{"id":174,"date":"2023-05-19T17:33:56","date_gmt":"2023-05-19T17:33:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.crime-post.it\/?p=174"},"modified":"2023-05-23T07:22:38","modified_gmt":"2023-05-23T07:22:38","slug":"universo-giovani-dal-male-minore-al-male-al-minore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/2023\/05\/19\/universo-giovani-dal-male-minore-al-male-al-minore\/","title":{"rendered":"Universo giovani: dal male minore al &#8220;male al minore&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un gioco di parole per indicare un fenomeno di rilevanza nazionale (e non solo) che ha attirato l\u2019attenzione, a volte anche in maniera eccessiva, dei media e che nulla ha a che fare col gioco perch\u00e9 \u00e8 spesso causa di epiloghi decisamente preoccupanti e affatto divertenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Telegiornali e programmi televisivi riportano ormai con una certa frequenza notizie di violenza tra minori, eventi pi\u00f9 comunemente noti sotto il nome di \u201cbullismo\u201d. Non mi dilungher\u00f2 sull\u2019etimologia della parola, sul suo significato pi\u00f9 intrinseco, vorrei invece riflettere su due dinamiche sociali che apparentemente non hanno nulla a che fare con questo argomento, ma che a mio avviso andrebbero necessariamente approfonditi, perch\u00e9 fortemente correlati ad esso, come gi\u00e0 espresso nel mio saggio <em>La Cinica Insensibile e la Generazione Z. Manuale di orientamento per genitori spaesati<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi riferisco a due concetti in particolare, che costituiscono un paradosso di cui mi pregio la paternit\u00e0 intellettuale:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>l\u2019infantilizzazione dell\u2019adulto;<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>l\u2019adultizzazione del minore.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di entrare nel merito, devo necessariamente fare delle premesse sui alcuni concetti, cos\u00ec da sgomberare il campo da eventuali dubbi:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">a) i fenomeni sociali, o la Societ\u00e0 con la esse maiuscola come tanti tuttologi amano definirla, ha una sua entit\u00e0 di base, un nucleo centrale di riferimento, ovvero, l\u2019Uomo. La Societ\u00e0 non \u00e8 astratta, \u00e8 sicuramente pi\u00f9 della somma degli individui che la compongono e da questi non pu\u00f2 prescindere. Cosa voglio dire? In parole privi di tecnicismi: se della Societ\u00e0 si vuole capire qualcosa \u00e8 dagli elementi costituenti che si deve partire, per poi estendere l\u2019approfondimento agli organismi che di essa fanno parte, fino ad arrivare alle numerose, in quantit\u00e0 e tipologia qualitativa, relazioni che tra essi e in essa si instaurano. Il rapporto Societ\u00e0-Uomo-Societ\u00e0 \u00e8 biunivoco, continuo ed in perenne evoluzione. \u00c8 un rapporto circolare assolutamente dinamico e mai immobile, che per questo richiede attenzione, studio, approfondimento e monitoraggio continuo e costante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">b) Chi sono gli educatori? L\u2019educatore \u00e8 la figura preposta all\u2019educazione, per capirne la natura va per\u00f2, come amo dire, contestualizzata. Ovvero: a casa, in famiglia, la funzione educativa \u00e8 espletata dall\u2019educatore-genitore (o preferibilmente dalla coppia genitoriale), a scuola dall\u2019educatore-insegnante, e cos\u00ec via a seconda dei contesti nei quali il minore viene a formarsi lungo il continuum della sua crescita psico-fisica a 360 gradi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sarebbe il caso di adoperare il condizionale nell\u2019ultima affermazione, in quanto sempre meno queste funzioni vengono espletate dalla figura preposta, ma demandate in un gioco di rimbalzo (di responsabilit\u00e0 e ambito di competenza) con l\u2019inevitabile dispersione dell\u2019efficacia e l\u2019allontanamento di tutti dal raggiungimento dell\u2019obiettivo che \u00e8, e rimane, la formazione civica e sociale, educativa e didattica del minore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da un punto di vista sociologico non possiamo trascurare l\u2019evoluzione che la famiglia, istituzione primaria per eccellenza, ha subito negli ultimi 40-50 anni, basti pensare ai cambiamenti legislativi, come il divorzio, l\u2019aborto o il diritto di famiglia in genere tanto per avere un\u2019idea, e non in ultimo per importanza, l\u2019acceso dibattito dell\u2019utero in affitto o dell\u2019affido\/adozione di bambini a coppie omosessuali. L\u2019adeguamento normativo \u00e8 quindi specchio e indicatore dell\u2019evoluzione sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">c) La Legge deve intervenire ogni qualvolta ci sia, ci siano o si presuppone ci possano essere danni alla Persona. Ogni