{"id":1203,"date":"2024-02-18T13:43:33","date_gmt":"2024-02-18T13:43:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.crime-post.it\/?p=1203"},"modified":"2024-02-18T13:51:04","modified_gmt":"2024-02-18T13:51:04","slug":"il-delitto-di-cogne-alcuni-profili-investigativi-e-giudiziari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/2024\/02\/18\/il-delitto-di-cogne-alcuni-profili-investigativi-e-giudiziari\/","title":{"rendered":"Il delitto di Cogne, alcuni profili investigativi e giudiziari"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il delitto di Cogne, fin dall\u2019inizio, ha attirato una straordinaria attenzione mediatica, al di l\u00e0 della spiccata efferatezza dello stesso, essenzialmente per la particolare tipologia della vittima, un bambino di appena 3 anni d\u2019et\u00e0, elemento che, come tale, rende il crimine, gi\u00e0 deprecabile di per s\u00e9, sicuramente ancor pi\u00f9 odioso e riprovevole, nonch\u00e9 per la peculiare ubicazione della scena del crimine, ossia all\u2019interno dell\u2019abitazione della piccola vittima, cio\u00e8 non soltanto nel luogo dove normalmente i minori ricevono il massimo della tutela possibile dai pericoli esterni, ma, addirittura, sul letto dei propri genitori, vale a dire proprio laddove normalmente ogni bambino piccolo cerca affetto e protezione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-kenta-font-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>I fatti<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda, pi\u00f9 in particolare, la dinamica dei fatti, la mattina del 30\/01\/2002, dopo che, intorno alle 7:30, il padre, Stefano Lorenzi, esce di casa per andare al lavoro, pi\u00f9 tardi, alle 8:16, esce di casa anche la moglie, Annamaria Franzoni, per raggiungere il figlio maggiore, Davide, uscito anch\u2019egli di casa pochi minuti prima, ed accompagnarlo alla fermata dello scuolabus, ubicata a circa 330 mt. di distanza, per andare a scuola, lasciando temporaneamente l\u2019altro figlio, Samuele, solo in casa, il quale, al ritorno della madre, alle 8:24, ossia dopo soli 8 minuti di assenza, veniva ritrovato da quest\u2019ultima in un lago di sangue, sul letto coniugale. Cosicch\u00e9 la stessa madre chiama subito i soccorsi che arrivano a distanza di pochissimi minuti, dopodich\u00e9 il bambino viene successivamente trasportato, in elicottero, all\u2019ospedale di Aosta, laddove ne viene constatato l\u2019avvenuto decesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A quel punto i Carabinieri mettono subito l\u2019intera casa e la zona immediatamente circostante sotto sequestro ed iniziano delle indagini serratissime, nonostante le quali, tuttavia, l\u2019arma del delitto non verr\u00e0 mai ritrovata. Viene anche eseguito l\u2019esame autoptico del cadavere, durante il quale vengono accertati ben 17 colpi alla testa, ma non si riesce, in alcun modo, ad accertare, con sufficiente certezza, l\u2019orario della morte e della fatale aggressione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-kenta-font-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Processo<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In ogni caso i sospetti si addensano ben presto sulla madre, quale unica persona quasi sempre presente all\u2019interno della casa, tant\u2019\u00e8 che la stessa viene, poi, arrestata, processata e condannata, in primo grado, a 30 anni di reclusione. Nei successivi gradi di giudizio, pur riducendosi la quantificazione della condanna a 16 anni di reclusione, viene comunque confermata la colpevolezza dell\u2019imputata, tant\u2019\u00e8 che la Franzoni sconta fino in fondo la propria pena, tra reclusione ed arresti domiciliari, fin quando, in data 07\/02\/2019, a distanza di 17 anni dal delitto, viene rimessa in libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-kenta-font-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>Prove materiali<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo punto, dall\u2019analisi non soltanto della fase investigativa, ma anche dello sviluppo dell\u2019intero <em>iter<\/em> processuale, nel corso dei tre gradi di giudizio, ci si accorge ben presto dell\u2019emergere di una serie di criticit\u00e0, che inducono, allora, ad un\u2019attenta riflessione