{"id":1756,"date":"2026-09-01T09:42:19","date_gmt":"2026-09-01T09:42:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.crime-post.it\/?p=1756"},"modified":"2026-09-01T09:42:21","modified_gmt":"2026-09-01T09:42:21","slug":"la-cospirazione-medici-e-il-fenomeno-globale-del-traffico-illecito-di-reperti-archeologici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/2026\/09\/01\/la-cospirazione-medici-e-il-fenomeno-globale-del-traffico-illecito-di-reperti-archeologici\/","title":{"rendered":"La \u201cCospirazione Medici\u201d e il fenomeno globale del traffico illecito di reperti archeologici"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>\u201cMedici conspiracy\u201d<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1991, l\u2019ex dipendente di una nota casa d\u2019aste londinese viene processato e condannato per reati legati al furto di antichit\u00e0 e denaro ai danni della sua datrice di lavoro. Prima che i suoi crimini vengano scoperti, l\u2019uomo sottrae e fotocopia numerosi documenti interni della casa d\u2019aste, attestanti condotte non trasparenti tenute dalla stessa con riferimento al commercio di antichit\u00e0. Scoperto e tratto in arresto per i crimini commessi, consegna la documentazione compromettente al giornalista investigativo Peter Watson. Il materiale costituisce la premessa di varie inchieste giornalistiche mirate a verificare la regolarit\u00e0 del modus operandi della casa d\u2019aste in questione, ponendo le basi per ulteriori sviluppi in tal senso, che si registreranno nel corso degli anni Novanta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Agosto 1995: un ex capitano Guardia di Finanza, Pasquale Camera, rimane vittima di un incidente stradale mentre percorre l\u2019autostrada del Sole. Nel vano portaoggetti della sua vettura, la polizia rinviene una pistola e alcune fotografie Polaroid di reperti archeologici. Ulteriori indagini consentono di acquisire un documento, scritto a mano dallo stesso Camera, che ricostruisce l\u2019organigramma completo di una vasta e ramificata organizzazione dedita al traffico illecito di manufatti antichi, dalle bande dei cosiddetti tombaroli e i loro capi agli intermediari che contrabbandano i tesori saccheggiati fuori dall\u2019Italia e da altri Paesi, dai mercanti d\u2019arte internazionali che collocano la refurtiva attraverso le case d\u2019asta, ai curatori museali, le istituzioni e i collezionisti privati \u200bche la acquistano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La documentazione rivela, tra l\u2019altro, che una holding con sede in Svizzera, denominata Editions Services, gestita da un prestanome dell\u2019antiquario Giacomo Medici, ha venduto tre antiche sculture in marmo precedentemente rubate da una collezione italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">13 settembre 1995: agenti della polizia italiana e svizzera fanno irruzione negli uffici di Editions Services siti presso il porto franco di Ginevra, \u201cla speciale zona commerciale nei pressi dell\u2019aeroporto dove \u00e8 possibile immagazzinare, acquistare e vendere merci internazionali in modo discreto e esente da imposte.\u201d<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019inchiesta permette di recuperare centinaia di opere d\u2019arte dell\u2019antica Grecia, di Roma ed etrusche: tra queste ultime, dei piatti da tavola del valore di due milioni di dollari. Sequestrati poi corposi registri contenenti documentazione di vendita e corrispondenza tra l\u2019organizzazione di Medici e i mercanti d\u2019arte di Londra e New York, nonch\u00e9 raccoglitori e scatole con migliaia di fotografie di reperti. La documentazione fotografica, in particolare, d\u00e0 conto della \u201cstoria\u201d di singoli pezzi, dal rinvenimento negli scavi clandestini, alla ricostruzione e all\u2019immissione sul mercato, dove questi vengono venduti per decine di migliaia, e talvolta milioni, di dollari. In alcuni casi, le foto documentano persino la collocazione dei pezzi all\u2019interno di famosi musei.