{"id":289,"date":"2023-06-06T06:06:46","date_gmt":"2023-06-06T06:06:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.crime-post.it\/?p=289"},"modified":"2023-06-06T06:06:48","modified_gmt":"2023-06-06T06:06:48","slug":"il-terrorismo-definizioni-motivazioni-e-profili-comportamentali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/2023\/06\/06\/il-terrorismo-definizioni-motivazioni-e-profili-comportamentali\/","title":{"rendered":"Il terrorismo. Definizioni, motivazioni e profili comportamentali"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>1. Concetti introduttivi<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La parola terrorismo compare, per la prima volta, nel 1798, in un supplemento del Dictionnaire dell\u2019Acad\u00e9mie fran\u00e7aise, con riferimento agli abusi del potere rivoluzionario. Lo stesso anno, il termine ricorre anche in uno scritto di Immanuel Kant, a indicare una concezione pessimistica dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019accezione attuale, il terrorismo, a fronte della drammaticit\u00e0 delle sue manifestazioni, rimane un fenomeno multiforme e, sotto molti aspetti, sfuggente. Definirlo in modo univoco pu\u00f2 risultare arduo. Secondo Pisano (1997), il terrorismo \u00e8 una forma di violenza criminale a fini politici, esercitata attraverso strutture e modalit\u00e0 clandestine. L\u2019Autore pone in evidenza tre suoi peculiari aspetti, idonei a distinguerlo da altri fenomeni politici e criminologici:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 violenza criminale: differenzia il terrorismo dagli organi istituzionali che pongono in essere un uso legittimo della forza;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 fine politico: elemento idoneo a distinguere il terrorismo dalla criminalit\u00e0 comune e organizzata, le cui finalit\u00e0 risultano essenzialmente di natura economica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 clandestinit\u00e0: differenzia il terrorismo dall\u2019ordinaria violenza politica, che tende a palesarsi senza alcun sotterfugio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pisano distingue, inoltre, il fenomeno nelle seguenti categorie:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 terrorismo-stadio: accezione rientrante nell\u2019ambito di una conflittualit\u00e0 non convenzionale, finalizzata a determinare sconvolgimenti radicali-rivoluzionari. Abitualmente, si registra a livello interno, negli Stati in cui nasce l\u2019organizzazione terroristica di riferimento;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 terrorismo-tattica: strategia o atto dimostrativo cui si ricorre nel corso della conflittualit\u00e0 non convenzionale, eventualmente a livello internazionale. A ci\u00f2 provvedono organizzazioni connesse tra loro in una vera e propria rete, appunto, internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tema di profili fenomenologici, Bonanate (1994) individua le seguenti, possibili configurazioni del terrorismo:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 terrorismo come forma di lotta di indipendenza;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 terrorismo contro lo Stato (con tratti che valgono a differenziarlo dall\u2019anarchismo, v. infra);<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 terrorismo contro l\u2019ordine internazionale;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 terrorismo come spinta alla destabilizzazione della societ\u00e0 moderna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questi si aggiungano le forme di \u201cterrore\u201d esercitate, in modo pi\u00f9 o meno diretto e palese, da certi Stati (ad es., il cd. \u201cterrore stalinista\u201d, etc.). Secondo l\u2019Autore, il terrorista si distingue dall\u2019anarchico in quanto, a differenza di quest\u2019ultimo che opera per giungere al completo abbattimento dell\u2019assetto istituzionale, sostiene di voler instaurare un nuovo ordine socio-politico, a suo dire pi\u00f9 giusto di quello contro cui indirizza le proprie azioni destabilizzanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bonanate propone, poi, l\u2019ulteriore distinzione tra:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 azioni terroristiche di movimenti organizzati, dotati di una strategia di lungo periodo, che considerano il singolo risultato ottenuto come una tappa nella realizzazione del proprio disegno di conquista del potere;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 manifestazioni estemporanee e