{"id":1552,"date":"2025-06-27T13:33:38","date_gmt":"2025-06-27T13:33:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.crime-post.it\/?p=1552"},"modified":"2025-06-27T13:33:40","modified_gmt":"2025-06-27T13:33:40","slug":"delitto-di-garlasco-lindagine-prosegue-tra-nuovi-reperti-vecchie-intercettazioni-e-alibi-da-verificare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/2025\/06\/27\/delitto-di-garlasco-lindagine-prosegue-tra-nuovi-reperti-vecchie-intercettazioni-e-alibi-da-verificare\/","title":{"rendered":"Delitto di Garlasco: l\u2019indagine prosegue tra nuovi reperti, vecchie intercettazioni e alibi da verificare"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pavia. Qualcuno inizia a definirla una telenovela. La nuova indagine sul delitto di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, registra pressoch\u00e9 quotidianamente sviluppi in varie direzioni: dal punto di vista dell\u2019indagine scientifica; da quello degli scenari investigativi trascurati all\u2019epoca della prima inchiesta (che tornano invero a delinearsi con una certa insistenza); da quello delle valutazioni personologiche dell\u2019attuale indagato, Andrea Sempio, amico del fratello minore della vittima, di cui si cerca di comprendere il coinvolgimento o meno nella vicenda valutandone affermazioni, atteggiamenti, posture, adottando in tal modo un lombrosismo di ritorno che probabilmente avrebbe fatto inorridire lo stesso Cesare Lombroso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una telenovela, dicevamo, ci \u00e8 capitato di sentir definire il caso, che giornalmente irrompe nelle case degli italiani, attraverso i giornali, i social network, i confronti televisivi. Forse, pi\u00f9 che una telenovela, retaggio di epoche che appaiono ormai lontanissime e ancora a misura di essere umano, siamo approdati a una forma frenetica e insensata di reality show interattivo. Oltre che a martellanti notizie su sviluppi, veri o presunti, del caso e ad altrettanto martellanti commenti sullo stesso da parte di esperti, autentici o autocertificati, dobbiamo anche rassegnarci ai commenti sui commenti. In modo direttamente proporzionale alla loro estraneit\u00e0 ai fatti e alle sottese problematiche criminologiche, investigative e giuridiche, i lettori-spettatori-utenti si sentono in dovere e in diritto di esprimere sferzanti valutazioni su ogni aspetto della vicenda e su chi ne parla. Forti dell\u2019anonimato che ritengono garantito da Internet, com\u2019\u00e8 noto approdano spesso a pesantissime ingiurie e il loro operato non pu\u00f2 che richiamare alla mente le parole di Umberto Eco sui pericoli della rete: \u201cI social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettivit\u00e0. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. \u00c8 l\u2019invasione degli imbecilli.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 detto, sperando di non ricadere a nostra volta nelle summenzionate, e fin troppo folte, legioni, ci addentreremo ancora negli sviluppi della vicenda, tentando di discernere \u2013 laddove possibile \u2013 la sostanza da ci\u00f2 che Dante definiva \u201cil troppo e il vano\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Per un capello<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un capello lungo tre centimetri. \u00c8 stato rinvenuto, nel corso dell\u2019incidente probatorio del 19 giugno scorso, nella spazzatura sequestrata sulla scena del crimine all\u2019epoca delle indagini sull\u2019omicidio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ritrovamento \u00e8 avvenuto poco prima che un blackout oscurasse gli uffici della Questura di Milano in cui si stavano svolgendo le operazioni dell\u2019incidente probatorio. Il capello si trovava all\u2019interno del sacco azzurro della pattumiera di casa Poggi, insieme alle confezioni di yogurt \u201cFruttolo\u201d, al recipiente di \u201cEstath\u00e9\u201d e alle altre tracce della colazione consumata la mattina dell\u2019omicidio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inizialmente, si \u00e8 ritenuto che il reperto fosse un pelo del gatto della famiglia, in seguito gli esperti lo avrebbero identificato appunto come un capello umano. Nei prossimi giorni verr\u00e0 esaminato da Denise Albani e Domenico Marchigiani, i consulenti tecnici nominati dal Gip Daniela Garlaschelli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si auspica di poterne estrarre il Dna nucleare, che potrebbe consentire una identificazione univoca. In subordine, si tenter\u00e0 l\u2019estrazione del Dna mitocondriale, utile per individuare legami di parentela.