{"id":1135,"date":"2024-01-06T08:40:49","date_gmt":"2024-01-06T08:40:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.crime-post.it\/?p=1135"},"modified":"2024-01-06T08:40:51","modified_gmt":"2024-01-06T08:40:51","slug":"omicidio-di-via-poma-linformativa-dei-carabinieri-simonetta-cesaroni-uccisa-dal-figlio-del-portiere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/2024\/01\/06\/omicidio-di-via-poma-linformativa-dei-carabinieri-simonetta-cesaroni-uccisa-dal-figlio-del-portiere\/","title":{"rendered":"Omicidio di via Poma, l\u2019informativa dei Carabinieri: \u201cSimonetta Cesaroni uccisa dal figlio del portiere?\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roma. Un nuovo scenario, dai Carabinieri ritenuto il pi\u00f9 probabile, all\u2019esito delle indagini compiute negli ultimi due anni. <strong>Simonetta Cesaroni<\/strong> uccisa da <strong>Mario Vanacore<\/strong>, il figlio del portiere dello stabile di via Poma n. 2, <strong>Pietro<\/strong>. Uno scenario che sembra non persuadere la Procura, che intende chiedere l\u2019archiviazione dell\u2019ultima inchiesta sull\u2019omicidio avvenuto il 7 agosto 1990.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, proprio Pietro Vanacore, morto suicida nel 2010, avrebbe celato il coinvolgimento del figlio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-kenta-font-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>L\u2019ipotesi dei Carabinieri<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Simonetta Cesaroni, 21 anni, lavora come segretaria contabile presso la Reli Sas, uno studio commerciale con sede in zona Casilina. Lo studio \u00e8 gestito da <strong>Ermanno Bizzocchi<\/strong> e <strong>Salvatore Volponi<\/strong>. Tra i suoi clienti, l\u2019Associazione Italiana Alberghi della Giovent\u00f9 (A.I.A.G.).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Volponi propone a Simonetta di collaborare per un certo periodo proprio con l\u2019A.I.A.G. Collaborazione che decorre dal 19 giugno 1990. Dunque: il luned\u00ec, il mercoled\u00ec e il venerd\u00ec, dalle 9 alle 12,30 e dalle 16 alle 19,30, la giovane \u00e8 impegnata presso la Reli Sas. Marted\u00ec e gioved\u00ec pomeriggio, dalle 15,30 alle 19,30, si reca presso gli uffici A.I.A.G. in via Poma. Dove verr\u00e0 uccisa con ventinove coltellate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come si sarebbero svolti i fatti secondo i Carabinieri? Il <em>Messaggero<\/em> propone una sintesi del contenuto dell\u2019informativa consegnata ai magistrati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">7 agosto. Simonetta arriva in ufficio tra le 15,40 e le 15,50. <strong>Pietro Vanacore<\/strong>, il portiere, non \u00e8 nel palazzo. Si \u00e8 recato a fare fisioterapia perch\u00e9 soffre di mal di schiena. Non \u00e8 l\u00ec neanche la moglie, <strong>Giuseppa De Luca<\/strong>. Nessuno nota la ragazza entrare nello stabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019informativa: \u201ctra le 17,50 e le 18,15, <strong>Mario Vanacore<\/strong> di sua iniziativa, per averlo gi\u00e0 fatto in precedenti occasioni\u201d, utilizzando le chiavi del padre, entra negli uffici dell\u2019A.I.A.G. \u201cmunito di agenda telefonica per effettuare gratuitamente delle telefonate interurbane.\u201d All\u2019epoca abita a Torino. Quel giorno \u00e8 a Roma con la moglie e la figlia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Entra nella sede dell\u2019Associazione e \u201csi trova davanti inaspettatamente <strong>Simonetta Cesaroni<\/strong> e a quel punto, intenzionato ad abusare della ragazza sola, verosimilmente sotto minaccia, la costringe ad andare nella stanza del direttore\u201d, dove poi il corpo senza vita della giovane sar\u00e0 rinvenuto. \u201cDopo aver chiuso la porta dell\u2019ufficio\u201d, l\u2019uomo \u201cla obbliga a spogliarsi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Simonetta prova a ribellarsi. Afferra un tagliacarte. Ferisce l\u2019aggressore. Lui \u201creagisce, sferrandole un violento colpo al viso che la stordisce e la fa cadere.