{"id":292,"date":"2023-06-07T20:23:26","date_gmt":"2023-06-07T20:23:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.crime-post.it\/?p=292"},"modified":"2023-06-07T20:23:27","modified_gmt":"2023-06-07T20:23:27","slug":"scomparsa-di-emanuela-orlandi-la-commissione-dinchiesta-sarebbe-davvero-una-intromissione-perniciosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/2023\/06\/07\/scomparsa-di-emanuela-orlandi-la-commissione-dinchiesta-sarebbe-davvero-una-intromissione-perniciosa\/","title":{"rendered":"Scomparsa di Emanuela Orlandi, la commissione d\u2019inchiesta sarebbe davvero una \u201cintromissione perniciosa\u201d?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roma. Una &#8220;intromissione perniciosa&#8221;. Si rischierebbe questo, secondo il promotore di giustizia vaticano, Alessandro Diddi, istituendo la prospettata commissione bicamerale di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, avvenuta a Roma il 22 giugno 1983. Lo ha detto nel corso di un\u2019audizione al Senato, disposta appunto per valutare l\u2019opportunit\u00e0 di avviare un\u2019indagine in ambito parlamentare in un frangente in cui la Procura della Repubblica di Roma e l\u2019autorit\u00e0 giudiziaria d\u2019Oltretevere starebbero collaborando alacremente nell\u2019inchiesta sulla vicenda. \u00c8 bene ribadire che la commissione si dovrebbe interessare anche della scomparsa di Mirella Gregori, avvenuta anch\u2019essa nella Capitale, il 7 maggio 1983, e spesso lasciata in ombra dal caso Orlandi e dalle correlate polemiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Il promotore di giustizia vaticano<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Ritengo\u201d, ha dichiarato Diddi in sede di audizione, \u201cche in questo momento aprire una terza indagine che segue logiche e forme diverse dall&#8217;autorit\u00e0 giudiziaria, sarebbe un&#8217;intromissione anche perniciosa per la genuinit\u00e0 delle indagini in corso.&#8221; &#8220;Purtroppo\u201d, ha aggiunto, \u201cun eccesso di interesse dell&#8217;opinione pubblica pu\u00f2 costituire un inquinamento della genuinit\u00e0 del lavoro che stiamo svolgendo in collaborazione con la procura di Roma.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Diddi ha ribadito che la collaborazione tra lo Stato italiano e il Vaticano \u201c\u00e8 massima\u201d. \u201cCi siamo documentati, abbiamo esaminato i filoni [dell\u2019indagine] e abbiamo ritenuto di ascoltare Pietro [Orlandi, il fratello di Emanuela] a lungo. Ci ha consegnato vari elementi di grande interesse investigativo. Stiamo lavorando sui suoi dati.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel corso dell\u2019audizione, il senatore dem Dario Parrini ha sottolineato il contributo fornito alla causa della verit\u00e0 da numerose commissioni parlamentari d\u2019inchiesta, al che Diddi ha affermato che, al momento, il rischio sarebbe rappresentato dall\u2019apertura di \u201cuna quarta inchiesta parallela sugli organi di stampa.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Il procuratore capo di Roma<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scettico sull&#8217;opportunit\u00e0 di una commissione parlamentare di inchiesta anche il procuratore di Roma Francesco Lo Voi, a sua volta ascoltato in audizione. \u201cDa investigatore di mafia ho collaborato per anni con la commissione antimafia, dunque non mi spaventa l\u2019avvio di una commissione di inchiesta sulla vicenda Orlandi\/Gregori\u201d, ha affermato. \u201cTuttavia credo potrebbe imbarazzarci un altro fatto. La possibilit\u00e0 di offrire ulteriori palcoscenici a qualcuno che di qualche palcoscenico ha fatto uso in passato per fini diversi da quelli della giustizia. Abbiamo situazioni in cui alcuni hanno modulato le proprie dichiarazioni a seconda di dove si trovavano.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>La reazione di Pietro Orlandi<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Le parole che ho sentito non mi sono piaciute&#8221;, ha commentato Pietro Orlandi. &#8220;Mi \u00e8 sembrato come dire \u2018fatevi gli affari vostri\u2019\u201d. \u201cIl lavoro del parlamento\u201d, ha aggiunto, \u201c\u00e8 separato, deve occuparsi anche di altri aspetti di cui non si occuperanno le inchieste della procura o del Vaticano, come ad esempio la questione dei servizi segreti. \u00c8 importante l&#8217;istituzione di una Commissione parlamentare.