{"id":1318,"date":"2024-04-27T18:02:41","date_gmt":"2024-04-27T18:02:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.crime-post.it\/?p=1318"},"modified":"2024-04-27T18:02:43","modified_gmt":"2024-04-27T18:02:43","slug":"mostro-di-firenze-nuovo-mistero-la-tenda-ritrovata-non-apparteneva-alle-vittime-francesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/2024\/04\/27\/mostro-di-firenze-nuovo-mistero-la-tenda-ritrovata-non-apparteneva-alle-vittime-francesi\/","title":{"rendered":"Mostro di Firenze, nuovo mistero: la tenda ritrovata non apparteneva alle vittime francesi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Firenze. Lo scorso 30 gennaio, dinanzi alla Corte di Assise di Firenze, si \u00e8 proceduto ad esaminare alcuni reperti che si ritenevano appartenenti a Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveishvili, i giovani francesi uccisi dal Mostro di Firenze nella notte tra il 7 e l\u20198 settembre 1985.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019esame era stato richiesto dai legali dei familiari delle due vittime. I reperti erano conservati in due contenitori. Tra questi, una tenda che si riteneva appunto quella in cui i due stavano passando la notte al momento dell\u2019aggressione mortale. Una tenda che era risultata intonsa, priva di lacerazioni. \u201cLa cosa interessante \u00e8 che la tenda non presenta tagli\u201d, avevano commentato gli avvocati all\u2019esito dell\u2019esame, richiamandosi ad una testimonianza che, all\u2019epoca dei processi per i delitti del Mostro, aveva invece menzionato un taglio che l\u2019omicida avrebbe praticato con un coltello sul telo del reperto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ebbene, a quanto si apprende ora, la tenda presa in esame il 30 gennaio, non sarebbe appartenuta alle ultime vittime dell\u2019elusivo serial killer delle campagne toscane, ma a Salvatore Vinci, uno dei sospettati dei delitti nell\u2019ambito della cosiddetta \u201cpista sarda\u201d, conclusasi con il proscioglimento di tutti i sospettati nel 1989.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La singolare circostanza \u00e8 emersa nel corso del lavoro di catalogazione dei reperti legati ai delitti condotto, in questi mesi, dai pubblici ministeri Ornella Galeotti e Beatrice Giunti, titolari dei fascicoli ancora aperti relativi al Mostro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il plico in cui il telo era conservato, a quanto sembra, riportava la data di archiviazione del dicembre 1986 e il numero di procedimento risulta quello dell\u2019indagine a carico di Vinci. Non \u00e8 ancora chiaro, precisa <em>SkyTg24<\/em>, se lo scambio derivi da un errore di catalogazione o altro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cL\u2019equivoco sulla tenda \u00e8 uno dei tanti circa la mala gestione dei reperti e della documentazione, inerente alla lunghissima indagine sui delitti fiorentini\u201d, commenta Paolo Cochi, reporter e documentarista, uno dei massimi esperti del caso. \u201cIl nome di Vinci era scritto proprio sopra al contenitore e gi\u00e0 gli avvocati ne avevano preso atto all\u2019udienza.\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Firenze. Lo scorso 30 gennaio, dinanzi alla Corte di Assise di Firenze, si \u00e8 proceduto ad esaminare alcuni reperti che si ritenevano appartenenti a Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveishvili, i giovani francesi uccisi dal Mostro di Firenze nella notte tra il 7 e l\u20198 settembre 1985. 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