<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[2]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dalla documentazione recuperata, \u00e8 possibile accertare il coinvolgimento della banda negli scavi e nel saccheggio di almeno una villa romana a Pompei, in precedenza sconosciuta: nella circostanza, sono stati rimossi dalle mura diversi affreschi completi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vicenda ha proporzioni assai consistenti e articolatissimi sviluppi: per una sua puntuale ricostruzione, rinviamo all\u2019inchiesta giornalistica che Watson e Todeschini le hanno dedicato nel 2006<a href=\"#_ftn3\" id=\"_ftnref3\">[3]<\/a>. L\u2019indagine giudiziaria vede numerosissimi inquisiti; Giacomo Medici, in particolare, viene arrestato nel 1997 e, nel 2011, condannato in via definitiva a otto anni di reclusione, e a un risarcimento milionario in favore del Ministero dei Beni Culturali, per traffico illecito di reperti archeologici, ricettazione ed esportazione illegale. Nelle carte dell\u2019indagine compaiono, tra gli altri, anche un mercante inglese, Robin Symes, un collezionista americano, Robert \u201cBob\u201d Hecht e Marion True, ex curatrice del Getty Museum: assolti per intervenuta prescrizione dei reati loro contestati.<a href=\"#_ftn4\" id=\"_ftnref4\">[4]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>Il cratere di Eufronio<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Medici viene a sua volta prosciolto, per intervenuta prescrizione, dal reato di ricettazione del celebre vaso di Eufronio, noto anche come cratere di Sarpedonte. \u00c8 un calice decorato a figure rosse, alto 45,7 cm con un diametro di 55.1 cm, realizzato dal ceramista Euxitheos e dipinto dal ceramografo Eufronio verso il 515 a.C.: entrambi sono considerati tra i maggiori maestri della tecnica della ceramica a figure rosse<a href=\"#_ftn5\" id=\"_ftnref5\">[5]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul lato A vi \u00e8 la raffigurazione della morte di Sarpedonte, eroe semidio, figlio di Zeus e Laodamia, re dei Lici, ucciso da Patroclo durante la guerra di Troia. Il suo corpo senza vita e privo di armatura viene trasportato da Hypnos e Thanathos in Licia per essere sepolto. Sullo sfondo, Hermes psicopompo, accompagnatore di anime. Ai lati, Hyppolitos e Leodamas. Il lato B raffigura tre giovani guerrieri che si accingono alla battaglia, armandosi in presenza di due opliti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cratere viene rinvenuto nel 1971, nel corso di scavi clandestini condotti presso la necropoli etrusca di Greppe Sant\u2019Angelo, in localit\u00e0 Monte Sant\u2019Antonio, a Cerveteri. Viene condotto in Svizzera, in attesa che venga approntata la documentazione falsa che ne attesti una diversa provenienza e successivamente acquistato dal Metropolitan Museum of Art di New York<a href=\"#_ftn6\" id=\"_ftnref6\">[6]<\/a>, per un milione di dollari. La circostanza ha ampio risalto mediatico, il <em>New York Times<\/em> gli dedica un corposo articolo sul Magazine della domenica, attirando l\u2019attenzione di molti esperti e archeologi, che subito si dicono perplessi e dubitano che un reperto tanto significativo sia rimasto fino a quel momento sconosciuto<a href=\"#_ftn7\" id=\"_ftnref7\">[7]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solo nel 2006, in seguito alle indagini condotte dai Carabinieri dell\u2019allora Nucleo Tutela Patrimonio Artistico ed al lavoro dell\u2019Avvocatura dello Stato, del Ministero dei Beni Culturali e della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell\u2019Etruria meridionale, si giunge alla sottoscrizione di un accordo per il rimpatrio del cratere. Tornato in Italia nel 2008, viene inizialmente esposto al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma e, dal 2015, presso il Museo Nazionale Archeologico di Cerveteri<a href=\"#_ftn8\" id=\"_ftnref8\">[8]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"1022\" src=\"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Il-cratere-di-Eufronio.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1761\" srcset=\"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Il-cratere-di-Eufronio.jpg 1000w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Il-cratere-di-Eufronio-294x300.jpg 294w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Il-cratere-di-Eufronio-768x785.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><sup>Il cratere di Eufronio<\/sup><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>Le dinamiche del traffico<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella che abbiamo riportato, per sommi capi e senza alcuna pretesa di completezza, \u00e8 una vicenda che potremmo definire paradigmatica di un fenomeno, quello del traffico illecito di reperti archeologici, che costituisce uno dei mercati criminali transnazionali pi\u00f9 redditizi, complessi e problematici, posto all\u2019intersezione tra criminalit\u00e0 organizzata, white-collar crime e mercato d\u2019arte d\u2019\u00e9lite. La moderna ricerca criminologica si interessa a esso non inquadrandolo semplicemente nella fattispecie del mero furto di beni materiali, ma come fattore determinante la distruzione dell\u2019assetto stratigrafico dei contesti archeologici e dunque, come