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riemergono, con l\u2019incidente probatorio, altri reperti e tracce che all\u2019epoca del delitto non sono stati presi in considerazione dagli investigatori o il cui esame non \u00e8 stato sufficientemente approfondito. \u00c8 il caso di una chiavetta Usb che le foto di allora mostrano sopra il telecomando dell\u2019allarme della villa in cui si \u00e8 consumato il delitto: quando e perch\u00e9 \u00e8 stata spostata?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si pensi inoltre alla presunta impronta digitale individuata sul telefono della cucina, sporco di sangue: il Ris di Parma aveva proceduto a rilevarla con il cianoacrilato, ma non \u00e8 mai stata attribuita a qualcuno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E vi sono tracce archiviate nel 2007 come \u201cdi nessuna utilit\u00e0\u201d: impronte digitali e palmari rivenute su mobili e pareti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attendiamo ora di sapere se il nuovo reperto possa essere ricondotto alla dinamica del delitto e al soggetto che lo ha commesso, il che ovviamente non \u00e8 scontato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E, nel frattempo, diamo conto di quanto ha considerato in proposito Dario Redaelli, il consulente della famiglia Poggi: \u201cNel nostro caso, questo capello trovato sembrerebbe avere il nucleo, seppur invecchiato rispetto alla sua condizione originale. Per\u00f2 sembrerebbe esserci un bulbo. Questo \u00e8 quello che \u00e8 parso un po\u2019 a tutti guardando questo capello nell\u2019incidente probatorio: sembrerebbe che si possa lavorare su Dna nucleare. Ovviamente l\u2019attivit\u00e0 verr\u00e0 eseguita dai periti.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Circa la possibilit\u00e0 che il capello in questione possa essere appartenuto a Chiara Poggi, l\u2019esperto ha spiegato: \u201cIl capello \u2013 se di capello si tratta perch\u00e9 al momento parliamo di formazione epilifera \u2013 aveva una lunghezza di tre centimetri e non risultava spezzato. Per cui non dovrebbe essere attribuibile a Chiara.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il reperto si trovava nella porzione esterna del sacchetto dei cereali, rinvenuto nella saletta in cui vi era il televisore acceso e dove Chiara Poggi stava facendo colazione, prima di subire l\u2019aggressione omicida. \u201cQuindi la valenza investigativa di questa formazione epilifera ancora non la sappiamo: \u00e8 da valutare considerando il luogo di rinvenimento, in considerazione delle modalit\u00e0 con cui \u00e8 stato repertato\u201d, ha concluso Redaelli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>\u201cFatti gli affari tuoi\u201d<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c\u00c8 un quaquaraqu\u00e0, non \u00e8 un uomo&#8230; sicuramente l\u2019hanno minacciato&#8230; per via di quelle due ragazze l\u00ec, \u00e8 sicuro&#8230; poi magari gli hanno dato anche dei soldi per stare zitto.\u201d \u201cE ma chiss\u00e0 che minacce gli hanno fatto per\u00f2?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Estratti da un dialogo telefonico risalente al 17 luglio 2022, tra Alfredo Sportiello, responsabile dell\u2019A.S.M. di Vigevano, e l\u2019ex maresciallo dei Carabinieri Francesco Marchetto. La relativa registrazione \u00e8 stata diffusa dal quotidiano il <em>Tempo<\/em>. Il dialogo fa riferimento a Marco Muschitta, l\u2019operaio le cui attivit\u00e0 \u2013 all\u2019epoca del delitto \u2013 erano gestite e coordinate proprio da Sportiello.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Muschitta \u00e8 assurto agli onori della cronaca per aver rilasciato una dettagliata testimonianza su quanto avrebbe visto il giorno del delitto in via Pascoli, in prossimit\u00e0 dell\u2019abitazione dei Poggi in cui questo \u00e8 avvenuto, e per aver in seguito ritrattato le sue dichiarazioni, asserendo di essersi \u201cinventato tutto\u201d. Ma andiamo con ordine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>24 settembre 2007:<\/em> nell\u2019ambito delle indagini, viene disposto il fermo di Alberto Stasi, il fidanzato della vittima in seguito condannato in via definitiva per l\u2019omicidio. Il giorno successivo, Marco Muschitta confida al padre e ai suoceri quanto avrebbe visto a ridosso del luogo in cui il crimine \u00e8 stato commesso. Sembra poco propenso a recarsi dai Carabinieri. Viene infine convinto dal suo superiore, Alfredo Sportiello, che lo esorta anche a parlare con la dirigente amministrativa dell\u2019azienda, Maria Lucianer.