{"id":1610,"date":"2025-08-11T21:38:29","date_gmt":"2025-08-11T21:38:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.crime-post.it\/?p=1610"},"modified":"2025-08-11T22:59:47","modified_gmt":"2025-08-11T22:59:47","slug":"delitto-di-garlasco-le-lesioni-sugli-occhi-di-chiara-poggi-ci-rivelano-le-motivazioni-dellomicida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/2025\/08\/11\/delitto-di-garlasco-le-lesioni-sugli-occhi-di-chiara-poggi-ci-rivelano-le-motivazioni-dellomicida\/","title":{"rendered":"Delitto di Garlasco: le lesioni sugli occhi di Chiara Poggi ci rivelano le motivazioni dell\u2019omicida?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pavia. Il circo mediatico nato a ridosso della nuova indagine sul delitto di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, sembra concedersi qualche giorno di vacanza in prossimit\u00e0 di Ferragosto, anche se possiamo star certi che il 13 del mese non mancheranno articoli e interventi assortiti che daranno debito conto della ricorrenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Tifoserie<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questi mesi si sono registrate, con un\u2019intensit\u00e0 francamente anomala persino per un Paese in cui le vicende di cronaca nera vengono da sempre vissute nella prospettiva della tifoseria sportiva, vivaci e spesso polemiche contrapposizioni tra opposte visioni del caso, da parte dei cosiddetti esperti e di coloro che, nonostante la disinvolta sicurezza ostentata, proprio esperti non sembrerebbero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo, un fenomeno socio-culturale e mediatico che meriterebbe di essere analizzato, al di l\u00e0 delle problematiche giudiziarie e investigative direttamente correlate al delitto. Un fenomeno multiforme, che ha visto in particolare crescere esponenzialmente la frenesia dei quotidiani on line di pubblicare ogni giorno numerosi articoli sul caso, anche soltanto per nominare chi vi \u00e8 coinvolto, senza alcuna effettiva giustificazione giornalistica (\u201cdov\u2019\u00e8 la notizia?\u201d, mi esortava sempre a chiedermi il caporedattore del giornale dove ho mosso i primi passi come cronista, per comprendere ci\u00f2 che meritava effettivamente la pubblicazione), al solo evidente scopo di accrescere le visualizzazioni e far contenti gli sponsor.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accanto a questo, l\u2019esasperazione di quella che potremmo definire la \u201cnarrazione delle scienze forensi\u201d, che ha visto i suddetti esperti (e meno esperti, con la sola risorsa dell\u2019apparente sicurezza in se stessi) pontificare sussiegosi sulle modalit\u00e0 di esame della scena del crimine, di raccolta e conservazione delle tracce materiali del reato, sulle possibili interpretazioni di fotografie che ritraggono impronte slatentizzate diciotto anni fa, sull\u2019eventuale riconducibilit\u00e0 del delitto a determinati soggetti e contesti di riferimento, etc.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche noi abbiamo un\u2019opinione su questi e altri aspetti del caso. Anche noi, attingendo a quel poco di esperienza maturata in ambito criminologico in circa venticinque anni di silenziosa pratica nel settore, abbiamo azzardato interpretazioni e valutazioni. Pur manifestando da sempre non poche perplessit\u00e0 sulla condanna definitiva inflitta per l\u2019omicidio (oggetto nel 2015 di un nostro corso universitario di analisi investigativa, mirato a individuare scenari alternativi, oggi effettivamente ventilati), ci siamo astenuti dal condividere il tutto in modo esplicito. Tra l\u2019altro, perch\u00e9 non ci sentiamo di concorrere, a nostra volta, al suddetto circo mediatico, in cui viene considerato pi\u00f9 autorevole chi urla di pi\u00f9 e chi formula incautamente accuse pi\u00f9 esplicite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un