{"id":1684,"date":"2026-03-20T00:04:06","date_gmt":"2026-03-20T00:04:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.crime-post.it\/?p=1684"},"modified":"2026-04-02T00:09:46","modified_gmt":"2026-04-02T00:09:46","slug":"delitto-di-garlasco-lindagine-verso-la-conclusione-quale-verita-dietro-il-circo-mediatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/2026\/03\/20\/delitto-di-garlasco-lindagine-verso-la-conclusione-quale-verita-dietro-il-circo-mediatico\/","title":{"rendered":"Delitto di Garlasco, l\u2019indagine verso la conclusione: quale verit\u00e0 dietro il circo mediatico?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pavia. Un anno fa ha preso avvio la nuova indagine sull\u2019omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, che vede indagato come sospetto responsabile in concorso, Andrea Sempio, amico di Marco, il fratello della vittima. Nel frattempo, Alberto Stasi, fidanzato della vittima e condannato anni fa come responsabile del delitto, ha quasi ultimato di scontare la pena inflittagli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A quanto riportato dagli organi di stampa, entro novanta giorni la Procura della Repubblica di Pavia proceder\u00e0 a chiudere formalmente l\u2019inchiesta, formulando una richiesta di rinvio a giudizio dell\u2019attuale indagato o chiedendo l\u2019archiviazione del procedimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Circo mediatico<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci piacerebbe che fosse finalmente giunto il momento del Diritto. Del raziocinio, dei fatti, del rigore analitico, della pacatezza, dell\u2019onest\u00e0 intellettuale, dopo mesi di imperversante circo mediatico, di scontri televisivi e telematici tra opposti fanatismi, di esibizioni autoreferenziali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un circo assordante, dilagante e incontenibile che, pur di alimentare se stesso a oltranza, non esita a calpestare tutto e tutti. Che, in nome dell\u2019audience, sottopone quotidianamente a processo un indagato e un condannato in via definitiva. Che muove accuse al di fuori delle sedi deputate. Che formula diagnosi cliniche senza i richiesti esami. Che elargisce pareri su problematiche criminologiche e criminalistiche improvvisando competenze che richiedono anni di studio e di pratica. Si reiterano congetture, illazioni, insinuazioni su chiunque risulti a viario titolo coinvolto nella vicenda. Si evocano fantasmi. Si raccontano sogni e incubi. Si riesumano ricordi. Si riaprono ferite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si giustifica tutto questo invocando il diritto di cronaca. Senza avvedersi che i principi di verit\u00e0, correttezza e continenza prescritti dalla deontologia giornalistica (e dalla semplice sensibilit\u00e0 individuale) sono stati oltrepassati e calpestati da un pezzo. Prevale un diritto di cronaca richiamato cinicamente e ipocritamente per legittimare qualunque eccesso, qualunque arbitrio, qualunque ingerenza della vita degli altri. Non \u00e8 vero giornalismo. Non \u00e8 ricerca, non \u00e8 propositivo confronto tra tesi opposte. Le consapevolezze giuridiche e le competenze professionali risultano spesso talmente ridotte da non permettere di distinguere tra autentico lavoro giornalistico (che, come tale, non pu\u00f2 e non deve riservare riguardi a nessuno, meno che mai a chi pretende di beneficiare di trattamenti di favore) e la prassi di accusare apertamente e arbitrariamente qualcuno elevata a modus operandi, a protocollo operativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Cronaca, gossip e inchiesta giornalistica<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da marzo 2025 stiamo assistendo dunque a un fenomeno socio-mediatico complesso. A un giornalismo che, in certi casi, segue correttamente l\u2019inchiesta giudiziaria (cronaca) e che, in altri, ne \u201ccrea\u201d ad arte presunti sviluppi, per poter trarre tutto il profitto possibile dalle interminabili discussioni televisive che ne scaturiscono (gossip giudiziario). Molto pi\u00f9 di rado, non solo su giornali e tv ma anche su YouTube, si registrano contributi tesi ad affiancarsi all\u2019indagine giudiziaria stessa, a valutarne le risultanze, a proporre scenari ulteriori, per quanto possibile basati sull\u2019esame condiviso dei documenti investigativi disponibili (inchiesta giornalistica).