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>27 settembre 2007:<\/em> Muschitta viene ascoltato dai Carabinieri. Per oltre quattro ore. Sembra che, nel corso della sua deposizione, faccia riferimento a \u201cuna bicicletta che ho visto uscire da una via laterale a sinistra rispetto al mio senso di marcia, mi ha colpito perch\u00e9 non c\u2019era nessun altro veicolo a quanto mi ricordo, perch\u00e9 non procedeva regolarmente ma andava leggermente a zig zag come se il conducente avesse qualcosa di ingombrante nella mano destra.\u201d \u201cA questo punto\u201d, prosegue la deposizione, \u201cho guardato con attenzione e ho visto che a bordo di questa bicicletta c\u2019era una ragazza con i capelli biondi a caschetto, con gli occhiali da sole a mascherina scuri come quelli che vanno di moda adesso. Questa ragazza aveva delle scarpe bianche con una stella blu.\u201d&nbsp; E, circa l\u2019oggetto che la ragazza teneva in mano, sembrava trattarsi di un accessorio \u201ctipo da camino grigio-canna di fucile, con in testa una pigna\u201d. Muschitta crede di riconoscere, nella giovane, Stefania Cappa, una delle due sorelle cugine di Chiara Poggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ancora: \u201cEntrato in via Pascoli ho visto una macchina in sosta sulla sinistra, macchina di cui non ricordo il modello, di colore scuro (vale a dire nera, o grigio scuro o blu). Se non sbaglio la macchina era in sosta in un piccolo spiazzo che c\u2019\u00e8 sulla sinistra proprio per parcheggiare le auto. L\u2019auto era parallela alla strada, mi sembra che il muso fosse rivolto verso via Pavia. L\u2019auto era una media, non piccola n\u00e9 grossa. Non ho visto persone.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A quanto risulta, il verbale della deposizione si interrompe per due volte, senza che ne venga specificato il motivo. E si conclude con la seguente, singolare dichiarazione del testimone: \u201cMi sono inventato tutto quello che vi ho raccontato perch\u00e9 sono uno stupido. Mi dispiace, non volevo farvi perdere tempo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Contemporaneamente, viene ascoltata anche la dirigente amministrativa dell\u2019A.S.M. di Vigevano, Maria Lucianer, dal comandante dei carabinieri Gennaro Cassese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Intercettazione acquisita all\u2019indomani dell\u2019interrogatorio, relativa a una conversazione telefonica tra Muschitta e suo padre:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Muschitta: \u201cCiao, pap\u00e0.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Padre: \u201cNel verbale, alla fine, cosa ci sar\u00e0 scritto?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Muschitta: \u201cChe ho detto tutte\u2026 Tutto quello che ho scritto prima era una cosa inventata. E che comunque mi scusavo con loro per averli intralciati nel loro lavoro. E sono stato uno stupido e scusate ancora, bona.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Padre: \u201cLoro hanno fatto questo per proteggerti, lo sai?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Muschitta: \u201cPu\u00f2 darsi\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Padre: \u201cL\u2019importante \u00e8 che tu sia andato a dire quello che sapevi e che loro siano informati della cosa. Poi il loro lavoro sar\u00e0\u2026 Loro dovranno decidere se quella cosa l\u00ec \u00e8 utile o non utile. Come ti ho detto all\u2019inizio, non siamo noi che dobbiamo giudicare, valutare\u2026 Noi non prendiamo parte alla vicenda, non ce ne frega niente, la nostra vita \u00e8 fatta da altre cose. Se non \u00e8 utile, la butteranno nel cestino. S\u00ec, s\u00ec, no, no, sono sicuro. Ma tu hai detto la verit\u00e0, ne sei certo?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Muschitta: \u201cIo ho detto quello che ho visto.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Padre: \u201cCerto.