{"id":1082,"date":"2023-12-29T21:27:35","date_gmt":"2023-12-29T21:27:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.crime-post.it\/?p=1082"},"modified":"2023-12-30T06:55:13","modified_gmt":"2023-12-30T06:55:13","slug":"omicidio-dee-dee-blanchard-gypsy-rose-blanchard-e-stata-rilasciata-dal-carcere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/2023\/12\/29\/omicidio-dee-dee-blanchard-gypsy-rose-blanchard-e-stata-rilasciata-dal-carcere\/","title":{"rendered":"Omicidio Dee Dee Blanchard: rilasciata dal carcere Gypsy Rose Blanchard"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Gypsy Rose Blanchard, divenuta tristemente nota in tutto il mondo nel 2015, dopo che quest&#8217;ultima riusc\u00ec a convincere Nicholas Godejohn, all&#8217;epoca dei fatti suo fidanzato conosciuto online, ad uccidere sua madre, Clauddine &#8220;Dee Dee&#8221; Blanchard, dopo che lei l\u2019aveva costretta a fingere per anni di soffrire di leucemia, distrofia muscolare e altre gravi malattie, \u00e8 stata rilasciata dal carcere gioved\u00ec 28 dicembre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Gypsy Rose Blanchard \u00e8 stata rilasciata all\u2019inizio della giornata di ieri dal Chillicothe Correctional Cente: le \u00e8 stata concessa la libert\u00e0 condizionale dopo aver scontato l\u201985% della sua pena originale. Ella infatti \u00e8 stata condannata, a seguito di patteggiamento, per omicidio di secondo grado alla pena di dieci anni di reclusione. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">La storia estremamente peculiare di Gypsy Rose Blanchard ha attirato non solo la curiosit\u00e0 del mondo intero, ma ha persino saputo ispirare nell&#8217;opinione pubblica sentimenti di compassione e simpatia, una volta venuta a galla l&#8217;incredibile vicenda che l&#8217;ha vista tristemente protagonista. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"732\" src=\"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/gypsy-1024x732.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-1084\" srcset=\"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/gypsy-1024x732.webp 1024w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/gypsy-300x215.webp 300w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/gypsy-768x549.webp 768w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/gypsy.webp 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><sup>Gypsy Rose e sua madre, Dee Dee<\/sup><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-kenta-font-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Gypsy: matricida o &#8220;vera&#8221; vittima?<\/em>  <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Clauddine &#8220;Dee Dee&#8221; Blanchard rimase incinta a ventiquattro anni di suo marito Rod Blanchard, appena diciassettenne, il quale decise di interrompere la relazione con Dee Dee poco prima della nascita di Gypsy, nel 1991. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Fin da quando Gypsy era appena una neonata, Dee Dee si dimostr\u00f2 una madre fortemente apprensiva ed ansiosa. Si convinse che la piccola soffrisse di apnee notturne e trascorse diverse notti in ospedale, pretendendo che la figlia venisse sottoposta a tutti i controlli diagnostici necessari. Tuttavia, quando ogni test risult\u00f2 negativo, Dee Dee si convinse che i medici si sbagliassero e che sua figlia soffrisse di un qualche disturbo non meglio identificato. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Fu la prima di una lunga serie di malattie immaginarie che Dee Dee diagnostic\u00f2 alla propria figlia. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Dee Dee non permetteva a nessuno di stare con la piccola, neppure a Rod, il padre. Doveva vegliare su Gypsy ogni ora di ogni giorno e man mano che la figlia cresceva, il suo atteggiamento morboso nei confronti di Gypsy peggiorava. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Prima ancora che Gypsy compisse 6 anni, Dee Dee si era convinta, e aveva cercato di persuadere diversi medici, che la figlia soffrisse di convulsioni e che avesse un disturbo agli occhi per il quale avrebbe dovuto sottoporsi ad una operazione chirurgica. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Quando Gypsy raggiunse gli 8 anni di et\u00e0, si procur\u00f2 una lieve contusione al ginocchio, a seguito di un piccolo incidente, ma sua madre le disse che avrebbe avuto bisogno di diverse operazioni per poter, forse, tornare a camminare e che, per questo, avrebbe dovuto trascorrere anni su una sedia a rotelle, al fine di affaticare ulteriormente il ginocchio asseritamente lesionato. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">A dieci anni, Gypsy era costretta su una sedia a rotelle, indossando occhiali da vista di cui non aveva alcun bisogno e costretta a vivere ogni giorno solo ed esclusivamente con sua madre, che le impediva di andare a scuola e di frequentare qualunque altro essere umano, compreso suo padre ed i suoi parenti. La vita di Gypsy era un&#8217;infinita sequenza di visite mediche per le malattie che negli anni sua madre le aveva diagnosticato: distrofia muscolare, leucemia, asma, problemi di vista e di udito, nonch\u00e9 un disturbo ai cromosomi. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Dee Dee continuava ad ingannare la figlia ed ogni medico con cui entrasse in contatto prima, semplicemente cambiando pi\u00f9 ospedali e professionisti possibile, poi, dopo il 2005, arricch\u00ec di dettagli la propria storia, asserendo che tutte le cartelle cliniche e tutta la documentazione medica di Gypsy fosse andata perduta nell&#8217;uragano Katrina. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Dee Dee cre\u00f2 una storia drammatica che raccont\u00f2 strenuamente fino al giorno della sua morte. Sempre la stessa a medici, vicini di casa e persino in televisione: era una madre single disperata, costretta da sola a prendersi cura di una figlia terribilmente malata. Figlia la cui et\u00e0 sembrava diminuire di anno in anno, proprio come nel famoso film<em> Il Curioso Caso di Benjamin Button<\/em>: forse per muovere ancor pi\u00f9 in compassione le ignare vittime delle proprie bugie, Dee Dee cambi\u00f2 pi\u00f9 volte il certificato di nascita di Gypsy, cos\u00ec da poter raccontare che sua figlia fosse sempre pi\u00f9 giovane rispetto alla sua vera et\u00e0, persino una bambina, mentre la ragazza era ormai un&#8217;adolescente. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Cos\u00ec, la dolce ragazzina cos\u00ec gravemente malata e la madre amorevole, pronta a tutto pur di starle accanto ed accudirla, ricevettero la simpatia ed i frutti della commozione di un&#8217;intera comunit\u00e0, che non si esimette dal donare alla sfortunata coppia denaro, viaggi e altri beni. Nel 2007 Gypsy vinse persino un premio da parte di una fondazione benefica che si occupa dei diritti delle persone costrette a nutrirsi con un tubo di alimentazione. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Il tubo di alimentazione, cos\u00ec come la rasatura dei capelli e la bombola di ossigeno erano tutti &#8220;accessori&#8221;, &#8220;strumenti di scena&#8221; che Gypsy portava diligentemente con s\u00e9, ignara che fossero nient&#8217;altro che un artifizio pensato ad arte da Dee Dee per far s\u00ec che nessuno potesse mai dimenticare quanto malata fosse la sua adorata figliola. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">La stessa figlia che legava al letto con delle manette quando le disubbidiva. La stessa figlia che ha dovuto vedere sua madre martellare un computer, l&#8217;unico contatto diretto con il mondo esterno che avesse davvero. La stessa figlia che venne minacciata con quello stesso martello.