{"id":1438,"date":"2024-11-07T21:12:46","date_gmt":"2024-11-07T21:12:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.crime-post.it\/?p=1438"},"modified":"2024-11-08T07:29:34","modified_gmt":"2024-11-08T07:29:34","slug":"mostro-di-firenze-la-tenda-delle-vittime-dell85-allesame-degli-esperti-ancora-dubbi-sulla-dinamica-del-delitto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/2024\/11\/07\/mostro-di-firenze-la-tenda-delle-vittime-dell85-allesame-degli-esperti-ancora-dubbi-sulla-dinamica-del-delitto\/","title":{"rendered":"Mostro di Firenze, la tenda delle vittime dell\u201985 all\u2019esame degli esperti: ancora dubbi sulla dinamica del delitto"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Firenze. Si torna a parlare dell\u2019ultimo duplice omicidio commesso dal <strong>Mostro di Firenze<\/strong> nel settembre 1985. Le vittime, <strong>Nadine Mauriot<\/strong> e <strong>Jean Michel Kraveichvili<\/strong> sono state aggredite e uccise mentre trascorrevano la notte nella loro tenda da campeggio in localit\u00e0 Scopeti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il quotidiano la <em>Nazione<\/em> parla di una consulenza tecnica richiesta dagli avvocati <strong>Valter Biscotti<\/strong> e <strong>Antonio Mazzeo<\/strong>, legali del nipote del \u201ccompagno di merende\u201d <strong>Mario Vanni<\/strong>, che intenderebbe verificare, laddove possibile, se lo squarcio presente sulla tenda delle vittime sia stato realizzato con una lama, secondo quanto riferito da <strong>Giancarlo Lotti<\/strong>, \u201cpentito\u201d sulle cui dichiarazioni si \u00e8 sostanzialmente fondata la condanna \u2013 a Vanni e a Lotti, appunto \u2013 per quattro degli otto duplici omicidi riconducibili al Mostro (primo grado: 24 marzo 1998; appello: 31 maggio 1999; Cassazione: 26 settembre 2000). Il processo a <strong>Pietro Pacciani<\/strong>, nel frattempo, era approdato, dopo la condanna in primo grado (1\u00b0 novembre 1994), a una assoluzione in appello (13 febbraio 1996), annullata con rinvio dalla Cassazione (12 novembre 1996). Il giudizio di rinvio non si \u00e8 celebrato per la morte del contadino di Mercatale (22 febbraio 1998).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-xx-large-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>L\u2019esame della tenda<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda il delitto degli Scopeti, proprio Lotti aveva sostenuto di aver preso parte all\u2019aggressione e di aver visto Vanni tagliare la tenda dei ragazzi francesi con un coltello, dal basso verso l\u2019alto, per introdurvisi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019esame della tenda \u2013 gi\u00e0 analizzata nel 2015 dal genetista <strong>Ugo Ricci<\/strong>, alla ricerca di eventuali tracce di Dna \u2013 verr\u00e0 ora condotto da <strong>Primo Brachi<\/strong>, fondatore di un autorevole laboratorio di analisi tessili, che consegner\u00e0 le sue conclusioni tra qualche settimana. Un analogo esame sar\u00e0 eseguito, su incarico delle Pm <strong>Ornella Galeotti<\/strong> e <strong>Beatrice Giunti<\/strong>, anche dal <strong>BuzziLab <\/strong>di Prato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-xx-large-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>L&#8217;analisi entomologico-forense del 2015<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 di un esperto del caso, in questi anni, ha posto in evidenza le contraddizioni e le incongruenze delle dichiarazioni del \u201ccompagno di merende pentito\u201d, sia in tema di dinamica degli eventi, sia per quanto attiene alla loro collocazione temporale. Tra l\u2019altro, nel 2015, il reporter e documentarista <strong>Paolo Cochi<\/strong> ha interpellato alcuni entomologi forensi, mostrando loro le foto della scena del delitto del 1985. Basandosi sullo stato di avanzamento della putrefazione dei cadaveri e sui tempi di sviluppo degli insetti che li avevano colonizzati (la cosiddetta fauna cadaverica), gli esperti hanno prospettato la possibilit\u00e0 di collocare il delitto almeno una notte prima, se non due, rispetto alla data indicata proprio dal teste (domenica 8 settembre). Analisi ripetuta anche recentemente, con esiti analoghi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-xx-large-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Il duplice omicidio del 1982<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli avvocati <strong>Biscotti<\/strong> e <strong>Mazzeo<\/strong> \u2013 con la consulenza di <strong>Francesco Cappelletti<\/strong>, responsabile del blog <strong><em>Insufficienza di prove<\/em><\/strong>, dedicato alla vicenda del Mostro \u2013 stanno predisponendo una richiesta di <strong>revisione<\/strong> della condanna inflitta a Mario Vanni. E hanno chiesto alla Procura di poter accedere anche ad atti relativi al delitto avvenuto a Baccaiano il 19 giugno 1982 (vittime: <strong>Antonella Migliorini<\/strong> e <strong>Paolo Mainardi),<\/strong> mai confluiti nelle carte processuali. \u201cIn quell\u2019occasione il Mostro ha sbagliato e ha avuto paura\u201d, affermano i due legali. All\u2019epoca, la Pm <strong>Silvia Della Monica<\/strong>, aveva fatto trapelare la notizia \u2013 falsa \u2013 che, prima di morire, Mainardi aveva fornito ai soccorritori dettagli potenzialmente utili a identificare l\u2019omicida. Subito dopo era giunta una misteriosa telefonata all\u2019ospedale presso cui il giovane era stato condotto senza riprendere conoscenza e uno degli autisti dell\u2019ambulanza che lo avevano trasportato era stato in seguito destinatario di minacce telefoniche da parte di uno sconosciuto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-xx-large-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>La pista sarda era un depistaggio?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a><\/a>Poco dopo, riportano alcune fonti, un messaggio anonimo aveva invitato gli investigatori a recuperare il fascicolo relativo al processo per un delitto del 21 agosto 1968. Vittime: <strong>Barbara Locci<\/strong> e <strong>Antonio Lo Bianco<\/strong>, appartatisi in auto e uccisi con una Beretta .22 mai recuperata. Il processo si era concluso il 12 aprile 1973 con la condanna in via definitiva di <strong>Stefano Mele<\/strong>, il marito della donna uccisa. Delitto passionale, si riteneva, maturato nell\u2019ambito della <strong>comunit\u00e0 sarda<\/strong> che viveva nei dintorni di Firenze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel fascicolo del procedimento, recuperato nel 1982, erano stati rinvenuti dei bossoli che, esaminati, avevano evidenziato i medesimi segni presenti su quelli dei proiettili impiegati dal Mostro nei delitti commessi a partire dal 1974. La Beretta .22 da lui utilizzata era quindi la medesima che aveva sparato nel 1968. L\u2019omicida seriale era responsabile anche del delitto Locci-Lo Bianco o, dopo quest\u2019ultimo, l\u2019arma era \u201cpassata di mano\u201d, fino ad arrivare al Mostro? Da qui aveva preso avvio la cosiddetta <strong>\u201cpista sarda\u201d<\/strong>, volta a verificare l\u2019eventuale coinvolgimento nei duplici omicidi del serial killer, dei sardi che, all\u2019epoca, frequentavano Barbara Locci e suo marito. Indagine, quest\u2019ultima, conclusasi senza utili esiti nel 1989.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per l\u2019avvocato Biscotti, i fatti che hanno condotto alla pista sarda sarebbero \u201cun depistaggio di una raffinata intelligenza criminale\u201d. Chi scrive ha valutato, tra le altre, questa possibilit\u00e0 in un libro pubblicato nel 2020 e non pu\u00f2 che augurarsi che lo scenario venga finalmente percorso per verificarne la fondatezza.<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-xx-large-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>La revisione<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma, a proposito degli elementi su cui potrebbe basarsi la richiesta di revisione della condanna a Vanni, perplessit\u00e0 vengono manifestate dal citato <strong>Paolo Cochi<\/strong>, attualmente consulente del penalista romano <strong>Alessio Tranfa<\/strong>, che assiste un parente di una delle vittime del Mostro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cGli elementi sono gli stessi di cui ho gi\u00e0 parlato mesi e mesi or sono e che a mio avviso non sono sufficienti per ottenere un risultato positivo in sede di revisione\u201d, ha dichiarato Cochi in un\u2019intervista rilasciata al quotidiano on line <em>Ok Mugello<\/em>. \u201cSi tratta, a mio modo di vedere, di un quadro indiziario datato, debole e connotato da elementi (tra cui la fotografia inedita della tenda dei francesi su cui parrebbe si stiano svolgendo accertamenti) che furono passati ai legali proprio da me insieme all\u2019indicazione dei periti che si era resi disponibili per svolgere l\u2019accertamento sulla tenda delle vittime francesi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parlando della datazione del delitto dell&#8217;85, nella menzionata intervista l&#8217;esperto ha tra l&#8217;altro considerato: &#8220;Posso solo dire che ho fornito proprio io ai legali il materiale [\u2026] su cui stanno basando l\u2019accertamento entomologico che secondo i media hanno recentemente svolto a Scopeti (delitto del 1985, l\u2019ultimo, che sottolineo fu da me effettuato gi\u00e0 nel 2015) e la fotografia della tenda lacerata sul retro. Credo che i quotidiani avrebbero fatto meglio a verificare la novit\u00e0 della notizia.