{"id":1325,"date":"2024-05-05T09:08:19","date_gmt":"2024-05-05T09:08:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.crime-post.it\/?p=1325"},"modified":"2024-05-05T09:08:21","modified_gmt":"2024-05-05T09:08:21","slug":"strage-di-montagna-longa-52-anni-fa-la-tragedia-aerea-incidente-o-attentato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/2024\/05\/05\/strage-di-montagna-longa-52-anni-fa-la-tragedia-aerea-incidente-o-attentato\/","title":{"rendered":"Strage di Montagna Longa, 52 anni fa la tragedia aerea: incidente o attentato?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roma. 5 maggio 1972, Aeroporto di Fiumicino. \u00c8 sera, un Douglas DC-8-43 dell\u2019Alitalia con marche I-DIWB e operante il volo AZ 112, decolla con venticinque minuti di ritardo. \u00c8 diretto a Palermo Punta Raisi. Un volo speciale previsto in concomitanza delle elezioni politiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A monitorare gli strumenti ed a gestire le radioassistenze, vi \u00e8 comandante Roberto Bartoli. Il primo ufficiale Bruno Dini pilota il velivolo. Il tecnico di volo Gino Di Fiore \u00e8 addetto al controllo e alla gestione degli impianti di bordo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-kenta-font-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Il disastro<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel corso della fase di avvicinamento, in preparazione all\u2019atterraggio, l\u2019AZ 112 prende contatto con la torre di controllo dell\u2019aeroporto di Punta Raisi. Sono circa le 21,10. Dichiara di trovarsi a 74 miglia nautiche dal VOR<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, installato su Monte Gradara, sopra il comune di Borgetto, frequenza di 112,3 MHz, circa dieci miglia a sud dell\u2019aeroporto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La torre di controllo fornisce all\u2019equipaggio i necessari dati meteorologici: vento di cinque nodi, visibilit\u00e0 cinque chilometri, 3\/8 di cumuli a 1.700 piedi e 5\/8 di cirri a 20.000 piedi. Autorizza quindi la discesa, sollecitando il velivolo a fornire la propria posizione una volta giunto sul radiofaro NDB con sigla PRS a una quota di 5000 piedi. Tempi e relative posizioni vengono acquisiti dal registratore dell\u2019ente di controllo a Roma, munito di dispositivo marcatempo, mancante nel registratore dell\u2019ente di Palermo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa l\u2019ultima comunicazione tra il comandante Bartoli e il sergente maggiore Terrano alla torre di controllo: Bartoli: \u201cPalermo, AZ 112&#8230; \u00e8 sulla vostra verticale e lascia 5.000 e riporter\u00e0 sottovento per la 25 sinistra.\u201d Terrano: \u201cRicevuto, il vento \u00e8 sempre calmo.\u201d Bartoli: \u201cOkay&#8230; [parole non comprensibili].\u201d<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[2]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra il volo AZ 112 e la torre di controllo non si registrano ulteriori collegamenti. Sui nastri rimane impressa una conversazione in inglese tra l\u2019AZ 112 e un velivolo Ilyushin Il-18 in attesa di decollo. In seguito la torre di controllo tenta senza successo di contattare il DC-8.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poco dopo le ore 22,20, l\u2019aereo impatta contro la Montagna Longa, tra il territorio di Cinisi e di Carini, nei pressi dell\u2019aeroporto. Viene lacerato dai ripetuti urti con gli spuntoni rocciosi della cresta. Parte dei frammenti e alcuni corpi dei passeggeri vengono sbalzati sulla montagna dal lato di Carini, i cui abitanti avvistano il vasto incendio causato dal combustibile fuoruscito dai serbatoi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-kenta-font-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Le vittime<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutti i presenti a bordo \u2013 108 passeggeri e 7 membri dell\u2019equipaggio \u2013 rimangono uccisi. Tra gli altri, Ignazio Alcamo, sostituto procuratore generale di Palermo, che aveva disposto il soggiorno obbligato per Francesco Vassallo, costruttore legato al Sacco di Palermo<a href=\"#_ftn3\" id=\"_ftnref3\">[3]<\/a>, e Antonietta Bagarella, poi moglie di Salvatore Riina); Angela Fais, la segretaria di redazione de <em>L\u2019Ora<\/em> e di <em>Paese Sera<\/em>, amica di Giovanni Spampinato<a href=\"#_ftn4\" id=\"_ftnref4\">[4]<\/a>; Antonio Fontanelli, comandante della Guardia di finanza di Palermo; Franco Indovina, regista cinematografico all\u2019epoca impegnato ad acquisire elementi per realizzare un film su Enrico Mattei, tra le cui fonti vi era proprio la Fais; Letterio Maggiore, l\u2019ex medico di Salvatore Giuliano<a href=\"#_ftn5\" id=\"_ftnref5\">[5]<\/a>; Alberto Scandone, giornalista e politico del Partito Comunista; \u010cestm\u00edr Vycp\u00e1lek, figlio dell\u2019allora allenatore della Juventus.