improvvise, tese a imitare la logica terroristica, a sfruttarne i tratti esteriori, pur non rivelandone, per cos\u00ec dire, la lucidit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Decisione Quadro del 13 giugno 2002, adottata dal Consiglio d\u2019Europa, recependo alcuni spunti proposti dalle Nazioni Unite, riconduce alla fattispecie degli atti terroristici condotte criminali quali: \u201cattentanti contro la vita, sequestro di persona e cattura di ostaggi; distruzioni massicce di strutture governative e pubbliche, di sistemi di trasporto, infrastrutture [\u2026], luoghi pubblici o di propriet\u00e0 private, che possono mettere a repentaglio vite umane o causare perdite economiche considerevoli; sequestro di aeromobili o navi o mezzi di trasporto collettivo di passeggeri o di trasporto merci; fabbricazione, detenzione, acquisto, trasporto, fornitura o uso di armi da fuoco, esplosivi, armi atomiche, biologiche o chimiche.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal documento emerge che lo scopo precipuo del terrorismo \u00e8 quello di danneggiare gravemente un Paese o una organizzazione internazionale; di intimidire una popolazione; di indurre illegittimamente i poteri pubblici a compiere un determinato atto, con il palese intendimento di \u201cdestabilizzare gravemente o distruggere le strutture politiche, costituzionali, economiche o sociali fondamentali di un paese o di un\u2019organizzazione.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli aspetti caratterizzanti del terrorismo, secondo tale formulazione, sembrerebbero dunque:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 il sistematico impiego di violenza organizzata ai danni di persone non combattenti;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 il connotato ideologico-religioso della condotta;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 l\u2019intento programmatico di innescare e diffondere un senso di paura, di terrore appunto, presso i consociati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da qui, la definizione del fenomeno proposta da Travaini (2008): il terrorismo come metodo di lotta politica\/religiosa\/ideologica che si fonda su un sistematico ricorso alla violenza, che si riversa non solo su organismi e strutture militari, ma sull\u2019intera collettivit\u00e0, creando un diffuso senso di insicurezza sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ulteriore definizione del fenomeno, tra le numerosissime coniate, \u00e8 quella dell\u2019F.B.I., secondo cui il terrorismo consiste nell\u2019uso illegale della forza e della violenza contro persone o propriet\u00e0 per intimidire o coercizzare un governo, la popolazione civile o una parte di essi per raggiungere obiettivi sociali o politici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo De Luca (2013), attualmente sembrano prevalere forme di terrorismo espressione di una contrapposizione tra culture e religioni diverse. Uno dei fattori che connotano in termini peculiari gli sviluppi del fenomeno \u00e8 costituito dall\u2019attuale, estrema facilit\u00e0 di reperimento di armi di distruzione di massa, non solo alla portata di gruppi organizzati, ma anche di singoli individui (Laquer, 1999).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>2. Fanatismo e fondamentalismo<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Hole (1995) definisce il fanatismo come una convinzione personale condizionata dalla struttura della personalit\u00e0 avente per oggetto contenuti e valori ridotti, caratterizzata da un alto grado di identificazione, che viene mantenuto o perseguito con fortissima intensit\u00e0, persistenza e coerenza e che non \u00e8 capace di dialogare e scendere a compromessi con altri sistemi e altri uomini, i quali possono essere combattuti come nemici esterni, anche con l\u2019impiego di tutti i mezzi e in conformit\u00e0 alla propria coscienza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pu\u00f2 assumere i seguenti connotati:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 fanatismo essenziale, proprio di soggetti tesi a fissarsi ossessivamente su un\u2019idea. Atteggiamento rigido e non incline al compromesso. Quattro essenziali bisogni psichici sottesi: autoconferma; validit\u00e0 assoluta dell\u2019idea; imposizione aggressiva dell\u2019idea; coerenza;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 fanatismo indotto, proprio di soggetti dalla struttura psichica normale che, affascinati dal carisma di un leader, decidono di abbracciarne senza riserve la dottrina. Si osserva il fenomeno che Freud definisce regressione dell\u2019attivit\u00e0 psichica a uno stato anteriore. Riscontrabili anche: l\u2019effetto di amplificazione del gruppo (Battegay, 1971), relativo alle emozioni condivise; il narcisismo di gruppo (Fromm, 1977).