{"id":1402,"date":"2024-08-26T21:29:45","date_gmt":"2024-08-26T21:29:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.crime-post.it\/?p=1402"},"modified":"2024-08-27T08:06:31","modified_gmt":"2024-08-27T08:06:31","slug":"la-donna-del-lago-antonietta-longo-la-decapitata-di-castel-gandolfo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/2024\/08\/26\/la-donna-del-lago-antonietta-longo-la-decapitata-di-castel-gandolfo\/","title":{"rendered":"La donna del lago. Il mistero di Antonietta Longo, la \u201cdecapitata di Castel Gandolfo\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Un corpo senza testa<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Domenica 10 luglio 1955. Lago di Castel Gandolfo, sui Colli Albani, nella zona dei Castelli Romani. \u00c8 domenica. Il meccanico Antonio Solazzi e il sagrestano Luigi Barboni noleggiano una barca per fare un giro sul lago. Partono dalla sponda meridionale. La traversata \u00e8 faticosa, i due decidono di approdare nella zona \u201cBelvedere\u201d, sul lato orientale, per risposarsi un poco prima di rientrare. Tra i cespugli giace il corpo di una donna. Nudo e privo della testa. Presi dal panico, i due si allontanano rapidamente dalla zona. Non denunciano subito il fatto, temono di rimanere coinvolti nell\u2019indagine. Solazzi chiede per\u00f2 consiglio sul da farsi a un amico carabiniere, che lo sollecita a rivolgersi alle autorit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cIl corpo della donna era come piegato tra due cespugli\u201d, riferisce Solazzi, \u201cle gambe erano tese un po\u2019 in alto. Il collo, da cui era stata mozzata la testa proprio alla radice, era rivolto verso il lago. La donna era nuda, un orologio le stringeva il polso tutto raggrumato di sangue.\u201d<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla scena del crimine giungono il Procuratore della Repubblica di Velletri, il Capo sella Sezione omicidi della Questura di Roma, il Comandante della stazione dei Carabinieri di Castel Gandolfo, il Commissario di Polizia di Marino. Iniziano le indagini, affidate al commissario Ugo Macera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L\u2019Unit\u00e0<\/em>, 13 luglio 1955: \u201cIl cadavere appartiene ad una giovane donna, dalla carnagione soda e abbronzata dal sole, di statura media, ben conformata. Le unghie delle mani e quelle dei piedi sono estremamente curate e dipinte con una lacca rosata. Nonostante lo stato miserando nel quale la salma \u00e8 stata rinvenuta, non \u00e8 stato difficile stabilire che la vittima era una donna di aspetto curato, dalle membra snelle ed eleganti e di un\u2019et\u00e0 tra i 19 e i 26 anni.\u201d<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[2]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019esito dell\u2019esame dei luoghi, si ipotizza che la decapitazione sia avvenuta nel punto del ritrovamento, perch\u00e9 il terreno sottostante il cadavere risulta impregnato di sangue fino a una profondit\u00e0 di dodici centimetri. Il corpo \u00e8 parzialmente coperto con i fogli di una copia del quotidiano <em>Il Messaggero<\/em> di marted\u00ec 5 luglio 1955. A poca distanza, rinvenuti un portachiavi e un orecchino con pendaglio che sembrerebbero appartenenti alla vittima.<a id=\"_ftnref3\" href=\"#_ftn3\">[3]<\/a><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"337\" src=\"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Screenshot-2024-08-26-230701-1024x337.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1405\" srcset=\"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Screenshot-2024-08-26-230701-1024x337.jpg 1024w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Screenshot-2024-08-26-230701-300x99.jpg 300w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Screenshot-2024-08-26-230701-768x253.jpg 768w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Screenshot-2024-08-26-230701-1536x506.jpg 1536w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Screenshot-2024-08-26-230701.jpg 1560w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Accertamenti<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Concluso l\u2019esame autoptico, il medico legale stabilisce che, prima di essere decapitata, la donna \u00e8 stata ripetutamente accoltellata all\u2019addome e alla schiena. La testa sembra essere stata asportata con una tecnica nota solo a un medico o a un esperto di anatomia.<a href=\"#_ftn4\" id=\"_ftnref4\">[4]<\/a> Accertato, inoltre, un aborto recente.<a href=\"#_ftn5\" id=\"_ftnref5\">[5]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi i dati relativi alla donna uccisa diffusi dalla Questura, a integrazione e rettifica di quanto in precedenza emerso: \u201c1) l\u2019et\u00e0 della morta pu\u00f2 presumersi dai 28 ai 35 anni circa; 2) corporatura media, con altezza non superiore a m 1,60 e gambe dritte; 3) pelle bruna con formazioni pilifere di colore scuro, quasi nero, e peli diffusi sulle gambe; 4) unghie dei piedi e delle mani sufficientemente curate; 5) sul corpo \u00e8 stata sicuramente rilevata una cicatrice nel quadrante inferiore destro dell\u2019addome riferibile a un intervento chirurgico per appendicite; 6) la vittima risulta inoltre aver subito un\u2019operazione agli organi genitali interni, con asportazione del corpo dell\u2019utero e dell\u2019ovaia di sinistra.\u201d<a href=\"#_ftn6\" id=\"_ftnref6\">[6]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ovariectomia sembrerebbe invero essere stata effettuata in un momento assai prossimo alla morte. Tanto da legittimare l\u2019ipotesi che l\u2019asportazione e la decapitazione siano opera del medesimo soggetto provvisto di pratica chirurgica. All\u2019esito di una seconda autopsia, l\u2019asportazione viene invece descritta come \u201cgrossolana, un lavoro da macellaio\u201d. Le ovaie risulterebbero letteralmente strappate e si profila lo scenario di un aborto casalingo conclusosi tragicamente.