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-kenta-font-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Commissione d\u2019inchiesta e sentenze<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con decreto del 12 giugno 1972, il Ministero dei Trasporti istituisce una Commissione di inchiesta sul caso, presieduta dal generale Francesco Lino. In due settimane, l\u2019organismo appronta una relazione nella quale si conclude che la responsabilit\u00e0 della sciagura sia da attribuirsi ai piloti del velivolo. Valutazione ridimensionata dalle sentenze del Tribunale e della Corte di Appello di Catania, nell\u2019ambito di un procedimento in cui si prende in considerazione la carenza di adeguata illuminazione elettrica della pista aeroportuale. La sentenza di primo grado, in particolare, sottolinea che: \u201c[\u2026] il mancato funzionamento del registratore di volo (flight recorder) ha privato gli inquirenti dell\u2019unico mezzo veramente attendibile per la ricostruzione dell\u2019ultima fase del volo [\u2026] ogni congettura \u00e8 confinata nel campo delle ipotesi, ognuna teoricamente possibile, nessuna per\u00f2 dimostrabile con certezza.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-kenta-font-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Riaprire l\u2019indagine<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019associazione nazionale piloti aviazione commerciale (ANPAC) si schiera dalla parte dei piloti, escludendo recisamente la possibilit\u00e0 di un errore attesa la loro lunga esperienza professionale. Si considera anche la problematica posizione dell\u2019aeroporto di Punta Raisi, a ridosso della montagna, nelle immediate vicinanze del mare, in una zona notoriamente ventosa: collocazione da molti ritenuta gravemente inadeguata.<a href=\"#_ftn6\" id=\"_ftnref6\">[6]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molti anni dopo la sciagura, Maria Eleonora Fais, sorella di Angela Fais, recupera il rapporto del vicecapo della polizia Giuseppe Peri secondo cui l\u2019aereo sarebbe stato colpito da proiettili durante un bombardamento. Nello scritto si attribuiva la responsabilit\u00e0 a sovversivi di destra in collaborazione con alcuni mafiosi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2012 riemerge una fotografia scattata il giorno successivo al disastro aereo. Ritrae una parte dell\u2019ala del velivolo, su cui risulterebbero visibili tre fori di entrata prodotti da proiettili di grosso calibro. La nipote di una delle vittime richiede quindi dalla Procura di Catania di effettuare ulteriori indagini. \u00c8 uno dei vari tentativi di riapertura dell\u2019inchiesta, effettuati negli anni dai familiari delle persone coinvolte nella sciagura. L\u2019ultima istanza in tal senso viene respinta nel dicembre 2020, nonostante una consulenza tecnica redatta dal professor Rosario Marretta ipotizzi la presenza di esplosivo a bordo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Della vicenda si \u00e8 interessata anche la Commissione parlamentare antimafia. Secondo uno dei consulenti, il giudice Guido Salvini, \u201cla ricostruzione secondo cui Montagna Longa sarebbe stata causata da un attentato si integra molto bene con il contesto degli eventi politico-eversivi della Sicilia di quegli anni. Ho letto la perizia mi sembra molto convincente: un sabotaggio molto simile a quello che colp\u00ec l\u2019aereo di Enrico Mattei nel 1962 a Bescap\u00e8.