{"id":1415,"date":"2024-09-14T16:08:05","date_gmt":"2024-09-14T16:08:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.crime-post.it\/?p=1415"},"modified":"2024-09-14T16:08:07","modified_gmt":"2024-09-14T16:08:07","slug":"mostro-di-firenze-lindagine-continua-riemergono-i-dubbi-sullepoca-della-morte-dei-ragazzi-francesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/2024\/09\/14\/mostro-di-firenze-lindagine-continua-riemergono-i-dubbi-sullepoca-della-morte-dei-ragazzi-francesi\/","title":{"rendered":"Mostro di Firenze, l\u2019indagine continua: riemergono i dubbi sull\u2019epoca della morte dei ragazzi francesi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Firenze. Ancora dubbi sull\u2019ultimo duplice omicidio dell\u2019elusivo <strong>serial killer<\/strong> che, tra gli anni Settanta e Ottanta, nelle campagne toscane, uccideva giovani coppie appartate in intimit\u00e0 e praticava sulle vittime femminili atroci mutilazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le sue ultime vittime risalgono all\u2019inizio del settembre 1985. Sono due ragazzi francesi, <strong>Nadine Mauriot<\/strong> e <strong>Jean Michel Kraveichvili<\/strong>, accampati per la notte in localit\u00e0 <strong>Scopeti<\/strong>, in una tenda candese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si dibatte su quando il duplice omicidio sia stato effettivamente commesso perch\u00e9, dalla sua collocazione temporale, derivano conseguenze decisive ai fini dell\u2019attribuibilit\u00e0 dei delitti. Secondo la ricostruzione recepita nelle sentenze che hanno definito il caso e sposato la tesi della responsabilit\u00e0 dei cosiddetti compagni di merende (<strong>Pietro Pacciani<\/strong>, <strong>Mario Vanni<\/strong> e <strong>Giancarlo Lotti<\/strong>) i due turisti francesi sarebbero stati uccisi la notte di domenica <strong>8 settembre 1985<\/strong>. A sostegno di ci\u00f2, <strong>la testimonianza dello stesso Lotti<\/strong>, sedicente complice pentito, le cui dichiarazioni, <strong>in assenza di riscontri forensi<\/strong>, sono state appunto poste a fondamento delle condanne.<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 per\u00f2 opportuno considerare che, a quanto emerso da alcuni studi dedicati alla vicenda e ai suoi sviluppi processuali, tali dichiarazioni rivelano numerose incongruenze e contraddizioni e mal si conciliano con i dati oggettivi relativi ai delitti acquisiti nel corso delle indagini.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading has-xx-large-font-size\"><em>Un esperimento entomologico-forense<\/em><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insomma, per pi\u00f9 di uno studioso del caso, il teste Lotti, reo confesso di aver partecipato ad alcuni dei delitti del cosiddetto Mostro, non sembrerebbe meritevole di particolare fiducia. E un esperimento giudiziale effettuato in questi giorni presso la scena del crimine del 1985, parrebbe idoneo a <strong>invalidare le sue dichiarazioni in modo definitivo e irreversibile<\/strong>, aprendo la strada alla <strong>revisione<\/strong> della condanna all\u2019ergastolo di Mario Vanni, sollecitata da un nipote dell\u2019uomo, ormai deceduto. Si tratta di un esperimento condotto da due entomologi forensi di chiara fama, <strong>Fabiola Giusti<\/strong> e <strong>Stefano Vanin<\/strong> i cui esiti potrebbero consentire di collocare il duplice omicidio la sera di sabato 7 settembre o addirittura di venerd\u00ec 6.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei giorni scorsi, i due esperti hanno collocato nella radura di Scopeti una tenda canadese assai simile a quella utilizzata dalle vittime. Al suo interno hanno posto della carne che, con il passare del tempo, ha iniziato naturalmente a putrefarsi e ad essere \u201ccolonizzata\u201d dagli insetti, che vi hanno deposto le loro uova. I tempi di sviluppo della <strong>fauna cadaverica<\/strong> risulterebbero del tutto sovrapponibili a quelli che, a giudicare dalle foto dell\u2019autopsia, si erano registrati sui cadaveri delle vittime. Simili valutazioni, appunto i tempi di sviluppo degli insetti sui resti mortali, possono contribuire in modo decisivo, insieme a quelli di insorgenza dei fenomeni trasformativi del cadavere, alla diagnosi di epoca della morte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cI risultati sono incoraggianti nello smentire in maniera categorica le dichiarazioni del teste oculare\u201d, spiega <strong>Fabiola Giusti<\/strong> al quotidiano <em>La Nazione<\/em>. \u201cLa nostra disciplina ha ricreato, nello stesso luogo e nei medesimi giorni del mese, l\u2019ambiente in cui, nel primo pomeriggio di luned\u00ec 9 settembre, il cercatore di funghi Luca Santucci s\u2019imbatt\u00e9 per caso nei due cadaveri. Nadine era nella tenda, Jean Michel tra i rovi, coperto da alcuni rifiuti. Il corpo della donna aveva gi\u00e0 raggiunto una decomposizione tale che, a tanti, gi\u00e0 allora, faceva dubitare che quel delitto potesse essere avvenuto prima della domenica sera. Oggi, alle convinzioni di allora, arrivano a supporto le convinzioni della scienza.