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Muschitta: \u201cQuindi poi l\u2019ho ripetuto, ho detto \u2018io vi racconto quello che ho visto.\u2019\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>9 ottobre 2007:<\/em> dichiarazioni a verbale di Alfredo Sportiello. Riferisce che, il 27 settembre, Muschitta gli avrebbe confidato che, la mattina del 13 agosto, aveva appunto visto quella ragazza in bicicletta e che la sera, vedendo Stasi sotto i riflettori, aveva esclamato: \u201cNon \u00e8 stato lui, io ho visto altro.\u201d E la sua convivente gli aveva detto: \u201cFatti gli affari tuoi, altrimenti ti preparo la valigia e ti caccio via.\u201d Sportinello consegna inoltre agli investigatori, che gli chiedono conto dei turni di lavoro di Muschitta, i fogli di servizio alle centrali, da cui risulta che l\u2019operaio, all\u2019ora e nel giorno indicato, si trovasse proprio nella via dove aveva raccontato di aver visto la ragazza bionda in bicicletta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In ogni caso, Muschitta finisce sotto processo per calunnia contro Stefania Cappa. Viene prosciolto. Per gli inquirenti, continua a essere considerato inattendibile. A fronte delle sue circostanziate dichiarazioni e della documentazione della A.S.M. comprovante la sua presenza in prossimit\u00e0 del luogo del delitto, l\u2019unica \u201cprova\u201d dell\u2019inattendibilit\u00e0 di Muschitta, considera il <em>Tempo<\/em>, \u00e8 appunto la ritrattazione. A cui Sportiello continua a non credere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E questo ci riporta alla registrazione del dialogo, risalente al 2022, tra lui e l\u2019ex comandante Marchetto, all\u2019epoca del delitto propenso a esplorare, in sede investigativa, altri scenari oltre a quello che voleva Stasi colpevole ed estromesso dalle indagini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella citata conversazione riproposta dal quotidiano romano, Marchetto e l\u2019ex capo di Muschitta commentano l\u2019inutile tentativo esperito dalla trasmissione <em>Le iene<\/em> di parlare con l\u2019operaio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marchetto: \u201cE non lo vuole dire&#8230; non vuol parlare.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sportiello: \u201c\u00c8 un quaquaraqu\u00e0, non \u00e8 un uomo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marchetto: \u201cE ma chiss\u00e0 che minacce gli han fatto per\u00f2?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sportiello: \u201cS\u00ec ma l\u00ec \u00e8 stato Cassese&#8230; la prima volta&#8230; Sicuramente l\u2019han minacciato&#8230; per via di quelle due ragazze l\u00ec, \u00e8 sicuro&#8230; poi magari gli han dato anche dei soldi per stare zitto&#8230;\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E, incalzato da Marchetto che cerca di comprendere se Muschitta si sia inventato o meno quanto ha asserito di aver visto, aggiunge: \u201cE lui no ma va, quello che ha visto ha visto eh&#8230; lui quella mattina l\u00ec alle 9-9.30 ha visto&#8230; lui non se l\u2019\u00e8 inventata, ma figurati. Ha visto questa ragazza in giro con la bicicletta da donna, l\u2019ha vista, lui non se l\u2019\u00e8 inventata eh. Come l\u2019ha raccontata a me, io davanti alla direttrice gliel\u2019ho raccontata a lei, la stessa identica cosa&#8230; perci\u00f2 non \u00e8 che uno pu\u00f2 inventarsi che Franco \u00e8 un finocchio, io non posso inventarmelo sapendo a cosa vado incontro&#8230; capisci?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec il <em>Tempo<\/em> e i giornali che hanno ripreso la notizia. Semplici pettegolezzi o elementi utili per l\u2019indagine?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 mancato un commento, su Muschitta e le sue dichiarazioni, del giudice Stefano Vitelli, che ha assolto Alberto Stasi in primo grado nel 2009. <em>Mowmag<\/em> riporta quanto detto dal magistrato nel corso della trasmissione <em>Far West<\/em>, in onda su Rai2: a suo parere, Muschitta sarebbe \u201cun testimone del tutto anomalo, prima dice delle cose, poi le ritratta.