\u201d \u201cIo quando ho parlato con il sottosegretario Alfredo Mantovano che non c&#8217;entra con la commissione, lui mi era sembrato entusiasta dell&#8217;apertura di una commissione d&#8217;inchiesta, soprattutto quando ho parlato della questione dei servizi segreti. Secondo me una cosa non esclude l&#8217;altra&#8221;, ha concluso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>La memoria dell&#8217;avvocato della famiglia Orlandi<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;La scomparsa di Emanuela Orlandi non pu\u00f2 e non deve essere circoscritta alle polemiche di queste ultime settimane.\u201d \u00c8 quanto si legge nella memoria depositata ieri presso la Prima Commissione Affari istituzionali al Senato dall&#8217;avvocato della famiglia Orlandi, Laura Sgr\u00f2, di cui <em>RaiNews<\/em> riporta alcuni passaggi. \u201cPerch\u00e9 sarebbe ingiusto, non solo nei confronti della famiglia, ma anche di questo Paese. Il sequestro di Emanuela ha accompagnato quaranta anni di storia d&#8217;Italia e il suo nome \u00e8 comparso nelle indagini dell&#8217;attentato a Santo Giovanni Paolo II, all&#8217;omicidio Calvi, al crack del Banco Ambrosiano, alla Banda della Magliana. Pezzi di storia di questo Paese che sono ancora non del tutto chiariti. Capire cosa sia capitato a Emanuela, potrebbe aiutare a chiarire altri fatti importanti della storia d&#8217;Italia. La verit\u00e0 abbisogna a tutti, non solo ai familiari di Emanuela.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Verit\u00e0 sulla scomparsa di questa cittadina vaticana la si deve anche a quegli italiani, tantissimi\u201d, aggiunge Sgr\u00f2, \u201cche dicono che Emanuela \u00e8 anche la loro sorella. Che fermano per strada i familiari, che scrivono loro, che fanno sentire il loro affetto agli Orlandi, che si muovono da ogni parte del mondo per partecipare ai sit-in organizzati per Emanuela. Verit\u00e0 la si deve alle istituzioni, a quei magistrati e alle forze dell&#8217;ordine che tanto si sono prodigati, e, nonostante ci\u00f2, nessuno, in quaranta anni, \u00e8 mai finito sul banco degli imputati. La verit\u00e0 la si deve anche ai cattolici, che amano senza remore il Papa Santo, ma chiedono anche verit\u00e0 per Emanuela, che pregano perch\u00e9 torni a casa. Perch\u00e9 amare l&#8217;uno non significa in alcun modo rinunciare alla verit\u00e0 per l&#8217;altra. Al contrario, amare vuol dire comprendere e accogliere. Per questo occorre una commissione di inchiesta subito. Una commissione che tiri le fila, che svolga con onest\u00e0 e con la dovuta sensibilit\u00e0 il suo lavoro; che metta fine alle tante speculazioni che dilaniano le ferite mai cicatrizzate degli Orlandi, che fermi il circo dei depistatori e dei profittatori.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Sua Santit\u00e0 Papa Francesco\u201d, si legge ancora nel testo, \u201cha detto di volere fare chiarezza sulla scomparsa di Emanuela, lo ha ripetuto il Segretario di Stato, Sua Eminenza Pietro Parolin. Esistono le condizioni per scrivere una pagina di storia importante, che vede lo stato italiano e quello vaticano collaborare finalmente insieme, in piena attuazione del Concordato. Perch\u00e9 il tempo che passa \u00e8 nemico della verit\u00e0.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>L\u2019opinione di Andrea Purgatori<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuna incompatibilit\u00e0 tra commissione parlamentare di inchiesta e indagine congiunta dei magistrati italiani e vaticani anche per il giornalista Andrea Purgatori che, secondo <em>Libero Quotidiano<\/em>, \u00e8 probabilmente il massino esperto del caso Orlandi in Italia. Intervenuto a sua volta in ufficio di presidenza della I Commissione del Senato, ha dichiarato: \u201cNella mia esperienza sul caso Orlandi ho capito che c&#8217;erano cose di cui non si voleva parlare, ad esempio il ruolo dei servizi segreti. Esiste un aspetto di &#8216;strategia del silenzio&#8217; che la Santa Sede ha usato e ben venga il fatto che il Papa abbia deciso di andare a fondo, ma non riesco a vedere il conflitto di interessi tra l&#8217;indagine penale e quella che potrebbe fare una Commissione di inchiesta utile a ricostruire uno scenario.