irreversibile vulnus alla memoria storica condivisa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il traffico di antichit\u00e0 si configura come un mercato grigio, grazie al quale merci d\u2019origine illegale vengono progressivamente integrate nel circuito legale. Un contributo decisivo in tal senso viene fornito dai cosiddetti \u201cfacilitatori\u201d \u2013 antiquari, periti, curatori, etc. \u2013 che, attraverso l\u2019omissione delle opportune verifiche o persino la certificazione dell\u2019origine fittizia di un reperto, rendono arduo identificarne l\u2019effettiva, illecita provenienza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il reperto archeologico costituisce, ovviamente, una risorsa finita e non rinnovabile. La filiera criminale che lo riguarda si snoda lungo tre principali vettori:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>gli <em>Stati sorgente<\/em>: il saccheggio avviene prevalentemente in aree archeologiche vulnerabili, zone di conflitto o Paesi in via di sviluppo. E i tombaroli locali, spesso indotti a dedicarsi a questo traffico da critiche condizioni socio-economiche, finiscono per ottenere, a titolo di compenso, una frazione infinitesimale del valore finale di mercato dell\u2019oggetto del traffico;<\/li>\n\n\n\n<li>gli <em>snodi di transito<\/em>: attraverso porti franchi e intermediari regionali, i reperti vengono provvisti di documentazione di esportazione falsa o contraffatta, per occultarne la reale provenienza geografica;<\/li>\n\n\n\n<li>i <em>mercati di destinazione<\/em>: i reperti vengono infine acquisiti da gallerie d\u2019arte, case d\u2019asta, collezionisti privati e, in alcuni casi, persino musei di Paesi ad alto reddito.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda i Paesi d\u2019origine, si registrano aree di saccheggio nell\u2019Europa Mediterranea e Orientale (Italia, Grecia, Turchia, Bulgaria): nonostante incisive strategie di contrasto, l\u2019estrema ricchezza del patrimonio archeologico alimenta costantemente lo scavo clandestino. In Medio Oriente e Nord Africa (Iraq, Siria, Egitto, Libia, Yemen), i conflitti armati e le crisi istituzionali hanno reso tale contesto, secondo certe valutazioni, l\u2019epicentro degli scavi clandestini. Gruppi criminali e milizie locali hanno spesso utilizzato il traffico di antichit\u00e0 per finanziare attivit\u00e0 belliche. Nell\u2019Africa Subsahariana (Mali, Nigeria) il fenomeno si registra in proporzioni assai consistenti, come nell\u2019Asia Meridionale e Sud-Orientale (Afghanistan, Pakistan, Cambogia, India) e in America Latina (Messico, Per\u00f9, Guatemala, Bolivia).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli snodi di transito e i porti franchi \u2013 come quelli di Ginevra, di Singapore, del Lussemburgo, di Pechino e di Shangai<a href=\"#_ftn9\" id=\"_ftnref9\">[9]<\/a> \u2013 ospitano contesti in cui la merce pu\u00f2 sostare anche per periodi assai prolungati, essere venduta in regime di esenzione fiscale e con piena tutela dell\u2019anonimato delle parti coinvolte. Con riferimento alla fattispecie in esame, in simili contesti \u00e8 possibile conservare i reperti in attesa della realizzazione dei necessari documenti di provenienza fittizi o della prescrizione dei reati connessi alla loro illecita acquisizione. Si registrano, in questi casi, anche fenomeni come il frazionamento dei carichi e l\u2019errata dichiarazione doganale (reperti etichettati, ad esempio, come \u201cfalsi moderni\u201d o \u201coggetti d\u2019arredo\u201d).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I principali Paesi ad alto reddito che fungono da mercati di destinazione, assorbendo i flussi del traffico illecito, coincidono storicamente con le nazioni ospitanti i mercati dell\u2019arte pi\u00f9 floridi e i pi\u00f9 grandi musei cosiddetti enciclopedici: gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Germania, la Francia, la Svizzera e il Giappone<a href=\"#_ftn10\" id=\"_ftnref10\">[10]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>I proventi su scala mondiale<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le stime globali sui proventi del traffico illecito di reperti archeologici e beni culturali non sembrano approdare a esiti conclusivi. Secondo l\u2019Unesco, non risulterebbe possibile acquisire cifre esatte a causa della difficolt\u00e0 di individuare e monitorare simili attivit\u00e0 illecite; tuttavia: a) la Museum Association stima che i profitti derivanti dal commercio illecito di antichit\u00e0 vadano da 225 milioni a 3 miliardi di dollari l\u2019anno; b) l\u2019Organized Crime Group della polizia metropolitana del Regno Unito e