<a href=\"#_ftn7\" id=\"_ftnref7\">[7]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuna traccia della testa recisa. I sommozzatori effettuano senza successo ripetute esplorazioni del fondale del lago.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La rilevanza del caso varca i confini nazionali. Agenti di Scotland Yard impegnati a indagare su alcune turiste inglesi presumibilmente scomparse in Italia, giungono ad Albano per acquisire elementi sulla vicenda.<a id=\"_ftnref8\" href=\"#_ftn8\">[8]<\/a><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"748\" src=\"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Antonietta-Longo-26082024-04-1024x748.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1406\" srcset=\"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Antonietta-Longo-26082024-04-1024x748.jpg 1024w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Antonietta-Longo-26082024-04-300x219.jpg 300w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Antonietta-Longo-26082024-04-768x561.jpg 768w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Antonietta-Longo-26082024-04.jpg 1500w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><sup>La polizia ricerca la testa dalle vittima nel lago di Castel Gandolfo<\/sup><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Identificazione<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Utile ai fini dell\u2019identificazione si rivela l\u2019orologio che la vittima portava al polso. Marca \u201cZeus\u201d, un modello particolare e prezioso, con quindici rubini incastonati, prodotto solo in centocinquanta esemplari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al momento dell\u2019esame del cadavere, \u00e8 fermo alle 3,36. Secondo alcuni, potrebbe essere l\u2019ora del delitto, che si suppone commesso tra il 5 e il 6 luglio. Ma \u00e8 ovviamente possibile che le lancette \u201cnon segnino l\u2019ora della morte della giovane donna, ma semplicemente il momento in cui la carica si \u00e8 esaurita.\u201d<a href=\"#_ftn9\" id=\"_ftnref9\">[9]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019oggetto risulta essere stato acquistato a Camerino, nelle Marche. Tra le denunce recenti di persone scomparse, la Polizia ne individua una relativa a una giovane donna che ha abitato proprio a Camerino, prima di trasferirsi a Roma per lavoro.<a href=\"#_ftn10\" id=\"_ftnref10\">[10]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si chiama Antonietta Longo, nata il 25 luglio 1925 a Mascalucia, in provincia di Catania. \u00c8 la pi\u00f9 giovane di quattro fratelli. Il padre, di professione barbiere, \u00e8 morto all\u2019improvviso lasciando la famiglia nell\u2019indigenza. A quattro anni, Antonietta \u00e8 stata affidata a un collegio di suore. Raggiunta la maggiore et\u00e0, ha rifiutato di prendere i voti e, abbandonato il collegio, si \u00e8 stabilita a Camerino, presso la sorella Grazia (il cui figlio le ha fatto dono dell\u2019orologio \u201cZeus\u201d).<a href=\"#_ftn11\" id=\"_ftnref11\">[11]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1949 ha trovato un\u2019occupazione come domestica e dama di compagnia presso la famiglia di Cesare Gasparri, un funzionario del Ministero dell\u2019Agricoltura, che abita a Roma, in via Poggio Catino, nel quartiere africano. L\u2019identificazione viene confermata proprio grazie all\u2019analisi delle impronte digitali della donna, acquisite in casa Gasparri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Antonietta<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019indagine si concentra quindi sulla ricostruzione dei movimenti e delle frequentazioni di Antonietta Longo. Si accerta che, anni prima, \u00e8 stata fidanzata con un impiegato del Ministero dell\u2019Agricoltura e che, tra gli uomini con cui ha in seguito stretto rapporti, ve ne sarebbero alcuni poco raccomandabili. Grazia, la sorella, riferisce di averla incontrata circa un mese prima del delitto e di essere rimasta colpita dalla sua eleganza. Emerge che, in precedenza, Antonietta ha ritirato, dall\u2019ufficio postale di piazza San Silvestro, tutti i suoi risparmi, ammontanti a 231.120 lire, una somma discretamente ragguardevole per allora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 4 aprile 1955, la giovane ha affidato al deposito bagagli della stazione Termini una valigia piena di indumenti. Il 24 giugno, ha acquistato un\u2019altra valigia, biancheria, vestiti (tra cui, un abito blu comprato per 6.900 lire da Maes, in piazza Sant\u2019Emerenziana), oggetti vari. 26 giugno: ha chiesto le ferie ai Gasparri. 30 giugno: ha ritirato una missiva al fermo posta. Primo luglio, ore 20,30: \u00e8 partita per le ferie, recando con s\u00e9 \u2013 a quanto appurato \u2013 un biglietto del treno per la Sicilia. Ma si accerta che ha trascorso alcune notti in una pensione. 4 luglio: ha lasciato al deposito bagagli anche la valigia acquistata il 24 giugno.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"579\" src=\"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Antonietta-Longo-26082024-01--1024x579.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1407\" srcset=\"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Antonietta-Longo-26082024-01--1024x579.jpg 1024w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Antonietta-Longo-26082024-01--300x170.jpg 300w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Antonietta-Longo-26082024-01--768x434.jpg 768w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Antonietta-Longo-26082024-01-.jpg 1500w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><sup>Antonietta Longo<\/sup><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Il giorno del delitto<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">5 luglio, presumibilmente il giorno dell\u2019omicidio: Antonietta avrebbe inviato da Roma una lettera alla famiglia, annunciando il suo imminente matrimonio, ma non disponiamo del documento, viene menzionato da una fonte che ne avrebbe preso visione. Parlando del futuro marito, avrebbe scritto: \u201cFra poche ore sar\u00f2 sua e sapr\u00f2 darvi un bel nipotino.