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I due ambiti in cui il fanatismo tende maggiormente a svilupparsi \u2013 secondo Hole \u2013 sono quello politico e quello religioso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tale fenomeno costituisce la premessa del fondamentalismo, definito dall\u2019Autore come un atteggiamento convinto nei confronti di un preesistente valore fondamentale, di un punto di vista fondamentale, di una regola formulata o di un documento storico, che da parte loro non possono pi\u00f9 essere messi in discussione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019adozione di una prospettiva fondamentalista sembrerebbe scaturire dalle seguenti esigenze psicologiche:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 sicurezza: esigenza di eliminare ogni fonte di incertezza, che possa ingenerare dubbi sul percorso intrapreso;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 ancoramento: radicamento esistenziale da cui trarre sicurezza e sostegno;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 autorit\u00e0: necessit\u00e0 di sottomettersi a contenuti imposti da una persona o da un testo di indiscutibile autorevolezza;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 identificazione: pieno accordo su ogni idea e interpretazione espressa dal gruppo di appartenenza;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 perfezione: aspirazione a un comportamento pienamente conforme a certi modelli, senza necessit\u00e0 di ulteriori miglioramenti;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 semplicit\u00e0: ridurre problematiche complesse e multiformi a enunciazioni chiare, semplici, prive di contraddizioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>3. Il terrorismo suicida<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La strategia del terrorismo \u00e8 suscettibile di assumere diverse forme, tra cui quella, appunto, degli attacchi suicidi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per attacco suicida si intende un atto di violenza politica organizzata in cui l\u2019esecutore della violenza sacrifica la propria vita in maniera intenzionale e premeditata (Marone, 2009).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli attacchi suicidi combinano l\u2019intento di uccidere e quello di morire nel medesimo atto: l\u2019obiettivo risulta evidentemente essere quello di \u201cmorire per uccidere\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tale forma di violenza politica estrema necessita in genere della partecipazione attiva di tre soggetti:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 un attentatore che decide in modo premeditato di offrire la propria vita alla luce di determinate motivazioni, politiche o di altro genere;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 un\u2019organizzazione che si serve di tale sacrificio per conseguire specifiche finalit\u00e0 politiche;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 una comunit\u00e0 di sostegno che riconosce e legittima tale pratica, in genere ascrivendola alla categoria del martirio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli attacchi suicidi sono un fenomeno affermatosi di recente, a partire dagli anni Ottanta del Novecento nel corso della guerra civile libanese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcuni antecedenti storici:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 i sicari ebrei nella Giudea sotto occupazione romana del I secolo d. C.;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 la setta radicale ismailita degli Assassini, attiva in Persia e in Siria dal XI al XIII secolo (Rapoport, 1984);<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 alcune comunit\u00e0 musulmane dell\u2019Asia sud-orientale contro le potenze coloniali europee (Dale, 1988).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 I piloti giapponesi alla guida di aerei carichi di esplosivo, lanciati contro le navi alleate durante la seconda guerra mondiale (kamikaze, termine ormai impiegato per designare, in generale, i terroristi suicidi).