sull\u2019effettiva congruit\u00e0 della suindicata triplice condanna di colpevolezza pronunciate nei confronti della Franzoni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Innanzitutto dev\u2019essere evidenziato che si \u00e8 trattato, nel caso di specie, di una condanna senza prove materiali, ma, bens\u00ec, fondata soltanto su elementi indiziari, per effetto della totale assenza di reato in flagranza, ovvero di una confessione dell\u2019imputata, o di una qualsiasi ulteriore forma di ammissione incriminante della stessa, a fronte, invece, di atteggiamenti e dichiarazioni ritenute sicuramente sconvenienti della Franzoni, quali la condizione di calma apparente sia nella primissima fase di richiesta di aiuto, seppur apertamente contraddetta da un\u2019angosciata trascrizione della telefonata al 118, sia, poco pi\u00f9 tardi, all\u2019arrivo dei primi soccorritori, oltre all\u2019immediato desiderio di avere un altro figlio inopportunamente manifestato nell\u2019immediatezza al marito proprio durante il trasporto del bambino in ospedale ed, infine, l\u2019effettivo concepimento di un altro figlio, Gioele, a distanza di pochi mesi, dato, poi, alla luce a quasi un anno esatto dalla morte di Samuele.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-kenta-font-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>\u201cChi altri se non la madre?\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire, allora, su quale base sia stata effettivamente condannata l\u2019imputata, si deve constatare che, in effetti, l\u2019elemento che, pi\u00f9 di ogni altro, ha giocato contro di lei \u00e8 stata la sua presenza in casa pressoch\u00e9 ininterrotta nel corso di quella tragica mattinata, per cui la condanna \u00e9 scaturita essenzialmente dall\u2019assioma \u201c<em>Chi altri se non la madre?<\/em>\u201d Sembrerebbe, infatti, che nessun altro abbia avuto l\u2019occasione oppure il movente per uccidere Samuele, se non la madre, con il fondato rischio, tuttavia, che la forza cogente di questo assioma abbia, per\u00f2, in qualche modo, pesantemente condizionato anche le indagini degli inquirenti, i quali sembrerebbero, dunque, aver soprattutto cercato conferme della colpevolezza della madre, piuttosto che cercare oggettivamente l\u2019assassino, chiunque egli, oppure ella, fosse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma non solo, poich\u00e9, dall\u2019analisi dei dettagli di questo caso, si nota, in effetti, la presenza di importanti criticit\u00e0 riguardanti vari aspetti dello stesso, a partire dalle circostanze esecutive del delitto, per proseguire con le ulteriori circostanze di tempo e di luogo dello stesso delitto, oltre a quelle scaturite dall\u2019azione dei soccorritori, per finire con la rilevazione di gravi carenze oggettive della presente fattispecie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-kenta-font-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>Bloodstain Pattern Analysis<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In merito alle circostanze esecutive del delitto, va rilevato, in particolare, l\u2019utilizzo della tecnica innovativa della <em>Bloodstain Pattern Analysis<\/em>, in sigla la BPA, per analizzare minuziosamente le ingenti macchie di sangue presenti sulla scena del crimine, dalla quale emergono significative deduzioni attinenti al pigiama ed agli zoccoli della Franzoni, che sarebbero stati presumibilmente indossati dall\u2019assassino mentre colpiva ripetutamente il piccolo Samuele, stando in ginocchio sul letto matrimoniale nella stanza da letto dei coniugi Lorenzi, anche se, a ben vedere, emergono, altres\u00ec, non trascurabili differenze, seppur con l\u2019uso dello stesso strumento investigativo, tra le conclusioni dei RIS e quelle del CTU del giudizio di primo grado, che sono rimaste sostanzialmente prive di spiegazioni. Infatti secondo i RIS l\u2019assassino indossava certamente la casacca del pigiama, senza alcuna certezza, invece, sui pantaloni, mentre il CTU \u00e8 arrivato a conclusioni diametralmente opposte, ossia che l\u2019assassino indossava certamente i pantaloni, senza alcuna certezza, invece, sulla casacca. Tant\u2019\u00e8 che, all\u2019esito della perizia, si \u00e8 resa necessaria, a quel punto, una