{"id":1577,"date":"2025-07-21T09:17:32","date_gmt":"2025-07-21T09:17:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.crime-post.it\/?p=1577"},"modified":"2025-08-14T10:06:45","modified_gmt":"2025-08-14T10:06:45","slug":"garlasco-riemerge-la-pista-del-satanismo-chiara-uccisa-perche-sapeva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/2025\/07\/21\/garlasco-riemerge-la-pista-del-satanismo-chiara-uccisa-perche-sapeva\/","title":{"rendered":"Garlasco, riemerge la pista del satanismo: Chiara uccisa perch\u00e9 sapeva?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pavia. La possibilit\u00e0 che il delitto di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, possa porsi in relazione con riti e organizzazioni riconducibili al milieu occultistico-satanico si \u00e8 pi\u00f9 volte prospettata, in questi mesi, almeno in ambito giornalistico. Da questo punto di vista, la vicenda non fa eccezione rispetto ad altri omicidi (o serie di omicidi) di cui risulta arduo chiarire in modo definitivo dinamiche, motivazioni e responsabili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questi casi si evocano puntualmente le sette sataniche e consimili, inquietanti consessi, ma anche la massoneria deviata, i servizi segreti, parimenti deviati, etc. In attesa, quindi, di leggere sul giornale che anche il delitto di Garlasco potrebbe inscriversi in una intricata spy-story internazionale, cercheremo di esplorare l\u2019\u201copzione satanista\u201d, basandoci su quanto riportato dagli organi di stampa, nel tentativo di valutarne \u2013 certo in via del tutto teorica \u2013 l\u2019intrinseca consistenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>L\u2019ombra del satanismo<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando si affronta un argomento del genere, \u00e8 concreto il rischio di interpretare semplici vezzi comportamentali in uso tra i giovani come vere e proprie attitudini criminose inscritte in un contesto dottrinale di matrice satanica. Dunque, anche in questo caso, \u00e8 d\u2019obbligo procedere con ogni cautela, cercando di non scadere nel banale pettegolezzo, nelle mere asserzioni sensazionalistiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il giornalista Luigi Grimaldi, autore di vari servizi della trasmissione <em>Le iene<\/em> dedicati al delitto di Garlasco, ha recentemente rilasciato un\u2019intervista in tema al settimanale <em>Giallo<\/em>. Nell\u2019articolo che la riporta, apprendiamo un dettaglio relativo all\u2019attuale indagato per il delitto, Andrea Sempio, amico del fratello della vittima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dettaglio in questione potrebbe se non altro attestare, all\u2019epoca dei fatti, un interesse di Sempio per l\u2019iconografia occultistico-satanica. Il giovane seguiva allora pagine dedicate ai culti pagani e risultava iscritto a un \u201cclan predator\u201d coordinato da un \u201cmotivatore\u201d che spesso si faceva riprendere in video con la testa di Satana. Si dir\u00e0: ragazzate, comportamenti diffusi, che nulla hanno a che vedere con il delitto, semmai attestanti l\u2019operativit\u00e0 di note dinamiche di contagio sociale tra i giovani di un determinato contesto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Andiamo avanti. Uno degli amici di Sempio, Mattia Capra, postava su Internet simboli, occhi, immagini e simboli inquietanti. Elemento significativo? Ancora non ne siamo convinti: l\u2019interesse per il macabro, per il tenebroso e per l\u2019orrido non \u00e8 insolito, lo abbiamo detto, tra i giovani e porlo necessariamente in correlazione con effettive attitudini criminali suonerebbe invero inappropriato e pericoloso. Porterebbe a conclusioni grottesche come, ad esempio, che tutti gli spettatori entusiasti dei film di Dario Argento siano serial killer o cultori della stregoneria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma proseguiamo ancora. Un altro amico di Sempio, Michele Bertani, si \u00e8 tolto la vita, impiccandosi, nel marzo 2016. Nella richiamata intervista a <em>Giallo<\/em>, Luigi Grimaldi menziona alcuni elementi a suo dire significativi. Prima del suicidio, il giovane avrebbe palesato un intenso stress, sembra che si sentisse seguito, perseguitato. Nel gennaio 2016, due mesi prima di impiccarsi, il giovane ha condiviso su Facebook una sua fotografia scattata presso il Santuario della Madonna della Bozzola (dove si praticavano esorcismi e il cui Rettore era rimasto coinvolto, nel 2014, in uno scandalo sessuale): l\u2019immagine lo ritraeva accanto a una statua che, spiega Grimaldi, rappresenta \u201cun vortice che risucchia.