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli ultimi decenni il fenomeno si \u00e8 evoluto in due modelli (Moghadam, 2006):<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 i casi libanese, tamil, palestinese, curdo, sikh, kashmiro, ceceno e iracheno (solo in riferimento ai gruppi nazionalistici), rivelano tratti essenzialmente locali, impegnati nella liberazione di un territorio specifico da una presunta occupazione straniera; obiettivi circoscritti e ascrivibili alla cd. \u201condata anti-coloniale\u201d, la terza ondata del \u201cterrorismo moderno\u201d (Rapoport, 2004).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 i casi della rete di al-Qaeda e dei gruppi jihadisti, secondo un nuovo modello transnazionale, dai fini pi\u00f9 ampi, con significativi legami con la sfera religiosa (\u201cquarta ondata terroristica\u201d, appunto religiosa, secondo il citato Rapoport).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>4. Profilo personologico del terrorista suicida<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>4.1. Profilo psicologico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cLa straordinaria caratteristica comune dei terroristi \u00e8 la loro normalit\u00e0\u201d (Crenshaw, 1981).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ricerca ha posto in evidenza che abitualmente i terroristi non risultano affetti da malattie o disordini mentali significativi (Victoroff, 2005). Dato, questo, riscontrabile anche con specifico riferimento agli attentatori suicidi: la maggior parte di chi aspira al martirio sembra non rivelare disturbi psicologici o tendenze suicide, tanto nel modello locale che in quello transnazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un ulteriore studio avrebbe accertato l\u2019assenza, in quattrocento membri della rete terroristica di al-Qa\u2019ida, di tratti antisociali, malattie mentali, pregressi traumi sociali o disturbi comportamentali (Sageman, 2004).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Del resto, le organizzazioni terroristiche hanno evidentemente interesse a reclutare soggetti che appaiano normali e risultino affidabili per l\u2019espletamento della missione loro affidata (Hudson in Ricolfi, 2006).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La maggioranza degli studiosi ritiene che non esistano profili psicologici tipici dell\u2019attentatore suicida (v., ad es., Merari, 1990).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altri, pur ponendo in evidenza che la scarsit\u00e0 di biografie individuali di tali soggetti rende estremamente arduo effettuare valutazioni conclusive, ritengono di poter individuare in essi tratti psicologici ricorrenti, tra cui una personalit\u00e0 autoritaria e una accentuata propensione al rischio (Lester, Yang e Lindsay, 2004).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bandura (1990) ha preso in esame i meccanismi di difesa attraverso cui i terroristi \u2013 quelli suicidi, in particolare \u2013 raggiungono uno stato di disimpegno morale che permette loro di pianificare e attuare le azioni pi\u00f9 violente e distruttive:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 giustificazione morale: combattere il Male con ogni mezzo e risorsa, per difendere i valori della propria cultura e del loro modus vivendi;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 spostamento della responsabilit\u00e0: la responsabilit\u00e0 delle azioni poste in essere non grava su di loro ma sul nemico che le ha rese indispensabili;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 diffusione della responsabilit\u00e0: il singolo non si sente il solo responsabile dell\u2019azione, deliberata, pianificata e attuata dal gruppo terroristico di cui egli \u00e8 parte;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 deumanizzazione: le vittime sono private della loro connotazione umana, percepite nel loro insieme semplicemente come il \u201cNemico\u201d da abbattere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>4.2. Caratteri socio-demografici ed economici<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 Tanto in ambito locale quanto in quello transnazionale, si registra una netta prevalenza di individui di et\u00e0 compresa tra i diciotto e i trent\u2019anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 In generale, la maggioranza degli attentatori suicidi \u00e8 di genere maschile. In molti paesi islamici, il martirio femminile risulta essere un fenomeno recente, rilevante seppure ancora minoritario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 Al contrario, in alcuni ambiti locali di ispirazione laica, come in Turchia (PKK) e in Sri Lanka (LTTE), e anche in contesti in cui la violenza pu\u00f2 associarsi a una prospettiva religiosa, come in Cecenia, il contributo delle donne \u00e8 molto rilevante (ad es., le \u201cvedove nere\u201d cecene).