peculiare interpretazione dei giudici di merito, validata, poi, anche dalla Cassazione, per affermare, con il rango di verit\u00e0 processuale, che l\u2019assassino, durante la fatale aggressione, indossasse certamente entrambi gli elementi del pigiama. Ma, a ben vedere, ci sono anche altre domande rimaste, invece, totalmente prive di risposte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non si comprende, infatti, ammesso che l\u2019assassino fosse posizionato in ginocchio sul letto indossando entrambi gli elementi del pigiama mentre colpiva, com\u2019\u00e8 possibile, allora, che siano state effettivamente repertate tracce di sangue, in particolare, sui pantaloni del pigiama, sia nella parte inferiore, ossia dal ginocchio alla caviglia, nonch\u00e9 sulla parte posteriore degli stessi pantaloni, all\u2019altezza della cintura? Per essere attinto in questo modo dalle gocce di sangue ritrovate in tutta la stanza, l\u2019assassino avrebbe dovuto essere in piedi sul letto, almeno temporaneamente, anzich\u00e9 in ginocchio, e, ad un certo punto, anche trovarsi girato di spalle mentre continuava a colpire la testa del bambino. Ma non si comprende in che modo, allora, abbia potuto materialmente proseguire l\u2019aggressione e non solo, poich\u00e9, in effetti, se fosse stato in piedi, presumibilmente non si sarebbe neppure formata la c.d. <em>void area<\/em> sul piumone posto sul letto. Insomma, in un modo o nell\u2019altro, la ricostruzione delle modalit\u00e0 dell\u2019aggressione, cos\u00ec come emerge dalle risultanze investigative e processuali, appare, francamente, inverosimile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-kenta-font-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Tempo e luogo<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma anche le circostanze di tempo e di luogo lasciano alcune significative perplessit\u00e0 in quanto, dalla ricostruzione dei movimenti della famiglia Lorenzi nella mattina dell\u2019assassinio, emerge che l\u2019assassino, se fosse stato un esterno, avrebbe avuto un ristrettissimo arco temporale per eseguire l\u2019omicidio e per far perdere, subito dopo, le proprie tracce, durante la breve assenza della madre, mentre se, invece, fosse stata proprio lei si pongono ulteriori interrogativi di non facile soluzione. Infatti, ipotizzando realisticamente che il piccolo Samuele, mentre veniva colpito, abbia emesso almeno qualche grido, se non altro, subito dopo i primi colpi, \u00e8 mai possibile che non sia stato udito affatto dal fratellino maggiore che pure era in casa, se la colpevole fosse stata la madre? Ipotizzando, invece, che il delitto fosse avvenuto nel frangente in cui Davide era gi\u00e0 fuori dalla casa, in attesa della madre, quest\u2019ultima, rimasta in casa da sola con Samuele, non avrebbe, forse, avuto il tempo sufficiente per compiere tutta una serie di operazioni, quali portare il bambino nella propria stanza da letto e colpirlo ripetutamente fino a fracassargli il cranio, lavarsi per eliminare tutte le gocce di sangue e di materia cerebrale che quasi certamente gli saranno inevitabilmente cadute sul volto e sulla testa, fra i capelli, atteso che, subito dopo, durante la fase dei soccorsi, dette tracce ematiche non sono state notate da nessuno, per poi cambiarsi d\u2019abito, lasciando il pigiama in maniera un po\u2019 casuale sul letto, salire al piano di sopra per mettersi gli stivaletti neri e lasciare sul posto gli zoccoli, dove verranno successivamente repertati dai Carabinieri, ed uscire di casa in buon ordine, senza chiudere a chiave la porta d\u2019ingresso, per accompagnare, per l\u2019appunto, il figlio Davide alla fermata dello scuolabus che \u00e8 arrivato puntuale alle 8:20, allorch\u00e9 madre e figlio erano appena arrivati sul posto da pochi istanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-kenta-font-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Soccorritori<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Occorre tener conto, inoltre, delle possibili criticit\u00e0 derivanti dall\u2019intervento dei soccorritori, poich\u00e9 l\u2019azione salvifica degli stessi potrebbe aver gravemente compromesso l\u2019integrit\u00e0 della scena del crimine, per cui ne risulterebbero parzialmente