura, secondo quanto dichiara Bergamo, durante un incontro, la Zorzi lo avrebbe respinto notando che gli mancava un testicolo: \u201cVisto che avevo un solo testicolo, disse che non voleva pi\u00f9 continuare. Le ho chiesto di ridarmi i soldi, ma lei si \u00e8 messa a urlare. Ho provato a calmarla, dandole un paio di schiaffi, ma non ci sono riuscito. Mi ha aggredito urlandomi figlio di puttana. \u00c8 l\u2019ultimo mio ricordo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bergamo confessa solo tre dei cinque delitti, nega di aver ucciso Anna Maria Cipolletti e Renate Troger. Una delle dichiarazioni rese durante gli interrogatori: \u201cNei sogni, quando colpisco le donne, lo faccio al cuore e alla testa: si uccidono meglio, si centrano gli organi vitali.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emerge una profonda avversione nei confronti dell\u2019altro sesso, sembra causata dal terrore di essere deriso e respinto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Corte d\u2019Assise di Bolzano incarica di redigere una perizia sull\u2019uomo quattro specialisti, che giungono a conclusioni diverse. Una nuova perizia, affidata a <strong>Gianluigi Ponti<\/strong>, <strong>Ugo Fornari<\/strong> e <strong>Francesco Bruno<\/strong>, valuta che Bergamo sia giunto alla perversione estrema: l\u2019omicidio per godimento. Dopo il primo assassinio avrebbe scoperto che, uccidendo, era in grado di provare piacere e, contemporaneamente, annientare l\u2019oggetto della sua paura e del suo odio. L\u2019omicidio giunto al livello di estrema perversione sadica, la modalit\u00e0 pi\u00f9 estrema di possedere una donna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sentenza dell\u20198 marzo 1994: Bergamo condannato a quattro ergastoli e trent\u2019anni anni di reclusione per i cinque omicidi ascrittigli. Riconosciuto sano di mente al momento dei delitti, pure con personalit\u00e0 fortemente disturbata. Nel 2014 la Corte d\u2019Assise di Bolzano respinge la richiesta del condannato di essere giudicato con rito abbreviato per gli omicidi da lui commessi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un mese e mezzo dopo la condanna all\u2019ergastolo, il padre dell\u2019uomo, <strong>Renato Bergamo<\/strong>, si impicca nella soffitta della sua casa. Marco Bergamo muore per un\u2019infezione polmonare il 17 ottobre 2017 nel carcere di Bollate, dove stava scontando la pena.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Il delitto di via Poma<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque, secondo la tesi in questi giorni riportata da numerosi giornali, a Marco Bergamo potrebbe attribuirsi anche l\u2019omicidio di Simonetta Cesaroni, avvenuto in via Poma, nel quartiere Prati di Roma, il 7 agosto 1990. In un articolo pubblicato sulla <em>Stampa<\/em><a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[2]<\/a>, l\u2019Autore del libro in cui la teoria viene esposta, riporta le seguenti argomentazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1. Tra gli omicidi del 1985 (gennaio e giugno) e quelli del 1992 (gennaio, marzo, agosto), per un periodo dunque di sette anni, \u00e8 credibile che il serial killer sia rimasto inattivo? In realt\u00e0, la casistica dimostra che il <strong>cosiddetto cooling-off period<\/strong><a id=\"_ftnref3\" href=\"#_ftn3\">[3]<\/a> (periodo di raffreddamento emotivo) che un omicida seriale lascia trascorrere tra un\u2019aggressione e l\u2019altra, pu\u00f2 ampiamente variare. Un caso fra tutti, quello del <strong>Mostro di Firenze<\/strong>: uccide (forse) per la prima volta, nel 1968, colpisce nuovamente sei anni dopo, nel 1974 e, dopo ulteriori sette anni, due volte nel 1981, per poi reiterare i successivi duplici omicidi una volta l\u2019anno, fino al 1985. Dunque, questo rilievo non risulta decisivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2. \u201cIl <strong>gruppo sanguigno<\/strong> di Bergamo, A Rh positivo, \u00e8 lo stesso dell\u2019assassino di via Poma. E il <strong>Dna<\/strong>, ricavato con l\u2019ancora scarna tecnologia dell\u2019epoca, potrebbe davvero essere il suo, se si dimostrasse un errore nella \u2018lettura occhiometrica\u2019 di una coppia di alleli\u201d, scrive Cagnan. Quindi, riscontro positivo per Bergamo, ma solo a condizione di considerare <em>sbagliata<\/em> la lettura delle risultanze dell\u2019analisi, come a dire riscontro attualmente negativo. In ogni caso, segnaliamo che esami genetici sul materiale recuperato in via Poma sono stati ripetuti in pi\u00f9 occasioni nel corso dell\u2019inchiesta, proprio per riesaminare le tracce disponibili alla luce delle tecniche forensi nel frattempo introdotte (relazione tecnica Lago-Garofano, 25 marzo 1999; relazione tecnica Garofano-Pizzamiglio-Testi, 27-28 ottobre 2004). E, in tema di confronto genetico, sono stati esaminati tutti i soggetti potenzialmente sospettati, tranne due (uno dei datori di lavoro di Simonetta e un dipendente dell\u2019A.I.A.G.), nel frattempo deceduti.