\u201d<a href=\"#_ftn12\" id=\"_ftnref12\">[12]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo un\u2019altra fonte, il testo sarebbe il seguente: \u201cTra due ore mi sposer\u00f2 con l\u2019uomo che profondamente amo e dal quale sono sicura di essere ricambiata. Quando lo conoscerete sono sicura che piacer\u00e0 anche a voi. Spero presto di potervi dare la gioia di un nipotino e vogliate perdonarmi se di tutto questo non vi ho parlato prima. Ai Gasparri non dite nulla, dite magari soltanto che mi sono trovata un altro servizio.\u201d<a href=\"#_ftn13\" id=\"_ftnref13\">[13]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo stesso giorno, la donna, in compagnia di un uomo, avrebbe preso a nolo una barca presso il lago di Castel Gandolfo, ritrovata l\u2019indomani in un canneto, con un solo remo. \u00c8 quanto riferisce Primo Petriconi, proprietario di una trattoria locale, nonch\u00e9 dello stabilimento <em>Paradiso<\/em>, che ha appunto noleggiato la barca alla coppia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si accertano ulteriori fatti, verosimilmente collocabili tra il primo e il 5 luglio. La cassiera di un bar testimonia che Antonietta le avrebbe chiesto di chiamare per lei al telefono un certo Antonio. Il numero iniziava con \u201c7\u201d, il che collocherebbe l\u2019utenza in zona Appia o Tuscolana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La giovane si sarebbe poi recata da un sarto per ordinare un vestito e, nella circostanza, sarebbe stata in compagnia di un uomo. Le valigie al deposito bagagli risultano contenere, tra l\u2019altro, un corredo matrimoniale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuna traccia dei risparmi di Antonietta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Rivelazioni o menzogne?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le amiche descrivono la giovane come una persona perbene, che di recente ha lamentato problemi economici. Il periodico <em>Realt\u00e0 illustrata<\/em>, pubblica un\u2019intervista alla diciannovenne Lina Federico, amica siciliana di Antonietta a sua volta stabilitasi a Roma come domestica. Costei dichiara che la vittima le avrebbe confidato di aspettare un figlio dal suo datore di lavoro e che questi sarebbe stato intenzionato ad affidarla a un suo amico medico per farla abortire.<a href=\"#_ftn14\" id=\"_ftnref14\">[14]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiamato direttamente in causa, Cesare Gasparri si difende querelando l\u2019autrice delle dichiarazioni. L\u2019uomo chiede di incontrare il commissario Macera, responsabile dell\u2019indagine. I due si vedono alle 8,30 del 26 settembre in un bar di via Nazionale, poco distante dalla Questura centrale. \u201cIn una saletta privata del locale, il Gasparri e il Macera hanno parlato per oltre tre quarti d\u2019ora\u201d, riporta il trafiletto di un quotidiano che non siamo riusciti a identificare. \u201cNulla si sa di ci\u00f2 che \u00e8 stato detto; ma si ritiene, per la durata della conversazione e per le strane circostanze in cui \u00e8 avvenuta, che molti elementi importanti e fino ad ora sconosciuti, sono scaturiti da questo \u2018incontro segreto\u2019.\u201d<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"705\" height=\"587\" src=\"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Antonietta-Longo-02.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1408\" srcset=\"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Antonietta-Longo-02.jpeg 705w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Antonietta-Longo-02-300x250.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 705px) 100vw, 705px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Un altro caso insoluto<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli investigatori, nel frattempo, rintracciano e interrogano un uomo di nome Antonio, forse il fidanzato della vittima. Secondo alcuni giornali si tratterebbe di un fruttivendolo traferitosi a Salerno il 4 luglio, dopo aver venduto il suo negozio a Roma. In ogni caso, non si acquisiscono elementi utili a fini di indagine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019inchiesta, nonostante l\u2019impegno con cui viene condotta, non approda a nulla. Anche quello di Antonietta Longo sembra destinato ad accrescere la gi\u00e0 fin troppo folta schiera dei casi irrisolti del nostro Paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due anni dopo l\u2019omicidio, un compaesano della giovane vittima, detenuto presso il carcere di Regina Coeli, accusa suo cognato, Giuseppe Bucceri, di essere il responsabile dell\u2019omicidio. \u201c\u00c8 un uomo abituato a truffare le donne promettendo di sposarle\u201d, rivela. \u201cUna volta, a una donna che aveva minacciato di denunciarlo, aveva detto che se lo avesse fatto le avrebbe tagliato la testa.