{"id":195,"date":"2023-05-23T09:53:31","date_gmt":"2023-05-23T09:53:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.crime-post.it\/?p=195"},"modified":"2023-05-24T05:13:06","modified_gmt":"2023-05-24T05:13:06","slug":"lombroso-sutherland-e-gli-studi-sui-white-collar-crimes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/2023\/05\/23\/lombroso-sutherland-e-gli-studi-sui-white-collar-crimes\/","title":{"rendered":"Lombroso, Sutherland e gli studi sui white collar crimes"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Scandali finanziari<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019Italia di fine Ottocento, in assenza di una Banca di Stato, all\u2019emissione di valuta provvedevano sei istituti: la Banca Nazionale e la Banca Romana nella Capitale; la Banca Toscana di Credito e la Banca Nazionale Toscana a Firenze; il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia, al Sud.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ognuno stampava in proprio biglietti aventi corso legale. Tra il 1887 e il 1889, cominciarono a diffondersi voci su vari dissesti e illegalit\u00e0, legati, in particolar modo, a prestiti concessi, anni prima, agli speculatori edilizi, spesso mediante emissioni irregolari di carta moneta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La crisi deflagr\u00f2 nel 1892, con un intervento alla Camera di Napoleone Colajanni (1847-1921), deputato nelle file dei repubblicani. Venne istituita una commissione parlamentare d\u2019inchiesta, che ispezion\u00f2 la Banca Romana, principale indiziata di irregolarit\u00e0. Si riscontrarono un vuoto di cassa di venti milioni di lire dell\u2019epoca; una circolazione clandestina di banconote per settanta milioni; l\u2019esistenza di biglietti di banca con identica serie pari a quaranta milioni; bilanci e contabilit\u00e0 falsificati; una consistente giacenza di cambiali inesigibili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si evidenzi\u00f2, in tal modo, la prassi di erogare finanziamenti occulti a uomini di governo, a parlamentari e giornalisti, per incidere sulle scelte politiche in ambito bancario. La vicenda pass\u00f2 alla storia, appunto, come lo scandalo della Banca Romana, ma coinvolse, pi\u00f9 o meno direttamente, l\u2019intero sistema del credito, con ulteriori, clamorosi sviluppi riguardanti altri importanti istituti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall\u2019inchiesta parlamentare si approd\u00f2 in breve a quella giudiziaria. Arresti eccellenti, morti sospette, coinvolgimento di centinaia di politici, finanzieri, giornalisti. Alla fine del 1893, lo stesso capo del governo, Giovanni Giolitti (1842-1928), fu costretto a dimettersi e rischi\u00f2 l\u2019arresto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019inchiesta parlamentare si concluse con una sostanziale archiviazione delle accuse a carico dell\u2019ex primo ministro. Alla fine di una indagine penale durata sei mesi, si giunse inoltre al rinvio a giudizio dell\u2019ex governatore della Banca Romana e di pochi altri. Tutti assolti, peraltro, il 29 luglio 1894, anche con riferimento a quei reati ammessi, fin dalla fase istruttoria, dagli stessi imputati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Non solo \u201cdelinquente nato\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quegli anni, il criminologo Cesare Lombroso (1835-1909) era gi\u00e0 noto, tra l\u2019altro, per la controversa teoria del <em>delinquente nato<\/em>, secondo cui una elevata percentuale di criminali sarebbe stata caratterizzata da anomalie strutturali congenite da cui irrimediabilmente sarebbero derivate tendenze antisociali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista antropologico, il delinquente nato risultava, secondo Lombroso, pi\u00f9 prossimo ai primati infraumani, rivelando precise caratteristiche fisiche, quali grandi mandibole, canini forti, zigomi sporgenti, arcate sopraccigliari prominenti, etc.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studiando i soggetti coinvolti nei predetti scandali finanziari, Lombroso dovette, per\u00f2, prendere atto di una realt\u00e0 non compatibile con lo stereotipo del delinquente nato, afflitto da stigmate ataviche e condannato a commettere crimini violenti e inconciliabili con l\u2019apparente compostezza dell\u2019ordine sociale: il criminologo comprese di trovarsi dinanzi a individui del tutto privi di quelli che, fino ad allora, sembravano essere gli unici, vistosi e inequivocabili tratti identificativi del criminale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lombroso giunse quindi a elaborare il concetto di <em>criminalit\u00e0 evolutiva<\/em>, appunto riferito alla delinquenza propria della civilt\u00e0 avanzata. Individu\u00f2 nei reati economici, in particolare nella truffa, la manifestazione delinquenziale tipica delle societ\u00e0 moderne.