<a id=\"_ftnref4\" href=\"#_ftn4\">[4]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3. \u201cL\u2019assassino di via Poma ha dimestichezza con l\u2019<strong>uso dei coltelli<\/strong>.\u201d Dalla ricostruzione della dinamica dell\u2019aggressione di via Poma non vi \u00e8 nulla che consenta di affermare un dato del genere, che l\u2019Autore del libro sembra dare invece per scontato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">4. E, a proposito dell\u2019<strong>arma del delitto<\/strong>, altro punto: \u201cUn tagliacarte, fu detto. Io ipotizzo un pugnale\u201d, conclude Cagnan. La possibilit\u00e0 che l\u2019arma utilizzata a via Poma sia un tagliacarte deriva da un accurato esame medicolegale: \u201cL\u2019arma del delitto\u201d, si legge nel referto autoptico di Simonetta Cesaroni, \u201cva identificata in un mezzo da punta e taglio con peculiarit\u00e0 bitagliente, ma non dotata di particolare azione recidente e penetrata segnatamente in virt\u00f9 della sua estremit\u00e0 aguzza.\u201d<a href=\"#_ftn5\" id=\"_ftnref5\">[5]<\/a> Il pugnale, viceversa, avrebbe evidentemente rivelato maggiore attitudine recidente e penetrante proprio grazie all\u2019affilatura delle lame.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">5. \u201cSimonetta viene colpita con un violentissimo schiaffo e cade a terra. Anche la studentessa quindicenne da lui uccisa nel 1985 venne prima schiaffeggiata\u201d. Le fonti che descrivono l\u2019omicidio di <strong>Marcella Casagrande<\/strong> (3 gennaio 1985), riferiscono, come abbiamo visto, che l\u2019assassino l\u2019ha sorpresa alle spalle, le ha inferto varie pugnalate, di cui una ha raggiunto la colonna vertebrale. La giovane \u00e8 stata infine trattenuta per i capelli e sgozzata. Una dinamica che non risulta sovrapponibile all\u2019aggressione di via Poma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">6. \u201cE poi un tentativo di strangolamento, come per un\u2019altra delle vittime del mostro.\u201d Circa le <strong>tracce dell\u2019aggressione<\/strong> rinvenute sul corpo di Simonetta Cesaroni, oltre alle ferite da mezzo da punta e taglio, valga quanto affermato dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 264\/2014 (assoluzione definitiva di Raniero Busco dall\u2019accusa di essere l\u2019autore dell\u2019omicidio): \u201cErano presenti anche altre tracce sul corpo: contusione dell\u2019emivolto destro, attribuito ad un violento ceffone da parte di soggetto destrimane, lesione escoriata alla regione sterno-claveare destra e due minime lesioni escoriate al quadrante supero-mediale della base di impianto del capezzolo sinistro (le parti sembrano concordi sulla produzione contestuale delle due lesioni); ancora, sul cadavere erano presenti evidenti tumefazioni sul bacino, che dimostravano che le ferite mortali erano state inferte quando l\u2019aggressore si trovava a cavalcioni sulla ragazza, gi\u00e0 distesa supina (circostanza non contestata).\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">7. \u201cE un\u2019altra donna bolzanina \u00e8 stata massacrata con l\u2019omicida che la sovrastava, a cavalcioni. Come con Simonetta.\u201d Si potrebbe considerare che tale <strong>posizionamento dell\u2019aggressore<\/strong> non risulti rara, in attacchi di tale tipologia e non appaia necessariamente idonea ad assurgere a \u201cfirma\u201d di un omicida seriale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">8. \u201cDiciannove colpi, in via Poma\u201d, scrive l\u2019Autore nel citato articolo. Un refuso, evidentemente, da momento che, com\u2019\u00e8 noto, i colpi inflitti a Simonetta sono stati ventinove.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">9. E correttamente tali colpi vengono ricondotti alla categoria dell\u2019<strong>overkilling<\/strong>, che Cagnan illustra in questo caso come \u201cun accanimento che pu\u00f2 indicare volont\u00e0 punitiva o odio verso le donne, tutte le donne.