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cronaca e gossip giudiziario operano a ritmo frenetico e vengono declinati \u2013 il secondo, in particolare \u2013 attraverso precisi e ricorrenti stilemi espressivi all\u2019insegna dell\u2019iperbole e della spettacolarizzazione. Si parla di \u201csvolte clamorose\u201d, di \u201csupertestimoni\u201d, di \u201ctestimonianze shock\u201d, di \u201canalisi tecniche che cambiano tutto\u201d, etc. Presunti colpi di scena pressoch\u00e9 quotidiani, imbastiti ricorrendo non di rado a notizie gi\u00e0 diffuse in precedenza, recuperate, rielaborate, ripresentate al pubblico come sviluppi inediti e, come tali, nuovamente discussi e valutati. \u00c8 possibile che, nella foga, la cronaca e l\u2019inchiesta giornalistica scivolino nel gossip giudiziario; improbabile, d\u2019altra parte, che la cronaca e il gossip giudiziario si elevino al rango dell\u2019inchiesta giornalistica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Concorso in omicidio<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al di l\u00e0 della confusione, della cacofonia, della babele di urla e strepiti, di insulti, di attacchi incrociati, di querele minacciate e proposte, cosa sappiamo dell\u2019indagine condotta dalla Procura, degli elementi effettivamente raccolti, degli scenari davvero presi in esame? Molto poco, ci sembra. E, intendiamoci, \u00e8 giusto che sia cos\u00ec. \u00c8 tutto il resto \u2013 tutto ci\u00f2 che esula dall\u2019indagine giudiziaria, dall\u2019autentica inchiesta giornalistica, dalla cronaca onesta e puntuale \u2013 a risultare vistosamente e gravemente fuori luogo. In attesa che gli inquirenti pervengano a una determinazione circa gli esiti di quanto finora espletato, non possiamo che cercare di fare il punto su alcuni aspetti del caso. Senza prefigurare una soluzione, senza palesare convincimenti particolari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un aspetto, tra i tanti, ci ha colpito fin da subito: il fatto che l\u2019indagine riguardi un\u2019ipotesi di reato commesso \u201cin concorso\u201d, implicando che, nello scenario investigativo ipotizzato, insieme al formalmente indagato, possano aver agito persone che, a quanto risulta ai lettori-spettatori, non sarebbero attualmente sottoposte a indagine. Chi? Certo non riteniamo che la Procura abbia lasciato, per cos\u00ec dire, uno spazio bianco nel disegno accusatorio, suscettibile o meno di riempirsi a seconda delle evoluzioni dell\u2019inchiesta; tendiamo a ritenere che la scelta di avviare un\u2019inchiesta per concorso in omicidio nasca da elementi (potenzialmente) concreti, abbia ben presente la persona o le persone (potenzialmente) coinvolte e il fatto di non averle finora menzionate in termini espliciti rientri in una precisa linea operativa. Ipotesi romanzesca: che, all\u2019inizio, l\u2019indagine si sia ufficialmente focalizzata su una persona in particolare per non mettere in allarme qualcun altro e scongiurare l\u2019eventualit\u00e0 di paventate contromosse idonee a compromettere l\u2019indagine stessa? Quasi una strategia scacchistica, insomma, per avere il tempo di acquisire elementi su qualcuno non ancora espressamente all\u2019attenzione degli investigatori? Ripetiamo: si tratta di un\u2019ipotesi romanzesca, nata per compensare l\u2019assenza di dati effettivi, idonei a consentire una valutazione pi\u00f9 realistica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>La consulenza informatica<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In ogni caso, prima di pervenire a definitive determinazioni, la Procura attende il deposito della consulenza informatica sui computer di Alberto Stasi (gi\u00e0 oggetto, negli anni, di non pochi accertamenti) e di Chiara Poggi (il cui contenuto potrebbe rivelarsi decisamente utile per chiarire pi\u00f9 di un aspetto del delitto), affidata a Paolo Del Checco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 possibile, a quanto si legge, che la relazione sar\u00e0 disponibile nelle prossime settimane. Per il momento, specialmente su Internet, vi \u00e8 chi propone dettagliate analisi del contenuto del pc della vittima, passando in rassegna e tentando di interpretare materiali che sembrano provenire dall\u2019indagine originaria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Fenomeni cadaverici e ora del delitto<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei giorni scorsi, la trasmissione <em>Mattino