\u201d Associato alla foto, il verso di una canzone dei Club Dogo: \u201cLa verit\u00e0 sta nelle cose che nessuno sa!!!\/La verit\u00e0 nessuno mai te la racconter\u00e0.\u201d Com\u2019era prevedibile, il post in questione sta costituendo sui media oggetto di ampia disamina, esperti e meno esperti dibattono sui suoi possibili significati reconditi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro dato, che forse potrebbe rivelarsi davvero significativo. Il giovane morto suicida aveva un tatuaggio sulla testa, la scritta \u201cNever answer the phone\u201d, \u201cMai rispondere al telefono\u201d. \u201cMi fa venire in mente\u201d, considera Grimaldi, \u201cche per esempio, nelle loro testimonianze, le Bestie di Satana [gruppo di assassini seriali satanisti, attivo in Lombardia tra il 1997 ed il 2004, che annoverava, tra i suoi approcci operativi, anche l\u2019induzione al suicidio, ndr] raccontavano del terrore di rispondere al telefono perch\u00e9 poteva essere sempre la telefonata che ti ordinava di uccidere qualcuno o di ucciderti.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E Sasha Pinna, amico di Bertani, a sua volta morto suicida nel 2014, \u201cprima di uccidersi riceve una telefonata da un numero rimasto misterioso su cui nessuno ha indagato.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 dunque plausibile ipotizzare un qualche genere di legame tra alcuni giovani di Garlasco e gruppi come le Bestie di Satana? \u00c8 uno scenario che probabilmente meriterebbe un accurato vaglio. Per il momento, riportiamo solo un dato di fatto, desumibile dal materiale istruttorio. L\u2019intercettazione n. 103, ambientale, raccoglie una conversazione tra i genitori di Andrea Sempio, avvenuta nel 2017 nell\u2019auto di famiglia. I due parlano della confidenza ricevuta da una loro parente, che avrebbe rivelato di aver visto l\u2019avvocato che assisteva una delle vittime delle Bestie di Satana recarsi in carcere a conferire con uno dei componenti del gruppo. L\u2019avvocato era uno dei legali attualmente impegnati nella difesa di Andrea Sempio. Certo, una correlazione indiretta, ma almeno utile per confermare, da parte del predetto legale, una profonda conoscenza della realt\u00e0 socio-antropologica che potrebbe aver fatto da sfondo al delitto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Gruppi e sette a Garlasco e dintorni<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In ogni caso, tra Garlasco e Vigevano, fin dalla seconda met\u00e0 dagli anni Ottanta, si sono registrati episodi che sembrano attestare la presenza di realt\u00e0 settarie. Una denuncia del 1988, presentata a Milano e afferente circostanze ascrivibili a tali contesti, non ha condotto ad alcun esito ed \u00e8 stata archiviata. Nello stesso anno, il commissario Giorgio Pedone, di stanza a Vigevano, ha avviato un\u2019indagine su un serie di furti nelle chiese e nei cimiteri della zona. Ha scoperto, tra l\u2019altro, alcuni luoghi in cui si tenevano messe nere, tra cui una chiesetta in localit\u00e0 Cascina Dojola. Dove lo stesso verr\u00e0 trovato senza vita (secondo alcuni, ucciso e non suicida), con un colpo di pistola alla testa, la notte tra il 13 e il 14 agosto 1991. \u201cSospetto fortemente che [Pedone] potesse aver scoperto interazioni tra questi gruppi settari e la mafia calabrese in Lomellina\u201d, ipotizza Grimaldi nell\u2019intervista a <em>Giallo<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fin dal 1988, a Pavia, era inoltre attivo il \u201cGruppo dei 100\u201d, dedito a sedute spiritiche tese a evocare un\u2019entit\u00e0 maligna denominata \u201cAngelo Nero\u201d. Il santone del consesso e molti adepti provenivano da Garlasco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ancora: dal 1990 al 2020, tra Milano, Novara e Pavia (e qui, segnatamente, a Vigevano e Mont\u00f9 Beccaria), operava un gruppo di ispirazione dionisiaca, i cui riti sembrerebbero potersi ricondurre, almeno in termini sostanziali, alla dottrina degli \u201cIlluminati di Thanateros\u201d, setta satanica internazionale nata nel 1988 che, nel 2008, il nostro Servizio di informazioni ha indicato come dedita all\u2019omicidio rituale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque, in