\u201d Che nell\u2019iter criminis di via Poma si registri overkill \u00e8 assodato. Come significativi sono i punti in cui le ferite inflitte a Simonetta si localizzano: occhi e organi genitali, in primis, a \u201cspegnere\u201d lo sguardo giudicante e forse irridente della vittima e a colpire l\u2019oggetto di un desiderio impossibile da soddisfare. Anche in questo caso, dinamiche inconsce che certo attestano una propensione, una disposizione d\u2019animo, delle problematiche relazionali non suscettibili di riscontrarsi in un unico individuo e, dunque, anche in questo caso, non necessariamente idonee a integrare una \u201cfirma\u201d associabile a un unico omicida.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">10. \u201cE poi la sparizione degli indumenti intimi: Bergamo era un feticista riconosciuto. Pure la ricomposizione ritualistica della scena del delitto, con il corpetto poggiato sul corpo, assomiglia a situazioni gi\u00e0 viste in Alto Adige.\u201d L\u2019assassino di via Poma era un <strong>feticista<\/strong>? Interpretazione possibile e non dato oggettivo, dunque non un argomento a favore della tesi secondo cui Bergamo avrebbe ucciso Simonetta Cesaroni. Sulla scena del crimine di via Poma sembrerebbero, piuttosto, sussistere indicatori associabili a un tentativo di ripulitura delle tracce del delitto (e, probabilmente, di rimozione del corpo della vittima). Vi fa cenno, tra le varie fonti, la sentenza della Corte d\u2019Assise d\u2019Appello di Roma del 27 aprile 2012, relativa al summenzionato processo a Rainiero Busco: \u201cin prossimit\u00e0 del capo e dei capelli scomposti il pavimento recava impronte rosacee semicircolari, come per parziale detersione; l\u2019ambiente circostante si presentava in ordine, in un angolo una accanto all\u2019altra erano allineate le sue scarpe da tennis slacciate.\u201d Corpetto e scarpe da tennis potrebbero essere stati collocati in modo da consentire il lavaggio del sangue dal pavimento intorno al corpo. Ovviamente trattasi, anche in questo caso, di una delle varie interpretazioni possibili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">11. \u201cInfine\u201d, si chiede Cagnan, \u201cnon potrebbe essere lui [Marco Bergamo, ndr] quell\u2019uomo giovane, alto e un po\u2019 allampanato che Giuseppa De Luca, moglie del custode Pietrino Vanacore [il portinaio di via Poma, ndr], disse di avere visto uscire dal complesso di via Poma, con un berrettino a visiera e un fagotto?\u201d Arduo, per l\u2019Autore e per noi, fornire una decisiva risposta a tale quesito, che dunque non pu\u00f2 considerarsi un argomento a favore della \u201ctesi Bergamo\u201d. Anche considerando che le descrizioni del soggetto fornite dalla De Luca nel corso del tempo non sono state univoche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>A proposito di vittimologia<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I delitti di Marco Bergamo risultano significativi anche dal punto di vista dei profili vittimologici. Sembra di poter osservare, in tal senso, una sorta di \u201cprogressione\u201d: dalla studentessa (primo omicidio, <strong>Marcella Casagrande<\/strong>, 3 gennaio 1985) all\u2019insegnante-prostituta (secondo omicidio, <strong>Annamaria Cipolletti<\/strong>, 26 giugno 1985), fino a un definitivo consolidarsi dell\u2019interesse dell\u2019offender per le prostitute: terzo omicidio, <strong>Renate Rauch<\/strong>, 7 gennaio 1992; quarto omicidio, <strong>Renate Troger<\/strong>, 21 marzo 1992; quinto omicidio, <strong>Marika Zorzi<\/strong>, 6 agosto 1992.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Difficile che il profilo vittimologico sia casuale, sembrerebbe anch\u2019esso rispecchiare aspetti dell\u2019immaginario di Bergamo e della sua \u201cevoluzione\u201d. In casi del genere, \u00e8 noto, l\u2019omicida effettua una specifica selezione della vittima, focalizzandosi su sue caratteristiche ricorrenti.<a href=\"#_ftn6\" id=\"_ftnref6\">[6]<\/a> Da questo punto di vista, Simonetta Cesaroni non possedeva evidentemente alcun tratto idoneo a sollecitare l\u2019attenzione del soggetto e ben difficilmente sarebbe potuta entrare, per cos\u00ec dire, nel suo campo visivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Dove si trovava Marco Bergamo il 7 agosto 1990?