Cinque<\/em> ha mostrato per la prima volta la relazione del medico del 118 che, recatosi presso l\u2019abitazione dei Poggi il giorno del delitto, ha effettuato il primo esame sul cadavere di Chiara. Precisamente, i sanitari sono giunti in loco alle 14,11 del 13 agosto 2007, in seguito alla telefonata di Alberto Stasi che aveva segnalato la presenza del corpo della sua fidanzata in fondo alle scale che conducono alla tavernetta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel documento della dottoressa di Emergenza Territoriale intervenuta, si legge: \u201cSono scesa lungo la scala cercando di non intaccare le tracce di sangue presenti, ho superato il corpo della ragazza, ho rilevato l\u2019assenza di polso carotideo sinistro, quindi, esaminando visivamente il cadavere senza muoverlo dalla posizione nel quale era stato da me rinvenuto, intuito la presenza di una vasta ferita del cuoio capelluto, stante l\u2019abbondanza di liquido ematico fuoriuscito che aveva anche intriso i capelli, oltre alla probabile presenza di un trauma cranico e del rachide cervicale, data l\u2019anomala postura del collo, notavo un ematoma orbitale destro.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ancora: \u201cNon constatavo invece la presenza di rigor mortis o di macchie ipostatiche n\u00e9 di traumi visibili al dorso e agli arti inferiori.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per comprendere adeguatamente le implicazioni di quest\u2019ultimo passaggio, ricorriamo all\u2019ausilio di un manuale di medicina legale. Nella relazione si fa riferimento a rigor mortis (rigidit\u00e0 cadaverica) e macchie ipostatiche (o livor mortis), due processi modificativi del cadavere ricompresi tra i cosiddetti fenomeni cadaverici iniziali, insieme al raffreddamento (o frigor mortis). A proposito del rigor mortis, la letteratura specialistica ci dice: \u201cMentre subito dopo il decesso i muscoli perdono tono e si rilasciano completamente, in capo a qualche (3-4) ore essi cominciano ad irrigidirsi ed il cadavere appare tutto di un pezzo [\u2026].\u201d<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fenomeno, comunque, \u201cnon duraturo n\u00e9 irreversibile, perch\u00e9, all\u2019incirca dopo 36-48 ore dalla morte la rigidit\u00e0 comincia a risolversi in modo progressivo.\u201d<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[2]<\/a> I tempi di tale processo risentono, ci dice la letteratura, di fattori intrinseci ed estrinseci. Tra questi ultimi, \u201cche favoriscono l\u2019evoluzione di tale elemento, va ricordata, in particolare, la temperatura dell\u2019ambiente: quando questa \u00e8 elevata, la rigidit\u00e0 insorge e si risolve rapidamente; persiste invece a lungo se il cadavere \u00e8 mantenuto al freddo.\u201d<a href=\"#_ftn3\" id=\"_ftnref3\">[3]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le macchie ipostatiche, altro fenomeno menzionato nella richiamata relazione di primo intervento, vengono cos\u00ec descritte dalla trattatistica: \u201cCon il cessare dell\u2019attivit\u00e0 circolatoria il sangue contenuto nei vasi rimane assoggettato alla legge di gravit\u00e0, sicch\u00e9 defluisce verso i punti pi\u00f9 declivi (e cio\u00e8 bassi) del cadavere. Mentre, cos\u00ec, le parti elevate del medesimo impallidiscono, sulla cute di quelli declivi compaiono chiazze di colorito rosso-vinoso [\u2026].\u201d<a href=\"#_ftn4\" id=\"_ftnref4\">[4]<\/a> Anche tali processi \u201csi manifestano generalmente 3-4 ore dal decesso, e raggiungono la loro massima diffusione dopo 15-18 ore.\u201d<a href=\"#_ftn5\" id=\"_ftnref5\">[5]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo la sentenza che ha condannato Alberto Stasi, la morte di Chiara si dovrebbe collocare tra le 9,12 (ora in cui risulta essere stato disinserito il sistema di allarme di casa Poggi) e le 9,35 (ora in cui risulta che Stasi abbia riacceso il computer per lavorare alla tesi di laurea). Se, in sede esame cadaverico condotto alle 14,11, non risultano formati, nemmeno nelle loro fasi inziali, n\u00e9 il rigor mortis n\u00e9 le macchie ipostatiche \u2013 che, come abbiamo visto, emergono dopo due o tre ore dalla morte \u2013 sembrerebbe doversi escludere che l\u2019omicidio sia avvenuto nella predetta fascia oraria. Lo stesso potrebbe forse pi\u00f9 plausibilmente collocarsi \u2013 come peraltro originariamente ipotizzato dai medici legali \u2013 tra le 10,30 e le 12, con una \u201ccentratura\u201d verso le 11. N\u00e9 il fatto che il decesso sia avvenuto in un giorno e in un ambiente particolarmente caldi, varrebbe ad allungare i tempi di insorgenza dei predetti fenomeni tanatologici. Abbiamo visto, anzi, che una temperatura elevata rende pi\u00f9 rapida la comparsa e il venir meno della rigidit\u00e0 cadaverica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Trovata l\u2019arma del delitto?