l\u2019Interpol calcolano che questi stessi profitti ammontano annualmente tra 300 milioni e 6 miliardi di dollari; c) il Fondo Monetario Internazionale ha osservato che la somma disponibile per il riciclaggio di denaro attraverso il mercato dell\u2019arte ammontava al 2,7% del Pil mondiale nel 2009, pari a 1,6 miliardi di dollari<a href=\"#_ftn11\" id=\"_ftnref11\">[11]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Analisi indipendenti e studi specifici, tra cui quelli della Rand Corporation, ritengono molte stime plurimilionarie prive di effettivi riscontri<a href=\"#_ftn12\" id=\"_ftnref12\">[12]<\/a>. Recenti ricerche concludono inoltre che il giro d\u2019affari effettivo delle sole antichit\u00e0 illecite si aggirerebbe verosimilmente nell\u2019ordine di poche centinaia di milioni di dollari, attesa la difficolt\u00e0 di separare i circuiti legali da quelli illegali<a href=\"#_ftn13\" id=\"_ftnref13\">[13]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>L\u2019opinione dell\u2019archeologo<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eric H. Cline, Direttore del Capitol Archaeological Institute presso la George Washington University, con all\u2019attivo pi\u00f9 di trenta campagne di scavo in Israele, Egitto, Giordania, Cipro, Grecia e Creta, illustra efficacemente, in un suo contributo, le deleterie conseguenze del trafugamento di reperti dal sito di origine, come abbiamo visto spesso associato alla creazione di falsi \u201cpedegree\u201d: \u201c\u2026ogni oggetto in uno scavo archeologico [\u2026] ha un contesto\u201d, scrive. \u201cQuest\u2019ultimo \u00e8 cruciale per comprendere l\u2019oggetto in questione e include quanto \u00e8 stato ritrovato insieme ad esso [\u2026] e comprende ci\u00f2 che gli sta intorno fisicamente [\u2026]. Conoscere il contesto di un manufatto spesso pu\u00f2 aiutarci a capire come ci \u00e8 arrivato. E di frequente permette di stabilirne anche la data assoluta [\u2026]. \u00c8 per lo pi\u00f9 il contesto di ciascun oggetto antico a renderlo cos\u00ec importante e a distinguere il lavoro dell\u2019archeologo da quello del cercatore di tesori o del tombarolo.\u201d<a href=\"#_ftn14\" id=\"_ftnref14\">[14]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque, \u201ci falsi e le contraffazioni possono alterare in modo irrimediabile [\u2026] la nostra conoscenza del mondo antico.\u201d<a href=\"#_ftn15\" id=\"_ftnref15\">[15]<\/a><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Designer-2026-08-18T203940.675-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1759\" srcset=\"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Designer-2026-08-18T203940.675-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Designer-2026-08-18T203940.675-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Designer-2026-08-18T203940.675-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Designer-2026-08-18T203940.675.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a> \u201cBreaking Up the Art Mob\u201d, <em>Men\u2019s Vogue<\/em>, vol. 2, no. 3, November-December 2006, p. 44 (\u201cthe special commercial zone near the airport where international goods can be stored, bought, and sold, discreetly and tax-free\u201d).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\">[2]<\/a> <em>Ivi<\/em>, p. 46.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref3\" id=\"_ftn3\">[3]<\/a> P. Watson, C. Todeschini, <em>The Medici Conspiracy. The Illicit Journey of Looted Antiquities from Italy\u2019s Tomb Raiders to the World\u2019s Greatest Museums<\/em>, Public Affairs, New York, 2006.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref4\" id=\"_ftn4\">[4]<\/a> P. Biondani, L. Sisti, \u201cIl traffico di reperti rubati per i grandi musei: nei sequestri in Usa sono coinvolti anche trafficanti italiani\u201d, <em>L\u2019Espresso<\/em>, 30 gennaio 2023, https:\/\/lespresso.it\/c\/inchieste\/2023\/1\/30\/il-traffico-di-reperti-rubati-per-i-grandi-musei-nei-sequestri-in-usa-sono-coinvolti-anche-trafficanti-italiani\/3659 (consultato il 25 agosto 2026).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref5\" id=\"_ftn5\">[5]<\/a> A. Giuliano, <em>Arte greca. Dall\u2019et\u00e0 classica all\u2019et\u00e0 ellenistica<\/em>, Il Saggiatore, Milano, 1987; J. Boardman, \u201cCeramiche attiche a figure rosse\u201d, in <em>Storia dei vasi greci: vasai, pittori e decorazioni<\/em>, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Roma, 2004.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref6\" id=\"_ftn6\">[6]<\/a> C. Cumbo, \u201cIl cratere di Eufronio con la morte di Sarpedonte\u201d, <em>La tutela del patrimonio culturale<\/em>, 20 aprile 2020, https:\/\/latpc.altervista.org\/il-cratere-di-eufronio-con-la-morte-di-sarpedonte\/ (consultato il 25 agosto 2026).