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scrisse: \u201c[\u2026] la truffa \u00e8 una trasformazione evolutiva, civile, se si vuole, del delitto, che ha perduto tutta la crudelt\u00e0, la durezza dell\u2019uomo primitivo di cui il reo-nato \u00e8 l\u2019immagine, sostituendovi quell\u2019avidit\u00e0, quell\u2019abito della menzogna, che vanno sventuratamente diventando un costume, una tendenza generale, salvo che in costoro \u00e8 pi\u00f9 concentrata e con intenti pi\u00f9 dannosi [\u2026].\u201d<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cInvero\u201d, consider\u00f2 inoltre, \u201cse passiamo dalle vallate remote alle citt\u00e0 e dalle citt\u00e0 piccole alle capitali, vediamo, dal pi\u00f9 piccolo al pi\u00f9 grande, farsi sempre pi\u00f9 gigante la menzogna commerciale, la truffa, insomma, in piccola scala; e nelle societ\u00e0 pi\u00f9 elevate, sotto forma di Banche per azioni, la truffa vera, gigantesca, \u00e8 in permanenza alle spalle dei gonzi, garantita coi nomi pi\u00f9 altisonanti e pi\u00f9 venerati se non venerabili.\u201d<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[2]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il soggetto associato a tale tipologia di crimine non rivelava certo tratti atavici o degenerativi, e venne definito dallo studioso <em>delinquente occasionale<\/em>. Su di lui, a suo avviso, influivano essenzialmente fattori ambientali, sociali e culturali: \u201c[\u2026] \u00e8 naturale che il truffatore comune ed il politico non sia un criminale-nato, ma un criminaloide che ha caratteri dell\u2019uomo comune e che, senza un\u2019occasione propizia, e mettiamo pure un po\u2019 meno forte di quella che trascinerebbe l\u2019uomo quasi integro, non cadrebbe in colpa.\u201d<a href=\"#_ftn3\" id=\"_ftnref3\">[3]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Difficile non ravvisare, in questo peculiare sviluppo della teoria lombrosiana, una significativa prefigurazione di quelli che, decenni dopo, sarebbero stati gli studi sui cosiddetti delitti dei colletti bianchi (<em>white collar crimes<\/em>), maturati in un diverso contesto socio-culturale ed economico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Il white collar criminal secondo Edwin Sutherland<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riferimenti ai crimini dei colletti bianchi si segnalano in vari contributi dei pionieri della sociologia americana.<a href=\"#_ftn4\" id=\"_ftnref4\">[4]<\/a> Il primo cenno specifico all\u2019argomento si deve a Morris (1934), che distinse i delinquenti abituali in due gruppi: gli <em>underworld<\/em> e gli <em>upperworld<\/em>: \u201cIl termine <em>criminals of the upperworld<\/em> \u00e8 suggerito per indicare quel nutrito ma ancora non chiaramente definito gruppo di criminali, la cui posizione sociale, intelligenza e tecnica del crimine consente loro di muoversi tra i loro concittadini virtualmente immuni da ogni considerazione e condanna di essere criminali.\u201d<a href=\"#_ftn5\" id=\"_ftnref5\">[5]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tali contributi hanno sicuramente inciso sull\u2019opera di Edwin H. Sutherland (1883-1950), che costituisce una vera e propria pietra miliare negli studi qui considerati. Fu lui a impiegare per la prima volta in ambito criminologico il termine \u201ccolletto bianco\u201d per definire gli esponenti dei ceti sociali superiori. \u201cHo usato il termine \u2018delinquente del colletto bianco\u2019 per designare\u201d, scrisse, \u201cuna persona della classe socio-economica superiore, che viola le leggi deputate a regolare la sua attivit\u00e0 professionale. Uso il termine nel senso con cui fu inteso dal Presidente della General Motors, Sloan, nel libro intitolato <em>An Autobiography of a White-Collar Worker<\/em>. Generalmente, invece, \u00e8 usato per riferirsi agli impiegati che indossano giacca e cravatta quando lavorano, o anche ai commessi dei negozi.\u201d<a href=\"#_ftn6\" id=\"_ftnref6\">[6]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proviamo quindi a scomporre la definizione proposta da Sutherland, individuando i tratti costitutivi della categoria criminologica da lui individuata: secondo Marotta (2015)<a href=\"#_ftn7\" id=\"_ftnref7\">[7]<\/a>, il white collar crime si prospetta come un reato commesso da una persona rispettabile, di elevata condizione socio-economica, nell\u2019ambito della propria attivit\u00e0 professionale, con abuso della fiducia di cui gode tra i consociati. Dunque:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1) <em>Reato<\/em>: Sutherland venne criticato per aver incluso tra i crimini dei colletti bianchi anche condotte non sanzionate dalla legge penale. Dimostr\u00f2 di aver comunque preso in considerazione <em>comportamenti socialmente dannosi<\/em> basandosi sulla definizione giuridica di danno sociale.