\u201d<a href=\"#_ftn15\" id=\"_ftnref15\">[15]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli investigatori percorrono la pista brevemente, senza approdare a nulla di concreto e ritengono di poter concludere che le rivelazioni di Bucceri altro non siano che i vaneggiamenti di un mitomane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Tracce di sangue<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1971, a sedici anni dai fatti, due lettere anonime pervengono al Procuratore generale della Corte d\u2019Appello di Roma e all\u2019ex datore di lavoro di Antonietta, Cesare Gasparri. Sostengono che la Longo sarebbe morta per un\u2019emorragia verificatasi nel corso di un aborto clandestino, cui era stata costretta a sottoporsi per volere del suo fidanzato, Antonio. Questi sarebbe stato un pilota delle linee aeree civili a capo di una banda di contrabbandieri, gi\u00e0 sposato. Secondo lo scritto anonimo, le molteplici ferite inflitte al ventre della donna avrebbero costituito un tentativo di cancellare appunto le tracce dell\u2019asportazione delle ovaie subita durante l\u2019aborto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il decesso della donna sarebbe avvenuto nello scantinato di uno stabile sito in via Livorno n. 41 dove, in effetti, all\u2019epoca della morte di Antonietta, il custode aveva rinvenuto tracce di sangue. Per evitare l\u2019identificazione del cadavere, si sarebbe quindi provveduto a decapitarlo e a sciogliere la testa nell\u2019acido, oltre che ad abbandonare il tronco presso il lago di Castel Gandolfo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche questa pista viene percorsa dagli investigatori, si ritraccia e si interroga un certo Antonio. Ma, a quanto sembra, senza che emergano dati ritenuti conclusivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1987 un pescatore rinviene nel lago di Castel Gandolfo un teschio umano. Si valuta ovviamente la possibilit\u00e0 che sia quello di Antonietta ma gli accertamenti rivelano che appartiene a un uomo, coinvolto in chiss\u00e0 quale vicenda di cui non si \u00e8 mai saputo nulla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Un\u2019ipotesi recente<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2022, il bisnipote di Antonietta Longo (figlio di quel parente che aveva donato l\u2019orologio alla giovane) d\u00e0 alle stampe un corposo volume nel quale propone una documentata ricostruzione della vicenda, fornendone anche una possibile, inedita interpretazione.<a href=\"#_ftn16\" id=\"_ftnref16\">[16]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intervistato in tema, con riferimento in particolare all\u2019orologio trovato al polso della vittima, considera: \u201cCi sono ipotesi che avallano l\u2019errore umano dell\u2019assassino, peraltro con ricostruzioni abbastanza semplicistiche e superficiali, secondo me. Tu assassino, commetti con orribile ferocia, un delitto del genere, squarci il cadavere asportandone l\u2019intero apparato riproduttivo, lo denudi completamente, fai scomparire la testa e, guarda caso, dimentichi di togliere l\u2019orologino dal polso, unico elemento che pu\u00f2 portare all\u2019identificazione del cadavere. [\u2026] Secondo me, non ci fu un errore, ma consapevolezza dell\u2019azione.\u201d<a href=\"#_ftn17\" id=\"_ftnref17\">[17]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A cosa avrebbe teso detta consapevole azione, secondo tale prospettiva? \u201cEra forse tutto un piano preordinato coordinato da una mente sopraffina desiderosa di nascondere uno scandalo che avrebbe potuto travolgere tutto e tutti e che dettava i tempi dell\u2019inchiesta?\u201d<a href=\"#_ftn18\" id=\"_ftnref18\">[18]<\/a>, si chiede l\u2019Autore del volume. \u201cL\u2019impianto narrativo del libro si basa sull\u2019ipotesi che la scena del delitto non fosse altro che una gigantesca messinscena ricostruita ad arte, funzionale a depistare le indagini e giustificare l\u2019assenza di Antonietta. Secondo le ipotesi da me avanzate, Antonietta non fu deliberatamente uccisa, ma mor\u00ec per altre cause e successivamente il suo cadavere fu trasportato sulle rive del lago Albano per avallare la tesi del delitto passionale. Mi pare per\u00f2 evidente che il vilipendio e l\u2019occultamento di cadavere siano reati molto gravi, unitamente al fatto che si tent\u00f2, con successo, di sviare le indagini nel riuscito tentativo di non far emergere la verit\u00e0 e proteggere qualcuno. Penso inoltre che fu imposto dall\u2019alto, un profilo basso agli inquirenti, al fine di arrivare a un\u2019archiviazione rapida e senza ulteriori conseguenze.\u201d<a href=\"#_ftn19\" id=\"_ftnref19\">[19]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque, si sarebbe trattato di un sottile e perverso disegno atto a nascondere una morte conseguente ad \u201caltre cause\u201d e dettato dall\u2019asserita esigenza di scongiurare uno scandalo dalle proporzioni devastanti. Viene quindi spontaneo chiedersi: 1) quali sarebbero state le effettive cause del decesso della Longo; 2) chi avrebbe potuto contare su supporti e collusioni tali da imbastire una simile messa in scena.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda il primo quesito, nel presente contributo la causa del decesso si \u00e8 gi\u00e0 delineata in termini di possibilit\u00e0: un aborto clandestino dall\u2019esito fatale. \u00c8 lo stesso partente della Longo a farvi esplicito riferimento in un\u2019altra intervista rilasciata a ridosso della pubblicazione del suo libro.