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Nuove ipotesi e scenari<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel frattempo il caso ha recentemente registrato ulteriori sviluppi, almeno a livello giornalistico. \u00c8 dei giorni scorsi la notizia che un ex carabiniere si \u00e8 rivolto alle autorit\u00e0 che stanno indagando sulla vicenda, prospettando la possibilit\u00e0 che il rapimento fosse da porsi in correlazione con la disposizione del codice di diritto canonico che prescrive il celibato del clero, di cui i rapitori avrebbero preteso l\u2019abolizione (il canone 1058 che, secondo tale scenario, sarebbe stato espressamente richiamato dai sequestratori nel chiedere che il loro codice telefonico di accesso alla Segreteria di Stato vaticana per le trattative fosse \u201c158\u201d). Interpretazione un po\u2019 <em>\u00e0 la<\/em> Dan Brown, per la verit\u00e0, di cui ovviamente si dovr\u00e0 verificare la fondatezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Il singolare destino degli amici di Emanuela<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sempre in questi giorni, gli organi di stampa hanno dato conto di un ulteriore, possibile aspetto della vicenda. Tre persone molto vicine alla cittadina vaticana sarebbero accomunate, si legge sul <em>Giornale<\/em>, da un drammatico destino. \u00c8 possibile, si chiede il quotidiano, che fossero a conoscenza di qualcosa sulla scomparsa della giovane? Quando si sono perse le tracce di Emanuela, Raffaella Monzi aveva diciannove anni e studiava musica a Sant\u2019Apollinare. Ha affermato, com\u2019\u00e8 noto, che la Orlandi avrebbe preso accordi per fare del volantinaggio per conto di un\u2019azienda di cosmetici, con una paga particolarmente elevata, per l\u2019epoca e per una ragazzina, 375.000 lire. Dopo le rivelazioni, la giovane inizi\u00f2 a sentirsi controllata, pedinata e fotografata e fin\u00ec per trasferirsi a Bolzano con la famiglia ma, anche l\u00ec, sarebbe stata molestata. I Monzi fecero quindi ritorno a Roma e la madre della giovane ricevette un\u2019inquietante telefonata: \u201cHo visto tua figlia sul treno: \u00e8 bellissima. La voglio sposare\u201d, disse uno sconosciuto. Raffaella Monzi oggi ha cinquantanove anni ed \u00e8 ricoverata in una clinica psichiatrica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Silvia Vetere oggi avrebbe 55 anni. All\u2019epoca frequentava la stessa classe di Emanuela al Convitto Nazionale. Rifer\u00ec agli inquirenti: &#8220;Emanuela aveva intenzione di trovarsi un lavoro. Non aveva voglia di studiare e faceva sega a scuola.\u201d Ai giornalisti spieg\u00f2 inoltre che la Orlandi le avrebbe confidato: \u201cNon mi vedrete per un bel po\u2019.\u201d Sembra che da tempo soffrisse di problemi di salute e che, negli anni, sia stata ospite di rehab per tossicodipendenti e, anche lei, ricoverata in strutture psichiatriche. Un suo cugino, Massimo Festa, ha riferito al <em>Corriere della Sera<\/em>: \u201cSilvia \u00e8 stata vittima di un ulteriore sequestro, \u00e8 stata portata in strutture psichiatriche per impedirle di ripetere quel che sapeva su Emanuela Orlandi. Quel che le era stato confidato era scomodo. Per questo \u00e8 stata prelevata a pi\u00f9 riprese, bombardata di farmaci, narcotizzata, annichilita nel corpo e nella psiche.\u201d Festa sospetta che sia stata oggetto di intimidazioni, non la vede da anni e teme che sia morta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro compagno di classe di Orlandi era Pierluigi Magnesio. Oggi vive all\u2019estero. Qualcuno ritiene che sia stato lui a chiamare le prime tre volte a casa degli Orlandi dopo la scomparsa, tanto che gli inquirenti supposero che il giovane potesse conoscere i sequestratori e avesse agito sotto minaccia, forse per depistare le indagini. Il 27 ottobre 1987, durante la diretta della trasmissione <em>Telefono Giallo<\/em>, giunse in redazione la telefonata di un giovane, che disse: \u201cBuona sera, sono Pierluigi. Se parlo, mi ammazzano\u201d. A quanto si legge sul <em>Giornale<\/em>, secondo la procura di Roma si sarebbe trattato proprio di Magnesio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un mistero che sembra non avere mai fine, nel quale \u00e8 difficile districarsi. Certo, il proliferare di ipotesi, anche arbitrarie, non facilita le indagini. Ma l\u2019impegno a ricercare la verit\u00e0 e a distinguerla dalle illazioni e dalle false piste continua, proprio per questo, a essere un dovere, non solo a livello istituzionale, ma anche da parte di chi ha la responsabilit\u00e0 di informare il pubblico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma. Una &#8220;intromissione perniciosa&#8221;. Si rischierebbe questo, secondo il promotore di giustizia vaticano, Alessandro Diddi, istituendo la prospettata commissione bicamerale di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, avvenuta a Roma il 22 giugno 1983. 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