<a href=\"#_ftn8\" id=\"_ftnref8\">[8]<\/a> Analizz\u00f2 980 pronunce di tribunali e commissioni relative alle settanta maggiori societ\u00e0 degli Stati Uniti in ambito industriale e commerciale. Dette pronunce riguardavano violazioni delle leggi antitrust, concorrenza sleale in ambito pubblicitario, infrazioni in materia di diritto del lavoro, diritto d\u2019autore, brevetti e marchi di fabbrica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutte le decisioni qualificavano le condotte censurate come illecite, ma solo 159 erano state in effetti adottate in ambito penale, 425 in ambito civile o in giudizi equitativi e 361 da commissioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sutherland: \u201cLa domanda pi\u00f9 importante sul delitto del colletto bianco \u00e8 se si tratti di un reato vero e proprio. Si tratta di un quesito difficile e molto tecnico; la conclusione a cui sono pervenuto in proposito \u00e8 che le violazioni di legge accertate dai giudizi secondo equit\u00e0 o in sede civile o da commissioni amministrative sono, con rarissime eccezioni, reati.\u201d<a href=\"#_ftn9\" id=\"_ftnref9\">[9]<\/a> L\u2019Autore giunse quindi a ricomprendere nel concetto di reato non le sole infrazioni della legge penale ma ogni condotta contraria a una norma (civile, penale o amministrativa) che risultasse socialmente dannosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2) <em>Rispettabilit\u00e0 ed elevata condizione socio-economica<\/em>: elementi non sufficientemente chiariti dall\u2019Autore. Non precisa cosa debba effettivamente intendersi per rispettabilit\u00e0 (assenza di condanne? Impegno in attivit\u00e0 professionali che riscuotono il consenso dei consociati e garantiscono prestigio sociale?). Tale status sembra comunque indipendente da quello socio-economico (vi sono persone rispettabili che non godono di redditi alti). L\u2019elevata condizione socio-economica si fonda, al contrario, su parametri evidentemente pi\u00f9 obbiettivi, come il reddito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3) <em>Correlazione tra reato e attivit\u00e0 professionale<\/em>: requisito, anch\u2019esso, indispensabile. Se il colletto bianco commette un reato che esula dalla propria condizione e occupazione, tale condotta deve evidentemente considerarsi rientrante nell\u2019ambito della criminalit\u00e0 comune.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">4) <em>Abuso di fiducia<\/em>: perch\u00e9 ricorra la fattispecie del white collar crime \u00e8, infine, necessario che l\u2019autore del fatto operi abusando della fiducia acquisita presso i consociati appunto grazie alle predette qualit\u00e0 personali e professionali. Questa, in estrema sintesi, la fattispecie criminologica su cui l\u2019Autore focalizz\u00f2 molti dei suoi studi. Ebbe il merito, secondo la dottrina, di aver formulato una teoria non basata su statistiche ufficiali: la criminalit\u00e0 dei colletti bianchi non risultava, si \u00e8 detto, oggetto di rilevazione, se non in minima parte. Un territorio, dunque, fino ad allora sostanzialmente inesplorato dagli studiosi, che in seguito avrebbero dedicato numerose ricerche al fenomeno, che continua a presentarsi complesso e sfuggente da definire e circoscrivere.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a> Lombroso e Ferrero, 1893, in L. Marrone, <em>Block notes di un criminologo. Articoli, relazioni e soliloqui<\/em>, EdUP, Roma, 2022.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\">[2]<\/a> <em>Ibidem<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref3\" id=\"_ftn3\">[3]<\/a> <em>Ibidem<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref4\" id=\"_ftn4\">[4]<\/a> Cfr., tra gli altri, E.A. Ross, <em>Sin and society<\/em>, Houghton Mifflin, Boston, 1907; M. Josephson, <em>The robber barons<\/em>, Hartcourt &amp; Brace, New York, 1934; G. Myers, <em>History of the great American fortunes<\/em>, Ed. Riv. Modern Library, New York, 1936.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref5\" id=\"_ftn5\">[5]<\/a> A. Morris, <em>Criminology<\/em>, Longmans, New York, 1934, p. 152 (traduzione mia).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref6\" id=\"_ftn6\">[6]<\/a> E.H. Sutherland, <em>La criminalit\u00e0 dei colletti bianchi e altri scritti<\/em>, Unicopli, Milano, 1986, p. 92.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref7\" id=\"_ftn7\">[7]<\/a> G. Marotta, <em>Criminologia. Storia, teorie, metodi<\/em>, Cedam, Padova. 2015.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref8\" id=\"_ftn8\">[8]<\/a> E.H. Sutherland, \u201cIs white collar crime\u2019 crime?\u201d, <em>American Sociological Review<\/em>, 10, 1945.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref9\" id=\"_ftn9\">[9]<\/a> Sutherland durante la conferenza <em>Crime of corporations<\/em>, Toynbee Club, Facolt\u00e0 di Sociologia, Universit\u00e0 De Pauw, 1948 (traduzione mia).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scandali finanziari Nell\u2019Italia di fine Ottocento, in assenza di una Banca di Stato, all\u2019emissione di valuta provvedevano sei istituti: la Banca Nazionale e la Banca Romana nella Capitale; la Banca Toscana di Credito e la Banca Nazionale Toscana a Firenze; il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia, al Sud. 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