localit\u00e0 contigue a quelle in cui l\u2019omicidio \u00e8 avvenuto sembra si registrasse la presenza di organizzazioni e prassi rituali fortemente connotati in termini occultistici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cI riti satanici e gli esorcismi a Garlasco si facevano, in paese si diceva, si sapeva\u201d, ha dichiarato a <em>Giallo<\/em> Riccardo Bresciani, giovane rapper che opera con lo pseudonimo di Veider Bre ed era amico di Michele Bertani e Sasha Pinna. \u201cIo sono proprio del quartiere delle Bozzole, sono cresciuto vicino al Santuario, correvo sempre nelle campagne l\u00ec intorno, conoscevo bene i luoghi in cui accadevano certe cose.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cUn giorno\u201d, sono ancora le parole di Bresciani, \u201cmentre correvo tra le campagne, mi sono imbattuto nella testa di una capra. Ho pensato subito che facesse parte dei riti e dei sacrifici notturni che si facevano l\u00ec. Io non ho mai partecipato, ma alcuni amici me ne hanno parlato, dicevano di aver visto persone incappucciate nel bosco di Vigevano, vicino al Santuario.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto questo, come ipotizza o \u201csogna\u201d qualcuno, pu\u00f2 davvero avere a che fare con la morte di Chiara Poggi? Qualcuno l\u2019ha uccisa perch\u00e9 aveva scoperto qualcosa di attinente a queste realt\u00e0? Non siamo ovviamente in grado di dare una risposta a questi interrogativi. Ci limitiamo, ancora una volta, a ribadire un dato di fatto, gi\u00e0 pi\u00f9 volte menzionato dall\u2019inizio della nuova indagine sul delitto: in una chiavetta usb appartenuta alla vittima \u00e8 stato rinvenuto materiale relativo a ricerche da lei effettuate, tra l\u2019altro, su casi di omicidio irrisolti, pedofilia, abusi sessuali su minori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Suicidi?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riconsideriamo in breve i suicidi cui abbiamo fatto cenno finora. Nel 2014, si \u00e8 tolto la vita Sasha Pinna; nel marzo 2016, Michele Bertani. Bertani era amico di Sempio ma anche di Pinna e di Enrico Ramaioli, altro giovane suicidatosi a Garlasco, nel gennaio 2011. Dunque, nel giro di pochi anni, in un ambito geografico assai circoscritto, si sarebbero suicidati almeno tre giovani che si conoscevano tra loro: circostanza, se ne converr\u00e0, gi\u00e0 di per s\u00e9 singolare. A ci\u00f2 si aggiungano altri due presunti suicidi, avvenuti nel medesimo contesto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giovanni Ferri ha ottantotto anni, \u00e8 un meccanico in pensione che vive a Garlasco con la moglie invalida. Conduce una vita caratterizzata da una precisa routine: ogni mattina esce di casa, si reca a prendere il caff\u00e8 al bar Jolly in Largo Primo Maggio e ad acquistare il giornale in un\u2019edicola vicino alla sua abitazione. Il 23 novembre 2010 viene rinvenuto senza vita in via Mulino, a meno di un chilometro da via Pascoli, teatro dell\u2019omicidio di Chiara Poggi. Il suo cadavere si trova incastrato in un\u2019intercapedine di circa cinquanta centimetri. Ha i polsi e la gola recisi. Suicidio, concludono gli investigatori. Non risulta del tutto chiaro perch\u00e9, per uccidersi, Ferri si sarebbe infilato in uno spazio tanto angusto. Senza contare che, in loco, non viene ritrovato alcun oggetto con cui avrebbe potuto infliggersi i tagli ai polsi e alla gola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fin dal ritrovamento del corpo senza vita dell\u2019uomo, la moglie dichiara di non condividere l\u2019ipotesi del suicidio. E, il giorno dell\u2019evento, non risulta che i conoscenti che Ferri incontrava quotidianamente abbiano percepito in lui segni di turbamento. Voci di popolo sostengono che l\u2019anziano pensionato fosse a conoscenza di particolari relativi all\u2019omicidio di Chiara, forse significativi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il medico di base di Giovanni Ferri e di sua moglie si chiama Corrado Cavallini, con studio a Garlasco, in via Matteotti, a pochi passi dal luogo del rinvenimento del corpo senza vita del pensionato. Vive a Vigevano e, dopo la morte di Ferri, continua ad assistere la vedova. \u00c8 anche il medico di base di Andrea Sempio e dei suoi genitori. Ha una moglie e un figlio, gode di una buona reputazione professionale. Il 24 marzo 2012 viene rinvenuto senza vita nella sua abitazione di Vigevano. Gli