\u201d<a href=\"#_ftn7\" id=\"_ftnref7\">[7]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-kenta-font-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Il reperto mancante<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un nuovo esame del caso viene sollecitato a marzo 2024 da Alessandra Dini, figlia del secondo pilota Bruno Dini, che all\u2019epoca del disastro aveva poco pi\u00f9 di due anni, e Roberto De Re, nipote di Roberto Bartoli, primo pilota. Tra i documenti correlati, non risulterebbe visionabile il reperto 8024\/5, contenente il nastro del Flight recorder del volo AZ 112. \u201cHo sollecitato pi\u00f9 volte il tribunale a darmi notizia in merito al reperto ma a tutt\u2019oggi questo non \u00e8 stato ancora rinvenuto dopo vari mesi di ricerca\u201d, dichiara l\u2019avvocato Stefano Maccioni, che assiste Dini e De Re. \u201cCertamente una attenta analisi di quel nastro attuata con le moderne tecnologie potrebbe rivelarci molte cose e chiarire molti dubbi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cNon posso pi\u00f9 sopportare nemmeno insinuazioni sul corretto operare di mio padre\u201d, considera Alessandra Dini. \u201cHo conosciuto purtroppo mio padre attraverso quanto mi ha raccontato mia madre. In particolare dopo l\u2019incidente mi ha riferito che ricevette varie telefonate con le quali le chiedevano se suo marito avesse avuto problemi di salute, economici o addirittura se avessero avuto litigi.\u201d A quanto riporta <em>L\u2019Espresso<\/em>, Dini e De Re, insieme con Rosario Marretta, hanno deciso inoltre di proporre querela nei confronti dell\u2019autore di un video che, ricostruendo la tragedia di Montagna Longa, afferma senza ombra di dubbio che sia conseguenza di un errore dei piloti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"820\" height=\"615\" src=\"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Strage-di-Montagna-Longa-02.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1327\" srcset=\"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Strage-di-Montagna-Longa-02.jpg 820w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Strage-di-Montagna-Longa-02-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Strage-di-Montagna-Longa-02-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 820px) 100vw, 820px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a> Very High Frequency Omnidirectional Range, sistema di radionavigazione per aeromobili. Dal 1949 l\u2019ICAO lo ha definito come standard per le navigazioni a corto e medio raggio, sostituendo i radiosentieri a quattro braccia funzionanti in bassa frequenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\">[2]<\/a> F. Terracina, <em>L\u2019ultimo volo per Punta Raisi<\/em>, Nuovi Equilibri, Viterbo, 2012.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref3\" id=\"_ftn3\">[3]<\/a> Espressione che designa il boom edilizio che, negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, ha radicalmente ridefinito, stravolgendola, la fisionomia architettonica di Palermo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref4\" id=\"_ftn4\">[4]<\/a> Giovanni Spampinato (6 novembre 1946-27 ottobre 1972), giornalista de <em>L\u2019Ora<\/em> e de <em>L\u2019Unit\u00e0<\/em>, vittima del terrorismo di estrema destra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref5\" id=\"_ftn5\">[5]<\/a> Salvatore Giuliano (16 novembre 1922-5 luglio 1950), brigante e terrorista, il cui nome resta principalmente legato alla strage di Portella della Ginestra (1\u00ba maggio 1947), in cui lui e la sua banda hanno ucciso undici persone, ferendone altre ventisette.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref6\" id=\"_ftn6\">[6]<\/a> Secondo quanto denunciato dal giornalista e attivista Giuseppe Impastato (5 gennaio 1948-9 maggio 1978), gli interessi della politica e di alcune famiglie mafiose avevano fatto s\u00ec che aeroporto fosse comunque realizzato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn7\" href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> <a href=\"https:\/\/lespresso.it\/c\/attualita\/2024\/3\/8\/i-familiari-dei-piloti-dellaereo-di-montagna-longa-basta-insinuazioni-sui-nostri-cari-vogliamo-la-verita\/50298\">https:\/\/lespresso.it\/c\/attualita\/2024\/3\/8\/i-familiari-dei-piloti-dellaereo-di-montagna-longa-basta-insinuazioni-sui-nostri-cari-vogliamo-la-verita\/50298<\/a> (consultato il 4 maggio 2024).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma. 5 maggio 1972, Aeroporto di Fiumicino. \u00c8 sera, un Douglas DC-8-43 dell\u2019Alitalia con marche I-DIWB e operante il volo AZ 112, decolla con venticinque minuti di ritardo. \u00c8 diretto a Palermo Punta Raisi. 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