{"id":1183,"date":"2024-02-09T10:19:59","date_gmt":"2024-02-09T10:19:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.crime-post.it\/?p=1183"},"modified":"2024-02-11T10:20:21","modified_gmt":"2024-02-11T10:20:21","slug":"caso-orlandi-lesperta-falsa-la-lettera-su-emanuela-incinta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/2024\/02\/09\/caso-orlandi-lesperta-falsa-la-lettera-su-emanuela-incinta\/","title":{"rendered":"Caso Orlandi, l\u2019esperta: \u201cFalsa la lettera su Emanuela incinta\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roma. Dopo le notizie circolate giorni fa, relative alle rivelazioni di un anonimo ex Nar, asserito vicino di casa di Emanuela Orlandi nel corso del suo ipotizzato soggiorno londinese, e alla presunta lettera del cardinale Poletti riferita alla possibile gravidanza della cittadina vaticana scomparsa nel 1983, attendevamo immancabili, ulteriori rivelazioni. Puntualmente giunte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-kenta-font-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>Una collanina giallorossa<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <em>Fatto Quotidiano<\/em> propone due foto. La prima, la cui pessima qualit\u00e0 non permette di distinguere i dettagli, mostra una mano, quasi certamente di un uomo, su cui \u00e8 posata una collanina in corda, \u201cdi quelle\u201d, si legge, \u201cche le ragazze negli anni \u201890 [forse si intendevano gli anni Ottanta, dal momento che ci si riferisce ad Emanuela, ndr] intrecciavano per poi mettersele strette al collo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda ritrae Emanuela che indosserebbe una collanina identica, poco prima della scomparsa. L\u2019articolo precisa che la giovane era una tifosa della Roma e riferisce che aveva realizzato la collanina per festeggiare lo scudetto della sua squadra del cuore, vinto proprio nell\u2019estate 1983, in cui \u00e8 avvenuta la scomparsa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Entrambe le foto sono state consegnate al giornale dal fratello della giovane, Pietro Orlandi. Che ha ricevuto la prima da un uomo che, dopo ripetute sollecitazioni, gli avrebbe confessato di aver avuto contatti proprio con Emanuela. Secondo quanto dichiarato da Pietro nel corso di una puntata del programma <em>Verissimo<\/em>, il soggetto, all\u2019epoca molto giovane, sarebbe stato vicino ai Nuclei Armati Rivoluzionari, gruppo terroristico di estrema destra e, tra la fine degli anni Settanta e l\u2019inizio degli Ottanta, avrebbe iniziato ad avere contatti con la Banda della Magliana, nonch\u00e9 con il cardinale Ugo Poletti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"538\" src=\"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/collanina-emanuela-orlandi-1024x538.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1184\" srcset=\"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/collanina-emanuela-orlandi-1024x538.jpg 1024w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/collanina-emanuela-orlandi-300x158.jpg 300w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/collanina-emanuela-orlandi-768x403.jpg 768w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/collanina-emanuela-orlandi.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><sup>A destra, la foto che ritrae una collanina forse simile a quella di Emanuela Orlandi (Fonte immagine: <em>Il Fatto Quotidiano<\/em>)<\/sup><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-kenta-font-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>\u201cQualcosa di pi\u00f9 grande\u201d<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo stesso avrebbe inoltre dichiarato a Pietro di essere stato coinvolto nel rapimento della ragazza. Non per condurla ai festini cui altre giovanissime presumibilmente rapite sarebbero state destinate, ma altrove. Per Emanuela, \u201cc\u2019era in preparazione qualcosa di pi\u00f9 grande.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cMi hanno chiamato come al solito per andare all\u2019appuntamento per prendere una ragazzina come gli altri mesi e consegnarla a delle persone, questa volta era il 22 giugno, c\u2019era anche stavolta una ragazzina ma a differenza delle altre volte in seguito \u00e8 stata portata da un\u2019altra parte.\u201d Queste le parole dell\u2019uomo a Pietro Orlandi, riportate dal <em>Fatto Quotidiano<\/em>. \u201cNoi (io e un altro) siamo stati mandati a fare una telefonata alla sala stampa vaticana, cercavamo Casaroli, non c\u2019era e secondo indicazioni abbiamo riferito che avevamo Emanuela Orlandi. Poi sono stato richiamato a luglio per andare a Londra, quello che \u00e8 avvenuto nel frattempo non lo so, posso immaginare alcune cose ma io ti racconto solo quelle cose che conosco perch\u00e9 c\u2019ero.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-kenta-font-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>L\u2019inchiesta di Purgatori<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il quotidiano menziona, come elemento potenzialmente idoneo a confermare l\u2019attendibilit\u00e0 di tali asserzioni, quanto una dipendente della Sala Stampa vaticana aveva dichiarato ad Andrea Purgatori, all\u2019epoca dell\u2019inchiesta da lui condotta sulla vicenda. Era stata lei, la sera della scomparsa, a prendere quella telefonata. Ma le \u00e8 stato detto di dimenticarsi di tutto, dall\u2019allora direttore della Sala Stampa, Romeo Panciroli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sera stessa, il segretario di Stato, Agostino Casaroli, che in seguito avrebbe attivato una linea privata per parlare con chi aveva notizie sulla ragazza (numero interno, 158) si trovava in Polonia con Giovanni Paolo II. Che sembrerebbe essere stato informato della scomparsa prima ancora della famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-kenta-font-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>Vicino di casa?