{"id":178,"date":"2023-05-19T18:41:53","date_gmt":"2023-05-19T18:41:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.crime-post.it\/?p=178"},"modified":"2023-05-19T18:53:49","modified_gmt":"2023-05-19T18:53:49","slug":"mostro-di-firenze-luomo-misterioso-del-dossier-dei-carabinieri-ha-finalmente-un-nome","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/2023\/05\/19\/mostro-di-firenze-luomo-misterioso-del-dossier-dei-carabinieri-ha-finalmente-un-nome\/","title":{"rendered":"Mostro di Firenze, l\u2019uomo misterioso del dossier dei carabinieri ha finalmente un\u00a0nome?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019estate del 2022 si \u00e8 insistentemente parlato di un nuovo, promettente sviluppo nella lunga, complessa, tormentata indagine sui delitti del Mostro di Firenze. La soluzione giudiziaria, infatti, continua a destare, in molti studiosi del caso (criminologi, giornalisti, ma anche persone che hanno avuto un ruolo attivo nell\u2019inchiesta, nel corso dei decenni) non poche perplessit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ipotesi dei compagni di merende responsabili degli atroci duplici omicidi, commissionati da una non meglio identificata setta esoterica al fine di prelevare parti anatomiche femminili da impiegare in altrettanto indefiniti rituali occulti non risulta, secondo taluni, credibile e sufficientemente comprovata. \u00c8 stato osservato che le dichiarazioni su cui l\u2019assunto si fonda e i soggetti che le hanno rilasciate appaiono idonei a giustificare perplessit\u00e0 e riserve. Pure, lo scenario dei compagni di merende e del cosiddetto \u201csecondo livello\u201d \u00e8 quello, per cos\u00ec dire, istituzionale, recepito in pronunce giudiziarie ormai sottratte agli ordinari mezzi di impugnazione. In ogni caso, le zone d\u2019ombra permangono insistenti, le ipotesi alternative abbondano e in molti continuino a interessarsi al Mostro, nonch\u00e9 a dibatterne, talvolta con toni persino fin troppo accesi e virulenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>L\u2019uomo del dossier dei carabinieri<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo scorso anno, come accennato, \u00e8 stato comprensibilmente riservato molto risalto mediatico a uno sviluppo investigativo prospettato dagli avvocati delle famiglie di alcune delle vittime. Si trattava, pi\u00f9 precisamente, del recupero di una pista percorsa dai carabinieri negli anni Ottanta e di cui in seguito non si era saputo pi\u00f9 nulla. All\u2019epoca, gli investigatori avevano riservato attenzione a un soggetto coinvolto, a met\u00e0 degli anni Sessanta, nel furto in un\u2019armeria di Borgo San Lorenzo nonch\u00e9 denunciato, nello stesso periodo, per delitti contro la \u201clibert\u00e0 sessuale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo individuo, a quanto riportavano i giornali lo scorso anno, sarebbe stato persino \u201ccontiguo con gli ambienti giudiziari\u201d fiorentini negli anni dei delitti e delle inchieste. E, su di lui, sembra che fosse stato imbastito persino un dossier.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>\u00c8 lui il \u201cRosso del Mugello\u201d?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esperti del caso hanno ipotizzato che lo sconosciuto potesse essere il cosiddetto \u201cRosso del Mugello\u201d, figura anch\u2019essa evanescente, avvistata da vari testimoni, in particolare, a ridosso del duplice omicidio del 29 luglio 1984 (vittime, Pia Rontini e Claudio Stefanacci) e, forse, protagonista di un singolare episodio immediatamente successivo al delitto del 7 settembre 1985 (vittime, Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveichvili), quando \u2013 come scoperto dal giornalista Mario Spezi \u2013 avrebbe dato un passaggio a una studentessa, parlandole di un particolare dell\u2019ultimo duplice omicidio ancora sottaciuto dai giornali. Un soggetto, il \u201cRosso del Mugello\u201d, descritto come alto, robusto, con il viso pieno e i capelli radi, biondo-rossicci, vestito in modo formale. Certo, l\u2019ipotesi che questi e l\u2019uomo del dossier dei carabinieri fossero la stessa persona \u00e8 parsa subito suggestiva e meritevole di essere vagliata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Caccia al nome<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nome dell\u2019uomo del dossier ha quindi costituito oggetto di varie congetture, qualche \u201cmostrologo\u201d si diceva al corrente della sua identit\u00e0, per aver avuto fugace accesso alle carte che lo riguardavano e manteneva gelosamente il segreto. Tra agosto e settembre 2022, ho scritto alcuni articoli su questo sviluppo della vicenda per i giornali con cui collaboro. E, continuando le ricerche sul caso, mi \u00e8 giunta qualche voce proprio su quello che avrebbe potuto essere il nome in questione che, ovviamente, ho considerato con ogni cautela.