alterati anche le risultanze della suindicata BPA e, forse, cancellato, oppure, pi\u00f9 probabilmente, confuso con altri riscontri degli stessi soccorritori, eventuali tracce organiche, di qualunque specie, quali lacrime, sudore, saliva, capelli, frammenti di unghie, oppure semplicemente impronte, lasciate quasi sicuramente dall\u2019assassino, mentre compiva il proprio macabro rituale durante il quale, proprio per le peculiari modalit\u00e0 esecutive dello stesso, per forza di cose, sarebbe stato assoggettato ad un forte stato di concitazione, per cui \u00e8 improbabile che l\u2019intera sequenza di colpi sia stata realizzata in maniera \u201cpulita\u201d ed asettica. Tuttavia tali tracce sarebbero risultate di particolare rilievo soltanto qualora appartenenti ad un soggetto esterno, mentre se, invece, fossero state rinvenute tracce riconducibili ad uno qualsiasi degli abitanti di quella casa, soprattutto della madre, visto che lei stessa dormiva abitualmente proprio da quel lato del letto, non avrebbero certamente assunto tale rilievo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-kenta-font-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Movente, arma e orario del delitto<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non possono sfuggire, infine, le gravi carenze oggettive della presente fattispecie, laddove manca pur sempre un movente, il reperimento dell\u2019arma del delitto, mai ritrovata dagli inquirenti, e l\u2019impossibilit\u00e0 di accertare, con sufficiente approssimazione, l\u2019orario in cui \u00e8 avvenuta la fatale aggressione, tenendo presente che, con la Franzoni quasi sempre presente in casa, uno slittamento anche di pochi minuti, determina inevitabilmente la conferma ovvero la smentita della responsabilit\u00e0 penale. Tutti elementi che, dunque, non possono non avere un peso specifico per il corretto inquadramento della presente fattispecie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-kenta-font-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Le scelte difensive<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da ultimo non pu\u00f2 non esser considerato un ulteriore e peculiare aspetto che, si sicuro, non ha certamente agevolato la posizione della Franzoni. Il riferimento, in questo caso, \u00e8 alla Difesa tecnica dell\u2019imputata e quindi alle relative scelte strategiche che avrebbero dovuto sempre avere come obiettivo primario gli interessi, per l\u2019appunto, non di un imputato astrattamente considerato, ma della singola imputata Annamaria Franzoni. Infatti, al di l\u00e0 del tentativo, da cui, subito dopo la condanna di primo grado, \u00e8 scaturita la vicenda nota come Cogne \u2013 <em>bis<\/em>, ci\u00f2 che appare difficilmente comprensibile \u00e8 la scelta del rito abbreviato come strategia difensiva nel caso di specie, poich\u00e9, con lo sconto di pena previsto per legge in cambio di un\u2019ammissione di colpevolezza, al fine di ridurre, quanto pi\u00f9 possibile, la durata della fase istruttoria del processo, si tratta, evidentemente, di una singolare scelta strategica che ben si attaglia ad un caso in cui la colpevolezza dell\u2019imputato sia palesemente evidente, ma non certo, invece, ad un caso controverso ed articolato come quello di specie, tant\u2019\u00e8 che pi\u00f9 volte, nella motivazione della sentenza di Cassazione, viene fatto esplicito riferimento, in senso critico, alla predetta scelta difensiva, per spiegare che, in fondo, la complessiva fase istruttoria del processo, nell\u2019arco dei tre gradi di giudizio, \u00e8 andata ben oltre i normali limiti di un rito abbreviato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-kenta-font-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Una tesi alternativa?