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro elemento mai finora chiarito della dinamica del delitto \u00e8 l\u2019arma utilizzata dall\u2019aggressore. Recentemente, l\u2019avvocato Liborio Cataliotti, che assiste l\u2019indagato con la collega Angela Taccia, ha annunciato che, in esito alle indagini difensive compiute, questa sarebbe stata identificata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno dei consulenti di parte, l\u2019ex poliziotto e criminalista Armando Palmegiani, ha spiegato gli accertamenti effettuati: \u201cAbbiamo ricostruito la testa di Chiara Poggi con le ferite dell\u2019omicidio per fare le analisi sull\u2019arma del delitto\u201d, ha dichiarato a <em>Fanpage<\/em>. \u201cNon posso svelare quale secondo noi sia l\u2019arma usata nell\u2019omicidio dopo i nostri risultati, ma sicuramente posso dire che \u00e8 compatibile con tutti i tagli trovati sulla testa della ragazza durante l\u2019autopsia.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cAbbiamo lavorato con il metodo della prototipazione avvalendoci di altissimi specialisti, che permette di ricostruire anche i tessuti molli\u201d, ha aggiunto. \u201cAbbiamo ricostruito la \u2018nostra\u2019 dinamica dell\u2019aggressione.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>L\u2019incognita del movente<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci chiediamo se, nell\u2019impianto accusatorio cui sta lavorando la Procura, sia stato possibile individuare un ipotetico movente del delitto, tema che sembra idoneo a dar vita a serrati dibattiti e persino agguerrite polemiche. A livello giornalistico, sembra suscitare perdurante interesse, talvolta mascherato da perplessa condiscendenza, la tesi \u201ccomplottista\u201d dell\u2019avvocato Massimo Lovati, gi\u00e0 legale di Andrea Sempio, secondo cui \u201cla Poggi, presumibilmente, a seguito degli studi che faceva, degli approfondimenti letterari che faceva [\u2026], aveva trovato dei documenti e dei filmati dal circuito mondiale pedopornografico, che \u00e8 forse l\u2019affare pi\u00f9 ricco del secolo, batte anche la droga. Sappiamo benissimo, col caso di Epstein, soprattutto negli Stati Uniti, cosa significa. Parliamo d filmati che costano un occhio della testa, per i cultori, per gli associati, per i clavizzati.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec Lovati, nel corso di una recente puntata di <em>Mattino Cinque<\/em>. \u201cParlo di video dove Chiara ha riconosciuto dei personaggi veri, esistenti, non degli attori pornografici, video veri, torture, uccisioni, pedopornografia. Sto parlando di cose di questo genere, non di film a luci rosse, che sono tutt\u2019altro. Lei ha riconosciuto delle persone vere\u201d, ha aggiunto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Un fenomeno radicato<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno scenario di certo inquietante che ovviamente, al di l\u00e0 delle legittime congetture, non siamo in grado di riscontrare in modo diretto. Certo, le valutazioni di Lovati si inscrivono in una realt\u00e0 drammaticamente diffusa anche nel nostro Paese. Le cifre del Report 2024 sulla pedofilia on line, proposto dall\u2019Associazione Meter ETS, anche sulla base dei dati dell\u2019Osservatorio mondiale contro la pedofilia (Osmocop) sono allarmanti: oltre 2 milioni di video (+220% rispetto al 2023), quasi due milioni di foto e 410 gruppi segnalati sui social network. Destano particolare preoccupazione le app criptate, divenute \u201clo strumento per eccellenza dei pedofili\u201d<a href=\"#_ftn6\" id=\"_ftnref6\">[6]<\/a>, tra cui Signal. Solo nel 2024, Meter ha individuato su questa applicazione 336 gruppi, 13 dei quali riconducibili al fenomeno \u201cPedomama\u201d, che identifica l\u2019abuso sessuale perpetrato da donne, soprattutto madri, nei confronti dei figli. Il citato rapporto pone in evidenza che America ed Europa restano i principali centri di diffusione di materiale pedopornografico