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mesi dopo, su un sito specializzato in tema \u2013 che condivide interessanti materiali sui delitti del Mostro e sugli sviluppi giudiziari che ne sono scaturiti \u2013 \u00e8 comparsa della documentazione che riguardava un soggetto con il medesimo nome, espressamente menzionato, che avevo sentito anch\u2019io. Forse, l\u2019uomo del dossier dei carabinieri. Il sito cita, in particolare:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1) il furto avvenuto, nella notte del 5 febbraio 1965, all\u2019armeria Guidotti di Borgo San Lorenzo, nel corso del quale sarebbero state rubate quattro pistole. Gli investigatori avrebbero rintracciato, tra Firenze e Brescia, quattro persone ritenute responsabili del furto e recuperato tre delle armi trafugate. Nessuna traccia della quarta, una Beretta .22, Long Rifle, serie 70, modello 75 (la tipologia di arma, lo sappiamo, impiegata dal Mostro). Una nota informativa dei Carabinieri datata 16 ottobre 1984 (vedi infra) farebbe riferimento a tale pistola, mettendola appunto potenzialmente in correlazione con il predetto soggetto;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2) un atto di denuncia dell\u2019Arma dei Carabinieri (protocollo 52\/297-1), depositato il 2 giugno 1966, alle ore 19,20 dall\u2019ufficiale di P.G. Maggiore Sebastiano Anz\u00e0 della Stazione dei Carabinieri di Firenze (Legione Carabinieri Toscana) nei confronti di qualcuno con lo stesso nome, per \u201catti contro la libert\u00e0 sessuale\u201d;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3) la predetta nota informativa dei Carabinieri del 16 ottobre 1984, in cui si fa riferimento alla Beretta .22 rubata il 5 febbraio 1965 e si dice che, da alcune indagini espletate, il soggetto in questione (\u201cdi et\u00e0 46 anni, residente fino alla met\u00e0 degli anni 60 nel Mugello, trasferito poi a Firenze\u201d) viene indicato come il possibile possessore dell\u2019arma e che quest\u2019ultima potrebbe essere stata impiegata nei delitti del Mostro;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">4) una nota di P.G. del 21 giugno 1985 in cui si d\u00e0 conto che, in seguito alla nota informativa del 16 ottobre 1984, il soggetto in questione \u00e8 stato sottoposto a perquisizione e ha rilasciato una testimonianza. A quanto riporta il sito che condivide la documentazione, nella circostanza sarebbe stata recuperata e sequestrata una pistola che, sottoposta a verifiche, non \u00e8 risultata essere quella rubata nel 1965, n\u00e9 l\u2019arma impiegata dal Mostro di Firenze nei suoi delitti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Quali sviluppi possibili<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque? In prima battuta, sull\u2019onda dell\u2019interesse suscitato da questi documenti e prendendo per buono questo scenario, si \u00e8 indotti a chiedersi se sia davvero lui l\u2019uomo a cui ha fatto riferimento la difesa dei familiari di alcune delle vittime dell\u2019omicida e su cui si auspicano ulteriori accertamenti. Qualcuno sostiene che sarebbe deceduto all\u2019inizio del 2009, ma la prudenza \u00e8 d\u2019obbligo. In ogni caso, si potrebbero effettuare esami genetico-forensi per porre a confronto il suo Dna con quello di \u201cUomo sconosciuto 1\u201d (la traccia genetica recuperata sulla scena del delitto del 1985) e di \u201cReperto 80\u201d (il materiale genetico presente sulle buste contenenti le minacce inviate ai tre magistrati titolari dell\u2019inchiesta, subito dopo il medesimo delitto). A quanto sembra, un confronto del genere con le tracce presenti su una delle buste non ha avuto finora riscontro positivo rispetto a Pietro Pacciani, Francesco Narducci, Giampiero Vigilanti, Francesco Caccamo, Salvatore Vinci, Rolf Reinecke e altri soggetti in varie epoche ed a vario titolo coinvolti nell\u2019inchiesta. Dunque, una nuova prospettiva di indagine, forse promettente? Molti ne sembrano persuasi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Nel 1966 i carabinieri usavano il fax?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi, per\u00f2, lo sguardo ritorna alla richiamata documentazione dei carabinieri. E si constata che si tratta di immagini sfocate, appena leggibili. Perch\u00e9? Qualcuno, cui ho proposto questo rilievo, ha osservato che, prima di essere condivisi, i documenti potrebbero essere stati \u201ctrattati\u201d per renderli meno riconoscibili. Ipotesi che non sembra del tutto convincente. E, in ogni caso, un particolare balza agli occhi: il fatto che un verbale di ratifica di denuncia-querela del 2 giugno 1966 e una nota informativa del 16 ottobre 1984 siano anacronisticamente redatti con quelli che con ogni evidenza risultano i caratteri in grassetto \u201cTimes New Roman\u201d di un programma di videoscrittura, anzich\u00e9 \u2013 come ci si potrebbe aspettare \u2013 con quelli di una usurata