\u201d All\u2019epoca, la difesa di Stasi aveva rimarcato proprio quanto emerso dalla conversazione dell\u2019uomo con il padre, ma il magistrato aveva giudicato la testimonianza pi\u00f9 \u201cprobabilmente inattendibile\u201d. Lo stesso Vitelli ha per\u00f2 convenuto che \u2013 se ritenuta credibile \u2013 la deposizione di Muschitta avrebbe legittimato \u201cun altro tipo di storia\u201d, attestando ovviamente la presenza di un\u2019altra persona sul luogo del delitto in un orario compatibile con quello dell\u2019omicidio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>\u201cIl materiale istruttorio presentava diverse lacune\u201d<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel corso della medesima trasmissione, il giudice Vitelli ha espresso una valutazione anche su un altro aspetto delle indagini sul caso. Torniamo per un momento alla scena del crimine, segnatamente nel bagno in cui \u00e8 stato rinvenuto un dispenser di sapone recante l\u2019impronta di Alberto Stasi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cSul dispenser del sapone in bagno vi era una impronta di Stasi e questo \u00e8 indubbio\u201d, ha considerato il magistrato, \u201cma non vi era traccia di sangue n\u00e9 sul lavandino, n\u00e9 sul dispenser n\u00e9 sul sifone, non \u00e8 irragionevole pensare che quell\u2019impronta non era di Stasi assassino, ma di Stasi che si \u00e8 mangiato la pizza la sera prima e si \u00e8 lavato le mani.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cIl materiale istruttorio presentava diverse lacune che provai ad integrare ed approfondire,\u201d ha proseguito. Tra i punti centrali dell\u2019accusa, il presunto falso alibi fornito da Stasi per l\u2019ora del delitto: il giovane aveva detto di trovarsi a casa impegnato a lavorare, al computer, alla tesi di laurea. Secondo la Procura, nel pc non sarebbero risultate tracce del relativo file. \u201cMa il risultato della perizia risult\u00f2 che quello che Alberto Stasi aveva detto non era una bugia\u201d, ha tra l\u2019altro ribadito Vitelli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E, a proposito della sentenza della Cassazione, che ha annullato l\u2019assoluzione, condannando Stasi a sedici anni di carcere, Vitelli non ha espresso commenti: \u201cSulla Cassazione non rispondo. Posso semplicemente dire: rispettiamo il giudicato di Stasi come \u00e8 giusto che sia, ma rispettiamo anche questa indagine.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Ancora intercettazioni<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">12 febbraio 2008, conversazione telefonica \u2013 intercettata \u2013 tra Maria Rosa Poggi, madre delle gemelle Paola e Stefania Cappa, cugine di Chiara Poggi, e la sorella Carla. Anche questa volta, l\u2019ha diffusa il quotidiano il <em>Tempo<\/em>. Le due parlano del colloquio che la prima ha avuto con la Pm Rosa Muscio, titolare dell\u2019inchiesta sull\u2019omicidio. In particolare, si soffermano sull\u2019orario del delitto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Maria Rosa Poggi: \u201cCarla! Dodici ore sono stata l\u00e0&#8230; dalle 11,30 della mattina, siamo andate tutte e tre&#8230; [la madre e le figlie, ndr], ognuna quattro ore.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a>[\u2026]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Carla: \u201cMa tu non avevi tutti gli scontrini di tutto quello che avevi fatto?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Maria Rosa Poggi: \u201cMa s\u00ec, ma Carla cosa vuol dire?&#8230; Lei doveva essere sicura al cento per cento&#8230; mi ha chiesto come ero vestita la mattina, la sera, a che ora sono uscita la mattina&#8230; io non ho niente da nascondere&#8230;\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Carla: \u201cE le figlie? Anche loro per cosa?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Maria Rosa Poggi: \u201cEh, sempre per la storia della mattina, il tutore&#8230; [Paola lo indossava alla gamba perch\u00e9 reduce di un intervento successivo a una caduta dalla bicicletta, ndr] anche a me hanno chiesto del tutore, dove arrivava? E se poteva toglierselo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Carla: \u201cComunque non \u00e8 che hai fatto delle cose che ti debba rinviare a giudizio per qualcosa?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Maria Rosa Poggi: \u201cMa non credo proprio! Perch\u00e9 altrimenti lo avrebbe fatto subito dall\u2019inizio eh&#8230; mi ha detto: \u2018Chi \u00e8 questo numero di telefono? Chi \u00e8 quest\u2019altro?