{"id":1744,"date":"2026-07-30T14:01:08","date_gmt":"2026-07-30T14:01:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.crime-post.it\/?p=1744"},"modified":"2026-08-01T07:10:52","modified_gmt":"2026-08-01T07:10:52","slug":"delitto-di-garlasco-quel-misterioso-sussurro-durante-i-rilievi-tecnici-in-casa-poggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/2026\/07\/30\/delitto-di-garlasco-quel-misterioso-sussurro-durante-i-rilievi-tecnici-in-casa-poggi\/","title":{"rendered":"Delitto di Garlasco, quel misterioso sussurro durante i rilievi tecnici in casa Poggi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pavia. La nuova indagine sul delitto di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007, si arricchisce di un ulteriore tassello che, in questi giorni, sta facendo comprensibilmente discutere. Si avvicina ormai la chiusura dell\u2019inchiesta sull\u2019attuale nuovo sospettato, Andrea Sempio, e i toni del dibattito in corso sono sempre pi\u00f9 accesi. In questo caso, a suscitare un certo scalpore \u00e8 un contributo fornito dal giornalista investigativo Luigi Grimaldi, da tempo impegnato nello studio della vicenda, relativo a un dettaglio presente sulla scena del crimine, segnatamente nella cucina della villetta in cui il fatto \u00e8 stato commesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>Il Dna sulla cannuccia dell\u2019Estath\u00e8<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Partiamo dalla fine: nell\u2019estate del 2025, durante l\u2019incidente probatorio relativo alla nuova indagine sul delitto, viene esaminato il contenuto del sacchetto della spazzatura repertato in casa Poggi il 16 aprile 2008, l\u2019ultimo giorno utile prima del dissequestro della villetta. La procedura di repertamento non viene posta in essere dal Ris di Parma ma dai Carabinieri di Vigevano, agli ordini dell\u2019allora capitano Cassese: si procede filmando le operazioni, nel dichiarato intento di documentarne la regolarit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In cucina, tra i reperti presenti nel sacco della spazzatura, vi \u00e8 un barattolo di Estath\u00e8 con la cannuccia che, una volta repertato, non viene sottoposto ad alcuna analisi di laboratorio. Verr\u00e0, come detto, esaminato per la prima volta nel 2025 e, nella circostanza, sulla cannuccia gli esperti rinverranno il Dna di Alberto Stasi, fidanzato di Chiara Poggi, nel frattempo condannato in via definitiva per l\u2019omicidio. Sui media, tale traccia genetica indurr\u00e0 i sostenitori della colpevolezza di Stasi e dell\u2019innocenza di Sempio a ribadire le proprie ragioni, riaffermando che, la mattina del delitto, l\u2019aggressione avrebbe avuto inizio proprio in cucina, dopo che il fidanzato di Chiara aveva bevuto l\u2019Estath\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>Etichette diverse, lotti diversi<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall\u2019esame del reperto e del contenuto del frigorifero della cucina, oltre che dalla ricostruzione della cronologia delle indagini, sembrerebbero per\u00f2 emergere alcune anomalie. \u00c8 appunto quanto sostiene Luigi Grimaldi sul suo blog <em>GrimaldiPress<\/em>. Vediamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La foto che riproduce il contenuto del frigorifero, presa dai tecnici della difesa di Stasi, mostra una confezione di Estath\u00e8 da sei barattoli, di cui solo due mancanti. Dall\u2019analisi degli scontrini presenti in casa e da ulteriori accertamenti, risulterebbe che la confezione sia stata acquistata al supermercato da Chiara il 9 agosto 2007. All\u2019epoca, i negozi proponevano in vendita confezioni e barattoli di Estath\u00e8 prodotti in primavera (marzo-aprile 2007), con etichette caratterizzate da una grafica peculiare, contenete la sponsorizzazione del Giro d\u2019Italia 2007. La promozione in questione sarebbe terminata a maggio dello stesso anno. Il barattolo di Estath\u00e8 rivenuto nella pattumiera, sulla cui cannuccia risulterebbe presente il Dna di Stasi, sarebbe invece stato prodotto successivamente, per la precisione \u2013 a giudicare dalle sigle riportate su fondo \u2013 il 20 giugno 2007 (lotto L171FA-32): la sua etichetta, del resto, appare diversa da quella dei barattoli presenti in frigorifero, non riportando il riferimento al predetto sponsor del Giro d\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta di un barattolo acquistato dalla famiglia di Chiara in circostanze non precisate? Non \u00e8 dato saperlo, n\u00e9 risulterebbe, riteniamo, semplice comprovarlo. Per il momento, non possiamo quindi che constatare il solo dato della non riconducibilit\u00e0 del reperto in questione agli acquisti documentati di casa Poggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>Alterazioni?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esaminiamo ora la \u201cstoria\u201d del reperto inscrivendola nella cronologia dei fatti e dell\u2019indagine, ricostruita da Grimaldi. In sintesi:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>9 agosto 2007:<\/em> Chiara Poggi acquista al supermercato le confezioni di Estath\u00e8 prodotte a marzo-aprile 2007, con la sponsorizzazione del Giro d\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>13 agosto 2007:<\/em> Chiara viene uccisa e gli inquirenti effettuano i primi rilievi sulla scena del crimine. Dalla relativa documentazione non risulterebbe essere stato repertato il sacchetto della spazzatura in cucina, non documentata quindi la presenza in loco, quel giorno, del barattolo dell\u2019Estath\u00e8 prodotto il 20 giugno 2007.