\u201d E le infligge ventinove coltellate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I Carabinieri ipotizzano anche i successivi sviluppi. L\u2019uomo esce \u201cdalla stanza aprendo la porta e lasciando il proprio sangue sul lato interno e sulla maniglia\u201d. Raggiunge il telefono e cerca di \u201ccontattare il padre e la matrigna al piano seminterrato per avvisarli di quanto accaduto e chiedere aiuto. In tale circostanza sporca quindi anche la tastiera del telefono con il proprio sangue.\u201d Fugge. Si \u201cdimentica l\u2019agenda Lavazza che aveva portato al seguito per telefonare e che verr\u00e0 poi rinvenuta e prelevata dagli agenti della Polizia di Stato insieme agli oggetti personali di Simonetta Cesaroni.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi \u2013 \u00e8 sempre lo scenario ipotizzato dai militari dell\u2019Arma \u2013 il tentativo di insabbiamento. Che coinvolge, secondo l\u2019informativa, Pietro Vanacore. Asportati gli indumenti e alcuni oggetti della vittima, \u201cprelevate le chiavi con il nastrino giallo\u201d in uso ai dipendenti A.I.A.G.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cNel frattempo Mario Vanacore, spontaneamente o su suggerimento del padre, si allontana dal condominio e si reca in farmacia, perch\u00e9 comunque \u00e8 rimasto ferito.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ancora: \u201cIl tentativo di alterare la scena del crimine, viene interrotto alle 23,20 dell\u2019arrivo in via Poma di <strong>Paola Cesaroni<\/strong>.\u201d La sorella di Simonetta giunge in loco insieme al fidanzato <strong>Antonello Barone<\/strong>, al datore di lavoro della sorella, <strong>Salvatore Volponi<\/strong>, e suo figlio <strong>Luca<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giuseppa De Luca e il figlio di Pietro Vanacore avrebbero fatto trascorrere circa quindici minuti prima di accompagnarli in ufficio. Secondo i Carabinieri, strategia \u201cfunzionale a consentire a Pietrino Vanacore di allontanarsi dagli uffici e di salire al quinto piano.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tre giorni dopo il rinvenimento della vittima, Pietro Vanacore viene fermato perch\u00e9 sospettato del delitto. Sospetto che non trova conferma. Sia il portiere che sua moglie \u201cforniscono agli inquirenti la menzogna dell\u2019uomo misterioso, asseritamente visto uscire proprio all\u2019ora del delitto e con un involucro in mano, che avrebbe evidentemente dovuto contenere gli oggetti sottratti alla vittima.\u201d Un tentativo, secondo gli investigatori, di allontanare appunto i sospetti da Pietro. La De Luca sostiene anche, nella circostanza, di aver gi\u00e0 visto in via Poma Salvatore Volponi, il datore di lavoro di Simonetta. Anche in questo caso \u2013 secondo tale interpretazione \u2013 mentendo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In seguito, per il delitto, verr\u00e0 indagato <strong>Federico Valle<\/strong>, nipote dell\u2019architetto che ha progettato lo stabile di via Poma, a sua volta scagionato. Anni dopo, <strong>Raniero Busco<\/strong>, con cui Simonetta era fidanzata, verr\u00e0 accusato dell\u2019omicidio e assolto in via definitiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-kenta-font-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>\u201cSolo suggestioni\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tesi prospettata nell\u2019informativa dei Carabinieri non \u00e8 condivisa dalla Pm <strong>Gianfederica Dito<\/strong>. Il magistrato la ritiene \u201cfondata su una serie di ipotesi e suggestioni che, in assenza di elementi concreti di natura quantomeno indiziaria, non consentono di superare le forti perplessit\u00e0 sulla reale fondatezza del quadro ipotetico tracciato.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 giunta alla determinazione di chiedere l\u2019<strong>archiviazione<\/strong> anche dell\u2019ultima inchiesta, nata da un esposto della famiglia Cesaroni. Ora l\u2019ultima parola, conclude <em>Repubblica<\/em>, spetta al Gip.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alle accuse replica <strong>Mario Vanacore<\/strong>, precisando di aver visto Simonetta Cesaroni \u201csolo da morta\u201d. \u201cQuando \u00e8 stata uccisa ero con mio padre e la matrigna\u201d, dichiara alla <em>Stampa<\/em>. \u201cSiamo andati in farmacia e dal tabaccaio. La mia posizione era gi\u00e0 stata archiviata.\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma. 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