ulteriore aspetto del multiforme fenomeno di cui si \u00e8 detto \u00e8 costituito dall\u2019interattivit\u00e0: ormai l\u2019indagine (mediatica, non giudiziaria) sembra alimentarsi anche dei contributi degli utenti dei social network, che a loro volta condividono ipotesi, sospetti, analisi \u201ccriminologiche\u201d, con profusione di emoticon e commenti non di rado indignati, rabbiosi e persino insultanti, che investono anche coloro che le varie reti televisive invitano puntualmente a conversazioni salottiere sul delitto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Conseguenza della libert\u00e0 operativa garantita dall\u2019ormai irreversibile presenza, nelle nostre vite, della Rete. Ma, in termini di effettiva, approfondita conoscenza dei fenomeni, riteniamo lecita qualche perplessit\u00e0: nella maggioranza dei casi, valutazioni e commenti del pubblico non si basano su uno studio approfondito del delitto \u2013 evidentemente possibile solo attraverso l\u2019esame dei relativi atti, non necessariamente disponibili \u2013 e non fanno altro che perpetuare una visione dello stesso superficiale, semplicistica, stereotipata e umorale, con inevitabile approdo a conclusioni parimenti inadeguate. Con ci\u00f2, ovviamente, non si auspicano limitazioni alla libert\u00e0 di manifestazione del pensiero, si tenta solo di rimarcare come tale libert\u00e0 richiederebbe, in chi ne usufruisce, consapevolezza, misura, prudenza e umilt\u00e0, virt\u00f9 non esattamente popolari al giorno d\u2019oggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Le lesioni sugli occhi di Chiara<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In attesa che il clamore sulla vicenda torni a pieno regime e che si ripresentino le gi\u00e0 sperimentate difficolt\u00e0 nel tener dietro, a livello giornalistico, al fiume in piena dei quotidiani sviluppi, veri o presunti, ci concediamo qualche breve e incompleta riflessione su un aspetto del delitto in particolare: i tagli rivenuti, in sede di esame autoptico, sulle palpebre di Chiara Poggi. Lo facciamo perch\u00e9 siamo stati tra i primi \u2013 come si dice, in tempi non sospetti \u2013 a recuperare questo particolare dall\u2019originaria inchiesta. Lo abbiamo fatto, per la precisione, in un pezzo pubblicato il 15 giugno scorso. In seguito ne ha parlato, in un\u2019intervista a <em>Gente<\/em>, la dottoressa Luisa Rigimenti, docente di medicina legale presso l\u2019Universit\u00e0 di Tor Vergata e, in breve, il dato \u00e8 divenuto oggetto di valutazione da parte di criminologi, criminalisti, giornalisti, ex poliziotti, youtuber, etc. Ne siamo lieti, perch\u00e9 i riscontri successivi ci confermano nell\u2019idea che un elemento del genere \u2013 in apparenza non eclatante \u2013 possa costituire un aspetto significativo del caso, potenzialmente idoneo a rivelare qualcosa dell\u2019omicida o degli omicidi, dei loro tratti personologici e delle loro possibili motivazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Torniamo in breve a quanto registrato in proposito dal medico legale in sede di autopsia. Per la relazione tecnica si riscontrano lesioni sulle palpebre superiori della vittima, \u201cuna per lato, prevalentemente trasverse, che evocano una superficiale violenza con un mezzo dotato di un filo piuttosto tagliente e\/o di una punta acuminata che abbia superficialmente strisciato sul tegumento palpebrale.