inquirenti stabiliscono che si tratti di suicidio tramite iniezione al braccio di una sostanza letale. Manca un biglietto d\u2019addio, non emerge una motivazione che plausibilmente possa aver dettato il gesto estremo. Tempo prima della morte, Cavallini ha confidato ad amici e colleghi di provare un senso di stanchezza \u201cnon comune\u201d, ma non risulta che soffrisse di patologie gravi o di depressione conclamata. N\u00e9 ha mai seguito terapie psichiatriche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche in questo caso, la tesi del suicidio non appare pienamente convincente. Forse, \u00e8 un\u2019ipotesi avanzata da alcuni giornali, la moglie di Ferri, in cura da Cavallini, gli ha riferito quanto suo marito potrebbe essere venuto a sapere a proposito dell\u2019omicidio di Chiara. Congetture, illazioni? Per lo meno, ipotesi non certo semplici da comprovare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Ignoto 3<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E veniamo agli sviluppi pi\u00f9 recenti dell\u2019indagine dal punto di vista forense. Secondo quanto riportato dal <em>Corriere della Sera<\/em> e da altri media, il Dna di \u201cIgnoto 3\u201d, presente su un tampone eseguito nel 2007 nel cavo orale di Chiara Poggi e finora mai analizzato, non sarebbe frutto di contaminazione, come pure qualcuno ha affermato. Le ultime analisi genetiche hanno individuato un profilo completo, con ventidue marcatori e una significativa quantit\u00e0 di materiale biologico. La traccia non \u00e8 risultata compatibile con alcuno degli operatori che hanno partecipato alle attivit\u00e0 di sopralluogo, al trasporto del corpo e all\u2019autopsia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta quindi di un elemento attestante la presenza, sulla scena del crimine, di un soggetto sconosciuto \u2013 comunque di sesso maschile \u2013 e la sua partecipazione all\u2019iter criminis? Alcuni consulenti della famiglia Poggi hanno comunque ipotizzato che il Dna possa provenire da strumenti non sterilizzati o da garze contaminanti impiegate durante l\u2019autopsia. Intervenendo a <em>Morning News<\/em>, la genetista Marina Baldi ha confermato che, in generale, \u201cuna garza non sterile pu\u00f2 contenere residui di Dna da altri cadaveri o da chi l\u2019ha manipolata prima.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo la Procura, la quantit\u00e0 rilevata e la coerenza dei marcatori renderebbero tuttavia poco plausibile che si tratti della conseguenza di un semplice errore tecnico. Per escludere del tutto quest\u2019ultima ipotesi, i Pm hanno richiesto nuovi tamponi su oltre trenta operatori e soggetti entrati in contatto con il corpo di Chiara Poggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Le dichiarazioni di Andrea Sempio<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel frattempo, nel corso della pi\u00f9 recente puntata di <em>Quarto grado<\/em>, Andrea Sempio ha rilasciato nuove dichiarazioni. In particolare, ha ripercorso l\u2019interrogatorio cui \u00e8 stato sottoposto nel 2008. In primis, ha fatto riferimento allo scontrino del parcheggio di Vigevano, che riporta la data del giorno del delitto e che costituirebbe il suo alibi. \u201cPer quanto riguarda lo scontrino quello non \u00e8 stato portato durante una pausa del verbale\u201d, ha riferito, contraddicendo una ricostruzione dei fatti circolata recentemente. Ed ha menzionato due interrogatori avvenuti presso i Carabinieri di Vigevano. Nel primo, gli investigatori non gli avrebbero posto domande specifiche sulla giornata dell\u2019omicidio. \u201cSono tornato indietro e quello \u00e8 stato il momento in cui era presente il Mattia\u201d, ha ricordato Sempio, riferendosi all\u2019amico Mattia Capra, sentito a sua volta dagli inquirenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il predetto scontrino, a detta dell\u2019attuale indagato, gli sarebbe stato richiesto nel corso del secondo interrogatorio. \u201cMi fanno ritornare a Vigevano e a quel punto mi fanno le domande sulla giornata e tocchiamo il tema dello scontrino.\u201d Lui avrebbe dunque dichiarato di essere ancora in possesso del documento e, dalla caserma, avrebbe chiamato la madre al telefono, per averne conferma. \u201cLei mi dice s\u00ec che era in tal cassetto.\u201d \u201cAbbiamo concluso tutto il verbale, dicendo che dopo aver finito sarei andato a prenderlo.