{"id":767,"date":"2023-08-19T17:53:08","date_gmt":"2023-08-19T17:53:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.crime-post.it\/?p=767"},"modified":"2023-08-20T22:40:29","modified_gmt":"2023-08-20T22:40:29","slug":"mostro-di-firenze-lindagine-riparte-degli-oggetti-personali-delle-vittime","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/2023\/08\/19\/mostro-di-firenze-lindagine-riparte-degli-oggetti-personali-delle-vittime\/","title":{"rendered":"Mostro di Firenze, l\u2019indagine riparte dagli oggetti personali delle vittime"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Firenze. Potrebbero registrarsi sviluppi nel nuovo corso delle indagini sui delitti del <strong>Mostro di Firenze<\/strong>, l\u2019omicida che tra gli anni Settanta e Ottanta si aggirava per le campagne toscane uccidendo coppie appartatesi in intimit\u00e0 e praticando, sulle vittime femminili, atroci mutilazioni post mortem.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 di pochi giorni fa la notizia del ritrovamento di un baule un tempo appartenuto alla famiglia di <strong>Pia Rontini<\/strong>, uccisa il 29 luglio 1984 a Vicchio, nel Mugello, insieme al fidanzato <strong>Claudio Stefanacci<\/strong>. L\u2019oggetto era stato affidato dal padre della vittima a un vicino di casa ed era ormai dimenticato da anni. Al suo interno, dei vestiti e alcuni quaderni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>Polizia scientifica<\/strong>, coordinata dalla <strong>Procura di Firenze<\/strong> (le indagini sono attualmente affidate al procuratore aggiunto <strong>Beatrice Giunti<\/strong> e al sostituto <strong>Ornella Galeotti<\/strong>), ha proceduto al sequestro dei reperti all\u2019inizio di questa settimana. Il tutto \u2013 il baule e il suo contenuto \u2013 sar\u00e0 esaminato con le pi\u00f9 evolute tecniche di analisi forense, nella speranza di rinvenire tracce potenzialmente utili all\u2019inchiesta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli organi di stampa hanno poi dato conto del recupero di un rullino fotografico, con impresse diciassette immagini, appartenuto a <strong>Nadine Mauriot<\/strong> e <strong>Jean Michel Kraveichvili<\/strong>, i giovani turisti francesi uccisi dal Mostro la notte tra il 7 e l\u20198 settembre 1985 a Scopeti, San Casciano Val di Pesa. A quanto si legge, anche le immagini presenti nella pellicola verranno analizzate dagli inquirenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Analizzare vecchi reperti, con le moderne e pi\u00f9 sofisticate apparecchiature forensi, pu\u00f2 portare a profili genetici\u201d, spiega all&#8217;agenzia di stampa <em>LaPresse<\/em> il generale <strong>Luciano Garofano<\/strong>, gi\u00e0 comandante del Ris di Parma. \u201cSe il materiale raccolto sulle scene del crimine degli otto duplici delitti Firenze, avvenuti tra il 1968 e il 1985, \u00e8 stato custodito correttamente nella catena di conservazione oggi, da piccolissimi frammenti si pu\u00f2 ricavare il Dna.&#8221; &#8220;Mi occupai personalmente degli ultimi tre omicidi, inviando i campioni repertati fino in Inghilterra, dove gi\u00e0 alla fine degli anni &#8217;80 erano molto all&#8217;avanguardia con le metodologie e le strumentazioni di laboratorio per estrarre e campionare il Dna\u201d, continua Garofano. \u201cRispetto ad allora, oggi si pu\u00f2 essere fiduciosi che con le nuove analisi si possa arrivare ad ottenere risultati soddisfacenti che possano contribuire alle nuove indagini.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo, non sappiamo se e in che misura i reperti in questione, provenienti dagli ultimi due duplici omicidi del serial killer fiorentino, potranno effettivamente aggiungere utili elementi a quanto gi\u00e0 sappiamo relativamente al caso, consentendoci di rischiarare le numerose zone d\u2019ombra che ancora lo rendono impenetrabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tanti, troppi gli interrogativi che reclamano una risposta e che speriamo il nuovo corso dell\u2019indagine riesca finalmente a chiarire. Tra questi: il<strong> misterioso soggetto <\/strong>di cui si \u00e8 insistentemente parlato lo scorso anno, coinvolto, prima dell\u2019inizio della carriera criminale del Mostro, nel furto di una Beretta .22 (l\u2019arma utilizzata dall\u2019omicida in tutte le sue aggressioni) e al quale i Carabinieri avrebbero dedicato uno dossier negli anni Ottanta, \u00e8 implicato o meno nella vicenda?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E, altro aspetto cui anni fa si \u00e8 accennato sui giornali: <strong>l\u2019impronta di calzatura <\/strong>recuperata sulla scena del delitto commesso a Calenzano il 22 ottobre 1981 (vittime: <strong>Susanna Cambi<\/strong> e <strong>Stefano Baldi<\/strong>) \u00e8 davvero riconducibile a uno stivale dell\u2019<strong>esercito francese<\/strong>?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 azzardato affermare che la risposta a interrogativi del genere potrebbe contribuire significativamente alla soluzione del mistero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Firenze. 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