<a href=\"#_ftn20\" id=\"_ftnref20\">[20]<\/a> Quanto al soggetto per proteggere il quale la macabra messa in scena sarebbe stata orchestrata (e attuata senza sbavature, errori, contingenze sfavorevoli, ripensamenti e pentimenti), l\u2019Autore dello studio non manca di evocare, in termini ovviamente di mera congettura, la sua possibile identit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riepilogando, dunque, quanto riteniamo di aver compreso dell\u2019assunto qui considerato: un uomo che sembra vantare molti utili contatti, mette incinta una giovane domestica. La induce ad abortire clandestinamente e, durante la procedura, la giovane muore. Al fine di non essere coinvolto in uno scandalo, l\u2019uomo attiva i suoi contatti per mettere in scena un omicidio: chi si assume l\u2019onere di attuare tale piano, tenta grossolanamente di rimuovere le tracce del recente aborto e decapita la vittima. Le lascia per\u00f2 al polso l\u2019orologio per consentirne l\u2019identificazione, nella speranza che gli investigatori \u2013 che il suddetto uomo dai molti contatti riesce peraltro immancabilmente e infallibilmente a manovrare \u2013 siano tratti in errore e ritengano che la morte della giovane possa classificarsi come omicidio passionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A nostro sommesso avviso, una simile ipotesi \u2013 di certo legittima e, come le altre, meritevole di essere accuratamente percorsa \u2013 appare caratterizzata da alcune criticit\u00e0. In questa sede ci limiteremo a osservare che, al fine di scongiurare il paventato scandalo conseguente all\u2019aborto clandestino conclusosi tragicamente, sarebbe risultato sufficiente e pi\u00f9 agevole disfarsi del corpo della vittima (e, di certo, gli ipotizzati contatti influenti del soggetto coinvolto lo avrebbero consentito). Di Antonietta Longo si sarebbero cos\u00ec perse definitivamente le tracce e una eventuale denuncia di scomparsa presentata dai familiari avrebbe dato vita a una indagine del tutto inconcludente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo scenario che vede l\u2019orologio lasciato sulla vittima proprio per consentirne il riconoscimento e prospettare il delitto passionale \u00e8 ingegnosamente concepito in termini teorici e non sfigurerebbe nella trama di un maestro del cosiddetto giallo classico ma, nella realt\u00e0 \u2013 che pure appare assai prodiga di stranezze e inattesi sviluppi \u2013 sembra pi\u00f9 difficile da accettare come plausibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E, a proposito dell\u2019orologio da polso, come abbiamo potuto constatare, in un\u2019intervista del 2 agosto 2022, parlando del suo rinvenimento sul corpo della vittima, l\u2019Autore afferma: \u201cSecondo me, non ci fu un errore, ma consapevolezza dell\u2019azione.\u201d Appena due anni prima, in un\u2019intervista pubblicata il 16 febbraio 2020 sul <em>Corriere della Sera<\/em>, lo stesso si dice al contrario persuaso che \u201cL\u2019assassino si dimentic\u00f2 di toglierlo, oppure pens\u00f2 fosse un oggetto comune. Invece non lo era.\u201d<a href=\"#_ftn21\" id=\"_ftnref21\">[21]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su un aspetto ci sembra invece di concordare con l\u2019Autore del libro, laddove prospetta la possibilit\u00e0 che l\u2019omicidio e la decapitazione non siano avvenuti nel luogo del rinvenimento del cadavere. Una simile eventualit\u00e0 verr\u00e0 recuperata a breve, sia pure inscritta in una differente cornice teorica.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"578\" src=\"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Antonietta-Longo-26082024-03-1024x578.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1410\" srcset=\"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Antonietta-Longo-26082024-03-1024x578.jpg 1024w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Antonietta-Longo-26082024-03-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Antonietta-Longo-26082024-03-768x434.jpg 768w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Antonietta-Longo-26082024-03.jpg 1500w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><sup>Antonietta Longo (a sinistra) con le sorelle<\/sup><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Un delitto a connotazione maniacale?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le ipotesi emerse in sede di indagine, anche quella dell\u2019omicidio compiuto da un soggetto affetto da peculiari problematiche psichiche. Certo, il dato della decapitazione della vittima non ha mancato di suscitare raccapriccio, legittimando scenari correlati ad assassini animati da moventi atipici e non inquadrabili entro categorie razionali. Dunque, la decapitazione e la mutilazione come atti intimamente gratificanti e non rispondenti a precise strategie depistanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se adottiamo, come ipotesi di scuola, il presupposto di un delitto caratterizzato da simili tratti distintivi, non possiamo non valutare l\u2019eventualit\u00e0 che un fatto del genere possa inscriversi in una prospettiva seriale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come \u00e8 stato posto in evidenza dalla letteratura specialistica, l\u2019omicida che pone ripetutamente in essere le proprie aggressioni con quello che \u00e8 stato definito intervallo di raffreddamento emotivo tra un delitto e l\u2019altro (cooling-off period)<a href=\"#_ftn22\" id=\"_ftnref22\">[22]<\/a>, opera nella maggioranza dei casi perch\u00e9 trae dalle proprie azioni una intima, profonda gratificazione. Da qui, dunque, la tendenza alla reiterazione, riproponendo tendenzialmente a oltranza un approccio operativo, un rituale che viene via via approntando e finalizzato, nelle sue modalit\u00e0 esplicative, a garantirgli appunto il massimo appagamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La casistica criminologica registrata in Italia a partire dalla seconda met\u00e0 degli anni Cinquanta del Novecento ci porta a escludere che, all\u2019epoca, nel nostro Paese abbia operato un serial killer la cui \u201csignature\u201d consistesse nella decapitazione della vittima e nell\u2019asportazione dell\u2019apparato riproduttivo di quest\u2019ultima. Percorrere la prospettata ipotesi del soggetto animato da approccio manicale richiederebbe dunque la formulazione di almeno due scenari alternativi:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1) il soggetto, in eventuali, successivi delitti, potrebbe aver adottato una \u201cfirma\u201d dai tratti meno estremi e caratterizzanti, tale da non essere facilmente riconducibile al delitto originario;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2) il soggetto, per varie possibili ragioni, non ha compiuto successivi delitti e, dunque, non ha riproposto la propria, peculiare firma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla luce della letteratura criminologica, lo scenario sub 1) potrebbe non risultare del tutto convincente. Gli studiosi ci dicono che, in un delitto a connotazione maniacale, la \u201cpersonation\u201d \u2013 i comportamenti che eccedono gli atti strettamente necessari al compimento del delitto e che consistono una proiezione sulla vittima e sulla scena del crimine delle fantasie problematiche del soggetto agente \u2013 tendono a ripetersi da un delitto all\u2019altro (\u201csignature\u201d, appunto) con le medesime caratteristiche, senza registrare sostanziali cambiamenti.