volta che il bene-persona viene violato, con fatti e\\o parole, ci si pu\u00f2 difendere con i mezzi leciti a disposizione, contrastando ogni abuso o tentativo di abuso. Anche qui ci sarebbe molto da dire in merito ai nuovi reati riconosciuti come tali e connessi all\u2019evoluzione tecnologica, nello specifico la divulgazione non autorizzata della propria immagine (reato di Revenge Porn), o ancora all\u2019ampia schiera di leoni da tastiera noti come haters che inneggiano l\u2019odio verso qualcuno per i pi\u00f9 svariati motivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un caso emblematico \u00e8 quello del Tribunale di Palermo che in data 27 giugno 2007 ha emesso una sentenza relativa al caso di un\u2019insegnante denunciata perch\u00e8 ha chiesto al bullo di scrivere 100 volte \u201csono un deficiente\u201d. Venne assolta. Parliamone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emergono due fattori: primo l\u2019evento in s\u00e9 che denota una \u201cmarachella\u201d tale da richiedere una punizione, secondo la denuncia contro l\u2019insegnante per la punizione inferta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda il primo punto direi che se l\u2019insegnante, (senza entrare nel merito dei termini utilizzati all\u2019interno della frase scritta) che ha tra i suoi compiti non solo quello di insegnare la materia di cui \u00e8 titolare di cattedra, ma anche quello di educare nel senso proprio del termine, in primis al rispetto, ha ritenuto opportuno far pesare l\u2019errore all\u2019alunno con la punizione sopra descritta, ha esattamente messo in pratica quanto i&nbsp; numerosi manuali della pedagogia e psicologia annoverano sotto il nome di educazione secondo il sistema \u201cpremi e punizioni\u201d, e quanto il buon senso riconosce confacente al suo ruolo. Questa considerazione \u00e8 stata ben articolata nella sentenza: non si poteva lasciare impunito l\u2019alunno che della mancata punizione non solo ne avrebbe fatto un vanto, ma avrebbe creato un precedente tale da indurre gli altri a pensare erroneamente che tutto \u00e8 possibile, facendola franca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto concerne il secondo punto, la famiglia altro non avrebbe dovuto fare che chiedere un colloquio col docente, col Preside dell\u2019Istituto e chiarire la situazione, compatti di fronte al comportamento sbagliato del ragazzo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Invece, e qui risulta interessante approfondire, assistiamo ad una famiglia che difende ad oltranza e nell\u2019errore il figlio, non volendo comprendere l\u2019entit\u00e0 reale e simbolica dell\u2019atto punitivo, per non parlare dei risvolti personali sull\u2019insegnante e sulla classe docente in genere defraudata moralmente dello strumento teorico di punizione. (A questo punto i docenti cosa dovrebbero fare?).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo episodio rappresenta e chiarisce il concetto dell\u2019infantilizzazione dell\u2019adulto, che ho in apertura citato come elemento costitutivo nel fenomeno del bullismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il genitore dell\u2019alunno di questo caso non si assume le responsabilit\u00e0 che discendono dal suo ruolo, bens\u00ec raggira il tutto in maniera da far risultare il figlio come vittima e non come carnefice, tanto da denunciare il docente. \u00c8 proprio questo che intendo quando parlo di \u201cadulto infantilizzato\u201d: un adulto che non vuole crescere, perch\u00e9 crescere significa responsabilit\u00e0 e fatica, un genitore che vuole essere amico e commette il primo fatidico errore comportandosi come tale, un \u201cgrande\u201d che vuole essere \u201cpiccolo\u201d, che non accetta l\u2019evoluzione del tempo, che limita il figlio alla crescita (psico-sociale s\u2019intende) per evitare a sua volta la sua crescita personale. L\u2019inevitabile ed inesorabile avanzamento dell\u2019et\u00e0 biologica, non sempre corrisponde con la maturit\u00e0 del soggetto e questo \u00e8 tautologico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un genitore immaturo, getta le basi per fare del proprio figlio un soggetto a rischio, incapace di accettare anch\u2019egli che esistano le negazioni, o le punizioni, pi\u00f9 semplicemente le regole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma in un tempo come il nostro, nel quale assistiamo ad uscite dalla scuola elementare, e sottolineo elementare, di bambini di 8-9 anni con telefonini ultima generazione, sembra davvero difficile poter parlare di sgridate, punizioni e privazioni, che risultano obsolete e appartenenti ad un\u2019epoca arcaica. Si \u00e8 perso il senso del tempo in relazione al ruolo del soggetto. A mio avviso, il ruolo \u00e8 l\u2019elemento fondamentale dal quale derivano diritti e doveri, e soprattutto regole e