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E, in conclusione, la problematica forse pi\u00f9 evidente sottesa all\u2019assunto in questione. L\u2019alibi di Marco Bergamo. A una lettura superficiale \u2013 senza chiamare in causa quanto afferma la letteratura criminologica sulle cosiddette \u201cmappe mentali\u201d dei criminali, assassini seriali compresi \u2013 si sarebbe infatti portati di affermare che l\u2019uomo operava in un contesto completamente diverso dal quartiere Prati di Roma. Ci sono riscontri di un eventuale viaggio a Roma di Marco Bergamo nei giorni del delitto Cesaroni? Certo, per poter affermare la sua colpevolezza non basta la constatazione dell\u2019assenza di un alibi, un \u201cpotrebbe essere stato a via Poma\u201d da talk-show di cronaca nera, ma occorrerebbe un riscontro oggettivo \u2013 forense \u2013 della sua presenza sulla scena del crimine. Da qui, la conclusione dell\u2019articolo di Cagnan: \u201cE adesso? La palla passa alla procura di Roma. Che dovr\u00e0 innanzitutto decidere se giocare questa partita, oppure no.\u201d Giusto. Adesso spetta agli investigatori la valutazione della plausibilit\u00e0 del nuovo scenario proposto e dell\u2019opportunit\u00e0 di percorrerlo. Attendiamo sviluppi.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a> O. Lupacchini, M. Parisi, <em>Dodici donne un solo assassino<\/em>, 2006.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn2\" href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/cronaca\/2023\/08\/31\/news\/simonetta_cesaroni_uccisa_da_un_serial_killer_venuto_dal_nord_il_libro_che_riapre_il_giallo_di_via_poma-13020697\/\">https:\/\/www.lastampa.it\/cronaca\/2023\/08\/31\/news\/simonetta_cesaroni_uccisa_da_un_serial_killer_venuto_dal_nord_il_libro_che_riapre_il_giallo_di_via_poma-13020697\/<\/a> (consultato il 31 agosto 2023).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref3\" id=\"_ftn3\">[3]<\/a> J.E. Douglas, A.W. Burgess, A.G. Burgess, R.K. Ressler, <em>Crime Classification Manual<\/em>, 2008; J.R. Osborne, C. Gabrielle Salfati, \u201cRe-Conceptualizing \u2018Cooling-Off Periods\u2019 in Serial Homicide\u201d, <em>Homicide Studies<\/em>, Volume 19 Issue 2, May 2015; A. Edelstein, \u201cCooling-Off Periods among Serial Killers\u201d, <em>Journal of Psychology &amp; Behavior Research<\/em>, Vol. 2, No. 1, 2020.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref4\" id=\"_ftn4\">[4]<\/a> P. Cochi, <em>Via Poma oltre la Cassazione. Cronaca di un delitto senza giustizia<\/em>, 2018.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref5\" id=\"_ftn5\">[5]<\/a> C. Lavorino, <em>Il delitto di via Poma. Sulle tracce dell\u2019assassino<\/em>, 2009, p. 165.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref6\" id=\"_ftn6\">[6]<\/a> Cfr., tra gli altri, R. Holmes, S. Holmes, <em>Omicidi seriali. Le nuove frontiere della conoscenza e dell\u2019intervento<\/em>, 2000.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma. 7 agosto 1990. \u201cSimonetta e Marco si sono conosciuti attraverso le chat del Videotel. C\u2019\u00e8 una chimica. Nasce la voglia di incontrarsi di persona. Lui decide di andare a trovarla a Roma. Si sono sentiti anche al telefono, lei gli ha fornito l\u2019indirizzo: sar\u00e0 sola in ufficio, quel pomeriggio. Lui prende prima il treno, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":800,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-container-style":"default","site-container-layout":"default","site-sidebar-layout":"default","site-transparent-header":"default","disable-article-header":"default","disable-site-header":"default","disable-site-footer":"default","disable-content-area-spacing":"default","_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[8,9,6],"tags":[31,32],"class_list":["post-799","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-criminologia","category-criminologia-investigativa-e-scienze-forensi","category-cronaca-e-true-crime","tag-simonetta-cesaroni","tag-via-poma"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/via-poma-mostro-di-bolzano-.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/799","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=799"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/799\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":851,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/799\/revisions\/851"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/800"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=799"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=799"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=799"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}