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref7\" id=\"_ftn7\">[7]<\/a> A. Zecca, \u201cArcheomafia: il traffico di opere d\u2019arte trafugate dai siti archeologici italiani\u201d, <em>Terraferma<\/em>, 26 aprile 2020, https:\/\/terraferma.home.blog\/2020\/04\/26\/archeomafia-il-traffico-di-opere-darte-trafugate-dai-siti-archeologici-italiani\/ (consultato il 25 agosto 2026).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref8\" id=\"_ftn8\">[8]<\/a> \u201cArte rubata, il cratere torna a Cerveteri\u201d, <em>Il Tempo<\/em>, 21 dicembre 20214, https:\/\/www.iltempo.it\/cultura-spettacoli\/2014\/12\/19\/gallery\/arte-rubata-il-cratere-torna-a-cerveteri-963383 (consultato il 25 agosto 2026).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref9\" id=\"_ftn9\">[9]<\/a> F. Broccardi, \u201cPorti franchi e mani libere. L\u2019arte ai confini della legge\u201d, <em>Artribune<\/em>, 22 novembre 2025, https:\/\/www.artribune.com\/attualita\/2015\/11\/porti-franchi-arte-legge (consultato il 25 agosto 2026). Sul porto franco di Ginevra, v., in particolare, R. Galullo, A. Mincuzzi, \u201cIl porto franco di Ginevra ultimo baluardo della segretezza in Svizzera\u201d, <em>Il Sole 24 Ore<\/em>, 6 dicembre 2027, https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/il-porto-franco-ginevra-ultimo-baluardo-segretezza-svizzera-AEcwnpMD?refresh_ce=1 (consultato il 25 giugno 2026).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref10\" id=\"_ftn10\">[10]<\/a> V. Noce, \u201cUnesco. Il traffico illecito non vale 10 miliardi di dollari\u201d, <em>Il Giornale dell\u2019Arte<\/em>, 23 dicembre 2020, https:\/\/www.ilgiornaledellarte.com\/Articolo\/UNESCO-%7C-Il-traffico-illecito-non-vale-10-miliardi-di-dollari (consultato il 25 agosto 2026).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref11\" id=\"_ftn11\">[11]<\/a> <em>Unesco. The illicit trafficking of cultural goods shall be recognized as a security issue<\/em>, 23 November 2023, https:\/\/www.unesco.org\/en\/articles\/illicit-trafficking-cultural-goods-shall-be-recognized-security-issue (consultato il 25 agosto 2026).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref12\" id=\"_ftn12\">[12]<\/a> D. Yates, N. Brodie, \u201cThe illicit trade in antiquities is not the world\u2019s third largest illicit trade: a critical evaluation of a factoid\u201d, in <em>Antiquity<\/em>, Vol. 97 (394), 2023, pp. 991-1003.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref13\" id=\"_ftn13\">[13]<\/a> <em>Ibidem<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref14\" id=\"_ftn14\">[14]<\/a> E.H. Cline, <em>Negli scavi. L\u2019archeologia raccontata da chi la fa<\/em>, Bollati Boringhieri, Torino, 2021, pp. 35-36 (<em>Digging Deeper. How Archaeology Works<\/em>, Princeton University Press, Princeton, 2020).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref15\" id=\"_ftn15\">[15]<\/a> <em>Ivi<\/em>, p. 37.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cMedici conspiracy\u201d Nel 1991, l\u2019ex dipendente di una nota casa d\u2019aste londinese viene processato e condannato per reati legati al furto di antichit\u00e0 e denaro ai danni della sua datrice di lavoro. Prima che i suoi crimini vengano scoperti, l\u2019uomo sottrae e fotocopia numerosi documenti interni della casa d\u2019aste, attestanti condotte non trasparenti tenute dalla [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-container-style":"default","site-container-layout":"default","site-sidebar-layout":"default","site-transparent-header":"default","disable-article-header":"default","disable-site-header":"default","disable-site-footer":"default","disable-content-area-spacing":"default","_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[8,6,85],"tags":[],"class_list":["post-1756","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-criminologia","category-cronaca-e-true-crime","category-giornalismo-di-inchiesta"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Designer-2026-08-26T005056.944aa.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1756","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1756"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1756\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1762,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1756\/revisions\/1762"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1756"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1756"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1756"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}