<a href=\"#_ftn23\" id=\"_ftnref23\">[23]<\/a> Certo, in termini contingenti, tra un episodio e l\u2019altro, potr\u00e0 registrarsi una personation non del tutto sovrapponibile e, eventualmente, una sorta di \u201cevoluzione\u201d, comunque nell\u2019abito della medesima modalit\u00e0. Sembrerebbe essere, ad es., il caso di Jack lo Squartatore (le cui modalit\u00e0 di attacco presentano alcuni tratti non dissimili rispetto a quelle dello sconosciuto autore del delitto di cui ci stiamo occupando): dopo aver sgozzato le vittime, le eviscerava rimuovendone gli organi riproduttivi e l\u2019intestino. Nel caso dell\u2019ultima vittima (Mary Jane Kelly, 9 novembre 1888), forse perch\u00e9 ha operato nella di lei abitazione e non per la strada come in precedenza, l\u2019omicida ha letteralmente dissezionato il suo corpo.<a href=\"#_ftn24\" id=\"_ftnref24\">[24]<\/a> In ogni caso, se, nel colpire, l\u2019omicida seriale sperimenta soddisfazione, appare improbabile che, nelle aggressioni successive, riesca a trattenere i propri impulsi in modo da adottare una personation meno appagante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo scenario considerato sub 2) potrebbe risultare maggiormente credibile, visto quanto posto in premessa: il soggetto, dopo un primo delitto dalle gratificanti connotazioni maniacali, potrebbe aver smesso di uccidere. E ci\u00f2 potrebbe ad esempio conseguire a un decesso o a un ricovero presso una struttura psichiatrica: con minor probabilit\u00e0, da una decisione spontaneamente assunta, stante la gi\u00e0 rimarcata, tendenziale attitudine di tale tipologia di assassini a ripetere a oltranza le proprie aggressioni. Una ipotesi del genere \u00e8 stata da taluni avanzata con riferimento a un\u2019altra drammatica vicenda, l\u2019omicidio di Elizabeth Short, la \u201cDalia Nera\u201d, rinvenuta senza vita il 15 gennaio 1947 a Los Angeles.<a href=\"#_ftn25\" id=\"_ftnref25\">[25]<\/a> Il suo corpo era nudo, squarciato in due parti all\u2019altezza della vita, con vistosi segni di tortura. Il sangue era stato completamente drenato dai resti mortali. Aveva i capelli tinti di rosso e il volto risultava mutilato da un profondo taglio da un orecchio all\u2019altro. Anche in questo caso, tutt\u2019ora irrisolto, si sono nutriti sospetti nei confronti di medici, si sono evocati scenari connessi ad aborti clandestini ed \u00e8 stata presa in considerazione la possibilit\u00e0 che l\u2019omicidio potesse attribuirsi a un serial killer o, comunque, a un omicida a connotazione maniacale, per qualche ragione non in grado di reiterare aggressioni cos\u00ec peculiarmente connotate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In effetti, mutatis mutandis, tra il caso di Elizabeth Short e quello di Antonietta Longo potrebbero rilevarsi alcuni punti di contatto e analogie, per certe modalit\u00e0 esecutive e per le circostanze del rinvenimento. A proposito della scena del crimine, \u00e8 radicato il convincimento che il ritrovamento di Elizabeth sia avvenuto in un luogo diverso rispetto a quello in cui la vittima \u00e8 stata uccisa e torturata. Nel caso di Antonietta Longo, come abbiamo visto, si \u00e8 ipotizzato che l\u2019aggressione omicida, la decapitazione e la rimozione degli organi riproduttivi siano stati posti in essere nello stesso luogo in cui si sarebbe poi verificato il rinvenimento. A sostegno di ci\u00f2, si \u00e8 detto allora, il fatto che, in prossimit\u00e0 del tronco senza testa del cadavere, il terreno \u00e8 apparso abbondantemente intriso di sangue. Il che ha posto, ovviamente, il problema di dove fosse stata collocata la testa. L\u2019omicida l\u2019ha portata con s\u00e9? E in che modo, senza essere visto? L\u2019ha gettata nel lago?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma, in tema di ipotesi, sarebbe tanto improbabile supporre che anche la Longo sia stata uccisa e decapitata altrove? Una possibilit\u00e0 del genere meriterebbe, a nostro avviso, di essere percorsa, insieme alle altre. Il dato del terreno intriso di sangue ben potrebbe comunque spiegarsi, riteniamo, con il prolungato contatto di quest\u2019ultimo con l\u2019estesa ferita della decapitazione, anche nell\u2019eventualit\u00e0 che quest\u2019ultima sia stata posta in essere altrove.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ulteriore elemento di rilevanza criminologica \u00e8 costituito dal rinvenimento del quotidiano collocato a coprire parte dei resti mortali. Dettaglio che richiama alla mente un altro caso criminale italiano che, pur ascrivibile ad altra tipologia di soggetto agente, presentava un aspetto del tutto identico. I delitti del cosiddetto Mostro di Roma, serial killer pedofilo che ha colpito nella Capitale tra il 1924 e il 1927 rapendo, violentando e, in alcuni casi, strangolando bambine tra il due ed i sei anni, e non di rado ricoprendole appunto con le pagine di un quotidiano.