norme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I confini tra il lecito e l\u2019illecito sono labili cos\u00ec come quelli tra adulto e bambino, ma esistono. Un recupero delle distinzioni che la massificazione ha comportato \u00e8 necessario per definire gli ambiti nei quali muoversi e gli spazi di appartenenza di ognuno. Se le linee di demarcazione diventano sempre pi\u00f9 sottili si corre il rischio, come succede, di \u201cscavalcare\u201d questa linea ideale, sconfinando in ambiti impropri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Schiacciando la propria et\u00e0 adulta verso il basso, verso l\u2019et\u00e0 infantile e alzando quella del figlio verso l\u2019et\u00e0 adulta, ci si pone quasi allo stesso livello, allora \u00e8 facile che l\u2019adulto giochi a fare il bambino\u2026e che il bambino giochi a fare l\u2019adulto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Basti pensare agli status symbol di cui il mondo infantile si appropria dal mondo adulto \u2013 adultizzazione del minore, chiara conseguenza del punto precedente. Non pu\u00f2 essere una scelta del figlio \u201cnon fare il figlio\u201d e paradossalmente autopunirsi, o autovietarsi determinate e precoci conquiste, ma del genitore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non voglio alzare un vespaio contro nessuno, ma non si pu\u00f2 negare che il troppo stroppia, ognuno educa ed \u00e8 libero di educare i propri figli nella maniera che ritiene pi\u00f9 opportuna anche e soprattutto alla luce dell\u2019inclinazione naturale del proprio figlio, ma concorderete con me che alcune cose sono universalmente corrette ed altre sbagliate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa breve analisi vuole essere solo lo spunto per riflettere sul tema del bullismo e su come due elementi apparentemente distanti dal tema principale, in realt\u00e0, possano aiutare a comprendere le motivazioni sociali e criminologiche di un fenomeno tanto di \u201cmoda\u201d e purtroppo in crescente ascesa, essendone elementi costitutivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ribadisco l\u2019importanza del concetto di ruolo, di norma, di regola, di \u201cNO\u201d che fanno parte del mondo reale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dare ad un bambino tutto ci\u00f2 che vuole, vuol dire creare un adulto difficilmente adattabile alla realt\u00e0 circostante, poich\u00e9 nulla \u00e8 scontato \u00e8 nulla viene \u201cper grazia ricevuta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I \u201cNO\u201d genitoriali nell\u2019infanzia corrispondono al sistema legislativo basato sulle regole nel mondo adulto. La mancata interiorizzazione delle regole generiche alla base della buona educazione, comportano inevitabilmente una pessima (o nulla) accettazione della legge, e della norma in genere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se realmente si vuole affrontare questa problematica sociale in maniera diversa, non solo bisognerebbe seguirla adeguatamente da un punto di vista normativo, che a mio avviso dovrebbe diventare pi\u00f9 \u201caustero\u201d nei confronti dei furbi, o di coloro che si ritengono tali, ma anche intervenire concretamente a pi\u00f9 livelli nelle istituzioni e in tutti i settori che hanno a che fare con l\u2019universo giovanile, cercando prima di tutto il recupero del concetto di educazione, erroneamente confuso e soppiantato da quello di modernit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mestiere di genitore si impara sul campo ed \u00e8 difficile, ma quello di adulto si snoda lungo il percorso della vita e ci prepara a quello di genitore. Massificare un bambino per paura che dalla massa possa sentirsi escluso \u00e8 il male minore che molti adulti scelgono per s\u00e9 e per i propri figli, ma \u00e8 quello con gli effetti pi\u00f9 dannosi. Comprare un bene diffuso o di marca al proprio figlio, perch\u00e9 lo hanno tutti \u00e8 la risposta pi\u00f9 frequentemente data dai genitori, ma opporsi a questo modello (dis-)educativo pu\u00f2 essere utile per far capire al figlio che non si pu\u00f2 avere tutto e subito a disposizione, ci\u00f2 significherebbe educarlo all\u2019insegna della meritocrazia e della conquista, e rafforzarlo nella valorizzazione della propria diversit\u00e0 a partire dai canoni estetici e di vestiario in genere, per questo la scelta del \u201cmale minore\u201d pu\u00f2 essere la causa e la concausa del \u201cmale al minore\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un gioco di parole per indicare un fenomeno di rilevanza nazionale (e non solo) che ha attirato l\u2019attenzione, a volte anche in maniera eccessiva, dei media e che nulla ha a che fare col gioco perch\u00e9 \u00e8 spesso causa di epiloghi decisamente preoccupanti e affatto divertenti. 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