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Dal canto mio continuer\u00f2 senza sosta ad occuparmi di ricercare il colpevole con un altro legale nell\u2019interesse dei familiari che ancora oggi aspettano che la giustizia dia il nome e il cognome dell\u2019assassino che ha tolto loro una persona cara e che per diciassette anni ha insanguinato le campagne fiorentine uccidendo ferocemente, talvolta mutilandole, almeno altre diciassette giovani persone\u201d, ha concluso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-xx-large-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>L\u2019ombra del \u201cRosso del Mugello\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cochi, lo ricordiamo, sta da tempo percorrendo a sua volta una pista investigativa inedita, volta a verificare la possibile riconducibilit\u00e0 dei delitti a un soggetto con significativi precedenti penali, anche a carattere sessuale, che, a quanto riportato da alcuni giornali, sarebbe stato \u201ccontiguo\u201d agli ambienti della Procura fiorentina all\u2019epoca diretta da Pierluigi Vigna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su di lui, a met\u00e0 degli anni Ottanta, i Carabinieri hanno effettuato alcuni accertamenti e poi, inspiegabilmente, il soggetto sembra essere caduto nell\u2019oblio. Forse, costui era lo sconosciuto avvistato da pi\u00f9 di un testimone a ridosso degli ultimi due delitti: un uomo robusto, vestito in modo formale, con radi capelli rossicci, che i mostrologi chiamano il <strong>\u201cRosso del Mugello\u201d<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Raggiunto telefonicamente, l\u2019avvocato <strong>Tranfa<\/strong> ha fornito ulteriori dettagli su questo scenario: \u201cInsieme a Paolo Cochi abbiamo da subito iniziato a lavorare avviando accertamenti mirati che potrebbero contribuire a identificare l\u2019assassino. Purtroppo all\u2019epoca dei delitti questa pista, nonostante un rapporto dei Carabinieri di Borgo San Lorenzo del 1984 successivo al delitto di Vicchio (Rontini-Stefanacci) da cui emerge un quadro indiziario che non esito a definire inquietante, fu inspiegabilmente tralasciata dagli inquirenti al punto di non inserire nemmeno questo nome nell\u2019elenco dei sospettati della SAM [la Squadra Anti Mostro, ndr].\u201d \u201cMentre, come sappiamo, Pacciani, come anche altri circa duecento nomi, furono inseriti in questa lista in base a segnalazioni anonime o semplici suggestioni\u201d, ha proseguito il legale. \u201c\u00c8 troppo presto per dire che l\u2019assassino deve identificarsi in questo personaggio, ma certamente si pu\u00f2 dire con assoluta tranquillit\u00e0 che il materiale indiziario a suo carico imponeva e impone tutt\u2019oggi approfondimenti seri. Ho gi\u00e0 manifestato alla Procura di Firenze la nostra intenzione di collaborare lealmente e fattivamente per la ricerca della verit\u00e0 e ci aspettiamo altrettanto da parte degli inquirenti.\u201d<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn1\" href=\"#_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> L. Marrone, M. Marrazzo, <em>Il Mostro di Firenze. Scene del delitto e profili criminologici<\/em>, EdUP, Roma, 2020.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-abruzzolive wp-block-embed-abruzzolive\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"GGcFLptU4T\"><a href=\"https:\/\/abruzzolive.it\/mostro-di-firenze-la-tenda-delle-vittime-dell85-allesame-degli-esperti-ancora-dubbi-sulla-dinamica-del-delitto\/\">Mostro di Firenze, la tenda delle vittime dell\u201985 all\u2019esame degli esperti: ancora dubbi sulla dinamica del delitto<\/a><\/blockquote><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"\u201cMostro di Firenze, la tenda delle vittime dell\u201985 all\u2019esame degli esperti: ancora dubbi sulla dinamica del delitto\u201d \u2014 AbruzzoLive\" src=\"https:\/\/abruzzolive.it\/mostro-di-firenze-la-tenda-delle-vittime-dell85-allesame-degli-esperti-ancora-dubbi-sulla-dinamica-del-delitto\/embed\/#?secret=VArfN4ZjVP#?secret=GGcFLptU4T\" data-secret=\"GGcFLptU4T\" width=\"500\" height=\"282\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Firenze. 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