<a href=\"#_ftn26\" id=\"_ftnref26\">[26]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Applicando le categorie del criminal profiling, in entrambi i casi si prospetta la possibilit\u00e0 (ovviamente da sottoporre alle necessarie verifiche) che un simile gesto possa ricondursi alla categoria del cosiddetto undoing. In determinati casi, dopo il delitto, l\u2019offender pu\u00f2 sentire l\u2019esigenza di annullare, sul piano emotivo, l\u2019azione appena commessa, ponendovi simbolicamente rimedio. Il che potrebbe avvenire, ad esempio, componendo il corpo, coprendolo, rimuovendo le tracce delle ferite, etc.: si tratterebbe di una particolare tipologia di personation.<a href=\"#_ftn27\" id=\"_ftnref27\">[27]<\/a> Tale gesto post mortem potrebbe attestare la sussistenza di uno stretto legame emotivo tra aggressore e vittima o anche, forse, la sola consapevolezza della gravit\u00e0 del gesto compiuto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Una singolare assonanza<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La possibilit\u00e0 che Antonietta Longo sia rimasta vittima di un serial killer, ancorch\u00e9 solo potenziale, \u00e8 ovviamente qui prospettata in termini di mera ipotesi di scuola, comunque non priva, ci sembra, di qualche plausibilit\u00e0 criminologica. Se, nell\u2019Italia del secondo dopoguerra, non si sono verificati omicidi seriali accomunati dal dato della decapitazione, negli Stati Uniti degli anni Trenta tale fenomeno si \u00e8 registrato, segnatamente nello stato dell\u2019Ohio evidenziando, in alcuni casi, alcune assonanze con il delitto Longo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019assassino conosciuto come Macellaio di Cleveland, o Macellaio pazzo di Kingsbury Run, ha commesso almeno dodici o tredici omicidi tra il 1934 e il 1938.<a href=\"#_ftn28\" id=\"_ftnref28\">[28]<\/a> Secondo alcune indagini, gli si potrebbero invero attribuire oltre quaranta vittime, tra gli anni Venti e gli anni Cinquanta, nella zona ricompresa tra Cleveland, Pittsburgh e Youngstown (Ohio).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha ucciso donne e uomini, sempre appartenenti alle classi sociali meno elevate, facili prede nella Cleveland degli anni della Grande Depressione. Si trattava sovente di vagabondi o di lavoratori a basso reddito, che vivevano in baraccopoli presso le paludi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019omicida decapitava le vittime, in alcuni casi smembrandole e, talvolta, tagliandone anche il torso in due. Si riteneva che palesasse pratica chirurgica. Molti degli uomini uccisi sono stati evirati. Alcuni dei corpi presentavano tracce di trattamenti chimici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Problematico dare un nome alle vittime. La seconda, la terza e l\u2019ottava sono state identificate come Edward Andrassy (rinvenuto il 23 settembre 1935), Florence Genevieve Polillo (ritrovata il 26 gennaio 1936) e Rose Wallace (i cui resti mortali sono stati rinvenuti il 6 giugno 1937, ma permangono dubbi sulla sua effettiva identit\u00e0).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le vittime non pacificamente attribuite al Macellaio di Cleveland, la donna ritrovata \u2013 senza testa \u2013 il 5 settembre 1935 in riva al lago Erie, presso Euclid Beach Park e soprannominata la \u201cSignora del lago\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altra vittima non rientrante ufficialmente tra quelle del soggetto, Robert Robertson. Rinvenuto decapitato in un negozio al numero 2138 di Davenport Avenue, a Cleveland, il 22 luglio 1950, cinque anni prima del delitto di Antonietta Longo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi, il Macellaio \u2013 che taluni ritengono anche responsabile dell\u2019omicidio di Elizabeth Short \u2013 sembra non aver pi\u00f9 colpito nelle sue zone preferenziali. \u00c8 morto, \u00e8 stato arrestato per altri motivi, \u00e8 stato definitivamente internato in una struttura psichiatrica o, per qualche ragione, si \u00e8 traferito altrove? Certo, la possibilit\u00e0 che possa essere l\u2019autore del delitto di Castel Gandolfo appare quantomai romanzesca e richiederebbe, per essere accettata come plausibile dal punto di vita criminologico, un\u2019audace costruzione interpretativa e argomentativa. Resta il dato della singolare assonanza di alcune modalit\u00e0 operative adottate nei delitti del Macellaio di Cleveland con le caratteristiche dell\u2019omicidio di Antonietta Longo. E, secondo l\u2019ipotesi fin qui percorsa, della verosimile sovrapponibilit\u00e0 del profilo dell\u2019autore di quest\u2019ultimo con certi tratti personologici del serial killer statunitense.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a> N. Scalzo, \u201cIl mistero della decapitata. Antonietta, un delitto senza castigo\u201d, <em>la Repubblica<\/em>, 12 ottobre 2013, https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/2013\/10\/12\/il-mistero-della-decapitata-antonietta-un-delitto.html (consultato il 14 agosto 2024).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\">[2]<\/a> \u201cIl corpo nudo di una giovane decapitata rinvenuto nei pressi del lago di Castel Gandolfo\u201d, <em>L\u2019Unit\u00e0<\/em>, 13 luglio 1955.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref3\" id=\"_ftn3\">[3]<\/a> A. Accorsi, M. Centini, <em>I grandi delitti italiani, risoti o irrisolti<\/em>, Newton Compton, Roma, 2013.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref4\" id=\"_ftn4\">[4]<\/a> Omicidi: caso Antonietta Longo, Museo Criminologico di Roma, Ministero della Giustizia, Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, http:\/\/www.museocriminologico.it\/index.php\/2-non-categorizzato\/118-omicidi-caso-antonietta-longo (consultato il 5 dicembre 2018).