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda lo status socio-economico, pi\u00f9 di una ricerca ha accertato che, contrariamente a certi diffusi stereotipi, numerosi terroristi suicidi appartengono alle classi medie, vantano un elevato livello di istruzione e condizioni economiche del tutto soddisfacenti (Weinberg, Pedahzur, Canetti-Nisim, 2003).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I profili sociali degli aspiranti attentatori suicidi sembrano, comunque, essere molteplici, suscettibili di subire significative modificazioni negli anni, anche in considerazione delle specifiche esigenze di addestramento di volta in volta prospettate dalle organizzazioni di riferimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcuni studiosi hanno constatato che i profili degli attentatori palestinesi si sono, ad es., sensibilmente evoluti, nel corso del tempo, per fronteggiare le misure di prevenzione di volta in volta approntate dagli israeliani (Hoffman, 2003).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>4.3. Profili motivazionali<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Risultano individuabili almeno secondo tre prospettive:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 Il conformarsi a valori sposati in modo incondizionato. I principali risultano essere, ovviamente, il patriottismo e la fede religiosa. Nei casi in cui prevale una causa religiosa, \u00e8 possibile, come osserva Elster (2006), che per molti aspiranti suicidi l\u2019aldil\u00e0 finisca talvolta per ridursi a una sorta di bene di consumo strumentale: le aspettative possono cio\u00e8 assumere i tratti di una forma di consolazione o di \u201cbonus\u201d piuttosto che una autentica motivazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 Inclinazioni affettive. Anch\u2019esse possono rivestire un ruolo significativo. Studiosi e ricercatori pongono spesso in evidenza sentimenti di vendetta, di umiliazione, di frustrazione, di vergogna (Juergensmeyer, 2003; Reuter, 2006). In ambito locale, le motivazioni di molti attacchi suicidi potrebbero interpretarsi mediante il concetto di suicidio altruistico facoltativo di Emile Durkheim (Strenski, 2003): esso ricorre quando \u201cl\u2019io non si appartiene ma si confonde con cosa diversa da se e [\u2026] il polo della condotta viene a trovarsi al di fuori, cio\u00e8 in un gruppo di cui l\u2019individuo \u00e8 parte\u201d (altruismo); lo stesso risulta altres\u00ec non espressamente imposto dal contesto sociale, anche se accettato e, talvolta, incoraggiato (facoltativit\u00e0).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 Interessi personali. Secondo Tosini (2007), in alcuni casi, gli attentatori suicidi si attengono a una sorta di razionalit\u00e0 strumentale \u2013 per quanto postuma \u2013 di carattere altruistico o egoistico, a seconda che il beneficiario dell\u2019azione sia un\u2019altra persona oppure l\u2019attentatore stesso. Non si tratterebbe di motivazioni fondamentali, ma comunque idonee a determinare un consolidamento dell\u2019intento suicida (Pedahzur 2005). In particolare: a) partecipare a un attentato suicida garantisce alla famiglia del terrorista-martire un consistente sostegno economico da parte dell\u2019organizzazione che ha pianificato e attuato l\u2019attacco. Il che spesso sembra avvenire attraverso fondi costituiti allo scopo grazie al contributo di donatori esteri; b) \u00e8 possibile che i terroristi talvolta mirino a scongiurare un danno personale percepito come pi\u00f9 grave della loro stessa morte. Tale potrebbe essere, ad es., l\u2019infamia conseguente a loro presunte trasgressioni alle norme sociali o al codice morale, oppure a tradimenti politici.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Riferimenti bibliografici<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">BANDURA A., \u201cMechanisms of Moral Disengagement\u201d, in REICH W. (a cura di), Origins of Terrorism: Psychologies, Ideologies, theologies and states of Mind, Cambridge University Press, Cambridge, 1990.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">BONANATE L., Terrorismo internazionale, Giunti, Firenze, 1994.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">CRENSHAW M., \u201cThe Causes of Terrorism\u201d, Comparative Politics, 13, 4\/1981.