online. Sono stati individuati 4.977 link ospitati su server americani e 1.475 su server europei, confermando la diffusione di tale fenomeno nei continenti pi\u00f9 ricchi e tecnologicamente avanzati. In crescita la domanda di materiale pedopornografico relativo alla fascia di et\u00e0 8-12 anni, con 1.589.332 minori fotografati e 1.678.478 ripresi in video. Aumentano in modo preoccupante gli abusi su neonati \u2013 alcuni documentati addirittura nelle sale parto e nei fasciatoi ospedalieri \u2013 per un totale di 2.400 segnalazioni di materiale prodotto e diffuso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Notevole l\u2019impegno che le forze dell\u2019ordine profondono per contrastare il fenomeno della pedofilia on line nel nostro Paese. All\u2019inizio di febbraio 2026, i media hanno dato conto degli sviluppi di un\u2019indagine avviata dalla Procura di Milano. Nel computer di uno degli arrestati, la polizia ha rivenuto oltre ventinovemila files a connotazione pedofila. Video e immagini scabrose con bambini anche molto piccoli, di soli due anni, costretti a fare sesso con adulti e talvolta ripresi insieme ad animali. Svelata, nell\u2019inchiesta, una \u201cvera e propria industria di abusi sessuali online nei confronti di bambini.\u201d Violenze che avvenivano \u201cmaterialmente nei Paesi del sudest asiatico, tra cui Vietnam e Thailandia, con la complicit\u00e0 di alcune famiglie\u201d e poi \u201cvenivano trasmesse su chat in live streaming\u201d e i clienti italiani \u201cpagavano per vederle in diretta\u201d, come spiegato in conferenza stampa dai magistrati che coordinano l\u2019inchiesta e dal direttore del Servizio polizia postale e per la sicurezza cibernetica.<a href=\"#_ftn7\" id=\"_ftnref7\">[7]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ipotesi sopra prospettata da Lovati risulterebbe dunque ben ancorata a un fenomeno fin troppo strutturato e radicato. L\u2019inchiesta in corso potr\u00e0 forse stabilire se problematiche del genere costituiscano o meno il sottotesto del delitto di Garlasco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Il fatto non sussiste<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo spettro della pedopornografia del resto aleggia da sempre sulla vicenda fin dall\u2019inizio. E questo ci riporta a quanto considerato all\u2019inizio di questo articolo circa la gogna mediatica che accompagna l\u2019inchiesta. Con particolare riferimento, in questo caso, ad Alberto Stasi e al procedimento per detenzione di materiale pedopornografico cui \u00e8 stato sottoposto anni fa e in esito al quale \u00e8 stato assolto in via definitiva. In questi mesi il tema si \u00e8 spesso riproposto e il modo in cui certi giornali e certi opinionisti lo hanno affrontato non ha contribuito a fare chiarezza in merito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In sintesi, con sentenza del 5 marzo 2014, la Terza sezione penale della Corte di cassazione ha annullato senza rinvio la precedente condanna per il delitto di cui all\u2019art. 600 quater c.p. (detenzione e accesso a materiale pedopornografico). La condanna annullata riguardava alcuni filmati pedopornografici, provenienti da un download e presenti in frammenti di files, memorizzati nella parte non accessibile del computer, che i periti avevano recuperato solo grazie all\u2019impiego di strumenti informatici particolarmente sofisticati, di cui certo l\u2019imputato non avrebbe potuto disporre. La Cassazione: \u201cNon vi \u00e8 prova, come detto, di come quei frammenti di file siano pervenuti nel computer. N\u00e9 che lo Stasi li abbia visionati. E nemmeno che dai nomi dei frammenti di file emergesse il loro contenuto pedopornografico. E nemmeno che sia mai stata utilizzata una stringa di ricerca, ben individuata, tesa a ricercare quel tipo di contenuto. La circostanza che lo Stasi detenesse nella parte accessibile, cos\u00ec come in quella non accessibile, del computer migliaia di immagini e file a contenuto pornografico, in quanto tali leciti, tutti classificati e catalogati, depone, peraltro, ancor pi\u00f9 per la detenzione inconsapevole di quei frammenti di file di cui all\u2019imputazione. S\u2019impone, pertanto, l\u2019annullamento senza rinvio della sentenza impugnata perch\u00e9 il fatto non sussiste.