macchina da scrivere. Singolare. Anche perch\u00e9, nell\u2019intestazione dell\u2019atto del 1966, viene curiosamente riportato il numero di fax (sic!) della \u201cLegione Carabinieri Toscana \u2013 Stazione di Firenze\u201d. A parte l\u2019ovvia, scontata considerazione che, nel 1966, il fax non rientrava ancora tra le modalit\u00e0 di comunicazione pi\u00f9 diffuse e che sarebbe stato introdotto nei nostri uffici solo molti anni dopo, l\u2019intestazione stessa si segnala per il fatto di non indicare a quale Stazione dei Carabinieri, tra le numerose presenti nel capoluogo toscano, si riferisca. Poi, lo scritto d\u00e0 conto del fatto che il maggiore Anz\u00e0 deposita \u201cin atto di denunzia dell\u2019Arma dei carabinieri un composto da Pag. 3+allegati nei confronti di \u2026 per reati contro la liber\u00e0 sessuale.\u201d Dopo \u201c un composto\u201d, le parole \u201cPag. 3+allegati, etc.\u201d non risultano allineate con il testo della riga, ma posizionate leggermente pi\u00f9 in basso, quasi si trattasse di un \u201cmontaggio\u201d non del tutto riuscito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Il CoCeR indaga?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Consideriamo ora brevemente la nota informativa del 1984. L\u2019intestazione recita: \u201cConsiglio Centrale di Rappresentanza, Sezione Carabinieri\u201d. Dicitura riportata anche in calce, accanto alla firma dell\u2019estensore dell\u2019atto, sotto forma di sigla: \u201cCo.Ce.R. Carabinieri\u201d. Qualche ricerca mi permette di accertare che, in generale, la Rappresentanza Militare \u00e8 un istituto giuridico interno alle forze armate, previsto dalla legge 11 luglio 1978, n. 382, la cui finalit\u00e0 \u00e8 quella di tutelare il personale appartenente alle forze armate in alcuni, limitati ambiti previsti dalla legge. Pi\u00f9 nei dettagli, il Consiglio Centrale di Rappresentanza \u00e8 un organo appunto centrale, a carattere nazionale e interforze, articolato in sezioni e commissioni, che rappresenta unitariamente il personale dell\u2019esercito, della marina, dell\u2019aeronautica, dei carabinieri, della guardia di finanza e della guardia costiera. Suo precipuo compito, la formulazione di pareri, di proposte e di richieste su tutte le materie che costituiscono oggetto di norme legislative o regolamentari circa la condizione, il trattamento, la tutela di natura giuridica, economica, previdenziale, sanitaria, culturale e morale dei militari. A titolo di esempio, la Rappresentanza Militare pu\u00f2 ricevere istanze relative alla conservazione dei posti di lavoro, alla qualificazione professionale, alle provvidenze a seguito a infortuni e infermit\u00e0, ad attivit\u00e0 assistenziali, culturali e ricreative, alla promozione sociale a favore dei militari, all\u2019organizzazione delle sale convegno e mense, alle condizioni igienico sanitarie, agli alloggi, etc.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sembrerebbe trattarsi di una struttura non direttamente preposta all\u2019espletamento di attivit\u00e0 investigativa e, dunque, risulta curioso che da un organismo del genere provenga un\u2019informativa riconducibile all\u2019indagine sul furto di un\u2019arma da fuoco potenzialmente correlata, oltretutto, con i delitti del Mostro di Firenze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Il mistero continua<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutti elementi, questi, che potrebbero suscitare qualche comprensibile perplessit\u00e0 sui documenti in questione, anche relativamente allo scenario investigativo a essi correlato. Il sito che li ha condivisi ha dato conto di materiale che gira tra i \u201cmostrologi\u201d, ma si tratta proprio di atti che provengono dal dossier riservato di cui parlano gli avvocati dei parenti delle vittime, riferendosi agli auspicati, nuovi sviluppi dell\u2019inchiesta sui delitti? E il nome reso noto \u00e8 davvero quello dell\u2019uomo che sembra sia stato oggetto di indagine negli anni Ottanta? Sarebbe interessante ripercorrere il cammino dei documenti che abbiamo menzionato, cercare di risalire al momento in cui sono stati messi in circolo nella comunit\u00e0 degli appassionati del caso. I dubbi permangono, il mistero non sembra accennare a diradarsi, pur nel succedersi di interviste e pronunciamenti social di chi lascia intendere di avere in mano elementi potenzialmente risolutivi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019estate del 2022 si \u00e8 insistentemente parlato di un nuovo, promettente sviluppo nella lunga, complessa, tormentata indagine sui delitti del Mostro di Firenze. La soluzione giudiziaria, infatti, continua a destare, in molti studiosi del caso (criminologi, giornalisti, ma anche persone che hanno avuto un ruolo attivo nell\u2019inchiesta, nel corso dei decenni) non poche perplessit\u00e0. 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