\u2019&#8230; Poi mi \u00e8 venuto in mente tutto&#8230; mi credi che mi sento la spada di Damocle sul collo&#8230; per questi qua&#8230; [la difesa di Stasi, ndr] ma poi sai anche a distanza di mesi io non mi ricordavo neanche pi\u00f9 che ero andata in posta per esempio&#8230; poi sono andata anche dal dottore! Gliel\u2019ho detto, ho le fotocopie delle ricette&#8230; e sono arrivata a casa che erano le undici e mezza passate.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Carla: \u201cMa a loro fa tanto comodo spostare l\u2019orario di quando \u00e8 morta Chiara! Perch\u00e9 se Chiara \u00e8 morta alle 9,30-10, ci siete dentro voi altri, ammesso! Che poi la Paola&#8230; la Stefania era al telefono e tu&#8230; a fare le commissioni. E invece se metti l\u2019orario pi\u00f9 tardi, lui \u00e8 dentro in pieno!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ora della morte di Chiara, diversamente collocata nel corso del procedimento, era stata \u201cfissata\u201d con precisione da Stefania Cappa in un dialogo con Alberto Stasi, filmato presso la caserma dei Carabinieri impegnati nell\u2019indagine sul caso, proprio a ridosso dell\u2019omicidio. Nel corso della conversazione, la gemella aveva prospettato la possibilit\u00e0 che Chiara fosse rimasta vittima di un tentativo di rapina. Stasi aveva considerato: \u201cSecondo me qualcuno \u00e8 entrato l\u00ec dentro e lei si \u00e8 spaventata.\u201d E lei: \u201cMa alle nove e mezza?!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La stessa Stefania Cappa, il 9 febbraio 2008, ha parlato al telefono, con una sua amica, dell\u2019indagine e della sua interazione con la Pm incaricata del caso: \u201cPer me \u00e8 uno schifo&#8230; ma va guarda Ceci sto proprio di merda&#8230; cio\u00e8 io comunque in questo mesi ho tentato un po\u2019 di rifarmi la mia vita diii&#8230; un po\u2019 di tutto. L\u2019altro giorno ancora mi sono venuti a prendere, mi hanno interrogata ancora&#8230; io sono stanca.\u201d Ha precisato che in quella circostanza, \u201cnon mi hanno interrogata i Carabinieri&#8230; mi ha interrogata la Rosa Muscio&#8230; il Pm, e quando sono entrata mi ha fatto la sua bella ramanzina&#8230; che se dichiaravo il falso, il falso sar\u00e0 usato contro di me al processo e tutte ste cose qua&#8230; prima di iniziare l\u2019interrogatorio. Quindi non era pi\u00f9 acquisizione sommaria di elementi, qualora un interrogatorio vero e proprio, di fronte ad un uditore giudiziario, la Muscio, e due testimoni.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intercettazione dell\u201911 febbraio 2008, sfogo di Stefania Cappa, al telefono con un amico: \u201cLei addirittura (la Pm Muscio, ndr)&#8230; a dover dire la verit\u00e0 perch\u00e9 se dichiara il falso sar\u00e0 usato contro di lei al processo, ma va a fanculo va! Le volevo dire ma mettiti un dito nel culo! Che ora che fai qui&#8230; che fai il processo io sono gi\u00e0 espatriata in America e non mi vedi neanche, deficiente!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019amico: \u201cMa tanto \u00e8 provato che tu non c\u2019entri un cazzo di niente.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stefania: \u201cNo, ma al di l\u00e0 di quello, magari mi faceva delle domande e io non mi ricordavo&#8230; e allora andavo un po\u2019 a logica, eh ma non vada a logica.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Un alibi traballante?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sembra poi che emergano dubbi su dove si trovasse il fratello di Chiara Poggi, Marco, al momento del delitto. Il settimanale <em>Giallo<\/em> ha raccolto la dichiarazione del gestore dell\u2019albergo di Falzes, in provincia di Bolzano, in cui, secondo quanto sostenuto dai Poggi fin dall\u2019inizio, tutta la famiglia, tranne Chiara, si trovava in vacanza all\u2019epoca del delitto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cMarco Poggi non era in albergo con i suoi genitori\u201d, ha affermato con sicurezza il gestore della struttura. \u201cRicordo bene quei giorni\u201d, ha spiegato, \u201ci coniugi Poggi occupavano una camera matrimoniale, ma il figlio Marco non era con loro. E nemmeno i Biasibetti [la famiglia, il cui figlio, Alessandro, oggi frate, era amico di Marco, ndr]. \u00c8 una cosa che non potrei dimenticare, perch\u00e9 conoscevo bene la famiglia.