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo stesso uomo avrebbe poi confessato a Pietro di aver vissuto per diversi anni nell\u2019appartamento di fianco a quello in cui sarebbe stata segregata, a Londra, Emanuela Orlandi. In una struttura adiacente a un convitto dei Padri Scalabriniani, nella stessa strada indicata nei documenti di cui si \u00e8 parlato tempo fa, ricomprendenti la nota delle spese sostenute dal Vaticano per il mantenimento della ragazza. Nota di cui, \u00e8 bene ricordarlo, alcuni negano l\u2019autenticit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Dropping<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E, in tema di documenti, riconsideriamo le lettere presentate nel corso della predetta trasmissione, di cui si \u00e8 parlato giorni fa. La prima, datata primo febbraio 1993, sarebbe stata inviata dal cardinale Poletti a sir Frank Cooper, alto funzionario del governo britannico. Il mittente ringrazia il&nbsp; destinatario per la \u201crisoluzione immediata del problema totalmente inaspettato e indesiderato\u201d, spiegando che \u201cla signorina Emanuela Orlandi, \u00e8 stata protagonista di vicende di primaria importanza nel panorama diplomatico internazionale ed \u00e8 tuttora di vitale primaria importanza che la signorina Orlandi rimanga viva e in salute, per quanto con le apostoliche sedi \u00e8 chiara la visione del Vaticano nello stabilire che anche un feto all\u2019interno del grembo materno possiede un\u2019anima.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A quanto si legge nell\u2019intestazione, la lettera proviene dal Vicariato ma, nel 1993, Poletti non era pi\u00f9 vicario di Roma. Lo precisano <em>Open<\/em> e su <em>La Nuova Bussola Quotidiana<\/em>. In un articolo pubblicato su quest\u2019ultimo, si considera che \u201csfugge il motivo per cui il cardinale non pi\u00f9 vicario, su carta intestata del vicariato di Roma \u2013 che \u00e8 altra cosa rispetto al Governatorato dello Stato della Citt\u00e0 del Vaticano dove viveva la ragazza \u2013 avrebbe dovuto scrivere una lettera del genere, su una vicenda di cui da un decennio parlava tutto il mondo, ad un rappresentante di rango di un governo estero con cui abitualmente \u00e8 la Segreteria di Stato e la rispettiva nunziatura ad avere a che fare.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul punto, Pietro Orlandi ha sostenuto che \u201call\u2019epoca, per documenti particolari, venivano inserite delle cose, per cui se fossero diventate pubbliche si poteva dire che era un falso.\u201d In ogni caso, quando si sono svolti i fatti, anche Cooper, il destinatario della presunta missiva, era gi\u00e0 in pensione da tempo: lo si legge, ancora, sulla <em>Nuova Bussola Quotidiana<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019altra lettera mostrata in trasmissione \u00e8 datata 1995 e reca la firma del cardinale Camillo Ruini. <em>Open<\/em> riferisce la valutazione espressa su entrambe dalla grafologa forense Sara Cordella, specializzata in grafologia criminologica, docente e perito del Tribunale di Venezia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo l\u2019esperta, la lettera firmata da Poletti \u00e8 falsa. Realizzata utilizzando un\u2019altra sua lettera, datata 11 febbraio 1982. Come falsa, a detta di Cordella, \u00e8 quella recante la firma di Ruini. A sua volta creata artificiosamente utilizzandone un\u2019altra risalente al novembre del 2002. \u201cQuesta attivit\u00e0 si chiama \u2018dropping\u2019 e consiste nel ritagliare dei pezzi di un documento e successivamente incollandoli in un documento realizzato ex novo\u201d, spiega Cordella a <em>Open<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Lettera attribuita a Poletti<\/em>: le firme presenti nel documento e in quello del 1982 \u201csono perfettamente sovrapponibili. In grafologia la sovrapponibilit\u00e0 di due firme \u00e8 sinonimo di falso, in quanto non \u00e8 possibile per un soggetto fare una firma esattamente uguale a un\u2019altra. Anche realizzando un milione di firme, non ne troveremo mai una uguale all\u2019altra nel senso di sovrapponibile\u201d, considera Cordella.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Lettera attribuita a Ruini<\/em>: Cordella premette che la firma che si visualizza sullo schermo televisivo risulta poco definita e che, pertanto, \u00e8 possibile effettuare solo un confronto di natura grafometrica, misurando le dimensioni dello scritto (inizio della firma, allineamento rispetto all\u2019intestazione stampata, misura delle lettere che salgono, movimento degli occhielli delle lettere \u201cC\u201d). \u201cAnche in questo caso\u201d, conclude Cordella, \u201cla perfetta sovrapponibilit\u00e0 delle due firme conferma al 100% che sono la stessa firma tagliata e incollata sul documento esibito.\u201d<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"394\" height=\"505\" src=\"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Sara-Cordella-Foto.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1185\" srcset=\"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Sara-Cordella-Foto.jpg 394w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Sara-Cordella-Foto-234x300.jpg 234w\" sizes=\"auto, (max-width: 394px) 100vw, 394px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><sup>La grafologa Sara Cordella<\/sup><\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma. 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