\u201d Sempio sarebbe quindi tornato a casa, avrebbe recuperato lo scontrino e lo avrebbe consegnato i militari per la fotocopiatura e la verbalizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel corso dell\u2019intervista a <em>Quarto grado<\/em>, il giovane ha fatto anche riferimento a un ulteriore aspetto controverso: il fatto che, durante la sua permanenza presso la caserma dei Carabinieri, sarebbe stato colto da un malore che avrebbe reso necessario chiamare un\u2019ambulanza, intervento che per\u00f2 non risulta essere stato verbalizzato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cNon mi ricordo di preciso se \u00e8 stato quella volta o se era stata la volta precedente\u201d, ha affermato. \u201cIo mi ero presentato all\u2019interrogatorio che per\u00f2 era gi\u00e0 qualche giorno che avevo la febbre, quindi gi\u00e0 non stavo benissimo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019intervento dei sanitari non sarebbe stato comunque conseguenza di malore grave: \u201cNon \u00e8 che sono svenuto, loro hanno visto che ero un po\u2019 ovattato e che andavo un po\u2019 gi\u00f9, mi perdevo un po\u2019 e allora hanno deciso di chiamare l\u2019ambulanza.\u201d Ancora: \u201cNon \u00e8 che sono crollato l\u00ec per terra in mezzo alla caserma, anche perch\u00e9 se no se lo sarebbero ricordati, cio\u00e8 se fosse successo qualcosa di grave.\u201d Il che forse spiegherebbe appunto la mancata verbalizzazione della circostanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla medesima puntata di <em>Quarto grado<\/em> ha partecipato anche il colonnello Gennaro Cassese, ex comandante dei Carabinieri di Vigevano. \u201cIo vorrei rivedere il verbale perch\u00e9 non ricordo quello che ha raccontato il signor Sempio\u201d, ha detto, \u201cqualche volta abbiamo chiamato un\u2019ambulanza per un teste si \u00e8 sentito male, ma visto che anche lui non si ricorda in quale circostanza \u00e8 stata chiamata l\u2019ambulanza vorrei rivedere gli atti. Io sinceramente non lo ricordo. Ma basta vedere sulle richieste al 112 all\u2019epoca, anche se sono passati tanti anni se c\u2019\u00e8 stato un intervento dell\u2019ambulanza c\u2019\u00e8 traccia.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>L\u2019indagine e i salotti televisivi<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cDato il continuo attribuire alla Procura di Pavia valutazioni, ricostruzioni, attivit\u00e0 in corso e persino stati d\u2019animo, ritengo necessario chiarire quanto segue: i magistrati titolari delle indagini, che aggiornano costantemente il procuratore sull\u2019accuratezza delle verifiche condotte, si esprimeranno ufficialmente solo al termine delle attivit\u00e0, adottando le decisioni necessarie.\u201d \u00c8 quanto scrive, in una nota, il Procuratore di Pavia, Fabio Napoleone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cQualsiasi interpretazione proveniente da soggetti estranei all\u2019Ufficio, in assenza di comunicati ufficiali, genera solo confusione, dando vita a discussioni fittizie in cui consulenti, esperti e opinionisti commentano su ipotetiche scelte della Procura basate su congetture\u201d, aggiunge. E conclude: \u201cPerci\u00f2 ogni riferimento alla Procura di Pavia, anche quelli recentemente diffusi, deve considerarsi infondato, se non supportato da comunicazioni ufficiali.\u201d Il riferimento ai media che ininterrottamente trattano l\u2019argomento per evidenti ragioni di audience appare palese. Questa e altre vicende giudiziarie devono essere doverosamente analizzate e proposte al pubblico dagli operatori dell\u2019informazione. Ma riteniamo che sarebbe opportuno valersi allo scopo del rigore, dell\u2019accuratezza, della prudenza e della sistematicit\u00e0 propri del giornalismo di inchiesta, piuttosto che alimentare, sui giornali e in televisione, un continuo, martellante dibattito che, di fatto e salvo rare eccezioni, non fornisce nessun effettivo, utile apporto alla conoscenza del tema trattato ma offre solo l\u2019occasione a esperti, veri e presunti, di guadagnare un po\u2019 dell\u2019agognata esposizione mediatica.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-diogene-notizie wp-block-embed-diogene-notizie\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"vtSz9n3t5e\"><a href=\"https:\/\/diogenenotizie.com\/garlasco-ipotesi-satanista-e-ignoto-tre-indagine-e-fiction\/\">Garlasco: ipotesi satanista e ignoto tre. 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