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref5\" id=\"_ftn5\">[5]<\/a> <em>Ibidem<\/em>; N. Scalzo, <em>cit<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref6\" id=\"_ftn6\">[6]<\/a> F. Bernasconi, \u201cLa decapitata del lago: un giallo rimasto senza colpevoli\u201d, <em>Il Giornale<\/em>, 19 Ottobre 2020 [a], https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/cronache\/decapitata-lago-giallo-rimasto-senza-colpevoli-1896460.html (consultato il 14 agosto 2024).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref7\" id=\"_ftn7\">[7]<\/a> Alessandra, <em>L\u2019omicidio di Antonietta Longo, la decapitata di Castel Gandolfo<\/em>, https:\/\/www.nemora.it\/lomicidio-di-antonietta-longo-la-decapitata-di-castel-gandolfo\/ (consultato il 14 agosto 2024).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref8\" id=\"_ftn8\">[8]<\/a> Alessandra, <em>cit<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref9\" id=\"_ftn9\">[9]<\/a> <em>L\u2019Unit\u00e0<\/em>, <em>cit<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref10\" id=\"_ftn10\">[10]<\/a> A. De Vita, \u201cIl giallo di Antonietta Longo, la \u2018decapitata di Castel Gandolfo\u2019: n\u00e9 la testa n\u00e9 l\u2019assassino sono mai stati trovati. Il nipote: \u2018C\u2019entra un aborto clandestino\u2019\u201d, <em>FQ Magazine<\/em>, 26 marzo 2023, https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2023\/03\/26\/il-giallo-di-antonietta-longo-la-decapitata-di-castel-gandolfo-ne-la-testa-ne-lassassino-sono-mai-stati-trovati-il-nipote-centra-un-aborto-clandestino\/7109898\/ (consultato il 14 agosto 2024).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref11\" id=\"_ftn11\">[11]<\/a> F. Bernasconi [a], <em>cit<\/em>.; A. De Vita, <em>cit<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref12\" id=\"_ftn12\">[12]<\/a> F. Bernasconi, \u201c\u2018Una messinscena\u2019. Le rivelazioni sulla \u2018decapitata del lago\u2019\u201d, <em>Il Giornale<\/em>, 2 agosto 2022 [b], https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/cronache\/giallo-decapitata-lago-pronipote-rester-sempre-mistero-2052430.html (consultato il 14 agosto 2024).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref13\" id=\"_ftn13\">[13]<\/a> Alessandra, <em>cit<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref14\" id=\"_ftn14\">[14]<\/a> A. De Vita, <em>cit<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref15\" id=\"_ftn15\">[15]<\/a> N. Scalzo, <em>cit<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref16\" id=\"_ftn16\">[16]<\/a> G. Reina, <em>Io sono Antonietta. Cronaca di un delitto<\/em>, Algra, Zafferana Etnea, 2022.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref17\" id=\"_ftn17\">[17]<\/a> F. Bernasconi [b], <em>cit<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref18\" id=\"_ftn18\">[18]<\/a> <em>Ibidem<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref19\" id=\"_ftn19\">[19]<\/a> <em>Ibidem<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref20\" id=\"_ftn20\">[20]<\/a> A. De Vita, <em>cit.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref21\" id=\"_ftn21\">[21]<\/a> F. Peronaci, \u201cAntonietta Longo, la decapitata del lago. \u2018Uccisa due volte nell\u2019Italia maschilista degli anni \u201850\u2019\u201d, <em>Il Corriere della Sera<\/em>, 16 febbraio 2020, https:\/\/roma.corriere.it\/notizie\/cronaca\/20_febbraio_16\/antonietta-longo-decapitata-lago-uccisa-due-volte-nell-italia-maschilista-anni-50-video-3720d864-4dc8-11ea-a2de-b4f1441c3f82.shtml (consultato il 14 agosto 2024).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref22\" id=\"_ftn22\">[22]<\/a> J. Norris, <em>Serial killer<\/em>, Anchor Books, New York, 1988; V.M. Mastronardi, R. De Luca, <em>I serial killer<\/em>, Newton Compton, Roma, 2013.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref23\" id=\"_ftn23\">[23]<\/a> J.E. Douglas, a.w. Burgess, a.g. Burgess, r.k. Ressler, <em>Crime Classification Manual<\/em>, Centro Scientifico Editore, Torino, 2008.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref24\" id=\"_ftn24\">[24]<\/a> P. Begg, <em>Jack lo Squartatore. La vera storia<\/em>, Utet, Torino, 2006; R. Whittington-Egan, <em>Jack the Ripper. The Definitive Casebook<\/em>, Amberley Publishing, Stroud, 2015; L. Marrone, <em>Profili criminali. Ricerca criminologica e investigazione<\/em>, Bulzoni, Roma, 2022.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref25\" id=\"_ftn25\">[25]<\/a> F. Guglieri (a cura di), <em>Menti criminali<\/em>, Einaudi, Torino, 2011; D. Giuliani, S. Ramacci, <em>C\u2019era una volta Hollywood criminale<\/em>, Newton Compton, Roma, 2019.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref26\" id=\"_ftn26\">[26]<\/a> L. Marrone, <em>Il Mostro di Roma. Delitto, devianza e reazione sociale nell\u2019Italia del ventennio<\/em>, Aras, Urbino, 2020.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref27\" id=\"_ftn27\">[27]<\/a> J.E. Douglas, a.w. Burgess, a.g. Burgess, r.k. Ressler, <em>op. cit.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref28\" id=\"_ftn28\">[28]<\/a> J. Stark Bellamy II, <em>The Maniac in the Bushes and More Tales of Cleveland Woe<\/em>, Gray and Company, Cleveland, 1997; J.J. Badal, <em>In the Wake of the Butcher: Cleveland\u2019s Torso Murders<\/em>, The Kent State University Press, Kent, 2001; S. Nickel, <em>Torso: Eliot Ness and the Search for a Psychopathic Killer<\/em>, John F. Blair, Durham, 2001; W.T. Rasmussen, <em>Corroborating Evidence II<\/em>, Sunstone Press, Santa Fe, 2006.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un corpo senza testa Domenica 10 luglio 1955. Lago di Castel Gandolfo, sui Colli Albani, nella zona dei Castelli Romani. \u00c8 domenica. Il meccanico Antonio Solazzi e il sagrestano Luigi Barboni noleggiano una barca per fare un giro sul lago. Partono dalla sponda meridionale. 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