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>3 ottobre 2007:<\/em> viene raccolta la prima documentazione della pattumiera: fotografie scattate dai consulenti della difesa di Stasi, da cui risulta visibile il barattolo di Estath\u00e8 con cannuccia, al di sopra di un piatto di plastica bianco, con una evidente ammaccatura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>5 dicembre 2007:<\/em> nel corso di un ulteriore sopralluogo, i consulenti di Stasi constatano che il contenuto della pattumiera appare diversamente disposto rispetto a quanto emerge dai rilievi fotografici acquisiti il 3 ottobre. In particolare, il barattolo di Estath\u00e8 non risulta visibile, si scorge il solo piatto di plastica ammaccato, che appare capovolto. Cautelativamente, i consulenti decidono quindi di fotografare di nuovo il tutto, oltre che l\u2019interno del frigorifero, di cui non risultano fotografie precedenti o successive scattate dai Carabinieri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La difesa di Stasi provvede a denunciare alterazioni del contenuto della pattumiera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>16 aprile 2008:<\/em> come detto, si procede finalmente all\u2019acquisizione formale del predetto contenuto, con procedura documentata in video. Il barattolo con la cannuccia, pur prelevato, non viene sottoposto ad analisi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>2025:<\/em> nell\u2019ambito delle nuove indagini sul delitto, viene estratto il Dna di Stasi dalla cannuccia del barattolo di Estath\u00e8 recuperato dalla pattumiera. A quanto riportano vari organi di stampa, curiosamente tale Dna non deriverebbe da tracce di saliva, che pure sarebbe stato ovvio rilevare esaminando una cannuccia usata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>Sussurri e grida<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E torniamo nuovamente al 16 aprile 2008. \u00c8 mercoled\u00ec. Sono passati otto mesi dal delitto. I Carabinieri di Vigevano entrano nella villetta dei Poggi, che l\u2019indomani sar\u00e0 dissequestrata. Indossano il prescritto equipaggiamento per scongiurare contaminazioni della scena del crimine: tute, mascherine, copricalzari. Ed hanno con loro una telecamera, per filmare le operazioni che si accingono a compiere<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rimuovono il sigillo sulla porta dell\u2019abitazione. Varcano la soglia. Si dirigono a sinistra fino a raggiungere la cucina. Si dispongono a effettuare i repertamenti. \u201cPrima l\u2019immondizia\u201d, concordano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si avvicinano dunque a uno sportello sottostante il lavello della cucina. Qualcuno lo apre, rivelando appunto la pattumiera, piena. Al minuto 1,40 del filmato che documenta le operazioni, una voce sembra sussurrare: \u201cC\u2019\u00e8 l\u2019Estath\u00e8?\u201d, un\u2019altra sembra rispondere rapidamente, sempre sussurrando: \u201cS\u00ec\u201d. Ed inizia l\u2019attivit\u00e0 di acquisizione dei reperti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi sono alcuni dei fatti che, salvo integrazioni e verifiche, emergono dall\u2019inchiesta di Grimaldi. Ne diamo conto, augurandoci di aver riportato il tutto in modo esatto. Siamo certi che di tali elementi \u2013 e dell\u2019interpretazione fornitane dallo stesso giornalista nel suo blog \u2013 si continuer\u00e0 a discutere sui media, con i consueti toni agguerriti e le abituali sovrapposizioni di urla cui ci hanno abituato i confronti tra esperti nei salotti televisivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da parte nostra, segnaliamo che, a quanto si evince dal predetto filmato, gli oggetti repertati il 16 aprile 2008 sono stati posti in bustine di plastica trasparente. La letteratura scientifica che tratta le modalit\u00e0 di sopralluogo prescrive, con riferimento a reperti che potrebbero recare tracce biologiche, che \u201csi deve evitare assolutamente l\u2019uso di contenitori di plastica, in quanto impediscono l\u2019areazione della sostanza e facilitano la creazione di condensa all\u2019interno del contenitore, provocando, cos\u00ec, la proliferazione di muffe capaci di alterare la struttura della traccia stessa e, quindi, di inficiare le successive analisi di laboratorio.\u201d<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[2]<\/a><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a> https:\/\/youtu.be\/pf3lg3QLJUI?si=Gh0VL0CwHImO6Guk (consultato il 29 luglio 2026).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\">[2]<\/a> F. Donato, <em>Criminalistica forense. Protocolli e tecniche delle indagini scientifiche<\/em>, Franco Angeli, Milano, 2013, pp. 74-75. Cfr. anche, tra gli altri, A. Spinella, R. Biondo, \u201cBiologia forense\u201d, in M. Picozzi, A. Intini (a cura di), <em>Scienze forensi. Teoria e prassi dell\u2019investigazione scientifica<\/em>, Utet, Torino, 2009.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pavia. La nuova indagine sul delitto di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007, si arricchisce di un ulteriore tassello che, in questi giorni, sta facendo comprensibilmente discutere. Si avvicina ormai la chiusura dell\u2019inchiesta sull\u2019attuale nuovo sospettato, Andrea Sempio, e i toni del dibattito in corso sono sempre pi\u00f9 accesi. In questo caso, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1611,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-container-style":"default","site-container-layout":"default","site-sidebar-layout":"default","site-transparent-header":"default","disable-article-header":"default","disable-site-header":"default","disable-site-footer":"default","disable-content-area-spacing":"default","_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[9,6,85],"tags":[],"class_list":["post-1744","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-criminologia-investigativa-e-scienze-forensi","category-cronaca-e-true-crime","category-giornalismo-di-inchiesta"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Chiara-Poggi-12-luglio-2025.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1744","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1744"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1744\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1746,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1744\/revisions\/1746"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1611"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1744"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1744"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1744"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}