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla luce di dette evidenti criticit\u00e0, occorre verificare, allora, se possa realmente ritenersi credibile un\u2019ipotesi alternativa a quella della madre assassina. In proposito dev\u2019essere richiamata la c.d. \u201ctesi Lavorino\u201d ossia l\u2019omonima ricostruzione di un Autore, notoriamente impegnato in vari casi di alta rilevanza criminologica, con lo scopo, per l\u2019appunto, di verificare se, nel caso di specie, un\u2019aggressione proveniente dall\u2019esterno debba ritenersi concretamente possibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tale ricostruzione, basata su alcune affermazioni della Franzoni ritenute aprioristicamente veritiere, si caratterizza per almeno tre aspetti essenziali. Innanzitutto l\u2019aggressore, appostatosi nei pressi della casa, in attesa del momento propizio per entrare, all\u2019uscita della Franzoni, si era certamente procurato, in qualche modo, la chiave per poter comunque accedere alla casa senza dover necessariamente sperare in un colpo di fortuna, quale quello della porta non chiusa a chiave, deciso all\u2019ultimo istante, all\u2019uscita della Franzoni, mentre si apprestava ad accompagnare il proprio figlio maggiore. In secondo luogo l\u2019introduzione in casa non aveva, con ogni probabilit\u00e0, lo scopo iniziale di uccidere Samuele, ma, piuttosto, di realizzare, proprio all\u2019interno della camera da letto coniugale, una qualche forma di azione dimostrativa, non meglio precisata, nei confronti dei coniugi Lorenzi. Per cui l\u2019uccisione del bambino deve ritenersi, allora, un fatto sopravvenuto, scaturito dalla necessit\u00e0 di non essere identificato, il che implica che fosse persona nota allo stesso, visto che se l\u2019\u00e8 trovato di fronte inaspettatamente. Da ultimo, una volta realizzata l\u2019aggressione, per uno scatto d\u2019ira e di frustrazione incontrollabile, si \u00e8 reso conto di essersi intrattenuto nella casa pi\u00f9 tempo di quanto avesse originariamente preventivato, per cui, al fine di non farsi scoprire al rientro della Franzoni, non \u00e8 uscito immediatamente dall\u2019abitazione, ma \u00e8 rimasto nascosto al piano superiore rispetto alla porta principale dell\u2019abitazione, l\u00ec ha atteso il rientro della Franzoni e poi, allorch\u00e9 lei si \u00e8 diretta al piano inferiore dov\u2019era la camera da letto, ha lasciato la casa indisturbato. E ci\u00f2, allora, spiegherebbe anche il fatto che, bench\u00e9 la Franzoni abbia dichiarato di aver richiuso la porta a chiave al suo rientro, la stessa porta \u00e8 stata, invece, successivamente trovata aperta, il che implica che sia stata aperta dall\u2019interno, a questo punto proprio dall\u2019assassino in fuga, visto che nessuno dei soccorritori \u00e8 passato da quell\u2019ingresso. Tale ricostruzione, pur avendo il pregio di aprire nuove prospettive investigative, non tiene conto, tuttavia, di tutti i reperti trovati sulla scena del crimine, con particolare riferimento al pigiama ed alle ciabatte della Franzoni che, secondi i giudici, erano indossati dall\u2019<em>offender<\/em> durante l\u2019aggressione, per cui anche questa ipotesi, cos\u00ec come quella della madre assassina, lascia comunque talune domande senza risposta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-kenta-font-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Oltre ogni ragionevole dubbio<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Resta da chiarire, allora, in che modo i Giudici abbiano potuto pronunciare tre sentenze di condanna, in altrettanti gradi di giudizio, soprattutto alla luce della previsione, di cui all\u2019art. 533 I\u00b0 comma cod. proc. pen., che richiede esplicitamente il superamento di ogni ragionevole dubbio per pronunciare una sentenza di condanna. In tal senso va precisato che, laddove non sia concretamente possibile raggiungere un livello di certezza assoluta, pu\u00f2 ritenersi sufficiente anche il raggiungimento di un elevato grado di probabilit\u00e0. Ed i Giudici, nel caso di specie, hanno ritenuto integrato quest\u2019ultimo livello in considerazione, soprattutto, del fatto che la Franzoni, proprio per la sua presenza in casa quasi ininterrotta, sia stata l\u2019unica persona che abbia realmente avuto modo di poter portare a termine la fatale aggressione. Ritorna, cos\u00ec, l\u2019assioma \u201c<em>Chi altri se non la madre?