{"id":1527,"date":"2025-04-03T12:38:12","date_gmt":"2025-04-03T12:38:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.crime-post.it\/?p=1527"},"modified":"2025-04-03T12:38:14","modified_gmt":"2025-04-03T12:38:14","slug":"mostro-di-firenze-cala-il-sipario-sul-rosso-del-mugello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/2025\/04\/03\/mostro-di-firenze-cala-il-sipario-sul-rosso-del-mugello\/","title":{"rendered":"Mostro di Firenze, cala il sipario sul \u201cRosso del Mugello\u201d?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Firenze. Giorni significativi per quanto riguarda il nuovo corso delle indagini sui delitti del Mostro di Firenze, l\u2019omicida seriale che si aggirava per le compagne circostanti il capoluogo toscano tra la fine degli anni Sessanta e la met\u00e0 degli anni Ottanta, uccidendo giovani coppie appartate in auto e praticando cruente mutilazioni post mortem sui cadaveri delle vittime femminili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Una pista \u201csmentita dalle indagini gi\u00e0 svolte\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Recentemente, la parente di una delle vittime, assistita da un legale del Foro di Roma, aveva avanzato istanza di riapertura delle indagini, allegando gli esiti dell\u2019attivit\u00e0 investigativa privata svolta, in particolare con riferimento a un soggetto che, nel 1965, era stato implicato in un furto all\u2019armeria Guidotti di Borgo San Lorenzo, nel corso del quale era stata rubata anche una Beretta .22 (la medesima tipologia di arma in seguito utilizzata dall\u2019omicida) e, sempre negli anni Sessanta, era stato denunciato per delitti contro la \u201clibert\u00e0 sessuale\u201d. Durante la carriera criminale del Mostro, segnatamente a met\u00e0 degli anni Ottanta, lo stesso soggetto era stato sottoposto a perquisizione dai Carabinieri che, in un dossier dedicatogli, avevano valutato la possibilit\u00e0 che egli fosse coinvolto nei delitti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da allora, di costui \u2013 pi\u00f9 recentemente ribattezzato dai media \u201cRosso del Mugello\u201d, soprannome su cui sar\u00e0 necessario proporre alcune precisazioni \u2013 si erano perse le tracce, dal punto di vista investigativo. \u00c8 emerso in seguito che lo stesso sarebbe stato in buoni rapporti con un magistrato della Procura di Firenze, direttamente impegnato nelle indagini sui duplici omicidi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La richiesta di riaprire l\u2019indagine nei suoi confronti suggeriva vari accertamenti, tra cui alcuni specificamente tesi a verificare la compatibilit\u00e0 tra l\u2019impronta genetica del soggetto \u2013 deceduto da tempo \u2013 e quelle recuperate sulla scena del delitto del 1985 (vittime: Nadine Mauriot e Jean-Michel Kraveichvili) e su tre plichi che, dopo il predetto duplice omicidio, qualcuno (verosimilmente il Mostro) aveva inviato ai sostituti procuratori assegnati al caso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei giorni scorsi, l\u2019istanza \u00e8 stata rigettata dalla Procura di Firenze, nella cui ordinanza si legge che la pista suggerita risulterebbe \u201csmentita da indagini gi\u00e0 svolte\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Le molte facce del \u201cRosso del Mugello\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La denominazione \u201cRosso del Mugello\u201d sembra riferita, in realt\u00e0, a vari soggetti avvistati da pi\u00f9 di un testimone a ridosso dei delitti del 1984 e del 1985. Precisamente:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1) il 29 luglio 1984, il gestore di un bar-tavola calda, avrebbe visto un soggetto osservare con un atteggiamento ostile i due giovani che, poco dopo, sarebbero rimasti vittime del Mostro (Pia Rontini e Claudio Stefanacci). Il testimone lo aveva descritto come alto, robusto, stempiato, dai radi capelli biondo-rossicci. Un individuo simile sarebbe stato visto anche, prima e dopo il delitto, presso il bar in cui lavorava la vittima femminile;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2) il 6 settembre 1985, un giorno o due prima del duplice omicidio dei ragazzi francesi (la cui datazione \u00e8 tutt\u2019ora controversa), in prossimit\u00e0 della piazzola di campagna in cui il delitto avrebbe avuto luogo, si sarebbero verificati due avvistamenti (riferiti, rispettivamente, dai testimoni G.B. e G.U.). Il primo, verso le 17,30, avrebbe riguardato un soggetto di \u201caltezza circa 1,80, grasso e robusto, viso regolare, capelli biondi, occhi celesti.\u201d; il secondo, tra le 18,30 e le 19, un individuo \u201csui cinquant\u2019anni, 1,80 circa di altezza, capelli non lunghi, abbastanza folti sul castano, senza barba n\u00e9 baffi, senza occhiali, di corporatura robusta ma non obesa.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3) il 26 settembre 1985, una studentessa aveva chiesto un passaggio a un uomo descritto come un cinquantenne alto, robusto, molto stempiato e vestito in modo elegante. Questi aveva sgradevolmente colpito la giovane, oltre che per i modi pesantemente molesti, perch\u00e9 aveva fatto riferimento al recente delitto del misterioso omicida seriale, menzionando un dettaglio non ancora reso noto dalla stampa (l\u2019invio del lembo di seno della vittima femminile, in un plico, al magistrato Silvia Della Monica, presso la Procura della Repubblica).