\u201d<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading has-xx-large-font-size\"><em>Un significativo precedente<\/em><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La possibilit\u00e0 di collocare il delitto degli Scopeti uno o due giorni prima rispetto alla data recepita nelle sentenze in realt\u00e0 si \u00e8 gi\u00e0 profilata anni fa. Precisamente ne d\u00e0 conto un reportage che il documentarista <strong>Paolo Cochi<\/strong> ha dedicato al Mostro nel 2016, nel quale due entomologi forensi (<strong>Simonetta Lambiase<\/strong> e <strong>Stefano Vanin<\/strong>) e tre medici legali (<strong>Giovanni Marello<\/strong>, <strong>Carlo Pietro Campobasso<\/strong> e <strong>Giuseppe Osculati<\/strong>) propongono contributi nei quali considerano la necessit\u00e0 di retrodatare il delitto in questione. Al loro parere, nel menzionato reportage, si aggiunge quello del commissario <strong>Sandro Federico<\/strong>, comandante della <strong>Squadra Anti Mostro<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading has-xx-large-font-size\"><em>Diciassette foto e una tenda da campeggio<\/em><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora, sulla scorta della nuova relazione tecnica affidata a Giusti e Vanin, gli avvocati&nbsp;<strong>Valter Biscotti<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Antonio Mazzeo<\/strong>&nbsp;si accingono a depositare la citata richiesta di revisione del processo conclusosi con la condanna di&nbsp;<strong>Mario Vanni<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre alla consulenza entomologico-forense, l\u2019istanza potrebbe essere corredata di ulteriori elementi idonei a confutare la testimonianza del compagno di merende \u201cpentito\u201d. Questi aveva parlato di un taglio sulla tenda dei francesi, asseritamente provocato da un coltello a ridosso dell\u2019aggressione. Gli avvocati hanno richiesto alla Procura di sottoporre la tenda all\u2019esame di esperti in tessuti, perch\u00e9 sospettano che si tratti invece di uno strappo, forse antecedente al duplice omicidio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei mesi scorsi avevano chiesto la restituzione, tra gli altri oggetti personali dei francesi, degli <strong>scatti fotografici<\/strong> da loro effettuati prima del delitto, nell\u2019eventualit\u00e0 in cui essi potessero mostrare la tenda e consentire di valutare le sue condizioni. Le foto non risultavano presenti tra i reperti presi in esame. Secondo quanto appurato da <strong>Vieri Adriani<\/strong>, altro avvocato attualmente impegnato nel tentativo di far riaprire il caso, all\u2019epoca del duplice omicidio, il rullino contenuto nella macchina fotografica Nikon di Nadine e Jean-Michel, era stato acquisito dai Carabinieri e consegnato a un fotografo di San Casciano che ne avrebbe sviluppato il contenuto ricavandone delle diapositive e consegnando il tutto agli investigatori.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a> Ergastolo a Vanni e ventisei anni di reclusione a Lotti, peraltro solo per gli ultimi quattro duplici omicidi del Mostro. Prima del delinearsi dello scenario dei compagni di merende, Pietro Pacciani era stato condannato nel 1994 come unico autore dei delitti. Assolto in appello nel 1996, \u00e8 deceduto due anni dopo, nelle more del giudizio di rinvio in seguito all\u2019annullamento in Cassazione (per una problematica procedurale) della sentenza di assoluzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Firenze. Ancora dubbi sull\u2019ultimo duplice omicidio dell\u2019elusivo serial killer che, tra gli anni Settanta e Ottanta, nelle campagne toscane, uccideva giovani coppie appartate in intimit\u00e0 e praticava sulle vittime femminili atroci mutilazioni. Le sue ultime vittime risalgono all\u2019inizio del settembre 1985. 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