<\/em>\u201d Ma, in mancanza di un chiaro accertamento del movente, del reperimento dell\u2019arma del delitto, nonch\u00e9 dell\u2019accertamento dell\u2019esatto orario della morte, da cui scaturisce, a ritroso, l\u2019oggettiva impossibilit\u00e0 di stabilire, con ragionevole certezza, anche l\u2019orario dell\u2019aggressione, oltre a tutta una serie di altri dubbi, gi\u00e0 richiamati, attinenti alla concreta modalit\u00e0 esecutiva del delitto ed alle fasi immediatamente successive allo stesso, non sembrerebbe cos\u00ec pacifico e lineare, a questo punto, potersi ritenere che l\u2019intero castello accusatorio, costituito, in effetti, soltanto da un\u2019insieme di elementi indiziari, neanche sempre, in realt\u00e0, gravi, precisi e concordanti, possa effettivamente rappresentare il necessario presupposto giuridico richiesto dal richiamato art. 533 I\u00b0 comma cod. proc. pen., per pronunciare una sentenza di condanna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-kenta-font-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Influenza mediatica<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non pu\u00f2 essere esclusa a priori, tuttavia, la possibile influenza mediatica sulle valutazioni dei Giudici nei vari gradi di giudizio. Ci\u00f2 emerge da un peculiare passaggio della motivazione della Cassazione, laddove gli Ermellini, ad un certo punto, abbiano sentito l\u2019impellente necessit\u00e0 di chiarire qualcosa che, in effetti, non c\u2019era alcun bisogno di chiarire, ossia che la grande attenzione mediatica sul caso abbia avuto come effetto un rafforzamento delle garanzie dell\u2019imputata di imparzialit\u00e0 e di distacco da parte dei Giudici. Ma, a ben vedere, l\u2019esistenza stessa di un siffatto passaggio nella motivazione, da conto, piuttosto, di una possibile influenza che, in qualche modo dev\u2019essersi manifestata a detrimento dell\u2019imputata, se non altro per non lasciare impunito un delitto che ha coinvolto e sconvolto un\u2019intera Nazione. E ci\u00f2 spiegherebbe anche il fatto, in effetti piuttosto singolare, che in un caso cos\u00ec controverso, sotto vari profili, si siano comunque registrate tre sentenze all\u2019unisono nei vari gradi di giudizio, senza alcun contrasto di giudicati. A questo punto, per\u00f2, pur con tutte le perplessit\u00e0 emerse, tenuto conto che, in ogni caso, una persona \u00e8 stata processata, condannata ed ha, ormai, anche espiato la pena inflittagli per un atroce delitto, deve ritenersi auspicabile che almeno sia stata, per l\u2019appunto, condannata la vera assassina, se non altro per non essere costretti ad aggiungere, alla gi\u00e0 nutrita schiera di domande rimaste prive di risposta, quella, probabilmente, pi\u00f9 inquietante: e se alla fine si dovesse scoprire che \u00e8 stata condannata una persona innocente, con il vero assassino rimasto tuttora in libert\u00e0?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il delitto di Cogne, fin dall\u2019inizio, ha attirato una straordinaria attenzione mediatica, al di l\u00e0 della spiccata efferatezza dello stesso, essenzialmente per la particolare tipologia della vittima, un bambino di appena 3 anni d\u2019et\u00e0, elemento che, come tale, rende il crimine, gi\u00e0 deprecabile di per s\u00e9, sicuramente ancor pi\u00f9 odioso e riprovevole, nonch\u00e9 per la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1205,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-container-style":"default","site-container-layout":"default","site-sidebar-layout":"default","site-transparent-header":"default","disable-article-header":"default","disable-site-header":"default","disable-site-footer":"default","disable-content-area-spacing":"default","_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[9,6],"tags":[],"class_list":["post-1203","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-criminologia-investigativa-e-scienze-forensi","category-cronaca-e-true-crime"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Cogne.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1203","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1203"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1203\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1207,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1203\/revisions\/1207"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1205"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1203"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1203"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1203"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}