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\"> <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/gypsy-rose-nick-godejohn-15ebc83deb004d7fb3073257d603c2e6-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1085\" srcset=\"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/gypsy-rose-nick-godejohn-15ebc83deb004d7fb3073257d603c2e6-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/gypsy-rose-nick-godejohn-15ebc83deb004d7fb3073257d603c2e6-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/gypsy-rose-nick-godejohn-15ebc83deb004d7fb3073257d603c2e6-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/gypsy-rose-nick-godejohn-15ebc83deb004d7fb3073257d603c2e6.jpg 1500w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><sup>Nicholas Godejohn, ex fidanzato e complice di Gypsy nell&#8217;omicidio di Dee Dee Blanchard<\/sup><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-kenta-font-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>L&#8217;omicidio ed il coinvolgimento di Nicholas Godejohn<\/em> <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Nel 2010 Gypsy trov\u00f2 per caso una copia del proprio certificato di nascita originale. 1991 era la data scritta chiaramente sul documento e questa fu la prima delle tante bugie di Dee Dee ad andare in frantumi: Gypsy non era una ragazzina, era legalmente una donna adulta. Fu il soffio che fece crollare il castello di carte. Lentamente e faticosamente, in quegli anni Gypsy comprese che sua madre era una persona ben diversa dall&#8217;immagine di protettrice e devota <em>caregiver<\/em> che per anni quest&#8217;ultima aveva minuziosamente costruito, bens\u00ec una carceriera, una donna malata che aveva commesso ogni pi\u00f9 deprecabile azione al fine di tenere in vita la truffa, l&#8217;illusione che, di fatto, era la vita di Gypsy. Lei non era malata. Quelli che prendeva prima di andare dal dentista non erano farmaci per farle provare meno dolore, ad esempio, ma uno stratagemma per simulare un problema grave di salivazione. Sua madre non le rasava i capelli per prevenirne la caduta a causa di un tumore. Lei, come scoprir\u00e0 solo successivamente, proprio nel processo per l&#8217;omicidio della madre, non aveva alcun tumore. Lei non ha mai sofferto di asma, quella bombola ad ossigeno non le era mai servita. Quella sonda con cui sua madre la costringeva a nutrirsi non le era necessaria. Pi\u00f9 il tempo passava, pi\u00f9 Gypsy comprendeva la terribile verit\u00e0: lei non aveva mai avuto alcun problema di salute, anzi. Era sempre stata sanissima.  <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Lei non era una gracile, cagionevole bambina da accudire e proteggere. Era una giovane donna a cui era stata rubata una vita intera da una madre deviata. Una volta che la consapevolezza prese il posto delle bugie, Gypsy dovette trovare una &#8220;via di fuga&#8221;, un modo per sfuggire al controllo di sua madre e le sue menzogne. Di sua madre che le impediva di avere amici, di andare a scuola, di frequentare ragazzi. Che le teneva costantemente la mano in presenza di terzi, per stringerla troppo forte se Gypsy avesse fatto intendere di non essere molto malata e sofferente. Che le rasava i capelli. Che le dava costantemente farmaci che non solo non le servivano, ma a volte la facevano persino stare male. Le menzogne di una donna che aveva ingannato il mondo intero. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Nel 2012, Gypsy entr\u00f2 in contatto con un uomo, Nicholas Godejohn ed in lui, Gypsy vide la sua unica speranza di liberarsi dal giogo di Dee Dee. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Nicholas Godejohn era indubbiamente il candidato perfetto per il ruolo che Gypsy sperava di fargli ricoprire nella storia della sua vita: diversi precedenti ed un disturbo dissociativo dell&#8217;identit\u00e0. Ben presto i due iniziarono una relazione a distanza, esclusivamente online e Nicholas fin\u00ec con diventare ossessionato da Gypsy. In un&#8217;intervista del 2019, anni dopo la loro separazione avvenuta durante il processo, Godejohn afferm\u00f2 di aver saputo fin da subito che lui e Gypsy fossero &#8220;anime gemelle&#8221;, che gli anni in cui si frequentarono online fossero stati &#8220;i migliori della propria vita&#8221; e, infine, che fosse sinceramente convinto che lui e Gypsy si sarebbero sposati e avrebbero messo su famiglia.  <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Non si fa certo fatica a comprendere come un soggetto psicologicamente compromesso e con un passato di violenza si fece convincere facilmente a porre fine agli abusi patiti dalla sua amata Gypsy, estirpando il problema alla radice. Tanto che, ad oggi, mentre Gypsy si dice profondamente pentita di quanto ha finito col vedersi costretta a commettere, affermando che all&#8217;epoca non avesse gli strumenti necessari per ricavarsi un&#8217;altra via di salvezza dalla propria madre carceriera se non quello dell&#8217;omicidio, Godejohn non mostra alcun rimorso in merito all&#8217;accaduto, anzi, continua a comportarsi come se ci\u00f2 che ha fatto fosse stato assolutamente necessario, eroico persino: &#8220;volevo assicurarmi che sua madre non le facesse pi\u00f9 del male. Me ne sono assicurato&#8221; ha ribadito nella pi\u00f9 recente intervista che abbia rilasciato. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Nel giugno del 2015, difatti, Nicholas Godejohn venne fatto entrare di nascosto in casa da Gypsy, la quale aveva gi\u00e0 preparato dei guanti, del nastro adesivo ed un coltello: tutto ci\u00f2 che potesse servirgli per portare a termine il loro piano. Gypsy si chiuse in bagno, coprendosi le orecchie ed aspett\u00f2 che Nicholas facesse il resto. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">L&#8217;uomo pugnal\u00f2 Dee Dee nel sonno, uccidendola e ponendo fine, una volta per tutte, agli abusi perpetrati ai danni di Gypsy. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"620\" height=\"328\" src=\"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/QUALR2FPMREWDHVOEYF3LOWJKI.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-1086\" srcset=\"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/QUALR2FPMREWDHVOEYF3LOWJKI.webp 620w, https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/QUALR2FPMREWDHVOEYF3LOWJKI-300x159.webp 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><sup>Dee Dee e Gypsy Blanchard<\/sup><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-kenta-font-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Dee Dee: vittima o carnefice?<\/em> <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Quello di Dee Dee Blanchard \u00e8 probabilmente il caso pi\u00f9 noto e pi\u00f9 eclatante di Sindrome di M\u00fcnchhausen per Procura che si sia visto, quantomeno, nell&#8217;ultimo decennio. Di certo \u00e8, per quanto \u00e8 noto, l&#8217;unico che si sia concluso con l&#8217;omicidio dell&#8217;abusante per mano dell&#8217;abusato. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">La Sindrome di M\u00fcnchhausen per Procura \u00e8 una peculiare ed alquanto rara malattia psichiatrica che prende il nome dall&#8217;omonimo barone tedesco vissuto nel XVIII secolo, famoso per la sua spasmodica tendenza a raccontare gesta inventate ed assai inverosimili, con il solo scopo di attirare su di s\u00e9 l&#8217;attenzione altrui.  Si tratta di una malattia mentale in cui un soggetto definito <em>caregiver <\/em>(colui che si occupa di un soggetto pi\u00f9 debole, solitamente un minore, un anziano o un soggetto portatore di handicap), al fine di attirare su di s\u00e9, non semplicemente l&#8217;attenzione, ma la compassione e la benevolenza altrui, finge che una persona affidata alle sue cure sia malata.  Comunemente, \u00e8 una condizione psichiatrica che interessa il genitore, pertanto il <em>caregiver<\/em>, ove nei casi meno gravi, egli riferisce sintomi inesistenti in relazione a malattie immaginarie del proprio figlio, ma nei casi pi\u00f9 gravi arriva addirittura a provocare egli stesso un danno al bambino, facendogli assumere sostanze, ad esempio, in modo tale che egli abbia effettivamente un problema di salute o quantomeno appaia malato a terzi inconsapevoli. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">La persona affetta da sindrome di M\u00fcnchhausen per procura presenta delle caratteristiche ricorrenti. Si tratta generalmente di donne, le quali spesso hanno vissuto un&#8217;infanzia in contesti problematici, ad esempio, a causa di una scarsa attenzione e cura da parte dei genitori; talvolta hanno un trascorso di problemi psichiatrici o di dipendenze da sostanze stupefacenti o da alcool. Inoltre, il <em>caregiver<\/em> affetto da tale Sindrome tende a reagire sempre in maniera estremamente composta di fronte all&#8217;apparente malattia del figlio, cogliendo ogni minima occasione, o creandola, per trascinare la propria prole in ospedale o studi privati al fine di sottoporla alle pi\u00f9 disparate terapie ed accertamenti. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Quando il personale sanitario non d\u00e0 credito o mette in dubbio la veridicit\u00e0 dei sintomi o la storia clinica riferita, il genitore reagisce in maniera ostile, solitamente interrompendo bruscamente il rapporto con il medico o con l&#8217;equipe che ha in cura il figlio e conducendolo in un altro ospedale o da un diverso specialista, ricominciando da capo la propria storia, adducendo sempre nuovi sintomi ed accampando scuse sulla scarsit\u00e0 di risultati di esami che confermino quanto asserito dal <em>caregiver<\/em> stesso. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Altro elemento tipico di chi soffre di questa sindrome \u00e8 quello di dipingere il quadro clinico del proprio figlio come il pi\u00f9 difficile e sofferente possibile. Non \u00e8 solo una storia di malattia, quella che creano per s\u00e9 stessi, ma una sorta di dramma epico che possa dipingerli agli occhi di parenti, conoscenti e persino del pubblico, come eroi. Questi genitori sfortunati di figli altrettanto sfortunati, che affrontano una terribile malattia con tanta dignit\u00e0 e fiducia, spesso diventano personaggi pubblici, perch\u00e9 l&#8217;attenzione da parte di un pubblico sempre pi\u00f9 grande, \u00e8 ci\u00f2 che patologicamente agognano. Ma non un pubblico qualsiasi, bens\u00ec un pubblico che li acclami come martiri, come simboli di virt\u00f9. Come genitori modello. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Il profilo si attaglia perfettamente sulla figura di Dee Dee Blanchard e forse, proprio per questo, dal 2015 ad oggi si \u00e8 osservata una drastica inversione di rotta rispetto ai sentimenti dell&#8217;opinione pubblica nei suoi confronti. Da madre modello, oggetto delle simpatie e del rispetto della societ\u00e0 americana, ora viene dipinta come una sorta di mostro, una donna malata e violenta che ha portato la propria figlia all&#8217;omicidio, pur di liberarsi da una vita di abusi. E Gypsy? Ora \u00e8 lei quella guardata con sincera compassione, piet\u00e0 persino. Ma soprattutto, perdono. Poco importa che nel mondo diversi autori si dicano sconcertati dall&#8217;eccessivo numero di interviste che la giovane donna ha concesso negli anni. Poco importa se in molti si chiedano se Gypsy non abbia imparato da sua madre la nobile arte della manipolazione, la stessa che ha usato nel 2015 per convincere un uomo ad uccidere per lei. Nulla di questo importa perch\u00e9 oggi la scarcerazione di Gypsy viene accolta sul web e sui social media come un giorno di gioia e di giustizia. Nulla di questo importa, forse, perch\u00e9 nessuno vuole chiedersi come abbia fatto Dee Dee ad ingannare il mondo per ben ventiquattro anni; nessuno vuole chiedersi perch\u00e9 Rod non abbia combattuto per sua figlia, nessuno vuole chiedersi perch\u00e9 la vicina di casa, l&#8217;asserita unica amica di Gypsy non abbia mai sospettato di nulla. Quello che importa davvero alla societ\u00e0 americana \u00e8 che &#8220;<em>it&#8217;s in the ether now, and we want to capitalize on it<\/em>.&#8221;<sup>1<\/sup> E cos\u00ec nel 2017 esce il documentario prodotto da HBO, nel 2018 quello prodotto da Jesse Vile, nel 2019 esce The Act, una serie tv ispirata ai fatti e James Patterson ha collaborato ad una miniserie con un episodio dedicato al caso; infine, una nuova docuserie prodotta da Lifetime \u00e8 in uscita a breve. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Ma se tutti devono lucrare su ventiquattro anni di abusi e su un omicidio, che almeno sia la stessa Gypsy a farlo. Il 09 gennaio 2024 uscir\u00e0 la sua biografia, dal titolo &#8220;<em>Released: Conversations on the Eve of Freedom<\/em>&#8221; che ad oggi, prima ancora che sia disponibile al pubblico, \u00e8 gi\u00e0 al primo posto nella classifica delle biografie su Amazon.usa <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Vd. https:\/\/eu.news-leader.com\/story\/news\/local\/ozarks\/2018\/01\/22\/agreeing-all-those-interviews-gypsy-blanchard-just-doing-what-her-mother-taught-her\/1054059001\/. <\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fonti Immagini <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/img.ilgcdn.com\/sites\/default\/files\/styles\/xl\/public\/foto\/2021\/06\/30\/1625076851-schermata-2021-06-29-192623.jpg?_=1625076851\">https:\/\/img.ilgcdn.com\/sites\/default\/files\/styles\/xl\/public\/foto\/2021\/06\/30\/1625076851-schermata-2021-06-29-192623.jpg?_=1625076851<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/globalnews.ca\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/MicrosoftTeams-image-223.png?w=1200\">https:\/\/globalnews.ca\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/MicrosoftTeams-image-223.png?w=1200<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.google.com\/url?sa=i&amp;url=https%3A%2F%2Fpeople.com%2Fwhere-is-nicholas-godejohn-now-8420371&amp;psig=AOvVaw193aL37FeQfS3lGdP_uwBB&amp;ust=1703953838621000&amp;source=images&amp;cd=vfe&amp;opi=89978449&amp;ved=0CBEQjRxqFwoTCKior_mItYMDFQAAAAAdAAAAABAD \">https:\/\/www.google.com\/url?sa=i&amp;url=https%3A%2F%2Fpeople.com%2Fwhere-is-nicholas-godejohn-now-8420371&amp;psig=AOvVaw193aL37FeQfS3lGdP_uwBB&amp;ust=1703953838621000&amp;source=images&amp;cd=vfe&amp;opi=89978449&amp;ved=0CBEQjRxqFwoTCKior_mItYMDFQAAAAAdAAAAABAD <\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.nydailynews.com\/wp-content\/uploads\/migration\/2019\/03\/17\/QUALR2FPMREWDHVOEYF3LOWJKI.jpg?w=620\">https:\/\/www.nydailynews.com\/wp-content\/uploads\/migration\/2019\/03\/17\/QUALR2FPMREWDHVOEYF3LOWJKI.jpg?w=620<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gypsy Rose Blanchard, divenuta tristemente nota in tutto il mondo nel 2015, dopo che quest&#8217;ultima riusc\u00ec a convincere Nicholas Godejohn, all&#8217;epoca dei fatti suo fidanzato conosciuto online, ad uccidere sua madre, Clauddine &#8220;Dee Dee&#8221; Blanchard, dopo che lei l\u2019aveva costretta a fingere per anni di soffrire di leucemia, distrofia muscolare e altre gravi malattie, \u00e8 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":1083,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-container-style":"default","site-container-layout":"default","site-sidebar-layout":"default","site-transparent-header":"default","disable-article-header":"default","disable-site-header":"default","disable-site-footer":"default","disable-content-area-spacing":"default","_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[8,6],"tags":[12,14,67,65,66,62,68],"class_list":["post-1082","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-criminologia","category-cronaca-e-true-crime","tag-criminologia","tag-cronaca","tag-cronaca-nera","tag-dee-dee-blanchard","tag-gypsy-rose-blanchard","tag-omicidio","tag-sindrome-di-munchausen-per-procura"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.crime-post.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/gypsy.articolo.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1082","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1082"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1082\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1106,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1082\/revisions\/1106"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1083"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1082"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1082"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crime-post.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1082"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}