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo taluni, i soggetti descritti nelle circostanze sopra in breve riportate: a) sarebbero la medesima persona (appunto il Rosso del Mugello); b) quest\u2019ultima potrebbe identificarsi proprio nell\u2019uomo cui i Carabinieri avevano dedicato un dossier negli anni Ottanta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ipotesi, queste, che non appaiono del tutto esenti da criticit\u00e0. Per quanto riguarda l\u2019ipotesi \u201ca\u201d, con riferimento in particolare alla descrizione delle capigliature dei vari individui richiamati, rileviamo che:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1) il 29 luglio 1984, il soggetto richiamato risulta stempiato con capelli biondo-rossicci;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2) il 6 settembre 1985, nelle dichiarazioni di G.B., si parla di un uomo dai capelli biondi (il testimone dichiara, peraltro, di conoscere bene la persona vista, invero piuttosto nota nella zona e non solo, e dunque difficilmente confondibile con altri);<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3) il teste G.U. afferma invece di aver visto, lo stesso giorno, un individuo dai capelli castani e folti (dalla descrizione fornita verr\u00e0 tratto un photo-fit raffigurante un soggetto con tali caratteristiche);<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">4) nell\u2019avvistamento del 26 settembre 1985, il soggetto appare stempiato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le descrizioni potrebbero quindi non indicare sempre la medesima persona. Il che, ovviamente, non vale certo a escludere che uno dei soggetti avvistati fosse effettivamente l\u2019omicida. N\u00e9 che i delitti possano ascriversi al predetto uomo del dossier, sia o meno uno degli individui osservati dai testimoni nelle circostanze che precedono. Da qui, la necessit\u00e0 di approfondire questo scenario, tra gli altri meritevoli di esame.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Valutazioni non conclusive<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel recente provvedimento di rigetto, la Procura non manca di fare riferimento a questi dati, in particolare a quanto riferito dal teste interrogato nel luglio 1984 il quale, secondo le Pm Ornella Galeotti e Beatrice Giunti, avrebbe fornito descrizioni parzialmente differenti del soggetto avvistato: tre giorni dopo il delitto, aveva indicato agli investigatori un individuo dai \u201ccapelli corti, biondi sul rossiccio\u201d; in televisione avrebbe invece fatto successivamente riferimento a un uomo \u201cdai capelli rossiccio scuro\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">N\u00e9 risulterebbe consentito giungere a un riconoscimento utile e conclusivo relativamente al soggetto avvistato in prossimit\u00e0 del luogo in cui sarebbero state uccise le vittime del 1985, perch\u00e9 a causa della \u201cscarsa definizione e\/o visibilit\u00e0 di una delle due immagini a confronto, non \u00e8 possibile rilevare particolari anatomici facciali che permettono di giungere a un giudizio positivo di comparazione.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>La Beretta .22<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno dei punti focali dell\u2019indagine sul Mostro di Firenze \u00e8 notoriamente la Beretta .22 con cui l\u2019omicida ha commesso tutti i suoi delitti, dal 1968 al 1985. Come abbiamo accennato, durante il furto commesso all\u2019armeria Guidotti di Borgo San Lorenzo nel 1965, nel quale era implicato l\u2019uomo del dossier dei Carabinieri, \u00e8 stata appunto rubata un\u2019arma di questo tipo che \u2013 a quanto si \u00e8 letto finora su alcuni organi di stampa \u2013 fino almeno al 1985, risultava dispersa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In occasione del rigetto dell\u2019istanza di riapertura delle indagini, emerge invece che essa sarebbe stata sequestrata dalla Polfer di Rimini il 1\u00b0 dicembre 1970 a un soggetto diverso dal predetto uomo del dossier e rivenduta due anni dopo a un\u2019asta giudiziaria. Sarebbe di grande interesse poter acquisire ulteriori informazioni in proposito e visionare documenti attestanti tale vendita all\u2019asta. L\u2019acquirente dell\u2019arma, si apprende sempre in questi giorni, l&#8217;avrebbe detenuta ancora quando, nel 1990, la Procura ha effettuato accertamenti in merito, proprio in relazione ai delitti del Mostro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Due registrazioni<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Disattesa anche la richiesta della parente di una delle vittime di accedere alle registrazioni di due telefonate anonime, probabilmente riconducibili all\u2019assassino: una pervenuta ai Carabinieri la notte del delitto del 1984, l\u2019altra indirizzata al Pm Della Monica nel 1985. \u201cDovrebbe apparire evidente\u201d, si legge nell\u2019ordinanza considerata, \u201cche nessun reperto custodito dalla Procura della Repubblica\u201d pu\u00f2 essere \u201cconsegnato a parti private.