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A quanto riporta <em>Giallo<\/em>, nessun investigatore avrebbe mai ritenuto di interrogare l\u2019albergatore per verificare l\u2019effettiva presenza in loco del fratello della vittima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il gestore ha ricordato anche il momento in cui i genitori di Chiara sono stati informati del delitto e hanno precipitosamente lasciato l\u2019albergo per fare ritorno a Garlasco. Anche in quella circostanza, a suo dire, nessuna traccia di Marco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricostruzione dei fatti che i portavoce della famiglia Cappa hanno prontamente definito una \u201cfantasia\u201d, dettata da una \u201cvolont\u00e0 di vendere falsi scoop sulla pelle delle persone coinvolte.\u201d \u201cDispiace che la Procura di Pavia non abbia sinora sentito il bisogno di intervenire nemmeno di fronte alle innumerevoli falsit\u00e0 che leggiamo ogni giorno, su iniziativa di soggetti privi di qualsiasi scrupolo\u201d, si legge in una nota congiunta degli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, che rappresentato i genitori e il fratello della vittima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Il Dna di Chiara e Alberto<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Concludiamo l\u2019odierno excursus sul delitto di Garlasco come lo abbiamo iniziato: con un riferimento alle analisi condotte sui reperti esaminati in sede di incidente probatorio. Secondo quanto riferito dal <em>Corriere della Sera<\/em>, emergerebbero i primi risultati degli esami condotti sulla spazzatura di casa Poggi risalente al giorno del delitto. In particolare, il materiale biologico raccolto sul piattino di plastica, sul piccolo sacchetto azzurro dell\u2019immondizia e sulle linguette dei due barattoli di yogurt \u201cFruttolo\u201d, risulterebbe riconducibile a Chiara, come quello presente sul sacchetto con i cereali avanzati, su cui \u00e8 stato anche trovato il menzionato capello (o pelo) di tre centimetri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019unico profilo maschile individuato in sede di analisi apparterrebbe invece ad Alberto Stasi: suo il Dna raccolto sulla cannuccia di plastica del brick di \u201cEstath\u00e9\u201d. Del resto, il giovane aveva cenato a casa di Chiara la sera prima del delitto e ha sempre riferito di aver bevuto, nella circostanza, proprio l\u2019\u201cEstath\u00e9\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anticipando tali risultati, l\u2019avvocato Antonio De Rensis, difensore di Stasi, ha dichiarato tra l\u2019altro alla trasmissione <em>Zona Bianca<\/em>, in onda su Rete 4: con \u201ctutti i condizionali possibili e immaginabili, diciamo che relativamente alla spazzatura potrebbero esserci delle indicazioni che, lette nel modo giusto, sono interessanti.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cQuesto vuol dire\u201d, ha aggiunto, \u201cche tutti coloro i quali hanno fatto analisi parascientifiche, e che dicevano che sulla spazzatura non c\u2019era nulla, potrebbero aver detto cose inesatte e vuol dire anche che questo, come tutti gli altri accertamenti in corso come quelli sulle \u2018para-adesive\u2019 delle impronte, potrebbero aiutarci a riscrivere la storia di quella mattina.\u201d Ci associamo all\u2019auspicio che la vicenda venga esaminata, scandagliata e possibilmente chiarita non attraverso analisi \u201cparascientifiche\u201d e pseudo-investigative, ma da investigatori, criminalisti e criminologi esperti, capaci tra l\u2019altro di non lasciarsi distrarre dall\u2019incessante chiacchiericcio che accompagna immancabilmente ogni sviluppo dell\u2019inchiesta.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-diogene-notizie wp-block-embed-diogene-notizie\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"fcQRhRL2X7\"><a href=\"https:\/\/diogenenotizie.com\/garlasco-linchiesta-sullinchiesta-del-caso-poggi\/\">Garlasco, l&#8217;inchiesta sull&#8217;inchiesta del caso Poggi<\/a><\/blockquote><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"\u201cGarlasco, l\u2019inchiesta sull\u2019inchiesta del caso Poggi\u201d \u2014 Diogene Notizie\" src=\"https:\/\/diogenenotizie.com\/garlasco-linchiesta-sullinchiesta-del-caso-poggi\/embed\/#?secret=ETvYp604v6#?secret=fcQRhRL2X7\" data-secret=\"fcQRhRL2X7\" width=\"500\" height=\"282\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pavia. Qualcuno inizia a definirla una telenovela. 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