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Criminal profiling<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per comprendere in che modo tali aspetti possano essere sottoposti a una valutazione criminologica \u00e8 necessario premettere alcuni cenni sul criminal profiling. Com\u2019\u00e8 noto, si tratta di un tipo di analisi che, prendendo le mosse dalle tracce materiali del delitto e dell\u2019iter criminis, tenta di individuare alcune caratteristiche personologiche (tratti fisici, psicologici, comportamentali, motivazionali) del cosiddetto offender, quello che l\u2019F.B.I. \u2013 artefice del primo modello codificato di profiling \u2013 definisce \u201cunknown subject\u201d, \u201csoggetto ignoto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le risultanze materiali del reato, presenti sulla scena del crimine e sulla vittima vengono quindi analizzati alla luce di determinate categorie concettuali: 1) la <em>classificazione organizzato-disorganizzato<\/em>: mira a valutare il modo in cui il soggetto ignoto ha concretamente gestito l\u2019interazione con la vittima e con la scena: se ha premeditato il delitto, ha agito d\u2019impeto, ha perso il controllo nel corso di un\u2019azione pianificata, etc.; 2) il <em>modus operandi<\/em>: la strategia operativa razionale, mirata a ottenere uno specifico risultato, soggetta a eventuale evoluzione in caso di reiterazione della condotta; 3) la<em>&nbsp;personation<\/em>: un atto o una serie di atti gratuiti, non strettamente necessari al compimento dell\u2019azione criminosa ed espressione, piuttosto, di motivazioni \u201cirrazionali\u201d e simboliche o di fantasie dell\u2019offender: per porli in essere, l\u2019autore del delitto pu\u00f2 giungere a trattenersi sulla scena pi\u00f9 del necessario, rischiando la cattura; 4) lo <em>staging<\/em>: la deliberata, consapevole e razionale alterazione della scena per impedire l\u2019identificazione della vera natura e causa dell\u2019azione criminosa o, comunque, del decesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel nostro caso, le lesioni riscontrabili sulle palpebre di Chiara Poggi sembrerebbero riconducibili alla categoria della personation, espressione quindi di atti gratuiti, non necessari a causare la morte della vittima. Ci dicono quindi qualcosa del soggetto o dei soggetti che le hanno inflitte e delle possibili motivazioni sottese al delitto?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualcuno, in questi giorni, ha ipotizzato che Chiara possa essere stata sottoposta a sevizie, a dimostrazione dell\u2019indole spietata e sadica dell\u2019offender, che non avrebbe esitato a procurare alla vittima atroci sofferenze prima di toglierle la vita. Ovviamente si tratta di una delle possibili ipotesi e, in un lavoro di indagine accurato e completo, \u00e8 necessario vagliarle tutte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui cercheremo di prenderne in considerazione anche altre, con tutta la prudenza e la cautela di chi \u00e8 consapevole di non essere in possesso della verit\u00e0, ma di cercarla affannosamente, condividendo quindi con i lettori non gi\u00e0 certezze assolute e non scalfibili (le lasciamo agli esperti televisivi e ai commentatori sui social) ma piuttosto dubbi, perplessit\u00e0 e incertezze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima valutazione ci viene in mente per una sorta di immediata associazione di idee: colpire gli occhi come possibile messaggio \u201cmalavitoso\u201d. Scenario: Chiara Poggi \u00e8, come sostengono alcuni, \u00e8 venuta a conoscenza di verit\u00e0 che non avrebbe dovuto scoprire: forse grazie alla sua curiosit\u00e0, forse per caso. Qualcuno decide che \u00e8 necessario tacitarla. Prima di ucciderla, chi opera ritiene quindi di rendere il delitto una sorta di monito per chi possa eventualmente pensare di seguire le orme della giovane: annulla il suo sguardo, il suo strumento di conoscenza. Un messaggio forse rivolto a una cerchia ristretta di persone in grado di coglierlo e comprenderlo. Un invito a non guardare, a volgere lo sguardo altrove. Mutatis mutandis e sempre per libera associazione, ci viene in mente la possibile lettura simbolica del delitto di Mino Pecorelli: il giornalista d\u2019inchiesta che rivelava segreti scottanti che coinvolgevano certi contesti