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Rimane il mistero<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque, secondo le valutazioni della Procura, lo scenario del Rosso del Mugello risulterebbe privo di effettiva consistenza. Nel provvedimento di rigetto, i magistrati hanno altres\u00ec deplorato l\u2019intromissione nelle indagini di \u201cpletore di sedicenti consulenti senza titoli\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda il diritto dei privati di effettuare indagini, riconosciuto dall\u2019ordinamento, sembra indubbio l\u2019interesse dei familiari delle vittime del Mostro di Firenze a compiere atti che si auspicano necessari all\u2019accertamento dell\u2019effettiva identit\u00e0 dell\u2019omicida, attese le molteplici e ampie zone d\u2019ombra che tutt\u2019ora gravano sul caso, pure approdato a definizione in sede giudiziaria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo, in generale, \u00e8 possibile che gli ausiliari di cui, di volta in volta, un avvocato si avvale nelle sue investigazioni, possano rivelarsi inadeguati e privi dei titoli necessari. Ma, con riferimento al caso di specie, la difesa poteva contare su un consulente comunemente ritenuto uno dei massimi esperti della vicenda, al cui studio si dedica da numerosi anni e di cui ha curato approfondite ricostruzioni storiografico-documentali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Procura ha concluso di \u201crigettare in quanto infondate in fatto, come in diritto\u201d le istanze presentate, relative alla pista del Rosso del Mugello. Nondimeno rimane, a nostro avviso, ancora molto su cui investigare, permangono ancora prospettive e ipotesi da vagliare, e non possiamo che augurarci che ci\u00f2 accada \u2013 con rigore, prudenza e accuratezza, senza sposare facili e strumentali sensazionalismi \u2013 a livello giornalistico se non giudiziario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>I resti di Francesco Vinci<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 recente anche lo sviluppo di una ulteriore vicenda in qualche modo legata al Mostro di Firenze. A settembre 2024, \u00e8 stata disposta la riesumazione dei resti mortali di Francesco Vinci, uno dei sospettati dei delitti, nell\u2019ambito della cosiddetta pista sarda. Il soggetto, comunque risultato estraneo ai fatti, era stato rivenuto nell\u2019agosto 1993, incaprettato e carbonizzato nel bagagliaio di un\u2019auto nelle campagne del Chianni, nel pisano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La riesumazione \u00e8 stata richiesta dalla vedova dell\u2019uomo, Vitalia Melis, convinta che la morte del marito potesse essere stata una messa in scena. Su disposizione delle Pm Galeotti e Giunti si \u00e8 quindi proceduto al recupero dei resti e al loro esame presso l\u2019Istituto di Medicina legale di Firenze. Incaricati dalla Procura delle analisi, il medico legale Martina Focardi e il genetista Ugo Ricci. La Melis si \u00e8 invece avvalsa di Eugenio D\u2019Orio e di Aldo Allegrini, rispettivamente genetista e medico legale. Come riportato dai giornali nei giorni scorsi, le analisi effettuate hanno confermato la riconducibilit\u00e0 dei resti a Francesco Vinci.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Un dettaglio forse importante<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall\u2019imponente mole della documentazione giornalistica relativa al caso, riemerge un articolo a firma di Gennaro De Stefano, pubblicato sul settimanale <em>Visto<\/em> nel novembre 1994. Che, facendo riferimento al duplice omicidio del 22 ottobre 1981, nel quale hanno perso la vita Susanna Cambi e Stefano Baldi, menziona una circostanza che forse potrebbe rivelarsi utile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poco prima del delitto, la vittima femminile avrebbe confidato a un\u2019amica il proprio turbamento per essere costantemente seguita da uno sconosciuto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un uomo, cos\u00ec lo aveva descritto la Cambi, che guidava un\u2019Alfa Romeo rossa, alto e con i capelli rossicci.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-abruzzolive wp-block-embed-abruzzolive\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"W8dfXGjulq\"><a href=\"https:\/\/abruzzolive.it\/mostro-di-firenze-cala-il-sipario-sul-rosso-del-mugello\/\">Mostro di Firenze, cala il sipario sul \u201cRosso del Mugello\u201d?<\/a><\/blockquote><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"\u201cMostro di Firenze, cala il sipario sul \u201cRosso del Mugello\u201d?\u201d \u2014 AbruzzoLive\" src=\"https:\/\/abruzzolive.it\/mostro-di-firenze-cala-il-sipario-sul-rosso-del-mugello\/embed\/#?secret=G9FOaTh8Qs#?secret=W8dfXGjulq\" data-secret=\"W8dfXGjulq\" width=\"500\" height=\"282\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Firenze. 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