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 inoltre di questi giorni la notizia della nomina, da parte di Stasi, dell\u2019avvocata Elisabetta Aldrovandi, con l\u2019incarico di tutelarlo proprio nei casi di diffamazione online ai suoi danni. \u201cDa quando ho ufficializzato il mio incarico, ho ricevuto centinaia di segnalazioni di post, video e dichiarazioni diffamatorie\u201d, ha dichiarato Aldrovandi. Segnalazioni giunte anche da utenti che, pur non prendendo una netta posizione sul caso, ritengono eccessive certe affermazioni circolate online. Sembra che molti dei commenti diffamatori nei confronti di Stasi provengano da profili falsi, su cui la polizia postale sta gi\u00e0 indagando per individuarne gli autori. A quanto leggiamo su <em>Gente<\/em>, contenuti lesivi sarebbero stati pubblicati anche da figure note nell\u2019ambito dei media. \u201cIl compito \u00e8 delicato\u201d, ha concluso l\u2019avvocata Aldrovandi, \u201cperch\u00e9 riguarda la difesa della dignit\u00e0 di una persona, indipendentemente dalla condanna penale. Nessuno pu\u00f2 essere sottoposto alla gogna mediatica.\u201d<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a> G. Iadecola, <em>Medicina legale per l\u2019attivit\u00e0 di polizia giudiziaria<\/em>, Laurus Robuffo, Roma, 2001, p. 156.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\">[2]<\/a> <em>Ibidem<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref3\" id=\"_ftn3\">[3]<\/a> <em>Ibidem<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref4\" id=\"_ftn4\">[4]<\/a> <em>Ivi<\/em>, p. 154.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref5\" id=\"_ftn5\">[5]<\/a> <em>Ibidem<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref6\" id=\"_ftn6\">[6]<\/a> https:\/\/comunicazionisociali.chiesacattolica.it\/pedofilia-online-report-meter-triplicati-i-video\/ (consultato il 18 marzo 2026).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn7\" href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> https:\/\/corrieredeltrentino.corriere.it\/notizie\/cronaca\/26_febbraio_03\/pedofilia-online-l-impiegato-ammette-svelata-un-industria-di-abusi-online-868c0ff1-9029-414e-b5e5-380185157xlk.shtml (consultato il 18 marzo 2026).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-diogene-notizie wp-block-embed-diogene-notizie\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"cbiyW4U2Ri\"><a href=\"https:\/\/diogenenotizie.com\/garlasco-la-nuova-inchiesta-verso-la-conclusione\/\">Garlasco, la nuova inchiesta verso la conclusione<\/a><\/blockquote><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"\u201cGarlasco, la nuova inchiesta verso la conclusione\u201d \u2014 Diogene Notizie\" src=\"https:\/\/diogenenotizie.com\/garlasco-la-nuova-inchiesta-verso-la-conclusione\/embed\/#?secret=T7cnWPB2Ti#?secret=cbiyW4U2Ri\" data-secret=\"cbiyW4U2Ri\" width=\"500\" height=\"282\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pavia. Un anno fa ha preso avvio la nuova indagine sull\u2019omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, che vede indagato come sospetto responsabile in concorso, Andrea Sempio, amico di Marco, il fratello della vittima. Nel frattempo, Alberto Stasi, fidanzato della vittima e condannato anni fa come responsabile del delitto, ha quasi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1497,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-container-style":"default","site-container-layout":"default","site-sidebar-layout":"default","site-transparent-header":"default","disable-article-header":"default","disable-site-header":"default","disable-site-footer":"default","disable-content-area-spacing":"default","_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[9,6],"tags":[],"class_list":["post-1684","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-criminologia-investigativa-e-scienze-forensi","category-cronaca-e-true-crime"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Screenshot-2025-03-26-115019.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1684","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1684"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1684\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1685,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1684\/revisions\/1685"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1497"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1684"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1684"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1684"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}