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">DALE S., \u201cReligious Suicide in Islamic Asia: Anticolonial Terrorism in India, Indonesia and the Philippines\u201d, The Journal of Conflict Resolution, Vol. 23, 1\/1988.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">DE LUCA R., \u201cTerrorismo\u201d, in SERRA C. (a cura di), Proposte di criminologia applicata, Giuffr\u00e9, Milano, 2000.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">DE LUCA R., \u201cTerrorismo tradizionale e fanatismo religioso-suicida\u201d, in DE LUCA R., MACR\u00cc C., ZOLI B. (a cura di), Anatomia del crimine in Italia, Giuffr\u00e9, Milano, 2013.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">HOFFMAN B., \u201cThe Logic of Suicide Terrorism\u201d, The Atlantic Monthly, Vol. 291, 5\/2003.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">HOLE G., Fanatismo. La propensione all\u2019estremismo e le sue radici psichiche, San Paolo, Milano, 1995.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">JUERGENSMEYER M., Terroristi in nome di Dio, Laterza, Roma-Bari, 2003.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">LAQUER W., The New Terrorism. Fanaticism and the Arms of Mass Destruction, Phoenix Press, London, 1999.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">LESTER D., YANG B., LINDSAY M., \u201cSuicide Bombers: Are Psychological Profiles Possible?\u201d, Studies in Conflict and Terrorism, 27, 4\/2004.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">MARONE F., La logica politica del terrorismo suicida: uno schema interpretativo a tre livelli (2009), in https:\/\/www.sisp.it\/files\/papers\/2009\/francesco-marone-496.pdf<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">MERARI A., \u201cThe Readiness to Kill and Die: Suicidal Terrorism in the Middle East\u201d, in REICH W. (a cura di), Origins of Terrorism: Psychologies, Ideologies, theologies and states of Mind, Cambridge University Press, Cambridge, 1990.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">MOGHADAM A., \u201cThe Roots of Suicide Terrorism: A Multi-Causal Approach\u201d, in PEDAHZUR A. (a cura di), Roots Causes of Suicide Terrorism: The Globalization of Martyrdom, London, Routledge, 2006.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">PEDAHZUR A., Suicide Terrorism, Polity Press, Cambridge, 2005.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">PISANO V., Introduzione al terrorismo contemporaneo, Sallustiana, Roma, 1997.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RAPOPORT D.C., \u201cFear and Trembling: Terrorism in Three Religious Traditions\u201d, American Political Science Review, Vol. 78, 3\/1984.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">REUTER C., La mia vita \u00e8 un\u2019arma. Storia e psicologia del terrorismo suicida, TEA, Milano, 2006.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RICOLFI L., \u201cPalestinians, 1981-2003\u201d, in GAMBETTA D. (a cura di), Making Sense of Suicide Missions, Oxford University Press, Oxford, 2006.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">SAGEMAN M., Understanding Terror Networks, University of Pennsylvania Press, Philadelphia, 2004.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">STRENSKI I., \u201cSacrifice, Gift and the Social Logic of Muslim \u2018Human Bombs\u2019\u201d, Terrorism and Political Violence, Vol. 15, 3\/2003.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">TOSINI D., Terrorismo e antiterrorismo nel XXI secolo, Laterza, Roma-Bari, 2007.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">TRAVAINI G.V., \u201cIl terrorismo\u201d, in PONTI G., MERZAGORA BETSOS I., Compendio di criminologia, Cortina, Milano, 2008.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">VICTOROFF J., \u201cThe Mind of the Terrorist: A Review and Critique of Psychological Approaches\u201d, Journal of Conflict Resolution, Vol. 49, 1\/2005. WEINBERG L., PEDAHZUR A., CANETTI-NISIM, D., \u201cThe Social and Religious Characteristics of Suicide Bombers and Their Victims\u201d, Terrorism and Political Violence, 3, 2003.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1. Concetti introduttivi La parola terrorismo compare, per la prima volta, nel 1798, in un supplemento del Dictionnaire dell\u2019Acad\u00e9mie fran\u00e7aise, con riferimento agli abusi del potere rivoluzionario. Lo stesso anno, il termine ricorre anche in uno scritto di Immanuel Kant, a indicare una concezione pessimistica dell\u2019umanit\u00e0. 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