economico-istituzionali del nostro Paese e che qualcuno aveva soprannominato \u201cil cantante\u201d \u00e8 stato ucciso, il 20 marzo 1979, con quattro colpi di pistola, il primo dei quali indirizzato alla bocca, come appunto per tacitarlo. Ribadiamo: solo un\u2019idea, di cui non siamo certi, ma che ci viene suggerita dal dato di partenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una seconda possibile valutazione potrebbe non coinvolgere un consesso criminale organizzato ma afferire a una sfera di interazioni pi\u00f9 privata. Scenario: Chiara \u00e8 una ragazza equilibrata, dalla personalit\u00e0 solidamente strutturata, con idee precise sul suo futuro, professionale e affettivo. Forse, tra le sue frequentazioni, vi \u00e8 qualcuno che conduce un\u2019esistenza meno meritevole di generalizzati elogi da parte del contesto di riferimento, che sente di soccombere nel confronto con lei, che percepisce per cos\u00ec dire su di s\u00e9 lo sguardo critico, giudicante della ragazza. E che, attuando il proposito di eliminare dalla sua vita una presenza tanto incombente e spiacevole, potrebbe essere guidato dall\u2019esigenza, anche in questo caso, di annullare simbolicamente lo sguardo della vittima, per non sentirne pi\u00f9 il peso su di s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>L\u2019ultima parola<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al di l\u00e0 della fondatezza degli scenari proposti \u2013 se ne potrebbero profilare anche di ulteriori \u2013 ci preme ribadire la gratuit\u00e0, nella generale dinamica dell\u2019iter criminis, delle lacerazioni sulle palpebre e il fatto che esse possano quindi costituire, nella prospettiva del criminal profiling elaborata dall\u2019F.B.I., una specie di porta per accedere alle riposte motivazioni del soggetto ignoto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come gi\u00e0 ribadito, non sappiamo se e in che misura considerazioni del genere potrebbero rivestire una qualche utilit\u00e0 nell\u2019indagine attualmente in corso. Al lettore le valutazioni del caso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Del resto, siamo consapevoli che, al di l\u00e0 delle analisi criminologiche, l\u2019ultima parola spetta ai riscontri forensi (per la verit\u00e0, in questo caso, alquanto controversi) e alle determinazioni dei magistrati. Per quanto riguarda le effettive potenzialit\u00e0 del criminal profiling, ci associamo alle parole di Roy Hazelwood, uno degli agenti del Bureau che hanno contribuito alla codificazione del primo modello di tale, peculiare analisi investigativa: \u201cDi per s\u00e9, raramente un profilo risolve un crimine. Per quanto ne so, \u00e8 avvenuto solo poche volte. Tuttavia, pu\u00f2 riattivare un\u2019indagine arrivata a un punto morto generando nuove idee o, per dirla con il biochimico Albert Szent-Gy\u00f6rgyi, \u2018pensando ci\u00f2 che nessun altro ha pensato\u2019.\u201d<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-abruzzolive wp-block-embed-abruzzolive\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"PFeIHQYz86\"><a href=\"https:\/\/abruzzolive.it\/delitto-di-garlasco-le-lesioni-sugli-occhi-di-chiara-poggi-ci-rivelano-le-motivazioni-dellomicida\/\">Delitto di Garlasco: le lesioni sugli occhi di Chiara Poggi ci rivelano le motivazioni dell\u2019omicida?<\/a><\/blockquote><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"\u201cDelitto di Garlasco: le lesioni sugli occhi di Chiara Poggi ci rivelano le motivazioni dell\u2019omicida?\u201d \u2014 AbruzzoLive\" src=\"https:\/\/abruzzolive.it\/delitto-di-garlasco-le-lesioni-sugli-occhi-di-chiara-poggi-ci-rivelano-le-motivazioni-dellomicida\/embed\/#?secret=4mJelzloKq#?secret=PFeIHQYz86\" data-secret=\"PFeIHQYz86\" width=\"500\" height=\"282\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pavia. 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